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sabato 8 marzo 2025

Perché sia ogni giorno la festa della Donna emancipata e tutt'altro che remissiva. Nel nome di Anita Garibaldi, Evita Peron e molte altre


Una donna emancipata non è una donna esteriormente sexy o sensuale. 

La gran parte delle donne riesce ad essere sensuale nella sua semplicità, nella sua quotidianità, nel non voler sembrare a tutti i costi alla moda o come un maschio. 

C'è una falsa interpretazione di emancipazione, che ha portato ad un femminismo gridato, che nulla ha a che vedere con l'essenza intima delle donne. Per contro c'è una sottovalutazione atavica di molti maschi e di molte donne stesse nei confronti delle potenzialità femminili. 

Nella Storia abbiamo esempi di emancipazione femminile molto forti. Di donne tutt'altro che mascoline e al contempo tutt'altro che remissive: Anita Garibaldi, Jessie White, Evita Peron e molte altre in tutti i Paesi del mondo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 30 novembre 2024

Riflessioni OLTRE lo specchio. Di Luca Bagatin

 

Non credo al femminismo, né al maschilismo.

Perché credo che nella vita occorra farsi rispettare, a prescindere dal sesso.

Se fossi donna e non fossi rispettata a dovere farei la scelta che fece mia madre: caccerei mio padre di casa e lo punirei come merita.

Non perdonerei facilmente, perché perdonare è una di quelle cose che rifiuto del cristianesimo, perché sentimento per persone deboli e inclini al compromesso al ribasso.

Si possono dare possibilità, ma limitate a alcune circostanze.

Lamentarsi dopo ha poco senso.

In generale è sempre bene cercare di ragionare per tempo, evitando di pentirsi dopo.

La razionalità dovrebbe essere anteposta a qualsiasi pulsione. Le pulsioni portano fuori strada e non sono mai buone consigliere.

Tutte le cose figlie delle pulsioni, fra cui i concetti di maschilismo e femminismo, mi hanno sempre lasciato perplesso.

Si può seguire la propria strada, con coerenza. Senza prendere strade altrui e senza pregiudizi ancestrali.

(Luca Bagatin)

Sono spaventato dal fondamentalismo femminista.

Così come sono spaventato da ogni fondamentalismo.

In particolare perché il fondamentalismo cela ignoranza e stupidità.

Che, purtroppo, sono aspetti deleteri e alla base della gran parte dell'umanità.

Che è addormentata.

(Luca Bagatin)

Principali patologie dell' Occidente pseudo-democratico, ovvero fondamentalista e in declino:

1) ignoranza, infantilismo e stupidità (favorite dalla distruzione della scuola pubblica, resa fin troppo semplice, con promozioni anche per chi non ha voglia di studiare, anziché invitare costoro, caldamente, a trovarsi un lavoro, anche e soprattutto umile);

2) ideologismi spacciati per "democrazia" (ideologismi e fondamentalismi pseudo verdi e pseudo liberali; guerrafondai; razzisti; antisemiti: suprematisti bianchi);

3) eccesso di benessere economico, che ha favorito quanto sopra, oltre che l'apparire piuttosto che l'essere;

4) eccessivo ricorso alla virtualità e agli artifici (chirurgia sedicente "estetica"; uso massiccio delle nuove tecnologie da parte dei singoli cittadini);

5) sdoganamento dell'ego e dell'edonismo ad ogni costo.

(Luca Bagatin)

Non mi scandalizza la prostituzione, se pensiamo che chiunque accetta danaro in cambio di una prestazione lavorativa si prostituisce.

Mi scandalizza tale sistema, fondato sul danaro, semmai.

Chi si scandalizza per il sesso a pagamento, è un bigotto.

Chi non lo fa per il sistema fondato sul danaro, è parimenti un bigotto e un ipocrita.

(Luca Bagatin)

Tutto ciò che è artificiale piace a questa società moderna.

Seno artificiale, zigomi artificiali, labbra artificiali, intelligenza artificiale.

