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giovedì 25 giugno 2026

Doppio terremoto in Venezuela. Il governo socialista si mobilita. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Bolivariana del Venezuela è stata colpita da due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5.

164 persone morte e quasi 1000 i feriti, secondo quanto riferito dalla Presidente incaricata Delcy Rodriguez, la quale, inoltre, ha annunciato la creazione di un fondo di 200 milioni di dollari, utilizzando risorse del Fondo Monetario Internazionale, per la ricostruzione delle infrastrutture vitali. Verrà, inoltre, istituito un fondo al fine di fornire assistenza immediata alle vittime e saranno attivate linee di credito speciali attraverso banche pubbliche e private, per coloro i quali hanno perduto la loro principale fonte di reddito.

La Presidente Rodriguez ha affermato, inoltre, che vi sarà un ulteriore stanziamento di fondi attraverso il sistema pubblico “Patria per i lavoratori”, per coloro i quali hanno perduto il loro lavoro.

La Presidente incaricata ha altresì riferito che lo stato più colpito è La Guaira, con decine di edifici crollati ed ha sottolineato che sono in corso le operazioni di soccorso, aggiungendo che sono stati resi disponibili hotel e rifugi per le persone che hanno perduto le loro case o le cui abitazioni hanno subito danni strutturali.

La Presidente Rodriguez ha anche esortato i cittadini ad utilizzare l'applicazione VenApp, al fine di segnalare situazioni abitative pericolanti o la scomparsa dei loro parenti.

Delcy Rodriguez ha altresì ringraziato tutti i popoli e i governi del mondo, per la loro solidarietà e vicinanza.

Fra i primi Paesi a mobilitarsi in soccorso del Paese, fra gli altri, attraverso aiuti umanitari, il Brasile di Lula e la Repubblica Popolare Cinese, oltre a Cuba, che ha inviato personale medico.

Anche il Presidente costituzionale del Venezuela, Nicolas Maduro, dal carcere di New York nel quale è illegalmente detenuto dal regime statunitense, dal 3 gennaio scorso, assieme a sua moglie Cilia Rodriguez, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza al suo Paese.

Attraverso i social, il Presidente Maduro ha scritto, fra le altre cose: “Di fronte al potente terremoto che ha colpito la nostra nazione, le nostre preghiere sono rivolte alle famiglie venezuelane colpite. In questo momento difficile, invochiamo l'unità nazionale, la serenità e l'amore. Il nostro cuore è con tutto il Venezuela! (…) Oggi la parola è una sola: massima unione, massima solidarietà e massima azione! (…) Che Dio benedica e protegga il Venezuela!”.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

venerdì 30 gennaio 2026

La Presidente socialista ad interim, Delcy Rodriguez, gradita dal 79% dei venezuelani. Articolo di Luca Bagatin

 

Secondo un sondaggio condotto dall'istituto Hinterlaces, la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, avrebbe un indice di gradimento, da parte della popolazione, del 79% e fra i cittadini che si definiscono “chavisti”, ovvero sostenitori della corrente socialista fondata dal compianto Presidente Hugo Chavez, il sostegno alla Presidente sarebbe pari al 92%.

Il 91% degli intervistati ritiene, peraltro, che sia necessario sostenere la Presidente Rodriguez, al fine di garantire la stabilità del Paese.

Lo stesso sondaggio rileva come il 95% degli intervistati abbia espresso condanna per l'azione militare statunitense contro il Venezuela e, l'84% degli intervistati, ritiene di avere la capacità necessaria per superare gli ostacoli di fronte alle avversità.

Il sondaggio è stato condotto intervistando circa 1.200 cittadini residenti in Venezuela nel corso del mese di gennaio.

Delcy Rodriguez, 56 anni, avvocato, è figlia del rivoluzionario Jorge Antonio Rodriguez, fondatore della Lega Socialista, morto nel 1976 a soli 34 anni a causa delle torture subite dai servizi di sicurezza venezuelani dell'epoca.

Membro della direzione nazionale del Partito Socialista Unito del Venezuela, Delcy Rodriguez iniziò la sua carriera politica nel 2002, rivendicando l'eredità politica socialista di suo padre e sostenendo il Presidente socialista Hugo Chavez, il quale - in quell'anno - subì il suo primo tentativo di golpe, sostenuto dagli USA e guidato dall'imprenditore Pedro Carmona Estanga.

Con Chavez fu nominata Ministro per gli Affari Presidenziali nel 2006 e, nel 2014, fu nominata dal Presidente Nicolas Maduro Ministro degli Affari Esteri, carica che ricoprì fino al 2017. Dal 2017 al 2018 fu Presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente e, successivamente, fu nominata Vicepresidente del Venezuela.

Leale alla Rivoluzione Bolivariana, ispirata agli ideali di Simon Bolivar, il Giuseppe Garibaldi dell'America Latina, ovvero alla difesa di giustizia sociale, sovranità nazionale e indipendenza economica, Delcy Rodriguez, da Presidente ad interim, dopo l'attacco statunitense e il rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, lo scorso 3 gennaio, da parte del regime di Donald Trump, ha giurato di difendere il Venezuela dai suoi nemici esterni.

In tal senso ha annunciato la creazione di un Ufficio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza Informatica, al fine di proteggere lo spazio digitale del Paese da attacchi tecnologici come quelli usati dalle stesse autorità statunitensi.

La Presidente ha anche annunciato la necessità di rafforzare la giustizia sociale e in particolare il comparto sanitario, oltre a riaffermare la sovranità delle risorse energetiche del Venezuela, attraverso una legge di riforma degli idrocarburi, votata anche dalle opposizioni.

Le entrate relative alla vendita di idrocarburi saranno investite, oltre che nella modernizzazione del settore energetico, anche in implementazione dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria pubblica e in aumenti salariali.

Luca Bagatin

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lunedì 1 dicembre 2025

Sostegno del mondo socialista internazionale al Venezuela, contro le dichiarazioni di Trump. Articolo di Luca Bagatin

 

Se Trump, in Europa, sembra ricercare la pace, altrove, in America Latina, sembra proseguire una politica imperialista e bellicista di ingerenza negli affari di Stati sovrani.

