Relativamente all'aggressione statunitense al Venezuela e al rapimento del Presidente socialista Nicolas Maduro, è intervenuta la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning, la quale ha affermato che “La Cina si oppone a sanzioni unilaterali che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale o nell'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e si oppone all'ingerenza negli affari interni del Venezuela da parte di forze esterne con qualsiasi pretesto. La decisione degli Stati Uniti di sequestrare con la forza il Presidente Maduro e sua moglie è in chiara violazione del diritto internazionale, delle norme fondamentali delle relazioni internazionali e degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La Cina chiede ancora una volta agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente il Presidente Maduro e sua moglie e di risolvere le questioni attraverso il dialogo e la negoziazione”.
La portavoce ha affermato, altresì che “Il Venezuela è uno Stato sovrano e ha piena sovranità permanente su tutte le sue risorse naturali e attività economiche. Gli Stati Uniti hanno usato palesemente la forza contro il Venezuela e hanno chiesto al Paese di "favorire" l'America per quanto riguarda le sue riserve petrolifere. Tale prepotenza viola gravemente il diritto internazionale, viola la sovranità del Venezuela e viola i diritti del popolo venezuelano. La Cina condanna fermamente questo. Vorrei sottolineare che i diritti e gli interessi legittimi della Cina e di altri Paesi in Venezuela devono essere tutelati”.
Mao Ning ha sottolineato come “La cooperazione tra Cina e Venezuela è una cooperazione tra due Stati sovrani ed è protetta dal diritto internazionale e dalle leggi pertinenti. I diritti e gli interessi legittimi della Cina in Venezuela devono essere tutelati”.
Anche il prof. Jeffrey Sachs, celebre economista della Columbia University, già consulente di numerosi capi di Stato e di governo, nel corso della sua carriera, aveva espresso critiche all'invasione del Venezuela e dichiarato come questa non sia supportata dal popolo statunitense e sia stata attuata senza il coinvolgimento del Congresso.
Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva dichiarato, fra le altre cose, che “Per adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe immediatamente approvare le seguenti azioni:
1 - Gli Stati Uniti devono immediatamente cessare e desistere da ogni minaccia esplicita o implicita, o uso della forza, contro il Venezuela.
2 - Gli Stati Uniti devono terminare il blocco navale e tutte le relative misure militari coercitive intraprese in assenza di autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza.
3 - Gli Stati Uniti devono ritirare immediatamente le proprie forze militari dall'interno e dal perimetro del Venezuela, inclusi gli asset di intelligence, navali, aerei e altre risorse schierate in posizione avanzata a fini coercitivi.
4 - Il Venezuela deve rispettare la Carta delle Nazioni Unite e i diritti umani tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
5 - Il Segretario Generale deve nominare immediatamente un Inviato Speciale, con il mandato di coinvolgere le parti interessate venezuelane e internazionali competenti e di riferire al Consiglio di Sicurezza entro quattordici giorni con raccomandazioni conformi alla Carta delle Nazioni Unite, e il Consiglio di Sicurezza rimarrà urgentemente occupato della questione.
6 - Tutti gli Stati Membri devono astenersi da minacce unilaterali, misure coercitive o azioni armate intraprese al di fuori dell'autorità del Consiglio di Sicurezza, in stretta conformità con la Carta”.
Intanto, la Presidente ad interim del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha tenuto in questi giorni una cerimonia solenne presso il mausoleo dell'ex Presidente Hugo Chavez, promotore della rivoluzione bolivariana, che ha combattuto, nel Paese, corruzione, sfruttamento capitalistico e restituito le risorse alla popolazione venezuelana.
La Presidente Rodriguez, ha ribadito che il suo mandato sarà in continuità istituzionale con i propositi della rivoluzione bolivariana e socialista, ribadendo i valori di difesa della pace e della sovranità nazionale.
La Presidente ha parlato di “dolore per le sofferenze inflitte al popolo venezuelano a seguito di un'illegittima aggressione militare contro la nostra patria” e ha ribadito che farà di tutto per garantire la libertà di “due eroi che tengono in ostaggio negli Stati Uniti d'America”, riferendosi al Presidente Nicolas Maduro e a sua moglie, Cilia Flores.
La Presidente Rodriguez ha anche decretato un lutto nazionale di sette giorni, in omaggio ai militari e civili caduti nella difesa della sovranità del Venezuela e del Presidente Maduro.
“Ho giurato di non darmi pace finché la nostra patria non sarà consolidata su un cammino di pace”, ha affermato la Presidente, durante la sua visita alla Comune socialista José Felix Ribas (eh sì, in Venezuela esistono delle comunità popolari democratiche e autogestite, alla faccia di chi parla di “regime”), ribadendo che “esiste un governo costituzionale” e che in Venezuela “governa il popolo”.
La Presidente ha anche annunciato l'obiettivo, per il 2025, di attivare 200.000 ettari, da destinare alla produzione comunitaria e alle piccole aziende agricole, al fine di garantire la sovranità alimentare.
Il Venezuela socialista e bolivariano, dunque, nonostante tutto, esiste e resiste.
Luca Bagatin

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