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martedì 14 aprile 2026

"Celebrità e misteri" di Paola Giovetti, saggio fra Storia, scienza, psicologia, mistero e paranormale. Articolo di Luca Bagatin

 

Con “Celebrità e misteri”, edito dalle Edizioni Mediterranee, la giornalista e scrittrice Paola Giovetti, ci sorprende ancora una volta.

E lo fa sempre con il rigore e il rispetto della studiosa appassionata.

Ancora una volta ci conduce nel mondo della misteriosofia e della parapsicologia, presentandoci aneddoti, curiosità ed eventi, spesso misconosciuti, nei quali si sono imbattuti scienziati, artisti, filosofi, scrittori, musicisti e altre celebrità.

Da Cristina di Svezia a Swedenborg; da Sir. Artur Conan Doyle a Gabriele D'Annunzio, passando per Kafka, Mark Twain, i coniugi Curie, Victor Hugo, Jung, Freud, Gustavo Rol, Federico Fellini e moltissimi altri, il libro è una carrellata di collegamenti fra numerosi personaggi della Storia e il paranormale.

Molti sono gli eventi curiosi, a partire dalla nascita ufficiale dello “spiritismo”, ad opera delle sorelle Kate, Margaret e Leah Fox, celebri medium del XIX secolo, passando per la Società Teosofica di Madame Blavatsky, che influenzò moltissimo anche gli eroi del nostro Risorgimento, Mazzini e Garibaldi, che credevano nel mondo degli spiriti e nella reincarnazione, così come Maria Montessori e il suo Medoto educativo.

Ed ancora, nel saggio, si parla della fondazione della Società per la Ricerca Psichica, nel 1882, allo scopo di investigare, con metodo scientifico, i fenomeni inspiegati dalla scienza ufficiale.

E, fra gli scienziati più illustri che studiarono tali fenomeni, ci fu il chimico russo Mendeleev, oltre che un insospettabile Albert Einstein, i coniugi Curie, Thomas Edison, Guglielmo Marconi e molti altri.

L'800 e il '900 – come si potrà notare nell'agile saggio di Paola Giovetti - è costellato da figure più o meno celebri, che entrarono in contatto diretto con l'ignoto ed ebbero modo di indagarlo e di raccontare le loro esperienze.

Fra questi Goethe, Victor Hugo, il padre letterario di Sherlock Holmes, Sir. Arthur Conan Doyle, Thomas Mann, Luigi Pirandello, Antonio Fogazzaro e moltissimi altri.

Così come accadde a politici a cavallo fra il XIX ed il XX secolo, fra i quali Massimo D'Azeglio, Napoleone Bonaparte, Hitler e Mussolini.

Molte sono le figure, anche contemporanee, le cui esperienze dirette con il paranormale sono tratteggiate da Paola Giovetti.

Fra queste l'imprenditore e fisico Federico Faggin (che dopo una sua esperienza extrasensoriale ha avuto modo di elaborare teorie a carattere scientifico che studiano la coscienza e la reincarnazione); l'attore Enzo Decaro; il duo artistico Battisti-Mogol i testi delle cui canzoni, assieme a quelle di Franco Battiato, sono un inno alla Tradizione esoterica e spirituale.

“Celebrità e misteri” è dunque un saggio che apre molte porte sull'ignoto e ci svela aspetti della Storia, ma anche della scienza e della psicologia (non solo della parapsicologia!), che non conoscevamo o che, probabilmente, ignoravamo.

Uno dei padri della psicanalisi, Carl Gustav Jung, disse che “La nostra concezione del mondo corrisponde alla realtà soltanto se in essa trova posto anche l'improbabile”.

E il mondo che ci circonda, così come la sua millenaria Storia, è molto probabilmente il frutto più di aspetti che sfuggono alla nostra ragione, piuttosto che il contrario.

La scienza stessa, ma anche la politica, del resto, hanno spesso voluto indagare in tal senso. In particolare se pensiamo che le più grandi potenze al mondo hanno investito e probabilmente ancora investono, ingenti somme nello studio dei fenomeni cosiddetti paranormali.

Il mondo della materia, dunque, difronte a tutto ciò, sembra ben poca cosa, così come la paura della fine, che non è altro che un nuovo inizio, secondo le conclusioni di molti dei personaggi citati nel saggio di Paola Giovetti.

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”, scrisse Antoine de Saint-Exupéry ne “Il Piccolo Principe”, che può essere considerato un romanzo esoterico-iniziatico, un percorso di ricerca dell'Amore, dell'Amicizia, della Rinascita (perché non esiste alcuna fine dopo la morte), contrapposto alla materialità del “mondo adulto”, privo di innocenza e purezza e fatto di apparenze.

Curiosità nella curiosità: il corpo di Antoine de Saint-Exupéry, il cui aereo fu abbattuto nel 1944 da un pilota dell'aviazione tedesca, non sarà mai ufficialmente ritrovato....

Il Mistero è e rimane tale, racchiuso e celato nell'Anima/Coscienza di ciascuno.

Luca Bagatin

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venerdì 10 aprile 2026

Socialismo o... barbarie. Articolo di Luca Bagatin

 

Fu la socialista rivoluzionaria Rosa Luxemburg, molto critica nei confronti dell'ipocrisia della revisionista “socialdemocrazia” tedesca, la prima a parlare di “Socialismo o barbarie”.

Con questa frase ella riassunse ottimamente un aspetto difficilmente confutabile.

L'unico sistema razionale è quello socialista, non certo quello liberal capitalista.

Per evitare disoccupazione, sotto-occupazione, sfruttamento, il lavoro va organizzato a monte.

Per evitare una distribuzione iniqua delle risorse, che potrebbe generare squilibri economici, psicologici e sociali nella società, è necessario che nessuno disponga di più degli altri. Ovvero occorre che nessuno sottragga risorse alla comunità, per accaparrarsele, egoisticamente.