E' il caso della dichiarazione, da parte del Presidente USA, di chiusura dello spazio aereo del Venezuela, usato come pretesto per combattere il traffico di droga, che ha sollevato le proteste di numerosi leader ed esponenti socialisti, latinoamericani e non.

Fra questi il Presidente socialista della Colombia, Gustavo Petro, il quale, fra le altre cose, sui social, ha dichiarato che “La chiusura dello spazio aereo del Venezuela è completamente illegale. L'ICAO (ovvero l'Organizzazione Internazionale per l'Aviazione Civile) deve riunirsi immediatamente. (…). L'ordine internazionale deve essere preservato e l'America Latina e i Caraibi devono dirlo senza timore (…). Chiedo al Presidente Trump di ritornare al rispetto dell'ordine giuridico internazionale che è la summa della saggezza della civiltà umana

Chiedo all'Unione Europea, nell'interesse dell'accordo raggiunto tra l'Unione Europea e l'America Latina e i Caraibi, di ordinare la normalizzazione dei voli per il Venezuela o di multare le imprese che non lo fanno.

Chiedo a tutti i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi di riavviare i loro voli normali.

In Colombia devono essere sanzionate le imprese che si rifiutano di assumere i servizi per i quali si sono impegnate; devono seguire le indicazioni dell'ICAO o del governo colombiano.

L'umanità deve essere libera di volare e i cieli devono essere aperti in ogni parte del mondo”.

Dello stesso avviso anche Cuba che, attraverso il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla, ha parlato di “atto aggressivo per il quale nessuno Stato ha autorità al di fuori dei propri confini nazionali”, invitando la comunità internazionale a “denunciare il preludio a un attacco illegittimo”.

Egli ha altresì sottolineato che “si tratta di una minaccia molto seria al diritto internazionale e di un aumento dell’escalation dell’aggressione militare e della guerra psicologica contro il popolo e il governo venezuelano, con conseguenze incalcolabili e imprevedibili per la pace, la sicurezza e la stabilità in America Latina e nei Caraibi”.

Numerose le proteste provenienti da varie organizzazioni e esponenti latinoamericani e del resto del mondo di ispirazione socialista, fra le quali quelle del deputato peronista argentino Jorge Taiana, il quale ha appoggiato pienamente il discorso del Presidente colombiano Gustavo Petro.

La Repubblica Popolare Cinese, attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, alcuni giorni fa, aveva peraltro invitato gli USA a revocare le sanzioni “illegali e unilaterali” imposte al Venezuela e ad adoperarsi per “favorire la pace, la stabilità e lo sviluppo in America Latina e nella regione dei Caraibi”.

Mao Ning aveva altresì affermato che “La Cina si è sempre opposta alle sanzioni unilaterali che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale e non sono autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e si oppone alle forze esterne che interferiscono negli affari interni del Venezuela con qualsiasi pretesto”.

Luca Bagatin

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lunedì 26 agosto 2024

Al via una nuova prova di democrazia partecipativa in Venezuela. Articolo di Luca Bagatin


In Venezuela, domenica 25 agosto scorsa, si è tenuta la “Seconda Consultazione Nazionale Popolare”, una forma di democrazia diretta che ha coinvolto 4.505 circoscrizioni comunali.

Alla consulta hanno potuto partecipare tutti i cittadini venezuelani a partire dai 15 anni di età, i quali hanno potuto votare per questioni riguardanti l'acqua potabile, il sistema stradale, il sistema abitativo, elettrico, la sanità, l'istruzione, il sistema fognario, il sistema produttivo, l'ambiente, il trasporto pubblico, il sistema energetico e il trasporto pubblico.

La presidente della Commissione Elettorale Nazionale Comunale, Carolina Arellano, ha sottolineato la massiccia partecipazione dei venezuelani, in linea con la partecipazione alla precedente consulta popolare, tenutasi lo scorso 21 aprile.

In tale consultazione sono stati scelti oltre 27.000 progetti sui 103.000 proposti dai consigli comunali di tutto il Paese, attraverso assemblee popolari.

Il Vicepresidente dei Consigli Comunali e dei Comuni del Partito Socialista Unito del Venezuela ed ex Ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, in un'intervista a teleSUR, ha spiegato il sistema di democrazia partecipativa venezuelano, affermando che “Nel nostro Paese ci organizziamo in consigli comunali, che possono essere di 100 o 80 famiglie, nelle zone rurali 30 famiglie, in un dato territorio. Lì emerge il primo quadro istituzionale: i comitati per la casa, la sanità, l’acqua e l’elettricità. C'è un'unità finanziaria, un'unità di controllo. È un'istituzione che il popolo stesso si da in un'assemblea aperta dei suoi cittadini”.

Un sistema municipalista che fu pensato già dal leader socialista Hugo Chavez, basandosi sulle esperienze di Paesi socialisti quali la Cina, Cuba e il Vietnam.

Arreaza, nell'intervista, ha spiegato che il Consiglio Comunale è “il consiglio dei cittadini”. Un sistema “di governo sul territorio, dove il popolo può prendere le grandi decisioni”.

Nel momento in cui un governante che ricopre una carica rappresentativa si disconnette dalla base, è allora che smettiamo di avere una democrazia partecipativa”, ha sottolineato Arreaza.

Se riusciamo a far sì che il ministro, il sindaco o il governatore, che sono dei livelli di rappresentanza, si colleghino con il Consiglio Comunale, con l’agenda di azione concreta delle comunità, con i progetti di questa consultazione e altri progetti, allora parliamo di una vera democrazia partecipativa”, ha proseguito nell'intervista.

Arreaza ha fatto altresì presente che, tale processo elettorale, è stato seguito da almeno 120 osservatori internazionali provenienti da Europa, USA, Africa e America Latina.

Ed ha fatto presente che, nel dicembre prossimo, vi sarà un'altra consultazione popolare e che, nel 2025, ce ne saranno quattro, oltre alle elezioni per l'Assemblea nazionale, i governatori e i sindaci.

I progetti votati dagli elettori riceveranno le risorse economiche necessarie per la loro realizzazione e tali risorse saranno amministrate da ciascuna comunità locale, come previsto dalla Costituzione venezuelana.