A me disgusta.

Ma non per spocchia, è che tutto ciò che non è naturale non lo trovo bello. È molto poco interessante, è omologato, è talvolta persino sciocco.

La Natura, nella sua perfezione e imperfezione allo stesso tempo, è l'unica cosa decente che possa essere considerata.

Tutto ciò che è artificiale, invece, è una puttanata. Partorita da un essere, quello umano, che definire "superiore" mi sembra una barzelletta, una assurdità.

(Luca Bagatin)

Il diritto d'autore svilisce l'arte.

È chiaro che l'autore dovrebbe avere il diritto al riconoscimento di una sua opera, ma non dovrebbe richiederne un compenso, per la sua diffusione.

L'arte va diffusa gratuitamente.

Perché, se si richiedono soldi, da artisti ci si trasformerebbe in prostitute.

Il danaro corrompe sempre. Il danaro prostituisce.

Come il lavoro salariato, anche il diritto d'autore è una forma di sfruttamento e di annichilimento dell'arte e dello spirito.

Essere liberi significa, prima di tutto, spogliarsi di ogni metallo.

Ed è una condizione rarissima o, probabilmente, del tutto inesistente, nell'illusione terrena nella quale ci troviamo a vivere.

(Luca Bagatin)

Che differenza c'è fra il socialismo latinoamericano e cinese e il liberal-capitalismo dell'UE?

Nel primo caso viene diffuso amore e cooperazione.

Nel secondo viene diffuso odio, guerra e fondamentalismo.

(Luca Bagatin)

Sono fra coloro i quali amano più la ricerca delle cose, che l'ottenimento delle cose stesse.
Amo i mercatini e le librerie per questo.
Cercare cose. Se le trovo e le compro, alla fine, quasi mi dispiace.
E ricomincio a cercarne altre.
Quello che si è perso, secondo me, è il piacere della ricerca.
Un po' come l'erotismo, che è infinitamente più interessante di un orgasmo, che dura quel che dura.

E poi svanisce.

(Luca Bagatin)

Sarà che sono nato vecchio dentro (anche se fisicamente dimostro almeno 10 anni in meno della mia età), e la mia formazione è antica, oltre che la gran parte dei miei amici ha sempre avuto dai venti ai trenta/quaranta anni più di me, ma ho sempre avuto una forte idiosincrasia per le mode e per il cosiddetto "nuovismo".

Fra tali aspetti che detesto, la "moda" dell'anti-vaccinismo, oltre che il complottismo di vario tipo.

Sono uno di quelli che, ancora oggi, studia sui libri e il web lo usa, a parte inviare qualche articolo, per puro cazzeggio, senza prenderlo troppo sul serio.

Sarà, quindi, che la cosiddetta "contro-informazione", finisce per apparirmi omologazione modaiola, un po' come avrei considerato il '68 nei tempi in cui giovani figli di papà contestavano il sedicente "sistema".

In generale credo all'equilibrio e all'approfondimento.

Senza questo vedo il nulla.

E i tempi in cui viviamo, a causa dell'eccessivo benessere economico diffuso, ovvero della mancanza di sacrifici, sono i tempi del nulla.

(Luca Bagatin)

Scioperare nel settore pubblico, in particolare nei trasporti, genera disagi e problemi ai cittadini.

Stupisce che il sindacato italiano non lo comprenda.

Non è una questione ideologica, ma pratica.

Scioperare nel pubblico significa scioperare contro il cittadino.

Non contro il politico.

Che meriterebbe ben altre e più incisive forme di protesta, che vedano il sindacato alleato del cittadino e non in conflitto.

(Luca Bagatin)

Chi è ricco vuole sempre più arricchirsi.

Chi è ricco cerca di spendere sempre il meno possibile.

Chi è ricco sottrae, consapevolmente o meno, risorse alla comunità.

Non ho simpatia per chi è ricco.

Sicuramente non ne ho invidia, essendo caratterialmente diamentralmente opposto.

