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giovedì 12 marzo 2026

Il Venezuela normalizza i rapporti con gli USA, ma non si piega ai ricatti e richiede la liberazione del Presidente Maduro e della First Lady. Articolo di Luca Bagatin

La Presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha spiegato, nei giorni scorsi, che le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d'America devono basarsi “sulla verità, la verità del Venezuela”.

Ha così respinto ogni accusa di narcotraffico e ribadito la richiesta di scarcerazione del Presidente costituzionalmente eletto, Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, illegalmente rapiti su territorio venezuelano il 3 gennaio scorso e illegalmente detenuti negli USA, senza alcuna fondata accusa e impedendo al Presidente Maduro di accedere alle sue risorse economiche per pagare le spese legali.

La Presidente Rodriguez, ad ogni modo, ha anche affermato di voler continuare a dialogare con gli USA: “Ogni giorno che passa, come abbiamo detto, nelle relazioni diplomatiche con il governo degli Stati Uniti, per risolvere le divergenze e progredire nelle aree di accordo, abbiamo un programma di lavoro che abbiamo stabilito nel settore energetico, nel settore minerario e nella lotta al narcotraffico”, ha sottolineato.

Ed ha altresì dichiarato che “Il Venezuela non è un Paese dedito al narcotraffico, né è rilevante in termini di narcotraffico”.

La Presidente incaricata ha proseguito affermando che “Il Presidente Nicolas Maduro e la First Lady sono innocenti, fate sapere al mondo che siamo un Paese laborioso, che ci impegniamo con le nostre forze, che possediamo molte ricchezze materiali, ma che la nostra più grande ricchezza è la ricchezza spirituale del nostro popolo, e che oggi stiamo dicendo la verità”, ha dichiarato.

Ha altresì spiegato che il Venezuela bolivariano e socialista continuerà a opporsi fermamente a qualsiasi guerra e a condannare l'aggressione dei regimi USA e israeliano contro l'Iran, impegnandosi a promuovere la pace e il rispetto del diritto internazionale.

Il governo degli Stati Uniti d'America, nel frattempo, ha formalmente riconosciuto il governo della Presidente incaricata Delcy Rodriguez, che ha assunto la carica di Capo dello Stato dopo il rapimento illegale del Presidente Maduro, attraverso un documento ufficiale, che dichiara che le relazioni con il Venezuela sono state “normalizzate”.

Il Ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, ha ribadito che il governo socialista e bolivariano del Venezuela “riafferma la sua volontà di procedere in una nuova fase di dialogo costruttivo, basato sul rispetto reciproco, sull'uguaglianza sovrana degli Stati e sulla cooperazione tra i nostri popoli”.

Il Presidente costituzionalmente eletto del Venezuela, Nicolas Maduro, lo scorso 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, aveva inviato un messaggio al popolo venezuelano dal luogo della sua detenzione, presso il Metropolitan Detention Center di Brooklin.

In una lettera, letta dal figlio, il deputato socialista Nicolas Maduro Guerra, il Presidente ha esortato il Paese a non mollare e a consolidare il potere popolare e la democrazia diretta, attraverso il sistema della comuni e delle consulte popolari, costruita negli anni, sottolineando il ruolo decisivo delle donne nell'organizzazione sociale del Paese.

Il Presidente Maduro ha altresì ricordato la necessità di continuare a costruire un Paese fondato su pace e giustizia sociale, nel solco degli ideali del Libertador Simon Bolivar.

Luca Bagatin

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sabato 10 gennaio 2026

Aggressione al Venezuela. La Presidente Delcy Rodriguez ringrazia Brasile, Colombia e Spagna per il sostegno ricevuto. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente ad interim del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha avuto colloqui telefonici con i Presidenti socialisti di Brasile, Colombia e Spagna.

Tanto il Presidente brasiliano Lula, che quello colombiano Petro e lo spagnolo Sanchez, hanno condannato l'aggressione illegale e criminale contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.

La Presidente Rodriguez ha espresso gratitudine nei confronti del Presidente Lula da Silva, anche per l'assistenza fornita al Venezuela nei giorni successivi all'aggressione.

Ella ha affermato, altresì, che “Colombia e Venezuela sono Paesi fratelli, impegnati ad andare avanti assieme per affrontare e risolvere i problemi che ci riguardano, sulla base del rispetto reciproco e della cooperazione regionale”.

La Presidente Rodriguez ha espresso apprezzamento anche nei confronti del governo spagnolo, che ha ringraziato per la “posizione coraggiosa nel condannare l'aggressione contro il Venezuela”, esprimendo l'interesse del Paese al fine di lavorare assieme alla Spagna per un “ampio programma bilaterale” vantaggioso per entrambi i popoli.

La Presidente, ha ribadito che intende proseguire nell'affrontare la crisi, seguita all'aggressione statunitense, attraverso mezzi diplomatoci volti a salvaguardare pace e sovranità nazionale, richiedendo il rilascio del Presidente Maduro e sua moglie, Cilia Flores e rafforzando il sistema sociale, socialista e ponendo al centro dell'agenda politica il potere popolare e la comunità.

Delcy Rodriguez, sorella del Presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela Jorge Rodriguez, è figlia del politico e rivoluzionario socialista Jorge Antonio Rodriguez, fondatore della Lega Socialista, il quale fu brutalmente ucciso e torturato, a soli 34 anni, dai servizi di intelligence del Venezuela corrotto dell'epoca, nel 1976.