Luca Bagatin

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mercoledì 10 maggio 2017

Comunicato ufficiale dell'Ambasciata del Venezuela in Italia sul comportamento fazioso dei media (riceviamo e volentieri pubblichiamo)

COMUNICATO. 
AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA PRESSO LA REPUBBLICA ITALIANA

A causa degli ultimi eventi verificatosi in Venezuela e l’irresponsabile manipolazione politica e mediatica, l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana presso la Repubblica italiana dichiara:
1. Settori violenti dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani supportati da autorità municipali in cui governa l’opposizione di destra.
2. Respingiamo la manipolazione mediatica, la violazione sistematica del legittimo diritto di replica e la mancanza di “controparti” nello scenario mediatico italiano.
3. Come si può notare, i mezzi di “comunicazione” in modo deplorevole, tendenzioso e attraverso informazioni imprecise e incomplete, sono diventati gli attori politici che raccontano, secondo i propri interessi, gli eventi accaduti nel nostro paese.
4. Respingiamo, inoltre, il comportamento irresponsabile di alcuni rappresentanti politici che, senza informazioni precise, includono nella loro agenda politica gli affari del nostro paese. Ricordiamo che il Venezuela è uno stato libero e sovrano, e che il rapporto tra gli Stati si deve basare sulla non ingerenza e nel pieno rispetto della sovranità e dell’ordinamento giuridico di ciascun paese.
5. A causa dei tristi episodi di violenza che si sono registrati durante alcune manifestazioni, anche attraverso l'uso di armi da fuoco, saccheggi, distruzione di unità del trasporto pubblico e attacchi rivolti contro vari municipi e uffici pubblici attuati da manifestanti “pacifici”, le autorità per la sicurezza pubblica devono garantire la sicurezza e la tranquillità della popolazione in conformità con la Costituzione e le norme per la tutela dei diritti dell'uomo.
6. Il Potere Costituente, convocato dal Capo di Stato Nicolás Maduro, come stabilito dall’articolo 347 della Costituzione “Il popolo è il depositario del potere costituente originario”, cerca di evitare l’anarchia che intendono stabilire alcuni leader dell’opposizione, per risolvere il conflitto tra i poteri pubblici e per trovare un’alternativa al dialogo proposto dal Santo Padre e che “non è continuato per la divisione tra i partiti dell’opposizione” così come ha riferito lo stesso Papa Francesco alcuni giorni fa.
7. La convocazione dell’Assemblea Costituente include tutti i settori che rappresentano l'intero paese (non solo il governo e l'opposizione) per l’interesse nazionale e la pace del popolo venezuelano.
8. Invitiamo a rispettare la nostra sovranità. Dobbiamo osservare la pace come l’unico percorso e il fine ultimo per risolvere i problemi nella nazione venezuelana e respingiamo l’istigazione all'odio e all'intolleranza da parte di alcuni leader dell'opposizione.


Roma, 08 maggio 2017

sabato 25 febbraio 2017

Quarto anniversario della morte fisica del Presidente Hugo Chavez: evento organizzato dall'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia

In occasione del quarto anniversario della scomparsa fisica del Presidente del Venezuela Hugo Rafael Chavez Frias, desiderimo segnalare e promuovere un evento organizzato dall'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, che si terrà venerdì 3 marzo prossimo alle ore 17.00 presso il Teatro Lo Spazio di Roma (Zona San Giovanni - Via Locri, 42/44).
Nell'occasione sarà proiettato il film "De Bolívar a Chávez: Hacia la segunda independencia".




Riportiamo inoltre qui di seguito l'articolo di Luca Bagatin del 30 gennaio 2015 dal titolo "Hugo Chavez e il Socialismo del Ventunesimo Secolo. Una prospettiva umanitaria e libertaria per uscire dalla crisi", che tratteggia la vita politica e l'opera del Comandante e Presidente Chavez (http://amoreeliberta.blogspot.it/2015/01/hugo-chavez-ed-il-socialismo-del.html). 