(Luca Bagatin)

La libertà di pensiero (posto che il pensiero sia frutto di studio e ragionamento) implica isolamento.

Perché chi ha un pensiero libero (o che cerchi, quantomeno, di avvicinarsi a una qualche forma di libertà) non verrà mai compreso dalla massa.

La massa è ignorante, stupida e incolta.

Credere nelle masse è ridicolo.

Esse sono servite e servono ai dittatori (che non hanno mai brillato, né per intelligenza, né per lungimiranza). Mai a chi la pensa liberamente, perché, chi pensa liberamente, le masse, le snobba.

(Luca Bagatin)

La politica estera è tutto.

Chi pensa che la politica interna conti più di quella estera, non ha capito niente della politica e sta perdendo solo il suo tempo.

La gente non vota?

Fa bene.

Le decisioni vengono prese altrove.

La cosa grave non è il non votare, anzi.

La cosa grave è il non approfondire la politica estera e il non studiare Storia, cultura, mentalità e politica di altri Paesi e di altri popoli.

La maggioranza assoluta di chi fa politica, in Italia, non fa queste cose basilari.

E vuole anche il voto, oltre che lo stipendio pubblico?

Ma dai, siamo seri!

(Luca Bagatin)

Il politicamente corretto, in un'epoca in cui le persone sono preda del fondamentalismo e della follia collettiva, finisce per diventare una forma di istigazione all'odio.

(Luca Bagatin)

Si può condividere o meno ciò che dico e scrivo.
Non è importante.
Sono solo una porta alla quale attingere per vedere OLTRE ogni specchio.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 8 marzo 2021

Ricordiamo ora e sempre tre eroine: Anita, Evita e Moana. Perché non è il "femminismo" che libera le donne dal patriarcato. Ma il superamento e la distruzione dell'attuale sistema economico

Bisognerebbe avere presente che, il cosiddetto "femminismo", lungi dal voler liberare le donne dal sistema economico e sociale, distruggendolo, mira semplicemente a collocare ancora di più la donna all'interno del sistema, pretendendo che lei diventi semplicemente uguale all'uomo. Senza liberarla affatto dal sistema patriarcale.

Nel corso della Storia sono esistite tre donne, trasgressive, eretiche, eroiche, che sono morte fra i 28 ed i 33 anni ed hanno lasciato, nel ricordo di chi le ha amate, un vuoto incolmabile.
Tutte e tre si sono battute, spesso accanto agli uomini che hanno amato, per l'emancipazione sociale e civile dei Popoli e dell'Umanità. Donne che mai si sono dette "femministe" o avrebbero voluto esserlo.
I loro nomi: Ana Maria (detta Anita), Eva (detta Evita) e Anna Moana Rosa (detta Moana).
Anita Garibaldi, Eva Peron e Moana Pozzi sono quelle tre donne che, una volta accettato il ruolo di eroine (anti)politiche lo hanno assolto sino infondo e sino alla fine dei loro giorni.
 
Contro l'odio, la violenza, il liberal-capitalismo ed il Potere.
Per l'Amore e la Libertà.

(Luca Bagatin)



giovedì 11 gennaio 2018

"Riflessioni conservatrici, ovvero socialiste, golliste e mazziniane" di Luca Bagatin

Amo le donne.
Forse per questo detesto le "femministe".
Che pretendono di essere uguali agli uomini (nessun uomo è uguale a un altro, ricordatelo !) e finiscono per ghettizzare e ghettizzarsi.
Ottenendo l'effetto opposto di quello che vorrebbero proporsi.

In Francia i gollisti e i socialisti hanno smesso di essere gollisti e socialisti e, dunque, ad un gollista e ad un socialista non rimane che sostenere nazionalisti o comunisti.
In Italia i mazziniani hanno smesso di essere mazziniani e ad un mazziniano non rimane che fare come in Francia.
Per questo, da gollista, socialista (originario) e mazziniano, non posso che sostenere, oggi, nazionalisti e comunisti.