Il socialismo è quando non esistono né ricchi, né poveri. Quando non esistono né disoccupati, né sfruttati. Quando non esistono ladri, né criminali, né corrotti.

E' quando l'economia e la società vengono, razionalmente e pragmaticamente, pianificate, in modo condiviso e democratico.

Il liberal capitalismo, diversamente, genera squilibri, perché non prevede un'organizzazione razionale dell'economia e della società.

Questo perché il liberal capitalismo sdogana e alimenta l'ego, che andrebbe visto come una patologia congenita dell'anima, in quanto esso sdogana e alimenta una mentalità fondata sull'accumulo e sulla ricchezza individuale, anziché sull'uso razionale e pragmatico delle risorse.

Il liberal capitalismo è una patologia, non propriamente una ideologia. Perché fonda tutto sull'esteriorità e sulla materialità dell'esistenza.

Ben poca cosa, considerando che le risorse e la vita umana, sono entrambe estremamente limitate.

Una persona, nonostante le moderne follie transumaniste, non potrà fisicamente mai essere immortale e quindi non potrà mai arrivare a mantenere, per sempre, le sue ricchezze. E, anche quando lo facesse... che cosa ne trarrebbe? Alla sua morte potrebbe, al massimo, cederle agli eredi o ad altri oligarchi. Continuando, comunque, a sottrarre risorse alla comunità nel suo insieme. Sfruttandola, anziché facendola crescere.

Si dirà che il socialismo rettamente inteso non promuove la libertà. In realtà, rimuove le basi della falsa “libertà”.

Quella, appunto, fondata su ego e accumulo. Ovvero su quegli aspetti patologici della psiche umana materialista. Che generano, peraltro, alienazione, noia, nuova necessità di accumulare, in un ciclo di insoddisfazione continuo.

Droga, prostituzione, abusi sui minori, sfruttamento dei più deboli, sono aspetti perpetrati proprio da soggetti annoiati e abietti, nell'ambito di una società insana e fondata su ego e accumulo.

La libertà, diversamente, non ha nulla a che vedere con il possesso o con l'accumulo. Men che meno con la noia o la degenerazione. Essa è aspetto interiore.

Una persona libera è tale anche in una prigione. Perché dentro di lei c'è un mondo sconfinato, a confronto del quale, quello esteriore, è ben poca cosa.

Purtroppo, la mentalità materialistico-borghese e liberal capitalista, spesso, non è in grado di vedere questo mondo, perché limitata all'esteriorità.

Ogni sistema economico, a mio avviso, va approfondito e studiato anche e soprattutto alla luce della psicologia umana, dell'antropologia, della mentalità e della spiritualità, affinché ne esca un'analisi completa, approfondita e razionale.

Il socialismo, dunque, non andrebbe visto né applicato come una ideologia, ma ricercato, studiato e approfondito come una via razionale da percorrere, per la crescita e lo sviluppo di una società sana e armoniosa, fondata su una libertà assoluta da ogni condizionamento e da ogni forma di ego.

Chi pensava che il socialismo, nella Storia, avesse fallito, ha drammaticamente sbagliato.

Perché non in grado di osservare il socialismo depurato dall'ideologia, analizzandolo nella pratica.

Molti si riferiscono al cosiddetto crollo dell'URSS per affermare che il socialismo ha fallito.

Posto che l'URSS è “crollata” per cause esterne e di tradimenti interni dell'allora classe dirigente, costoro non osservano che l'URSS si allontanò dal socialismo già quando i Soviet, intesi come consigli di base di operai e contadini, furono presto abbandonati. Per trasformare l'URSS in una realtà burocratica e revisionista del socialismo stesso.

Diversamente, realtà come la Cina, ma anche molte realtà del Terzo Mondo (inteso come Mondo fuori dai due blocchi contrapposti), pensiamo ad esempio a realtà latinoamericane, panafricane e panarabe, oltre che dell'Estremo Oriente, hanno saputo costruire un socialismo razionale, non ideologico, non burocratico, imparando dagli errori, aprendosi al mondo, attingendo dalla propria cultura, Storia e tradizione.

E così hanno mostrato e stanno mostrando che il socialismo, se rettamente inteso, come via per l'evoluzione dell'essere umano e della comunità nel suo complesso (nazionale e internazionale), può non solo resistere, ma essere una forma di resilienza alle sfide del presente e del futuro.

Diversamente, il liberal capitalismo, mostra che la “libertà” esteriore conduce dritta dritta verso la degenerazione della società. Verso il consumismo degli annoiati, verso lo sfruttamento del lavoro, verso la manipolazione delle menti (pubblicità commerciale) e dei corpi (l'uso smodato e insensato della chirurgia estetica), oltre che lo sfruttamento dei corpi stessi (Onlyfans, per citare un esempio). Senza contare l'abbassamento del livello culturale della società (causato dai tagli al settore scolastico, ma anche da un voluto abbassamento degli standard del livello di istruzione) e un imbarbarimento della società stessa, con stupri e violenze di ogni genere, spesso commesse da minori.

In tutto ciò, stupisce sempre meno un insensato ricorso alla violenza verbale da parte della classe politica liberal capitalista (che si riverbera anche nella società) e una rincorsa agli armamenti, in un circo bellicista che vede il nemico in chiunque non inneggi alla “libertà” esteriore o al suprematismo del ricco e del bianco.

Si potrebbe dunque parlare, non tanto e non solo di socialismo VS liberal capitalismo, ma di comunità VS individualismo o, meglio ancora, di razionalità VS irrazionalità e tutto ciò lo si può comprendere meglio alla luce dell'approfondimento della Storia, dell'economia, della psicologia e dell'antropologia dei popoli.