Hugo Chavez, ex Presidente del Venezuela di cui abbiamo diverse volte già parlato, ha ridato, dal 1999 al 2013, digità al suo popolo.
Un popolo sfruttato prima dal colonialismo spagnolo e successivamente dalle multinazionali statunitensi ed europee e da governi locali corrotti e corruttori.
Di Chavez, qui da noi, si sa sempre molto poco, come molto poco si conosce la Storia dell'America Latina degli ultimi decenni e di quel “Socialismo del Ventunesimo Secolo” ideato dal sociologo ed intellettuale Heinz Dieterich che, lungi dall'essere uno spauracchio del nuovo comunismo o della sinistra mondiale (Chavez non è mai stato comunista, bensì socialista libertario e bolivariano), è ed è stata una prospettiva anti-ideologica, oltre la destra e la sinistra. Una prospettiva nazional-internazionalista, anti-capitalista ed anti-imperialista.
Con l'avvento di Chavez al governo di questo fiero Paese latinoamericano – alla fine del 1998 - le cose, in tutto il Continente, sono via via mutate ed i leader socialisti nazionali, libertari ed umanisti hanno ben presto trionfato in pressoché tutti i Paesi dell'America del Sud: da Lagos e Bachelet in Cile; da Lula alla Roussef in Brasile; da Evo Morales in Bolivia, ai Kirchner in Argentina, a Mujica e Tabaré Vazquez in Uruguay sino a Rafael Correa in Equador.
Chavez che, nel 1992 tentò un colpo di Stato contro l'oligarchia corrotta al potere, diverrà Presidente democraticamente eletto pochi anni dopo e rimarrà in carica sino alla morte...ed anche oltre, se pensiamo che il suo successore Nicolas Maduro è ancora oggi al governo, pur fra luci ed ombre.
Ombre figlie di quel potere che lo stesso Chavez tentò di combattere, di quella corruzione anche interna al suo partito - prima il Movimento Quinta Repubblica e successivamente il Partito Socialista Unito del Venezuela - che pur egli tentò con ogni mezzo di allontanare.
Purtuttavia l'esempio di Chavez è ancora lì, come un faro nella notte di una globalizzazione che ingloba. Di un Sud America ferito nei secoli e di un Occidente “liberal” che, messo a confronto, sembra assai meno democratico ed assai meno pluralista. Un Occidente ove prevale un'austerità senza sentimento. Un Occidente prostituito all'economia ed alla finanza, che imbroglia ed imbriglia i suoi stessi cittadini, prede inconsapevoli del marketing e del consumismo, ovvero di un “piacere” effimero destinato ad annientarci.
Hugo Chavez ha ispirato la sua azione di governo a Simon Bolivar, “El Libertador” che sconfisse l'Impero di Spagna nei primi anni dell'800 e che divenne Presidente delle Repubbliche di Venezuela, Colombia, Bolivia, Ecuador, Panama e Perù.
Hugo Chavez che, lungi dall'avere un'ideologia preconfezionata (come non aveva un'ideologia preconfezionata lo stesso Bolivar, né il nostro Giuseppe Garibaldi che, negli anni, pur si ispirerà al socialismo umanitario e sansimoniano), aprirà le porte ad una vera Terza Via (alla faccia di quella “liberal” dei Clinton e dei Veltroni), ovvero a quel Socialismo del XXIesimo secolo che farà rifiorire il meglio di quella che nell'800 – in Europa – fu l'idea di emancipazione sociale della Prima Internazionale dei Lavoratori, alla quale aderirono socialisti, mazziniani, repubblicani, garibaldini ed anarchici.
Il governo di Chavez, lungi dall'essere rivoluzionario in senso stretto – visto che non riuscirà a superare il capitalismo e dunque l'economia di mercato – purtuttavia offrirà importanti prospettive al popolo venezuelano. E ciò attraverso la nazionalizzazione dell'industria petrolifera ed attraverso la fondazione di Missioni Sociali finanziate anche grazie ai proventi derivanti dal petrolio. Pensiamo alla Mision Barrio Adentro (letteralmente “dentro il quartiere”), dedicata all'assistenza sanitaria gratuita specie nei quartieri popolari, ove sono stati istituiti consultori medici famigliari, centri diagnostici integrati e centri ospedalieri specializzati. Il tutto grazie anche alla consulenza ed all'intervento di medici cubani (e non dimentichiamo che, a dispetto di quanto si tende a credere da noi, Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, sia in termini di efficienza che di risultati, con tassi di mortalità infantile fra i più bassi al mondo ed un ottimo sviluppo delle biotecnologie).
Pensiamo poi alla Mision Robinson, dedicata all'alfabetizzazione, che ha portato ad imparare a leggere e a scrivere un milione e mezzo di persone; alla Mision Ribas, dedicata a completamento degli studi secondari superiori; alla Mision Sucre dedicata al sostegno degli studenti di livello universitario.
Vi sono poi altre missioni sociali istituite dal Governo Chavez, quali la Mision Negra Hipolita, dedicata al recupero delle persone emarginate e la Mision Sonrisa, che mira a dotare di protesi dentaria le persone che non se le possono permettere economicamente.
Quale altro governo al mondo avrebbe fatto questo ? In quale altro continente se non nell'America Latina sfruttata, repressa, ma ove l'amore e la spiritualità – pur fra molta violenza e diffusissima criminalità – hanno sempre trovato un posto nel cuore di quei popoli ?
Si dirà che tali missioni sono state accompagnate anche a fenomeni di clientelismo e di corruzione ed è vero. Purtuttavia non a causa del Presidente Chavez che, quando ha potuto, ha rimosso i responsabili e lo ha fatto anche e soprattutto su pressione del popolo, coinvolto direttamente nel sistema delle Missioni, a livello volontaristico, sociale, politico, mutualistico, umano.
Un vero e proprio sistema di autogestione sociale, pur con tutte le sue possibili imperfezioni, certo.
E la medesima cosa è avvenuta per quanto concerne l'edilizia popolare, con la costruzione di moduli abitativi moderni e poco costosi.
E, aspetto importante da sottolineare, è che nelle Missioni sociali l'80% delle persone che vi lavorano e che le dirigono sono donne le quali, smessi i panni di mogli madri e di famiglia, danno ed hanno dato un profondo contributo alla cosiddetta “rivoluzione bolivariana” avviata dallo chavismo.
E proprio le donne – già in passato guerrigliere – hanno lottato in Venezuela anche per avere una congrua rappresentanza politica del 50% nei partiti e per la depenalizzazione dell'aborto.
Si pensi, a tal proposito, che la Costituzione Bolivariana promossa da Chavez nel 1999, prevede il diritto alla salute sessuale e riproduttiva delle donne, il riconoscimento del lavoro domestico e dunque la sicurezza sociale per le casalinghe, ovvero tutte cose che non erano riconosciute dalla legislazione precedente.
Questi, in sostanza, i risultati di quel “Socialismo del XXIesimo Secolo” che è declinato non come marxismo o come “dittatura del proletariato”, bensì come “socialismo ecologico”, come “socialismo libertario”, ovvero un processo che vede al centro l'individuo e non lo Stato, ove la proprietà privata è rispettata tanto quanto lo sono l'ambiente e gli animali.