La mia visione politica è sostanzialmente legata al socialismo ed al mazzinianesimo conservatore, contrapposto ad ogni tipo di liberalismo compassionevole.
Penso infatti che la compassione sia cosa utile ai ricchi borghesi ed ai capitalisti per pulirsi, religiosamente, la coscienza.
Occorre, io credo, lottare per emanciparsi ed emancipare, nel rispetto delle culture, delle tradizioni e delle identità di ogni popolo.
E ritengo, pertanto, che i doveri verso la comunità vadano anteposti ai diritti e ad ogni concetto legato all'"interesse".

sabato 5 luglio 2014

ROMA: Presentato il Nuovo Libro di Luca Bagatin (tratto da www.studiostampa.com)

ROMA: Presentato il Nuovo Libro di Luca Bagatin

“Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizoni), il libro che non ti aspetti o, quantomeno, non ti aspetti che in un libro siano racchiuse tematiche che vanno dal femminismo sino all'eros, passando per la psicologia, la politica, i diritti dei disabili ed il diritto alla morte. E quindi alla vita.
Il 4 luglio scorso - l'autore del libro Luca Bagatin e l'autrice della prefazione allo stesso, Debdeashakti al secolo Debora De Angelis – presso il prestigioso Melargo Caffè di Via Milano, nel pieno centro di Roma, hanno dato vita a qualche cosa di inusitato.
“Parlare di donne non è argomento facile” - ha esordito Bagatin - “le donne sono da secoli bistrattate oppure oggetto di morbosità da parte di una società patriarcale, maschilista, frustrata, dedita alla ricerca di un piacere effimero e del guadagno facile”.
Debora De Angelis lo incalza: “Come mai hai voluto parlare di donne ed in particolare hai intervistato donne così diverse fra loro, ovvero musiciste, studiose, artiste dell'eros, attrici...?”
“Perché da sempre amo le donne, ovvero amo il mistero che emanano. In particolare amo un certo tipo di donna. Una donna che sia bella fuori perché bella dentro, che abbia qualche cosa da dare e da dire alla società. Per questo il mio saggio si conclude con Il mito della Donna Selvaggia”. Il mio modello ideale è una donna libera e liberata. Libera dai condizionamenti esterni tipici della cultura patriarcale e dalla modernità senza alcuna anima, senza spiritualità. La Donna Selvaggia postmoderna è, a parer mio, la donna che sarà libera dal potere, dal danaro, dalla religione, ovvero che saprà recuperare la cultura tipica delle antiche civiltà della terra”.
“Come hai incontrato la Donna Selvaggia ?”, domanda sempre Debdeashakti.
“Per caso, direi, anche se, di fatto, il caso non esiste. Il fato ha voluto che una donna che mi piace molto e che è per me fonte di grande ispirazione creativa, Alessia, un anno fa stesse leggendo un saggio che non conoscevo “Donne che corrono coi lupi”, della professoressa Clarissa Pinkola Estés. Una psicanalista junghiana. Accidenti, mi sono detto ! Jung fa parte dei miei studi esoterici ! L'ho letto e ho capito che la Donna Selvaggia era esattamente il modello di donna che inseguivo, posso dire sin da bambino. La donna che, consciamente o meno, ho sempre amato come uomo che ricerca, incessantemente, la sua metà da amare per tutta la vita”.
Debora De Angelis rimane sul pezzo e continua ad incalzare, con domande via via sempre più dai risvolti sociali e politici: “Nel tuo saggio sono presenti diverse tipologie di donne, ovvero artiste nel senso convenzionale del termine (attrici, cantanti, modelle), che da tempo vedono riconosciuto il loro ruolo nella società contemporanea; non è così per altro tipo di donne di cui pur parli, penso a donne che si sono occupate di politica, di esoterismo, di erotismo...in altre parole: se fosse il femminile a guidare la politica e la religione sia nei suoi aspetti di massa che esoterici, che mondo ne verrebbe fuori ?”.
