martedì 30 giugno 2026

Dai BRICS al Partito Comunista Cinese: il ruolo della Cina tra multilateralismo e sviluppo. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 23 giugno scorso, a Nuova Delhi, si è tenuto un importante incontro dei consiglieri per la sicurezza nazionale dei BRICS.

In tale occasione, nella capitale dell'India, il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che ricopre anche la carica di membro del Politburo del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), ha tenuto un importante discorso, nel quale ha ricordato che la cooperazione dei BRICS è un punto di forza fondamentale per la salvaguardia della pace globale, della promozione dello sviluppo e della difesa della giustizia.

Dobbiamo tenere alta la bandiera del multilateralismo, salvaguardare con fermezza gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e opporci inequivocabilmente all'unilateralismo e al protezionismo. In quanto avanguardia del Sud del mondo, i Paesi BRICS dovrebbero assumere un ruolo guida nel promuovere la giustizia e agire con equità, rafforzando il loro status e il loro ruolo negli affari internazionali”, ha sottolineato il Ministro Wang, il quale ha altresì aggiunto: “Dobbiamo combattere con fermezza ogni forma di terrorismo, opporci inequivocabilmente alla militarizzazione dello spazio extra-atmosferico, affrontare efficacemente le sfide globali in materia di energia e sicurezza alimentare, rafforzare la cooperazione sulle risorse minerarie strategiche e unirci per rispondere all'epidemia di Ebola in Africa”.

Nel suo discorso, il Ministro Wang ha spiegato come la centralità dei BRICS risiede nell'uguaglianza e nel mutuo vantaggio, mentre la sua forza risiede nell'unità e nell'assistenza reciproca.

Egli ha in particolare rimarcato come i BRICS e il Sud del mondo, in generale, “dovrebbero difendere la propria indipendenza, rafforzare la solidarietà e l'assistenza reciproca, condividere una maggiore conoscenza collettiva e coordinare azioni congiunte più incisive”.

Nel far presente che sarà la Cina, l'anno prossimo, ad assumere la presidenza dei BRICS, il Ministro Wang ha sottolineato l'importanza di rispettare sempre le norme internazionali, evitando “la legge della giungla”, come ha insegnato anche il conflitto in Iran e gli attacchi illegali di USA e Israele contro di esso.

Nel frattempo, la Repubblica Popolare Cinese, il 1 luglio si prepara a celebrare il 105esimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC).

Partito che fonda la propria organizzazione sul merito e sulla formazione politica, culturale e morale e che fu co-fondato dal riformatore sociale antimperialista Chen Duxiu (della cui biografia ho scritto nell'articolo leggibile a questo link: https://amoreeliberta.blogspot.com/2025/07/chen-duxiu-1879-1942-co-fondatore-e.html).

Un rapporto pubblicato in questi giorni dal Dipartimento dell'Organizzazione del Comitato Centrale del Partito, ha rilevato che nel 2025 gli iscritti ad esso contavano 101,28 milioni. Ovvero vi è stato un aumento di circa 1 milione di iscritti rispetto al 2024.

Nel rapporto si evidenzia che il 54,8% dei nuovi iscritti nel 2025 è in possesso di laurea o diploma di scuola superiore e l'84% ha un'età pari o inferiore a 35 anni.

Dal rapporto si evince anche che il numero delle donne è pari al 31,5% del totale (oltre 31,91 milioni di donne); che la percentuale degli iscritti appartenenti a minoranze etniche è del 7,8% (7,88 milioni di iscritti) e che il numero di operai e agricoltori rappresenta il 32,4% del totale.

Il Segretario Generale del PCC e Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, in questi anni, si è battuto con determinazione contro la corruzione interna al Partito, quale primo punto del suo mandato.

Egli ha altresì ricordato che il compito dei comunisti cinesi è quello di lavorare per la felicità del popolo cinese, porsi al servizio della comunità e rinnovare il Paese.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

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