Ed è proprio questo che lo pone in un'ottica che va oltre le ideologie sinistra-destra, al punto da far amare o aver fatto amare nel corso della Storia, personalità politiche quali Chavez, ma anche Che Guevara, Castro, Peron, Garibaldi, tanto a persone di destra che di sinistra, pur sapendo che proprio questi eroi combattenti erano oltre le ideologie, su un altro piano che li poneva al centro di una prospettiva politico-sociale umanitaria.
E forse è proprio questo che ha fatto paura, durante la Guerra Fredda, all'Urss ed agli USA, ed ancora oggi fa paura ad un'Occidente ove l'essere umano è messo in disparte e sostituito da parole quali “crescita”, “sviluppo”, “crisi economica”, “produttività”, in luogo di “decrescita”, “sviluppo del potenziale umano e sociale”, “crescita interiore” e così via.
E questa non è mera retorica “no-global”, anche perché chi scrive non ha mai militato nelle file noglobaliste, ma pura osservazione di fatti storico-sociali.
Interessante poi l'organizzazione della rappresentanza politica di base nel Venezuela chavista, ove si è giunti ad un pressoché superamento della democrazia rappresentativa, attraverso l'istituzione di Consigli Comunali aperti a tutta la cittadinanza locale. E si pensi che proprio in America Latina, a Porto Alegre in Brasile nel 1989, si è avuto il primo esempio di Bilancio Comunale Partecipativo, ovvero alla cui formazione partecipò la cittadinanza attiva stessa.
Altro che Movimento Cinque Stelle ! Altro che boutade grillesche tanto per accaparrarsi qualche voto e qualche sedia da scaldare in Parlamento pagata dai contribuenti !
Anche l'economia chavista è fondata su principi di equità, ovvero se un'azienda privata è inattiva e non è venduta dal proprietario oppure il proprietario non vuole riattivarla attraverso il contribito dello Stato, questa può essere espropriata e dichiarata di interesse nazionale e, spesso, è data in autogestione ai lavoratori medesimi.
Hugo Chavez ha potuto fare tutto questo, così come ha posto le basi per una possibile fondazione degli Stati Uniti dell'America Latina, attraverso continui dialoghi con Morales, con Lula, con i Kirchner, con Mujica, che fu suo grande amico e che oggi è considerato il miglior leader politico mondiale al punto che l'Italia gli ha dedicato il recente saggio “Le felicità al potere” (EIR edizioni), che sarà nostra cura recensire prossimamente.
E Chavez ha potuto fare questo grazie all'ampio consenso elettorale conquistato in oltre dieci anni di governo ed oltre a ciò di cui abbiamo parlato, ha varato anche leggi sulle unioni civili e contro l'omofobia. Leggi impensabili persino nella nostra “democratica” Italia.
Ma di questo in Occidente si parla poco. O se ne parla male. Si preferisce denigrare e/o oscurare.
Addirittura la trasmissione televisiva “Alo Presidente”, da noi, viene presentata come una “macchietta propagandistica”. Ed invece fu l'occasione per mostrare al popolo venezuelano un leader nella sua umanità, nella sua quotidianità. Fatta di battute istrioniche, di balli, di canti della tradizione caraibica, ma anche allo scopo di dar voce alla periferia ed alle periferie (dalle quali lo stesso Chavez proveniva) che da noi sono e rimangono emarginate e senza una voce, senza una rappresentanza, chiuse nel loro degrado urbanistico.
E si pensi che il sistema televisivo venezuelano è ben più pluralista del nostro, fondato sul duopolio/monopolio Rai-Mediaset, con programmi tutti uguali e senza alcun autentico scopo sociale e culturale.
Ed i numeri parlano chiaro: dal 1998 al 2008 in Venezuela la disoccupazione è stata ridotta dal 16% al 6%, la mortalità infantile è stata ridotta, l'analfabetismo è pressoché scomparso. Certo, il tasso di criminalità rimane ancora alto, l'inflazione è altissima, il calo del prezzo del petrolio sta creando molti problemi. Ma al popolo è stata offerta una prospettiva nazionale. Con delle basi culturali e sociali: bolivarismo e socialismo umanitario. Prospettive che andrebbero importate, specie se pensiamo che noi abbiamo avuto Garibaldi e Mazzini quali eroi nazionali, ma che abbiamo saputo vilipendere i loro ideali di un'Europa unita per prostituirla alle banche - Banca Centrale Europea in primis - ed al Fondo Monetario Internazionale, oltre che alle multinazionali ed ad un'immigrazionismo senza regole, foriero solamente di ulteriore sfruttamento dell'uomo sull'uomo e di povertà e degrado generalizzato.
L'America Latina dal 1998 ad oggi sta rinascendo: con Chavez prima e con Mujica oggi. La vera Primavera del mondo è tutta lì. La vera ricetta per uscire dalla crisi globale è tutta lì: amore per il popolo, potere al popolo, socialismo del ventunesimo secolo, nazionalismo, fine dell'austerità, fine del sistema politico ed economico fondato sulla prevaricazione e sul profitto, ovvero sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e delle risorse (sempre più scarse, peraltro). Riscoperta della natura e di un'autentica dimensione sociale (e non “social”, ovvero fondata sull'onanismo del web imposto da Facebook e da Twitter).

Luca Bagatin

mercoledì 15 febbraio 2017

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dell'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela



 Il Venezuela condanna le azioni del Governo Statunitense contro il Vicepresidente Tareck El Aissami
REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA
MINISTERO DEL POTERE POPOLARE PER GLI AFFARI ESTERI
COMUNICATO

