martedì 9 giugno 2026

Cina e Repubblica Popolare Democratica di Corea: amicizia, sovranità e cooperazione contro egemonismo e militarismo, nel solco del socialismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, ha incontrato nella sua visita ufficiale dall'8 al 9 giugno, nella Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), il suo omologo nordcoreano Kim Jong Un.

Il Giornale dei Lavoratori, organo del Partito dei Lavoratori di Corea, aveva precedentemente pubblicato un articolo del Presidente Xi Jinping, nel quale egli ha riaffermato gli storici legami di amicizia dei due Paesi, nel solco del socialismo.

Nell'articolo, fra le altre cose, il Presidente cinese ha affermato che: “La Cina e la RPDC sono vicini socialisti amici che si proteggono e si aiutano a vicenda e condividono un destino comune” (…) “L’ideale socialista condiviso è il carattere distintivo delle relazioni tra Cina e RPDC. Il Partito Comunista Cinese e il Partito dei Lavoratori di Corea sono entrambi partiti di governo marxisti, e la Cina e la RPDC sono compagni di viaggio sulla strada del socialismo. La tradizionale amicizia di destino comune è il fondamento profondo delle relazioni tra Cina e RPDC. Nei turbolenti anni della lotta per l’indipendenza e la liberazione nazionale, i popoli di Cina e RPDC hanno condiviso gioie e dolori, si sono sostenuti a vicenda nella vita e nella morte e hanno forgiato una grande amicizia combattiva con il loro sangue. Nello sviluppo della causa socialista di ciascun Paese, i due popoli sono stati fianco a fianco, condividendo gioie e dolori, incarnando vividamente l’amicizia fraterna di fiducia reciproca, solidarietà e mutuo aiuto”.

Il Presidente Xi, nel sottolineare come entrambi i Paesi abbiano insistito nel concentrare le proprie energie nella gestione dei propri affari interni, sulla via del socialismo, ciascuno con le proprie specificità nazionali, ha altresì suggerito che, entrambi i Paesi, dovrebbero intensificare i loro rapporti; promuovere la comunicazione strategica; l'apprendimento reciproco; rafforzare la cooperazione in ogni settore; opporsi entrambi all'egemonismo e alla politica di potenza, contrastando ogni azione che “miri a far rivivere il militarismo e che metta in pericolo la sicurezza e stabilità regionale” e promuovere entrambi la “costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l'umanità”.

Il Giornale dei Lavoratori di Corea, a sua volta, l'8 giugno scorso, ricambiando le espressioni di amicizia del Presidente Xi ha ricordato che “Fedeli all'intento del grande leader, il compagno Kim Il Sung, i rivoluzionari coreani hanno contribuito con il loro sangue alla rivoluzione cinese nell'ardua lotta contro il Giappone. Anche il popolo cinese considerava i rivoluzionari coreani che combattevano per la liberazione nazionale come membri della propria famiglia e ha fornito loro assistenza materiale e morale nella lotta”(...) “Le brillanti vittorie conseguite dal popolo cinese nell'ardua guerra civile rivoluzionaria e dal popolo coreano nella feroce guerra di liberazione della patria sarebbero state impensabili senza la fraterna amicizia e i legami di classe che si sono costantemente sviluppati e consolidati tra i rivoluzionari, i militari e i popoli dei due Paesi.”

Il testo dell'organo ufficiale del Partito dei Lavoratori di Corea si è concluso ricordando che il popolo coreano auspica che quello cinese ottenga sempre “maggiori successi nella lotta per la costruzione globale di un Paese socialista moderno e potente”; che “difenda con fermezza la sovranità nazionale, l'integrità territoriale e gli interessi per lo sviluppo” e sottolineando come il popolo coreano sia sempre disposto a unirsi a quello cinese per “promuovere la causa socialista e difendere la pace e la sicurezza nella regione e nel resto del mondo”.

Luca Bagatin

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