Luca Bagatin

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mercoledì 7 gennaio 2026

A pochi giorni dall'aggressione al Venezuela e del sequestro del Presidente Maduro, le ferme reazioni di Cina, Jeffrey Sachs e della Presidente Delcy Rodriguez. Articolo di Luca Bagatin

 

Relativamente all'aggressione statunitense al Venezuela e al rapimento del Presidente socialista Nicolas Maduro, è intervenuta la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning, la quale ha affermato che “La Cina si oppone a sanzioni unilaterali che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale o nell'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e si oppone all'ingerenza negli affari interni del Venezuela da parte di forze esterne con qualsiasi pretesto. La decisione degli Stati Uniti di sequestrare con la forza il Presidente Maduro e sua moglie è in chiara violazione del diritto internazionale, delle norme fondamentali delle relazioni internazionali e degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La Cina chiede ancora una volta agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente il Presidente Maduro e sua moglie e di risolvere le questioni attraverso il dialogo e la negoziazione”.

La portavoce ha affermato, altresì che “Il Venezuela è uno Stato sovrano e ha piena sovranità permanente su tutte le sue risorse naturali e attività economiche. Gli Stati Uniti hanno usato palesemente la forza contro il Venezuela e hanno chiesto al Paese di "favorire" l'America per quanto riguarda le sue riserve petrolifere. Tale prepotenza viola gravemente il diritto internazionale, viola la sovranità del Venezuela e viola i diritti del popolo venezuelano. La Cina condanna fermamente questo. Vorrei sottolineare che i diritti e gli interessi legittimi della Cina e di altri Paesi in Venezuela devono essere tutelati”.

Mao Ning ha sottolineato come “La cooperazione tra Cina e Venezuela è una cooperazione tra due Stati sovrani ed è protetta dal diritto internazionale e dalle leggi pertinenti. I diritti e gli interessi legittimi della Cina in Venezuela devono essere tutelati”.

Anche il prof. Jeffrey Sachs, celebre economista della Columbia University, già consulente di numerosi capi di Stato e di governo, nel corso della sua carriera, aveva espresso critiche all'invasione del Venezuela e dichiarato come questa non sia supportata dal popolo statunitense e sia stata attuata senza il coinvolgimento del Congresso.

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva dichiarato, fra le altre cose, che “Per adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe immediatamente approvare le seguenti azioni:

1 - Gli Stati Uniti devono immediatamente cessare e desistere da ogni minaccia esplicita o implicita, o uso della forza, contro il Venezuela.

2 - Gli Stati Uniti devono terminare il blocco navale e tutte le relative misure militari coercitive intraprese in assenza di autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza.

3 - Gli Stati Uniti devono ritirare immediatamente le proprie forze militari dall'interno e dal perimetro del Venezuela, inclusi gli asset di intelligence, navali, aerei e altre risorse schierate in posizione avanzata a fini coercitivi.

4 - Il Venezuela deve rispettare la Carta delle Nazioni Unite e i diritti umani tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

5 - Il Segretario Generale deve nominare immediatamente un Inviato Speciale, con il mandato di coinvolgere le parti interessate venezuelane e internazionali competenti e di riferire al Consiglio di Sicurezza entro quattordici giorni con raccomandazioni conformi alla Carta delle Nazioni Unite, e il Consiglio di Sicurezza rimarrà urgentemente occupato della questione.

6 - Tutti gli Stati Membri devono astenersi da minacce unilaterali, misure coercitive o azioni armate intraprese al di fuori dell'autorità del Consiglio di Sicurezza, in stretta conformità con la Carta”.

Intanto, la Presidente ad interim del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha tenuto in questi giorni una cerimonia solenne presso il mausoleo dell'ex Presidente Hugo Chavez, promotore della rivoluzione bolivariana, che ha combattuto, nel Paese, corruzione, sfruttamento capitalistico e restituito le risorse alla popolazione venezuelana.

La Presidente Rodriguez, ha ribadito che il suo mandato sarà in continuità istituzionale con i propositi della rivoluzione bolivariana e socialista, ribadendo i valori di difesa della pace e della sovranità nazionale.

La Presidente ha parlato di “dolore per le sofferenze inflitte al popolo venezuelano a seguito di un'illegittima aggressione militare contro la nostra patria” e ha ribadito che farà di tutto per garantire la libertà di “due eroi che tengono in ostaggio negli Stati Uniti d'America”, riferendosi al Presidente Nicolas Maduro e a sua moglie, Cilia Flores.

La Presidente Rodriguez ha anche decretato un lutto nazionale di sette giorni, in omaggio ai militari e civili caduti nella difesa della sovranità del Venezuela e del Presidente Maduro.

Ho giurato di non darmi pace finché la nostra patria non sarà consolidata su un cammino di pace”, ha affermato la Presidente, durante la sua visita alla Comune socialista José Felix Ribas (eh sì, in Venezuela esistono delle comunità popolari democratiche e autogestite, alla faccia di chi parla di “regime”), ribadendo che “esiste un governo costituzionale” e che in Venezuela “governa il popolo”.

La Presidente ha anche annunciato l'obiettivo, per il 2025, di attivare 200.000 ettari, da destinare alla produzione comunitaria e alle piccole aziende agricole, al fine di garantire la sovranità alimentare.

Il Venezuela socialista e bolivariano, dunque, nonostante tutto, esiste e resiste.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it