La Repubblica Bolivariana del Venezuela rifiuta, condanna e protesta contro le decisioni arbitrarie ed extra territoriali prese dall’Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri (Office of Foreign Assets Control, OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stai Uniti (USA) nei confronti del Vicepresidente Esecutivo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami.
Tali decisioni, volte a legittimare l'esistenza inaccettabile di un diritto imperialista e conferire poteri speciali ad enti del governo degli Stati Uniti, sono illegali e violano apertamente il diritto pubblico internazionale, le istituzioni internazionali e i principi fondamentali che regolano la comunità delle nazioni, come il rispetto dell'uguaglianza sovrana e dell'immunità degli Stati. Inoltre, esse rappresentano una grave aggressione contro il Venezuela.
Tali decisioni risultano offensive nei riguardi di un'alta autorità dello Stato e, senza dubbio, costituiscono un affronto ad un cittadino venezuelano onesto e meritevole. Le accuse mosse contro di lui non hanno alcun fondamento nella realtà, costituiscono una menzogna grottesca e rappresentano un atteggiamento che l'Impero nordamericano è solito utilizzare per aggredire. Tali decisioni, inoltre, formano parte di un complotto internazionale volto a minacciare un’importante autorità istituzionale e ledere l'esercizio delle funzioni della stessa.
L’organo statunitense, che intende governare al di fuori dal suo territorio, agisce impunemente d’accordo con la DEA, agenzia nota per la sua chiara collaborazione con i più importanti cartelli del narcotraffico colombiano e del mondo per la produzione e il traffico di droga. Da quando nel 2005 il Venezuela ha interrotto le sue relazioni con la DEA, il paese è riuscito ad intercettare una media di 55,7 tonnellate di droga l’anno, aumentando del 60% la sua efficienza in questo tipo di operazioni: per questo motivo, l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha riconosciuto il Venezuela come uno dei sei paesi con il più alto numero di sequestri di sostanze stupefacenti in tutto il mondo, oltre ad essere privo di coltivazioni illecite. Il Venezuela è uno dei pochi paesi del continente che ha promulgato una legge per intercettare, invalidare, immobilizzare e detenere gli aerei utilizzati per il traffico internazionale di stupefacenti, realizzando il sequestro di più di un centinaio di velivoli.
Il Vicepresidente Esecutivo della Repubblica Bolivariana del Venezuela è un autorevole esperto criminologo, noto per la sua eccezionale leadership nella gestione della sicurezza pubblica durante la presidenza del Comandante Hugo Chávez e per la sua lotta contro il narcotraffico e il paramilitarismo colombiano: ha consegnato alla giustizia più di 102 capi della droga e arrestato 21 trafficanti di droga, chiedendone l’estradizione dagli Stati Uniti.
Quest’atto illegale internazionale, commesso da un organo governativo statunitense, costituisce un evento senza precedenti nelle nostre relazioni bilaterali. L’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Venezuela, che ha indirizzato la sua gestione a sovvertire l'ordinamento giuridico e costituzionale del nostro paese, cerca di ossigenare l’opposizione estremista venezuelana, ormai debole e spenta, per attuare un golpe politico contro le istituzioni democratiche venezuelane.
L’obiettivo di questa gravissima aggressione è colpire la sovranità dello Stato venezuelano, violando l’onore, la reputazione, la dignità e i diritti umani del Vicepresidente Tareck El Aissami.
È spiacevole e molto pericoloso che la burocrazia degli Stati Uniti, attraverso una collaborazione illegale con le fazioni estremiste e violente dell'opposizione venezuelana, continui a perpetuare gli errori storici commessi dall'ex Presidente Barack Hussein Obama contro il Venezuela.
Siamo un popolo pacifico, sosteniamo il principio dell’autodeterminazione, del rispetto della sovranità, dell’ordine e del diritto internazionale. Affermiamo, con determinazione, che non abbiamo mai tollerato né tollereremo alcuna aggressione contro il nostro paese, contro il nostro diritto di essere liberi o contro nessun fratello nato in questa terra di uomini e donne degni eredi della gloria di Simón Bolívar e Hugo Chávez.

Caracas, 14 febbraio 2017

Oficina de Prensa
Embajada de la República Bolivariana de Venezuela 
en la República Italiana
Tel: 06.8079797
Fax: 06.8084410
Twitter: @embavenitalia
Facebook: Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en Italia

lunedì 30 gennaio 2017

Film dedicato all'eroe venezuelano Ezequiel Zamora il 1 febbraio prossimo a Roma (per gentile segnalazione dell'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela)

Ezequiel Zamora (1817 - 1872) fu militare ed eroe venezuelano, fra le principali figure della Guerra Federale (1859 - 1863), che vide scontrarsi le fazioni dei liberali - dei quali Zamora faceva parte - ovvero i propugnatori degli ideali di libertà ed uguaglianza e promotori della riforma agraria e del mutualismo sociale, contrapposti ai conservatori, ovvero agli oligarchi e dunque i ricchi possidenti terrieri.
Il 1 febbraio di quest'anno ricorre il duecentesimo anniversario della nascita di Ezequiel Zamora che, fra l'altro, fu uno dei punti di riferimento ideali del Presidente e Comandante Eterno Hugo Chevez Frias (1954 - 2013) e l'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, ha organizzato la proiezione di un film a lui dedicato, realizzato dal regista venezuelano Román Chalbaud e la cui proiezione si terrà mercoledì 1 febbraio alle ore 16.30 presso il Teatro Lo Spazio di Via Locri 42-44 a Roma.

Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it


giovedì 15 settembre 2016

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo: Comunicato stampa dell'Ambasciata del Venezuela in Italia

lunedì 11 luglio 2016

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo la nota stampa dell'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Ambasciatore Rodríguez: “Per l’ALBA l’integrazione non deve essere una conseguenza dei mercati”.

L’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Julián Isaías Rodríguez Díaz ha
tenuto una conferenza dal titolo "L'ALBA e gli scambi di beni e merci" presso l'Università Sapienza
di Roma, durante il seminario "Recenti sviluppi nella legislazione economica e commerciale in
America Latina" organizzato dal Master in International Business Law.
Il seminario è stato introdotto Il seminario è stato introdotto dal professor Daniele U. Santtosuosso,
che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dei processi di cambiamento attivi in America
Latina, il cui obiettivo è consolidare l'unione dei popoli secondo i principi di uguaglianza e giustizia
sociale.
Per il più alto rappresentante del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez, l’Allenza Bolivariana
per i Popoli della Nostra America "non persegue benefici economici ma sociali per i nostri popoli" e
quindi per ALBA "integrazione non dovrebbe essere conseguenza dei mercati”.
Rodríguez ha evidenziato che i più grandi successi di ALBA sono stati ottenuti in ambito sociale,
grazie soprattutto alla complementarietà dei popoli. Secondo l'ambasciatore del Venezuela, il
MERCOSUR e l’ALBA sono processi integrazionisti che si completano se si unisce l’aspetto
economico al sociale, soprattutto se in questo legame l’aspetto sociale non è trascurato.
Secondo Rodríguez “l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America ha come obiettivo
principale il sociale. Per questo motivo non applica in maniera identica a tutti i suoi membri, le
politiche commerciali ed economiche. Prende in considerazione le differenze tra di essi in modo
che ciascuno apporti ciò che è nelle sue potenzialità, in modo che i paesi più forti sostengano i più
deboli”.
Durante il suo discorso, Rodríguez ha sostenuto che una caratteristica dei latinoamericani è la
sensibilità e che su questa base e sul riconoscimento dell'altro si devono costruire nuovi rapporti
d’integrazione che a loro volta abbiano come obiettivo principale l’essere umano non come oggetto
ma come soggetto di cambiamento, partecipativo e protagonista.
Per i ragazzi del master in economia, l'intervento del diplomatico venezuelano ha aperto nuovi
orizzonti facendo capire che la creazione di nuove strutture geopolitiche è ancora possibile. È
ancora possibile creare un mondo in cui le culture e gli stili di vita dei popoli siano rispettati e in cui
l'economico non è il fattore chiave che s’impone sui diritti dei cittadini

domenica 6 marzo 2016

Hugo Chavez e le conquiste della Rivoluzione Bolivariana. Articolo di Luca Bagatin