Abbiamo dunque molto da imparare da Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Michail Bakunin, Karl Marx, Friedrich Engels, Pierre Leroux, così come da Carl Gustav Jung, Marcel Mauss e molti altri, il cui pensiero è, ancora oggi, ricco di insegnamenti.

Luca Bagatin

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giovedì 20 maggio 2021

Libertà dall'ego, dalla materia, dall'illusione. Articolo di Luca Bagatin

L'essere umano ha edificato le sue basi sull'ego e sul possesso.

Vuole accumulare di più, consumare di più, possedere (anche sessualmente) di più.

Ciò ha gettato le basi per una società involuta, fondata sul danaro, la mercificazione, il materialismo.

Religione, danaro, proprietà privata, sistemi di governo, non sono che sovrastrutture create per difendere e rendere impermeabile l'ego umano che, pur nell'inconsapevolezza umana, è una patologia della mente e dell'anima.

Aspetti sconosciuti nelle società primitive e arcaiche, che fondavano la loro civilità sulla comunanza dei beni e sull'etica del dono e del baratto o libero scambio fra eguali.

Non esistevano diseguaglianze di sesso o sciocchi moralismo sessuali.

La sessualità è un veicolo molto potente. Può essere incanalata per evolvere spiritualmente, oppure involvere verso abiezioni che conducono all'ego, al possesso, alla violenza.

Tutti i pregiudizi relavi al sesso e alla sessualità sono figli dell'ego.

Fenomeni come la prostituzione, la pornografia, la mercificazione dei corpi, sono figli dell'ego e negano la libera sessualità.

Una civiltà libera dall'ego è una civiltà fondata sull'amore.

Fare sesso liberamente - con amore - superare la proprietà privata dei mezzi di produzione, gestire le risorse in comune, sono la via per la liberazione dalla patologia dell'ego, dello sfruttamento, del pregiudizio e della violenza.

Nessun Dio punisce. Nessun Dio impone una morale. Questo lo fanno gli esseri umani, giudati dalla mente egoica. I quali si trincerano dietro le religioni, le morali, le ideologie più fanatiche.

Anche la paura della morte è figlia della mente egoica.

La vita non è che una illusione proiettata dalla mente egoica. Come il mondo della materia.

In realtà esiste solo l'amore.

Questo l'insegnamento di tutte le più antiche tradizioni spirituali, non contaminate dai dogmi religiosi degli esseri umani non risvegliati. Ovvero dormienti e persi nell'incubo dell'ego.

Perché esiste la vita ? Perché esiste la morte ?

La vera domanda dovrebbe essere: perché siamo attaccati alla materia, che produce l'illusione del dualismo vita/morte ?

Perché siamo perduti nell'incubo dell'illusione materiale ?

Forse perché ciò è più rassicurante, come il neonato che non vuole uscire dal grembo materno al momento della sua nascita. Piange. E' disperato. Non vuole lasciare il sicuro grembo materno. E' forse ancora legato alle sue vite precedenti. E così trova ristoro nell'ego, antcamera del mondo della materia.

Le nostre menti non sono ancora pronte per liberarsi dall'illusione.

L'attaccamento è l'unico elemento che pensiamo di conoscere. E così soffriamo, dalla nascita alla morte.

E creiamo sovrastrutture per sopravvivere, ma in realtà ci leghiamo ancora di più alla materia e alla sofferenza.

Siamo più forti di così. Siamo più forti di così ? E' una affermazione e una domanda. Che dovremo porci.

Siamo più forti della materia (in virtù della nostra origine Divina) ? Siamo così forti dal poterci liberare dall'attaccamento terreno dei nostri sensi egoici ?

Viviamo in un sogno, ma chi è il sognatore ? E' una frase che viene detta all'interno della serie televisiva “Twin Peaks” di David Lynch e Mark Frost. Una serie che è molto di più di un'opera cinematografica e artistica. Spiega molte cose. Sulla vita e sulla morte. Ovvero sull'inesistenza di entrambi gli aspetti.

Ansia, paura, non sono che elementi sui quali facciamo leva per rimanere legati all'illusione. Per questa ragione c'è chi prega o medita, per liberarsi da ansie e paure.

Costui o costei utilizza, consapevolmente o meno, veicoli che gli permettono di distaccarsi per un momento dall'ego e ritrovare la propria dimensione Divina.

Chi è Dio ? Colui il quale ci libera dall'ego, dall'illusione. E ci riconduce all'amore.

Le religioni, con i loro dogmi, raffigurano Dio come un essere esterno, che vive in chissà quale luogo celeste.

Ma le più antiche tradizioni ci insegnano che Dio è un luogo dell'Anima.

Gli esseri umani combattono in nome del loro Dio, ma in realtà non lo conoscono, in quanto non conoscono la profondità della loro Anima, persi nell'ego e nell'illusione dei loro dogmi e delle loro ideologie fanatiche.

L'Anima Divina è un'Anima che ama. Libera dall'illusione e dalle sovrastrutture create dagli esseri umani, che credono così di essere nel giusto e di liberarsi dalle sofferenze...generandone di maggiori !

Prendiamo ad esempio il danaro. Il mondo si regge su di esso, su questa sovrastruttura e convenzione.

Il danaro è uno dei veicoli materiali che lega di più all'illusione. Si arriva ad uccidere, sfruttare, imbrogliare per danaro. Si sfasciano amicizie, famiglie e affetti. Che cosa si ottiene alla fine ? Solo ulteriore e spesso infinita sofferenza.

La vita materiale non è che un'eterna sofferenza se ad essa ci si lega.

Non siamo esseri/anime separate. Siamo cosmicamente uniti e come tali possiamo liberarci da sofferenza/ego/illusione unendo le forze nell'amore.

Cos'è l'amore?

La profondità della nostra Anima.

Quel luogo segreto che ci permette di liberarci dall'ego e provare un infinito piacere e benessere.