Bagatin risponde, con una certa passione, facendo un lungo ragionamento: “Ritratti di Donna in questo senso è un libro eretico, che vuole ribaltare le regole del gioco, ovvero tornare alle origini. La politica, da molti anni, è finita. E ciò non solo in Italia. Occorre tornare all'Agorà Greca, all'abolizione di governi e parlamenti, ovvero alla creazione di assemblee di liberi ed eguali, formate da persone estratte a sorte. Occorre un ritorno ai partiti veri, visti come scuole di pensiero, di formazione culturale, intellettuale, morale. Il modello al quale tendo e del quale parlo nell'ambito del movimento (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” che ho fondato un anno fa, è il partito d'azione di Giuseppe Mazzini ed il partito comunista di Marx ed Engels: grandi contenitori di idee che trovano il loro senso nell'analisi della storia, dell'economia, della società nella quale viviamo. Le donne in politica, se si comportano come gli uomini, ovvero rincorrono il potere, sono altrettanto dannose. Il punto è che il potere va abbattuto e questo le Donne Selvagge, libere da ogni condizionamento, lo sanno bene. Perché loro sanno che il vero potere sta nella nostra anima, nella nostra psiche, nel nostro cuore. 
Per questo in Ritratti di Donna parlo di donne che la politica l'hanno fatta, ma non in modo convenzionale. Per questo il saggio è dedicato anche alla memoria di Moana Pozzi, che definisco donna eretica, erotica ed eroica. Moana era una Donna Selvaggia, che ha voluto allontanarsi dal mondo della pornografia e dei media per reinventarsi, per fare altro. Per fare politica con l'unica formazione politica che, nella storia dei partiti, ha proposto nelle sue liste persone comuni: il Partito dell'Amore. Altro che Movimento Cinque Stelle ! Beppe Grillo ha copiato Moana Pozzi, lo ammetta ! Anzi, l'ha scimmiottata, perché lui è un uomo dei media, mentre Moana era un'eroina delle persone comuni. E l'invidia fa sì che ancora oggi si infanghi la sua memoria con dicerie mediatiche assurde. E poi teniamo anche conto che la Storia ha avuto delle grandi eroine nel passato. Penso ad Anita Garibaldi, che non a caso ho voluto quale simbolo di “Amore e Libertà”, una brasiliana morta a soli 28 anni per l'unica Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana. E poi, permettetemi una piccola digressione-provocazione. Lo ammetto, sono innamorato della ministra Maria Elena Boschi, ma la mia passione va oltre il fisico che pure è affascinante ed in linea con il mio canone di bellezza femminile. Penso che la Boschi possa essere una potenziale Donna Selvaggia in politica, le cui ali oggi le sono tarpate dal potere politico, dal Patriarca Matteo Renzi, al quale ne attribuiscono, ingiustamente, una relazione. E questo perché Maria Elena Boschi è donna ed è una donna affascinante ed intelligente. Il mio obiettivo è di aiutarla, in futuro, magari anche attraverso un'intervista, a liberarsi da ogni condizionamento. E diventare una novella Anita Garibaldi. A proposito delle religione, invece, occorre dire che le Religioni Monoteiste Isituzionalizzate hanno fatto strage e cancellato ogni aspetto legato agli antichi miti della terra, alle conoscenze gnostiche ed esoteriche, all'erotismo, alla cultura matriarcale. Le religioni, in sostanza, non sono dissimili dai partiti politici e dai prodotti commerciali: sono specchietti per le allodole, senza alcun contenuto, senza alcun messaggio spirituale autentico. Cristo, Buddha, Maometto e Krishna, invece, predicavano profondi messaggi spirituali e ben si guardavano dall'istituire delle religioni !”
Debdeashakti passa poi ad un altro argomento, molto trattato nel saggio di Bagatin, ovvero la disabilità e qui racconta del progetto che la vede protagonista, ovvero LoveGiver, un progetto che promuove l'assistenza sessuale ai disabili. 