La stampa italiana parla di ciò di cui non sa o di cui sa poco.
Ed emargina chi ha lavorato, per tutta una vita, a ricostruire la Storia, la cultura e la politica dell'America Latina.
Stiamo parlando del giornalista e scrittore Gianni Minà che ha contribuito, il 5 marzo scorso, a commemorare il terzo anniversario della morte dell'indimenticato Presidente del Venezuela Hugo Chavez Frìas, presso il Teatro Vittoria nello storico quartiere romano di Testaccio.
Minà, assieme all'Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Dott. Julian Isaias Rodriguez Diaz, di fronte ad una platea gremita, ha presentato la storica intervista che fece al Presidente bolivariano Chavez nel 2003.
Di Hugo Chavez abbiamo spesso scritto e presentato la sua ascesa al potere, ovvero a restituire quel potere al suo popolo: nel nome di Simon Bolivar, il condottiero al quale si ispirò per tutta la vita.
Hugo Chavez, il Presidente che viene dalla periferia venezuelana, nato povero ed il cuo padre fu un umile maestro elementare in un'epoca in cui il Venezuela era una democrazia mascherata, ove si alternavano – spartendosi il potere e la corruzione – il partito di centrosinistra Accion Democratica ed il partito democristiano e di centrodestra COPEI, di fatto servi delle politiche del Fondo Monetario Internazionale e degli Stati Uniti d'America.
Hugo Chavez è dunque costretto ad entrare nell'esercito, al fine di riscattare la sua condizione sociale ed ambire a diventare un giocatore di baseball professionista, come egli desidera sin da bambino. Purtuttavia gli studi accademici e militari gli permetteranno di conoscere la leggendaria figura di Simon Bolivar, El Libertador del Venezuela e dell'America Latina dall'Impero di Spagna nel XIX secolo e ciò lo spingerà ad intraprendere un'impresa simile a quella compiuta da Bolivar nei primi anni dell'800: liberare il Paese dalla corruzione e dall'imperialismo economico straniero, nordamericano e multinazionale.
Questo, in sostanza, il quadro nel quale si trova a vivere il giovane Chavez, ricordato da Gianni Minà e dall'Ambasciatore venezuelano Rodriguez Diaz.
Il Chavez che il 4 febbraio del 1992, attraverso un'insurrezione militare di stampo bolivariano tenta di far sollevare la popolazione contro il governo corrotto di Carlos Andres Perez. Purtuttavia, anche se fallirà, riuscirà comunque nel suo intento nel 1998 attraverso l'investitura democratica, candidandosi alla Presidenza da outsider – vilipeso ed osteggiato da tutti, sia in Venezuela che all'estero e dipinto come un dittatore autoritario – con il Movimento Bolivariano Quinta Republica e ottenendo il 56% dei voti, sorprendendo tutti.
Da allora sarà rieletto con precentuali del 60% sino alla prematura morte nel marzo 2013.
E ciò è spiegabile solo attraverso i sorprendenti risultati in termini di emancipazione sociale e di indipendenza economica e nazionale ottenuto dai governi chavisti.
L'anniversario della morte di Hugo Chavez, come ricordato dall'Ambasciatore Isaias Rodriguez Diaz, è infatti un momento di lutto, ma anche di gioia, in quanto ricorda il simbolo della Rivoluzione Bolivariana che ha infiammato l'intera America Latina dal 1998 in poi, attraverso modificazioni sociali importanti che, da Venezuela passando per il Nicaragua, la Bolivia, il Brasile, l'Uruguay, l'Ecuador e l'Argentina ha reso finalmente protagonisti i popoli opporessi attraverso Presidenti che hanno messo al primo posto della loro agenda politica la sovranità nazionale, l'emancipazione economica, la lotta alle diseguaglianze sociali, la lotta all'analfabetismo e per una sanità più efficiente e gratuita per tutti.
Realtà che purtuttavia da tempo ed oggi sempre di più, rischiano di tornare indietro a causa dei tentativi golpisti in Ecuador e mediatico-giudiziari, non ultimo il caso dell'arresto e poi del rilascio dell'ex Presidente del Brasile Lula, all'indomani della sua dichiarazione di voler ricandidarsi alla Presidenza della Repubblica. Per non parlare della delegittimazione a livello internazionale della meritoria opera di emancipazione sociale portata avanti dai governi peronisti argentini dei coniugi Kirchner. Operazione che oggi ha portato alla vittoria – in Argentina - la destra più reazionaria, che sta smantellando i diritti sociali e civili ottenuti in questi ultimi decenni.
Notizie che, in Italia e in Europa, per compiacere taluni interessi economici “occidentali”, o non arrivano oppure vengono totalmente distorte.
Ciò che ci preme qui sottolineare sono infatti le parole di Gianni Minà, che coerentemente si è posto fuori dal panorama mediatico italiano da diverso tempo e che, attraverso reportage, interviste ed inchieste, ha documentato l'universo latinoamericano, dall'Avana sino a La Paz e oltre.
Minà ha esordito dicendo che la cosa che lo ha portato ad intervistare Hugo Chavez nel 2003 è stato il fatto che in Occidente fosse dipinto come un pagliaccio da circo. Un pagliaccio da circo che però, non volendo sottostare alle politiche di privatizzazione e di svendita del Paese imposte dal Fondo Monetario Internazionale, era scomodo agli Stati Uniti d'America.
Un pagliaccio che, guarda caso, sarà, alla sua morte, pianto da oltre 2 milioni di persone ed al suo funerale saranno presenti ben 33 Capi di Stato e di Governo !
Chavez pagliaccio, o, piuttosto, un grande riformatore sociale degno di Bolivar e del nostro Giuseppe Garibaldi, come mi piace spesso rammentare ?
Prima della proiezione della docu-intervista, Minà ha colto l'occasione per far presente che l'America Latina ha comunque un grande alleato in Papa Francesco, che sarà protagonista di un suo documentario che sarà presentato in anteprima a Cannes e dal titolo emblematico: “Papa Francesco, Cuba e Fidel”, nel quale non si potrà non parlare della fine dell'assurdo embargo imposto dagli USA contro l'Isola Caraibica, durto ben cinquantacinque anni.