Molti ricercano il piacere attraverso le droghe.

Lungi da me dare giudizi morali. Antiche civiltà, usavano sostanze psicotrope per unirsi con il Divino, per mettersi in comunicazione con la propria Anima Divina.

Questo è un percorso interessante.

Da tempo molti usano certe sostanze, spesso alterate chimicamente, per mero piacere illusorio materiale. Arrivano persino a prostituirsi, a rubare e/o a uccidere, per potersele procurare.

Ciò lega fortemente alla materia e genera infinite sofferenze.

Il piacere materiale genera sempre e inevitabilmente sofferenze.

Queste riflessioni, il più possibile libere dal moralismo, vogliono essere solamente delle libere dissertazioni – frutto di osservazione, studi e esperienze personali – su meccanismi spesso difficili da comprendere. Ciò in quanto troppo spesso si è presi e persi nel vortice della materialità della vita terrena.

Non vogliono affatto essere dogmi, ma libere analisi che intersecano spiritualità, psicologia e politica.

Volendo offrire un libero contributo alla discussione su tematiche mai troppo abusate o trattate nel pubblico dibattito.

Luca Bagatin

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giovedì 29 aprile 2021

Videogame. “Freud's Bones The Game”: un gioco per indagare l'animo umano (con intervista alla creatrice). Articolo di Luca Bagatin

Forse per la prima volta, un videogioco, cerca di esplorare l'animo umano.

E lo fa permettendo al giocatore di entrare nella coscienza nientemeno che di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi.

“Freud's Bones The Game” è un progetto tutto italiano nato dall'ingegno di Axel Fox, al secolo Fortuna Imperatore, giovane ragazza campana laureata in filosofia che, investendo i suoi stipendi di addetta alle pulizie, ha realizzato un innovativo quanto elegante e intelligente “serious game”.

Al momento, su Steam, è disponibile solo la demo gratuita, ma avendola testata, possiamo dire che preannuncia un videogame completo veramente profondo e insolito e che dovrebbe uscire ufficialmente nel luglio prossimo.

Ci troviamo a Vienna, nel 1925. Sono le 3 di notte e Sigmund Freud passeggia nervoso nel suo studio. Fuma il suo sigaro ed è particolarmente pensieroso a causa delle critiche che gli riservano i gornali, dei suoi rapporti famigliari tesi e dall'arrivo di misteroise lettere anonime...

E' in questo momento che fa capolino una voce interiore...ovvero noi giocatori, che avremo a tutti gli effetti la possibilità di guidare Freud e la sua coscienza.

Gestiremo così le sue finanze, leggeremo e risponderemo alle lettere che riceverà, compileremo le cartelle cliniche dei pazienti che ci faranno visita dopo che avremo iniziato con loro le sedute terapeutiche. Porremmo domande mirate e, attraverso l'ascolto della loro coscienza, tenteremo di giungere al nucleo del loro dolore, al fine di curarli e liberarli dal malessere psichico.

Consulteremo i testi originali del dottor. Freud e tenteremo di approcciare allo stile terapeutico che più si adatterà a noi.

Ascolteremo i pazienti, li consoleremo, tenteremo di estorcere i loro segreti più inconfessabili e penetreremo nel loro animo. Potremo così costruire le nostre ipotesi e verificare le nostre teorie psicanalitiche in merito.

“Freud's Bones The Game” si presenta con una grafica piuttosto elegante, stile libro illustrato o film d'animazione di particolare pregio artistico e una musica di sottofondo che aiuta il gocatore a immedesimarsi nello stile stesso di gioco.

Sarà disponibile sia per la console Nintendo Switch che in versione per pc, scaricabile da Steam.

La demo gratuita, per testarlo, è scaricabile su Steam al seguente link: https://store.steampowered.com/app/1477980/Freuds_Bonesthe_game/

Abbiamo inoltre avuto la possibilità di intervistare la sviluppatrice e editrice del gioco, Axel Fox, per saperne di più del suo progetto.

Luca Bagatin: Come è nata l'idea di “Freud's Bones The Game” e perché hai pensato a Freud quale protagonista del gioco?

Axel Fox: L'idea mi è nata guardando un documentario su Freud, anni fa. Ho immaginato, quasi fosse una visione, un intero videogioco sulla psicoanalisi e mi sono chiesta perché nessuno avesse pensato di realizzarne uno. Freud è un personaggio estremamente accattivante, moderno, cinico, un anti-eroe ideale dotato di un fascino sherlockiano e di un carattere da fiction. In quel momento della mia vita avevo terminato l'Università. Ero in analisi e mi ci approcciavo con una sete di conoscenza e un tormento tale da spingermi a studiare me stessa e provare a decodificarmi utilizzando la sua visione materiale e cruda. Ho riflettuto su quanto lo stigma circa la psicanalisi possa persistere nei giovani, su quanto la psicologia sia diventata un prodotto da frase preconfezionata e motivazionale. E mi ha infastidito molto pensare che molti concetti freudiani siano entrati a far parte del linguaggio comune, ma senza che le persone conoscano la loro origine. Ho deciso di dismettere i panni della fruitrice e di diventare, così, una creatrice. Non conoscevo assolutamente nulla sul processo tramite cui si genera un videogioco, ma ho fatto tutto da totale autodidatta.

Luca Bagatin: Quando e come è nata questa tua passione e come hai imparato a realizzare videogame?

Axel Fox: Mi affascinano i processi creativi. Ho un'ossessione per la decostruzione e ho voluto capire come e perché i videogiochi riuscissero ad avere un impatto così profondo nella costruzione della mia personalità. Ho letto manuali di Game Design online in inglese, scaricato engines, tentato il 3d, poi RPG maker. Ho collezionato vari tentativi grezzi prima di capire che dovevo caratterizzare Freud e creare un gameplay inedito. Ho volutamente ignorato i consigli classici: "gioca e ruba" mi dicevano molti. Io non volevo fare uno sterile copia e incolla di meccaniche ormai trite e ritrite da avventura grafica. Così ho creato un ibrido, mescolando meccaniche gdr con quelle gestionali.

