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venerdì 8 agosto 2025

Il “Blocco Elettorale Patriottico dei Socialisti, dei Comunisti, del Cuore e del Futuro della Moldavia” pronto a sconfiggere la destra liberal capitalista in Moldavia. Articolo di Luca Bagatin

 

Ufficializzata la presenza, alle elezioni parlamentari moldave del prossimo 28 settembre, della lista di sinistra patriottica, maggiore oppositrice del governo liberal capitalista attualmente in carica in Moldavia.

Il “Blocco Elettorale Patriottico dei Socialisti, dei Comunisti, del Cuore e del Futuro della Moldavia” è stato, infatti, ufficialmente registrato presso la Commissione elettorale centrale.

Tale lista, presentata già in conferenza stampa alla fine di luglio, comprende il Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM), guidato dall'ex Presidente della Repubblica di Moldavia Igor Dodon; il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM), guidato da Vladimir Voronin; il Partito Repubblicano Cuore della Moldavia (o Inima Moldovei), guidato dall'ex governatrice comunista della Gagauzia, Irina Vlah e il Futuro della Moldavia, guidato dall'ex Primo Ministro comunista Vasile Tarlev.

La lista si propone l'obiettivo di porre fine all'attuale governo liberal capitalista e guerrafondaio, retto dalla liberale Maia Sandu e promuove un programma fondato sulla giustizia sociale; sul primato del settore pubblico nell'economia; sul recupero della sovranità nazionale e sul dialogo e la cooperazione con tutti i Paesi, recuperando il dialogo con la Federazione Russa.

Alla conferenza stampa di presentazione della lista, nel luglio scorso, i rappresentanti di tale blocco elettorale, avevano affermato che le prossime elezioni, in Moldavia, rappresenteranno uno spartiacque fra due modelli differenti: “Da un lato ci sono i partiti unionisti europei centristi. D'altra parte c'è la nostra proposta sovranista, il movimento per salvare il futuro della Moldavia, che cerca di porre fine alla dittatura di Soros e dei globalisti nella Repubblica moldava”.

Interessante anche il simbolo scelto per rappresentare tale blocco elettorale e che riassume i partiti che lo compongono.

Spiccano il bianco e il rosso, simbolo della purezza del cuore e del socialismo. Sono presenti la stella rosso-bianca dei socialisti e un cuore rosso, che racchiude una falce e martello bianca.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 6 settembre 2024

Cos'è il socialismo

 
Il socialismo è l'unica alternativa ai tre totalitarismi moderni: fascismo, comunismo totalitario e liberal capitalismo.
È l'unica alternativa ai fondamentalismi, agli opposti estremismi e ai blocchi contrapposti.
Il socialismo è rosso-bianchismo.
Rosso è il simbolo dell'amore. Bianco è il simbolo della purezza del cuore.
Contro odio, violenza, stupidità, ipocrisia, danaro, mercantilismo, ignoranza. 
Ovvero contro l'ego. Eterna PATOLOGIA umana.

mercoledì 27 marzo 2024

"Pace Terra Dignità", una lista rosso-bianca per la democrazia in Europa. Articolo di Luca Bagatin

Michele Santoro non è mai stato nelle mie corde. Ha una storia politica e giornalistica molto diversa dalla mia e su un mucchio di cose la pensiamo diversamente.

Però penso sia in buona fede e penso che la lista che sta promuovendo per le elezioni europee – PACE TERRA DIGNITA' - abbia un buon programma. Uno di quelli che non si leggevano da anni.

Mi piace anche il simbolo, con al centro una colomba della pace. Io stesso fui candidato, due volte, moltissimi anni fa, con liste di area laico-socialista-ambientalista, con la colomba della pace per simbolo.

Un simbolo i cui colori prevalenti sono il rosso e il bianco.

I colori rosso e bianco, sono peraltro gli stessi del simbolo del pensatoio che lanciai nel 2013, “Amore e Libertà” (con al centro l'eroina dei Due Mondi Anita Garibaldi), e direi che hanno un significato molto profondo. Il rosso è il simbolo del socialismo e della passione; il bianco quello della purezza del cuore e della democrazia.

Nel 2019 pubblicai il saggio socio-politico “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore” (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta), che definii, non a caso, il manifesto del “rossobianchismo”. Un movimento politico e artistico socialista e democratico, contro ogni totalitarismo, per la democrazia autentica.

Nella lista promossa da Santoro vedo molto di quello spirito.

Che è uno spirito fatto di richiesta di pace, disarmo, promozione dei diritti sociali, speranza per un futuro che non riusciamo ancora a vedere.