L'intervista a Chavez – raccolta peraltro in un volumetto a cura dell'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela e distribuito a noi partecipanti dell'evento e dal bellissimo titolo “A cuore aperto” - è la dimostrazione di come Hugo Chavez non sia affatto l'ennesimo caudillo sudamericano e di come egli, lungi dall'ispirarsi al comunismo o al marxismo, si ispiri autenticamente al bolivarismo ed al socialismo libertario, citando talvolta anche Montesquieu e spessissimo Cristo, figura di grande rivoluzionario sociale.
Chavez si definisce un uomo del popolo o, come diceva Bolivar di sé stesso, una debole pagliuzza trascinata dall'uragano rivoluzionario e, iniziando così, racconta la sua vita e le sue prime imprese nell'esercito ed il suo progetto di riscatto sociale, culminato con la sua elezione e la nascita della Repubblica Bolivariana del Venezuela con una nuova Costituzione approvata con referendum popolare a larghissima maggioranza: finalmente democratica e non più ad uso e consumo dei partiti corrotti e finalmente rispettosa dei diritti umani fondamentali (ovvero l'esatto opposto di quanto i media occidentali avrebbero voluto farci credere !) e che sancì per la prima volta nella Storia del Venezuela l'introduzione del concetto di democrazia partecipativa e l'introduzione del referendum revocatorio di tutte le cariche pubbliche nella seconda metà de mandato, compresa quella del Presidente.
Delle conquiste della Rivoluzione Bolivariana ispirata da Chavez abbiamo parlato in molti altri articoli, ma l'Ambasciata venezuelana ha voluto realizzarne un agilissimo e colorato volume esplicativo, con tanto di numeri e dati che la grande stampa, purtroppo, non riporta mai, facendoci così credere che il Venezuela sia un paesello del quarto mondo in mano a corrotti e assassini !
Volendo riassumere, la Rivoluzione Bolivariana chavista, in particolare grazie ai proventi derivanti dal petrolio, che è stato nazionalizzato, ha istituito diverse missioni sociali rette e dirette dal popolo stesso: pensiamo alla Mision Barrio Adentro (letteralmente “dentro il quartiere”), dedicata all'assistenza sanitaria gratuita specie nei quartieri popolari, ove sono stati istituiti consultori medici famigliari, centri diagnostici integrati e centri ospedalieri specializzati. Il tutto grazie anche alla consulenza ed all'intervento di medici cubani (e non dimentichiamo che, a dispetto di quanto si tende a credere da noi, Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, sia in termini di efficienza che di risultati, con tassi di mortalità infantile fra i più bassi al mondo ed un ottimo sviluppo delle biotecnologie).
Pensiamo poi alla Mision Robinson, dedicata all'alfabetizzazione, che ha portato ad imparare a leggere e a scrivere un milione e mezzo di persone; alla Mision Ribas, dedicata a completamento degli studi secondari superiori; alla Mision Sucre dedicata al sostegno degli studenti di livello universitario. Vi sono poi altre missioni sociali istituite dal Governo Chavez, quali la Mision Negra Hipolita, dedicata al recupero delle persone emarginate e la Mision Sonrisa, che mira a dotare di protesi dentaria le persone che non se le possono permettere economicamente.
L'Unesco ha dichiarato il Venezuela, nel 2005, Paese libero dall'analfabetismo, oltre che essere stato premiato dalla Fao quale esempio per il mondo nella lotta alla fame ed alla povertà.
Chavez, non a caso, ha sempre sostenuto che occorre dare potere ai poveri, affinché essi si liberino dalla povertà.
In termini sanitari, poi, sono state salvate 10mila vite da un solo ospedale cardiologico istituito nel 2006 e le riforme in campo sociale non si fermano certo qui, ma sono elencate e dettagliatamente illustrate nell'opuscolo, a cura della Dott.ssa Marianela Urdaneta, reperibile presso l'Ambasciata.
Si tanga conto che il Governo Bolivariano ha investito, in sedici anni, ovvero dal 1999 al 2015 ben 732 miliardi di dollari in ambito sociale, pari al 64% delle entrate totali del Paese !
Tutto ciò ha diminuito del 57% la denutrizione, la fame si è ridotta dal 21% al 5%, il salario minimo dei lavoratori è aumentato di 30 volte, la mortalità infantile si è ridotta.
In tutto ciò è innegabile il fatto che gli interessi geopolitici che condizionano il sistema dei prezzi all'interno dell'OPEP ha portato ad una forte diminuzione del prezzo del petrolio, principale fonte di guadagno del Venezuela, e ciò ha rallentato di molto i successi ottenuti dal chavismo.
Purtuttavia, come dichiarato dall'attuale Presidente chavista del Venezuela Nicolas Maduro e come già previsto da Chavez nel suo “Plan de la Patria”, l'obiettivo è quello di abbandonare progressivamente l'attività estrattivista ed investire maggiormente in agricoltura ed energie rinnovabili.
Mi piacerebbe chiudere questo lungo resoconto sul Venezuela di oggi attraverso l'ultima domanda che Gianni Minà pose all'allora Presidente Hugo Chavez a proposito della “guerra” continua e sotterranea che gli Stati Uniti d'America hanno dichiarato al Venezuela, con vari tentativi di destabilizzazione (fra cui il tentato golpe anti-chavista del 2002, fortunatamente evitato grazie all'appoggio del popolo venezuelano, schieratosi dalla parte del legittimo governo di Chavez): come finirà tutto questo Presidente ? In un bagno di sangue ?
Hugo Chavez risponde, sicuro, di no. “E glielo dico con la mano sul cuore: terminerà in un bagno d'amore. E' questa la via che abbiamo intrapreso verso un mondo migliore e possibile. Così spero che questa sfida apra le porte a un mondo nel quale vivremo come fratelli. Gesù diceva “Quando vivrete come fratelli, in ecclesia, sarà con voi”. Ed è in quella direzione che stiamo andando”.
Hugo Chavez, il sognatore bolivariano, l'utopista cristiano, il riformatore sociale e l'uomo di governo.
Il Presidente dell'Amore che non dimenticheremo mai.


Luca Bagatin
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