Luca Bagatin: Qual è la filosofia di fondo di “Freud's Bones The Game”? Che tipo di pubblico potrebbe attrarre?

Axel Fox: Ho provato a targettizzare un mio pubblico, ma – con il tempo - ho capito che, essendo un gioco ibrido, attrae inevitabilmente un pubblico ibrido. Questo gioco e la demo su Steam attraggono i curiosi in generale, gli appassionati di enigmi, quelli che si fanno domande esistenziali. Le persone che vogliono non solo che gli si racconti una storia, ma che vogliono essere parte attiva del processo di decodifica dei casi clinici. La sua filosofia potrei racchiuderla in una frase concettualmente strana: l'archeologia dell'umano. I pazienti protagonisti dei casi clinici sono presi dalla Storia (in parte) e non sono simboli di malattie anomale o grottesche. Soffrono di turbamenti che sono incredibilmente attuali: ansie, isteria, repressione emotiva, conflitti famigliari. Freud aveva uno sguardo talmente tagliente da portare il giocatore a diventare il suo braccio destro, abile nel governare strumenti retorici e cognitivi.

Luca Bagatin: Sei laureata in filosofia, ma lavori come addetta alle pulizie. Uno spaccato delle generazioni rese precarie negli ultimi venti anni, in Italia e Europa. Pensi che quello della sviluppatrice di videogame possa diventare, per te, a tutti gli effetti un lavoro?

Axel Fox: Penso che possa diventare un lavoro, miro a quello. Ho sempre lottato contro lo spreco del potenziale umano e intellettuale delle persone che ho incrociato nella mia vita e ho capito d'essere anch'io un potenziale tendente allo spreco e all'alienazione. Per questo ho scelto di realizzare un prodotto in condizioni di estrema difficoltà e privazione. Ci insegnano ad accontentarci e ad aspirare a lavori banali, ma sicuri. Nessuno spiega che sono le chimere di una generazione passata, perché la mia generazione ha la lucidità e la complessità inadatte a desiderare una vita banale e monotona. Bisogna essere seriamente tenaci e folli! Prima o poi si fa breccia nel muro che ci separa da ciò che dovremmo diventare.

Luca Bagatin: Pensi di realizzare, prossimamente, altri videogame e, soprattutto, altri “serious game”?

Axel Fox: Assolutamente! Vorrei fare un'intera serie sulle "Ossa di..". Omaggiare i miei miti, i miei salvatori, gli scrittori, i poeti, gli artisti. Non sarei in grado di realizzare nient'altro che “serious games”.

Luca Bagatin: Un'ultima cosa...puoi dirci quando uscirà, ufficialmente, “Freud's Bones The Game”?

Axel Fox: Lavorando a ritmi folli come quelli attuali, credo di riuscire a rilasciarlo in autunno, su Steam e su Nintendo Switch.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

 

Axel Fox

venerdì 19 febbraio 2021

Sessualità e Spiritualità

Jung riteneva che, chiunque avesse un problema di natura sessuale, in realtà, celasse un problema connesso allo spirito e all'anima; mentre chiunque affermasse di avere un problema spirituale, in realtà, nascondesse un problema di natura sessuale.
Sessualità e spiritualità sono da sempre intimamente e inconsciamente connesse.
Aspetti compresi dalle tradizioni orientali e vediche, sono stati - nei secoli - mascherati dai tre grandi monoteismi.
Probabilmente non a caso.
Sacralità e Spiritualità. Vita e Morte. Morte e Rinascita. Dei Sensi e dello Spirito.
 
(Luca Bagatin)

mercoledì 10 agosto 2016

Stelle cadenti. Stelle lucenti.

Mi piacciono le donne come lei.
Capire che cosa c'è dietro ai loro occhi. Affrontare la paura di guardarle, perché stai guardando dentro la loro anima. 

Stelle cadenti. Stelle lucenti. 

(Luca Bagatin)