“La disabilità è uno dei tabù per la nostra società di cui tratto nel saggio” - esordisce Bagatin e prosegue “La nostra società ci vorrebbe, da sempre, tutti sani, belli, vitali, magari però superficiali, grezzi. Nel mio saggio parlo di sociale e disabilità e lo faccio attraverso figure trasgressive quali puoi essere tu Debora che, non a caso, hai accettato di scrivere la prefazione al libro. Tutti abbiamo diritto alla sessualità ed all'affettività. Ciò fa ancora scandalo, ma è questa la cosa che a me scandalizza di più ! E per questo ne parlo e ne scrivo. In Ritratti di Donna parlo anche di altri tabù, oltre a questo. Parlo del suicidio e lo faccio raccontanto la vicenda di Roberta Tatafiore, una scrittrice e femminista, nota in particolare a cavallo fra gli Anni '70 e '90. Il vissuto politico di Roberta è simile al mio. Entrambi frequentatori, sin da giovani, dell'area laica e libertaria. Prima la militanza a sinistra, poi l'approdo al centrodestra, ma senza esserne iscritti, sempre da outsider. Ed infine il disgusto per i partiti, ovvero la riscoperta del fatto che si può trattare certe tematiche - dalla prostituzione ai diritti delle donne, dalla battaglia per l'eutanasia ed il suicidio assistito sino ai diritti delle coppie non sposate - senza necessariamente fare politica nelle istituzioni che, spesso, sono foriere di prostituzioni (vere !).
Roberta Tatafiore, nel 2009 ha deciso di suicidarsi. Come scrivo nel mio saggio, non la giudico, ma comprendo il suo atto. Il suo: salto nel vuoto di chi non sa adeguarsi alla norma, come lo definì lei stessa nel suo diario, pubblicato postumo da Rizzoli e recensito in Italia pressoché solamente da me. Così come solo da me è stato recensito il film di Cesare Lanza “La perfezionista”, che ha trattato il medesimo argomento.
Debora De Angelis pone la sua ultima domanda a Bagatin, forse la più spinosa: “Le donne in massoneria, i tuoi legami con la massoneria e il tuo precedente libro sulla massoneria. facciamo un po' di chiarezza, dato che questa famigerata istituzione incute parecchio timore, ma suscita anche attrazione per via dell'aura misteriosa di cui si ammanta, ma in fondo nessuno sa mai con precisione di che cosa si tratta ?”
“Innanzitutto cominciamo con il dire che la Massoneria è una scuola filosofica, spirituale, morale” - esordisce Bagatin - “che con tutti i complotti che le attribuiscono non ha nulla a che vedere. Nel mio primo saggio ne parlo diffusamente, qui mi limito a parlare dei rapporti fra donne e Massoneria. E lo faccio per mezzo delle interviste a Francesca Vigni, unica persona in Italia ad aver pubblicato un saggio sulle donne in Massoneria e l'intervista a Gabriella Bagnolesi, ex Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femmiline d'Italia che, pochi sanno, fu fondata dall'attrice Franca Bettoja, moglie di Ugo Tognazzi. Le donne in Massoneria possono assolutamente entrare e non perché lo dico io, ma perché lo dicono gli antichi misteri ai quali la Massoneria si rifà. Gli antichi culti solari erano officiati da sacerdotesse ed inoltre nei cantieri dei muratori operativi medievali vi erano anche donne. E poi oggi esiste una fra le maggiori Obbedienze massoniche italiane che, almeno dagli Anni '60, inizia alla Massoneria anche le donne, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, oggi retta dal Gran Maestro Antonio Binni. Così come, peraltro, ad iniziare le donne per primo in Massoneria fu il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi, uno fra i pochi uomini della Storia ad infrangere molti tabù perché dotato di profondo senso di umanità, giustizia e fratellanza”.

Giancarlo Bertollini
www.studiostampa.com