mercoledì 1 luglio 2015

"La gatta": fiaba junghiana alla ricerca della redenzione del femminile e del maschile. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Il gatto è, da millenni, l'animale sacro per eccellenza.
Pensiamo infatti alla venerazione per i gatti nell'Antico Egitto la cui mitologia produsse la Dea gatta Bastet, che i Greci identificarono successivamente con la Dea Artemide.
Il gatto, oltre ad essere animale estremamente intelligente e socevole, si dice sia detentore di poteri misteriosofici, oltre ad essere animale dalle molteplici vite e dalla capacità di superare pressoché ogni tipo di avversità.
Al gatto, Marie-Louise Von Franz (1915 – 1998), psicanalista junghiana e stretta collaboratrice di Carl Gustav Jung (1875 - 1961), dedica una conferenza, contenuta in un bellissimo e agile volume dal significativo titolo: “La gatta”.
La dottoressa Von Franz si rifà all'omonima fiaba rumena, che racconta di un imperatore infelice in quanto non aveva alcuna discendenza, il quale costruisce una nave per la moglie, la quale le ha espresso il desiderio di uscire dal Palazzo. L'imperatore purtuttavia la ammonisce: “Se non tornerai incinta non potrai più stare con me !”.
L'imperatrice e le sue serve approdarono così, dopo alcuni giorni di navigazione burrascosa, ad un'isola ed è qui che lei decide di mangiare una bellissima mela d'oro. Rimanendo così incinta.
La Madre di Dio, purtuttavia, custode del melo, le lancia una maledizione affermando che sua figlia si sarebbe trasformata in una gatta al compimento del diciassettesimo anno d'età e così tutta la sua corte e che solo il figlio di un imperatore, mozzandole coda e testa, avrebbe potuto rompere l'incantesimo. E così accadde.
In un paese molto lontano, un altro imperatore, vedovo ed alcolizzato, inviava i suoi tre figli maschi alla ricerca di una particolare stoffa di lino, così sottile da poter passare per la cruna di un ago. Il primo di questi trovò solo un cagnolino; il secondo trovò un lembo di lino grezzo; mentre il terzo, il più giovane...dopo molte peripezie finì nel palazzo dei gatti ! Qui conobbe la principessa gatta e se ne innamorò.
E sarà proprio la principessa gatta a ricondurlo, molti anni dopo, dal padre che lo credeva morto, con quella particolare forma di lino sottile sottile...contenuta in un chicco di mais.
La gatta chiese poi al giovane principe di tagliarle prima la coda e poi la testa e fu così...che ella si trasformò in una bellissima fanciulla e i due poterono sposarsi. Se non che...il padre del giovane principe, il vecchio imperatore ubriacone, tentò di concupire la nuora, tentando di imprigionare il figlio.
Quest'ultimo radunò un enorme esercito e mosse guerra al padre, annientendo così l'esercito del vecchio imperatore. Questi finì così per chiedere perdono al figlio ed alla nuora, cedendo loro il suo impero.
La fiaba de “La gatta” è ricchissima di simbolismo, che la dottoressa Von Franz analizza con vastità di particolari. Simboli di natura archetipica, inconscia, esoterica, spirituale, alchemica.
Innanzitutto siamo in presenza di due imperi distinti: nel primo l'aspetto femminile è sterile, mentre nel secondo il femminile è scomparso.
Nel primo caso la donna/imperatrice necessita di uscire dal palazzo, nel quale si sente confinata, per recuperare il suo istinto creativo. Nel secondo caso l'uomo/imperatore è vedovo ed il suo stato di abbandono sfocia nell'alcoolismo.
La dottoressa Von Franz spiega come l'universo femminile sia più flessibile e soggettivo, mentre quello maschile sia più rigido. Purtuttavia entrambi si compensano e tale compensazione evita alle donne la formazione di sottili e subdole malignità, spesso fra loro, mentre agli uomini evita il sopravvento dell'aggressività e della brutalità.
Nel caso dell'imperatore che ha tre figli, il suo stato di alcoolismo è causato da uno stato di abbandono – in quanto vedovo – e quindi ciò lo porta a simulare una condizione “estatica”, simile all'”estasi religiosa” che egli tenta di ottenere attraverso l'assunzione di alcolici. E' chiaro che il suo è un problema legato all'Anima, al suo bisogno di spiritualità, che è ferita proprio dal suo stato di abbandono.
L'imperatore senza figli, viceversa, accondiscende al desiderio della moglie di uscire dal Palazzo e le costruisce una nave che, come sottolinea la dottorezza Von Franz, è, simbolicamente un contenitore femminile, associata peraltro alla luna e alle dee lunari. Egli non teme che possa accadere qualche cosa alla moglie, anzi, la spinge ad attraversare il mare, ovvero, simbolicamente, a compiere un cammino interiore e spirituale che la porterà così, ad essere fertile.
Sull'isola l'imperatrice trova un melo dalle mele d'oro e ne mangia una, ma non sa che esso è custodito dalla Vergine Maria che, peraltro, rappresenta originariamente la dea Iside, simbolo di fertilità, la figura più importante degli dei al punto da diffondersi, dall'Egitto sino in tutta Europa – nonostante le mistificazioni di matrice cattolica - il culto delle cosiddette “Madonne Nere” raffiguranti infatti Iside che tiene in braccio suo figlio Horus, identificato anche con il Cristo.
La dottoressa Von Franz rammenta che le donne in gravidanza hanno una grande vicinanza con il mondo della morte in quanto, mettendo al mondo una nuova vita, una parte di loro deve simbolicamente morire. E quindi sono anche legate molto di più all'inconscio ed al mondo dei sogni: sogni sull'origine dell'uomo e sul mistero degli spiriti che si sono reincarnati.
Nella nostra fiaba, nella fattispecie, la Vergine Maria maledice il bambino che deve neascere, ma...in realtà la maledizione è parte di un disegno più ampio, di redenzione del femminile e finanche del maschile, come vedremo poi.
La bambina che nascerà si trasformerà dunque in gatta, un animale che, come dicevamo, è da millenni ritenuto sacro e che nella mitologia ha sempre avuto aspetti benefici quale guaritore, servitore ed anche medium, ponte con il mondo dei morti.
Forse proprio per le sue qualità gnostico-esoterico-mitologiche la cultura cristiano-cattolica (che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti del Cristo, che erano, appunto, di matrice gnostico-esoterica) ha successivamente fatto strage di gatti, attribuendo ad essi – in modo mistificatorio, sciocco e superstizioso – qualità malefiche e sataniche.
Si pensi invece che, anticamente, un gatto bianco posto ai piedi della croce, in Francia, rappresentava il Cristo stesso e per secoli è stato ritenuto animale caro alle streghe che sono tutt'altro che da considerarsi come degli esseri spregevoli, ma delle donne custodi dell'Anima. Spesso dell'Anima maschile.
Jung in particolare si chiese che cosa avesse a che fare la Vergine Maria con la persecuzione delle streghe e spiegò come, prima del culto della Vergine Maria, fosse diffuso l'amor cortese. Il cavaliere corteggiava la dama prescelta, vedendo il lei quella che Jung chiama la “donna-Anima”.
La Chiesa cattolica, purtuttavia, abolì ben presto l'amor cortese imponendo che gli uomini non potessero più scegliere la loro dama, ma dovessero combattere per conquistare il cuore di una donna a glorificazione della Vergine Maria. Fu allora che, secondo Jung, nacque la caccia alle streghe in nome della Vergine Maria.
Mentre l'amor cortese permetteva a uomini e donne di venire in contatto con la propria interiorità, con la propria Anima, con il culto della Vergine Maria il simbolo della “donna-Anima” venne sostituito da un simbolo collettivo del femminile imposto: quello della Madonna di matrice cattolica.
Le streghe, in questo senso, rappresentano l'elemento individuale delle donne, che permettono all'uomo, peraltro, di ricongiungersi con la sua Anima, spesso ferita. E con la caccia alle streghe l'Inquisizione cattolica iniziò, come già detto, a perseguitare anche i gatti.
Ennesima barbarie compiuta dalla Chiesa cattolica ai danni del patrimonio animistico, sacro, esoterico, spirituale ed interiore dell'umanità !
Tornando alla nostra fiaba, nel regno governato dall'imperatore ubriacone, questi vuole che i suoi figli recuperino della stoffa di lino sottilissima. Come spiega la dottoressa Von Franz, il lino era utilizzato per la veste di sacerdoti e stregoni ed ha una forte connessione con il femminile. Egli, dunque, come con l'uso dell'alcool, ricerca in qualche modo una connessione con il mondo spirituale e femminile – che nel suo regno è da considerarsi aspetto morto - e lo fa inviando i figli alla ricerca.
Solo il terzo figlio ne uscirà vincitore, dopo un percorso di patimenti e peripezie (l'eroe maschile nelle fiabe si trova sempre a soffrire, ovvero si trova ad assumere un'attitudine passiva e femminile) e vi riusicrà per mezzo della figura della gatta. Figura sacra e femminile per eccellenza. Sarà lei a guidarlo e a fornirgli il lino da consegnare al padre, novella dama dell'amor cortese e novella strega-donna-Anima.
Purtuttavia ora la donna-Anima, la gatta, per riscoprire il suo aspetto istintuale e dunque umano, necessita che l'eroe le tagli la coda e la testa. E così, pur con molte insistenze, ciò accade. E lei torna ad essere fancuilla e può sposare il suo principe: i due sono finalmente una cosa sola.
Purtuttavia devono ancora sfidare la concupiscenza del vecchio satiro, l'imperatore ubriacone che, non ancora ricongiuntosi con la sua Anima, con la sua parte femminile, rimane legato ai bassi istinti. E ne rimane sconfitto.
L'insegnamento racchiuso ne “La gatta”, presentata dalla dottoressa Marie-Louise Von Franz, è un percorso alchemico interiore. Un percorso di redenzione umana, maschile e femminile. Un percorso che – sulla base della mitologia, del simbolo e della spiritualità gnostica e pagana – va a toccare il rapporto di coppia, analizzandone la sua intima essenza e trovandone la chiave di lettura.
Un saggio che peraltro riscopre il valore sacro del gatto, della strega-donna-Anima, che è quanto di più prezioso il cuore di un uomo dovrebbe saper risconoscere e ricercare.

Luca Bagatin

martedì 27 gennaio 2015

Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia. Resoconto della Conferenza di presentazione dei saggi di Luca Bagatin (a cura di StudioStampa.com)


Massoneria ed universo femminile, come conciliarli in un'unica conferenza ?
La Squadra ed il Compasso, simbolo cardine della Massoneria, è un'allegoria che rappresenta, per molti versi, l'unione fra il Cielo – principio maschile rappresentato dal Compasso – che si unisce con il principio femminile rappresentato dalla Squadra, la quale potrebbe allegoricamente rappresentare la Dea Madre Terra, in una perfetta unione d'amore cosmico che, per molti versi rappresenta a sua volta la vera Porta Alchemica che dà la vita, ovvero una Vagina”.
Questa la sintesi d'esordio di Luca Bagatin, blogger, scrittore e relatore della conferenza di presentazione dei suoi saggi dal titolo “Universo Massonico” (Bastogi editrice) e “Ritratti di Donna” (Ipertesto edizioni), dal titolo “Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro: dalla leggenda di Hiram, al mito junghiano della Donna Selvaggia” che si è tenuta lo scorso 25 gennaio presso il Frantoio Al Casone di Vada (Livorno) in una sala gremita ed alla presenza di molte donne e persone di tutte le età.
Grazie all'intuizione di Alessia, che nella dedica al saggio “Ritratti di Donna” definisco Donna Selvaggia doc, sono entrato in contatto con l'universo junghiano legato al mito della Donna Selvaggia. Un mito nel quale ho riscontrato un forte connubio con la leggenda di Hiram, il leggendario costruttore del Tempio di Re Salomone, il quale, nel simbolismo massonico, rappresenta l'aspirante Iniziato”, prosegue così Bagatin.
La Donna Selvaggia è dunque simbolo della cratività, dell'intuito e dell'istinto femminile, ovvero di quelle donne che hanno saputo – attraverso un percorso interiore e per molti versi alchemico – liberarsi dai condizionamenti tipici della cultura patriarcale, maschilista, oppressiva, passando così da uno stato di oscurità per approdare ad uno stato di Luce, di illuminazione interiore. Un po' ciò che accade all'aspirante massone o aspirante Iniaziato, il quale, attaverso dei riti di perfezionamento passa dal suo stato di profano, condizionato dalla cultura (o incultura) dominante, ad uno stato di spiritualità interiore, di illuminazione che squarcia ed allontana l'ignoranza dalla sua psiche e dalla sua anima”.
Luca Bagatin prosegue poi nel raccontare l'origine della Massoneria, la quale deriva dagli Antichi Misteri, dalla gnosi, dagli antichi culti tipici dell'Antica Gracia e dell'Antico Egitto, proseguendo nel raccontare dei “Rex Deus”, le antiche famiglie nobili custodi della gnosi cristiana, i quali appoggieranno i Templari, i quali, a loro volta, entreranno in contatto con la cultura sufi islamica e con le corporazioni di muratori medievali, ovvero i conoscitori della cosiddetta Geometria Sacra, coloro i quali – attraverso le loro conoscenze gnostiche ed influenzati dai “Rex Deus” - costruiranno le cattedrali gotiche, racchiudendo in esse particolari simbolismi iniziatici e mistici.
Bagatin, dopo aver delineato il “viaggio” che egli compie nel raccontare il suo “Universo Massonico”, popolato da inusitate scoperte poco note persino a molti massoni, torna a parlare di universo femminile e di Donne Selvagge, tratteggiando alcune figure cardine del suo “Ritratti di Donna” fra le quali Ilona Staller ed il suo spirito fricchettone, hippie e libertario che la porterà, da pornostar, ad approdare nel Parlamento italiano proponendo leggi attualissime che vanno dalla lotta alla violenza sulle le donne sino all'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole pubbliche, in luogo dell'ora di religione cattolica. Bagatin racconterà poi la vicenda della femminista libertaria Roberta Tatafiore, fondatrice, assieme ad altre, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, con il quale anche Bagatin stesso, giovanissimo, collaborà e che deciderà, alcuni anni fa e per propria convinzione personale, di suicidarsi. E la figura di Debdeashakti, al secolo Debora De Angelis, attivista per le liberà sessuali, per il diritto all'affettività ed alla sessualità per i disabili, artista dell'eros e profonda studiosa di spiritualità ed esoterismo. E poi molte altre figure racchiuse e raccontate, anche attraverso interviste, oltre che articoli, presenti in “Ritratti di Donna: studiose, massone, donne di spettacolo, da Patrizia Tasselli a Metis Di Meo, da Patricia Vezzuli a Francesca Vigni, da Ursula Davis a Valentina D'Agostino e molte altre, rese da Bagatin in modo non mediatico, bensì umano, ovvero alla ricerca del loro lato più “Selvaggio”, istintuale e creativo.

Ritratti di Donna", anche in quanto parla di un universo che ha sempre eccitato – in tutti i sensi – il mio universo interiore, è forse il libro al quale sono più legato”, spiega Bagatin, aggiungendo che il saggio contiene anche alcune poesie e ballate dedicate a donne che ha amato o comunque che ama e che lo hanno ispirato nel corso della sua vita.
Universo Massonico" invece rappresenta la mia passione per la spiritualità, nata sull'onda emotiva della mia identificazione con il Generale Giuseppe Garibaldi che, pochi sanno, oltre ad essere stato un grande condottiero, fu anche un teosofo ed un esoterista, oltre che eminente massone e socialista di ispirazione umanitaria e sansimoniana”.
La Conferenza, ricca anche di moltissimi interventi dal pubblico, ha suscitato notevole curiosità ed interesse.

sabato 10 gennaio 2015

"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Conferenza pubblica con Luca Bagatin il 25 gennaio prossimo a Vada (Livorno)

Sono onorato di poter presentare i mei due saggi "Universo Massonico" (Bastogi) e "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) nell'ambito di una conferenza nella quale avrò la possibilità di illustrare l'attualità del pensiero gnostico-teosofico e massonico e del Femminino Sacro, ovvero la spiegazione e la riscoperta dell'antico mito della Donna Selvaggia, anche in chiave moderna, attraverso una serie di personalità  femminili del mondo della cultura, dell'eros, dello spettacolo, della controcultura e di muse che hanno attraversato - talvolta perforandolo - il mio cuore e la mia anima.
Qui di seguiro il testo ufficiale del comunicato relativo alla Conferenza, gli orari ed il luogo.
Vi aspetto numerosi e - soprattutto - numerose !!!
Luca Bagatin

Il Frantoio il Casone Antico di Vada propone un ciclo di incontri culturali: davanti a un bicchiere di buon vino e alle bruschette toscane, una serie di scrittori, musicisti e scienziati raccontano il loro lavoro e le loro teorie. All'incontro segue la cena a base di carne, verdure alla griglia e altre delizie.
 Il prossimo incontro:
Domenica 25 Gennaio , dalle 17 alle 20, parliamo di "Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia" con Luca Bagatin, giornalista e scrittore.
L'incontro è gratuito e aperto, e si svolgerà presso il Frantoio il Casone Antico di Vada in Via Aurelia Sud, 48 – 57016 Vada (LI). La prenotazione alla conferenza è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni consulta il sito: www.oliosaccomani.it
Oppure  chiama il numero: 0586-786162 oppure 349 300 7737
I due Libri presentati: 
"Universo Massonico" con prefazione di Luigi Pruneti.
"Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti.



domenica 13 luglio 2014

"Riflessioni garibaldine e non solo" by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Anita e Giuseppe Garibaldi visti da Milo Manara
Per esistere è necessario resistere (l'avevano compreso quelli di Giustizia e Libertà e del Partito d'Azione). Diversamente sei già morto senza averne contezza, senza rendertene conto (un po' come i politicanti di oggi, ma non solo).
Sono assolutamente convinto che la mancata instaurazione della Dittatura garibaldina, ovvero l'instaurazione di una Repubblica del Sud di matrice socialista umanitaria con a capo lo stesso Giuseppe Garibaldi - con pieni poteri - sia stato l'unico errore del Generale. L'aver consegnato il Mezzogiorno ai Savoia, così, senza condizioni, fu una sconfitta sociale. Peraltro costò, pochi anni dopo, allo stesso Garibaldi, il piombo savoiardo...
Ormai tutti scriviamo libri. Pur sapendo che quasi nessuno ci leggerà.
La mia donna ideale è un'eroina, come Anita Garibaldi, come la Donna Selvaggia dei miti junghiani. Una donna che non si piega alla realtà dei fatti, bensì è in grado di plasmare - attraverso i miti del passato che si porta dentro -  il suo presente. E quindi il suo futuro.