Ci sono alcuni passaggi del programma di PACE TERRA DIGNITA' (leggibile interamente a questo link: https://michelesantoro.it/2024/03/per-un-programma-elettorale-di-pace-terra-dignita/), che vorrei qui sottolineare:

“La Pace non solo è assenza di violenza delle armi e di pratiche di guerra, vuol dire non rapporti antagonistici né sfide militari o sanzioni genocide tra gli Stati, mettere la diplomazia al primo posto, implica prossimità e soccorso a tutti i popoli nei momenti di difficoltà”;

“Noi non consideriamo la politica, nemmeno le elezioni, come lo scontro tra Amico e Nemico. Per questo partecipiamo ad esse non per vincere seggi ma per sottrarre l’Europa alla guerra e invitare tutte le forze politiche a riconoscersi in ciò che è essenziale per tutti e ad esplorare le strade verso un altro mondo possibile”;

“Noi vogliamo un’Europa che sia un insieme di comunità pacifiche e aperte al mondo, indipendente, amica ma non succube degli Stati Uniti e di alcuna altra potenza, rispettosa delle diversità, protagonista in un mondo multipolare, non sottoposta al dominio di un sovrano assoluto che si arroghi la missione del guardiano universale.

Essa deve sottrarsi alla logica dei blocchi e del vassallaggio nei confronti del più forte, che sacrifica i propri agli interessi altrui. L’Europa deve collaborare con la Russia, con la Cina e i Paesi che compongono l’arcipelago dei Brics”.

Molti altri sono i punti interessanti.

E' lo spirito dei sinceri e autentici socialisti europei quali Mick Wallace, Jeremy Corbyn, Jean-Luc Mélenchon e George Galloway. Uno spirito democratico, laico e civile che ritrovavo nel Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi e nei valori di esponenti socialisti, azionisti e democratici quali Piero Calamandrei, Ferruccio Parri, Camillo Berneri, Mario Bergamo, i fratelli Rosselli, Mario Zagari, Luigi Mariotti e molti altri dei partiti laico-socialisti dei bei tempi andati, che hanno fatto parte della mia formazione intellettuale e politica.

Lo spirito della lungimiranza, della civiltà e della democrazia, che è andata perdendosi, in questi folli e irresponsabili anni, nell'Italia e nell'Europa di oggi.

Non so ancora se andrò a votare, alle prossime elezioni europee. Ciò che so è che PACE TERRA DIGNITA' merita una firma ed è forse l'unica lista che, se sarà presente, meriterà anche il voto.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 29 agosto 2020

"Riflessioni brevi e rossobianche contro il danaro e la ricchezza" by Luca Bagatin

Ritengo degno solo il lavoro che porta benessere alla comunità, non quello che porta arricchimento personale o arricchimento di un proprietario privato.
Ritengo dunque degno solo il lavoro autogestito, libero da ogni tipologia di schiavitù, compresa quella del salario.

Il danaro è un male in quanto è un debito. E il debito genera di per sé sfruttamento.
La ricchezza è un male in quanto, non essendo le risorse infinite, chi è ricco sottrae risorse alla comunità.

Solitamente non mi schiero mai con una fazione contro un'altra, ma contro entrambe le fazioni.
Questo perché spesso hanno torto tutte e due, in quanto mancano di approfondimento e di analisi.
A differenza delle due fazioni, che solitamente sono moderate o si contrappongono sul nulla, sono un estremista di centro.

In un mondo in cui regna l'ignoranza, l'egoismo e la corruzione, non posso che anelare alla sua totale distruzione. E a una nuova rinascita del cuore.

I ricchi possono farmi pietà, ma non ho mai pietà per i ricchi.

Il rosso e il bianco sono i nostri colori. Sono i colori dell'amore e della libertà; del socialismo e della purezza del cuore. Sono l'unione fra la rivoluzione del sentimento e la tradizione del cuore. 
Per questo siamo e ci definiamo, con orgoglio, rossobianchi. 

Luca Bagatin


lunedì 27 maggio 2019

E' uscito il saggio socio-politico di Luca Bagatin "AMORE E LIBERTA' - Manifesto per la Civiltà dell'Amore"

E' uscito ufficialmente il mio terzo saggio, nato esattamente a sei anni dalla fondazione di questo blog/pensatoio. Blog/pensatoio che è l'origine stessa del libro, che, infatti, si intitola "AMORE E LIBERTA' - Manifesto per la Civiltà dell'Amore".
Non mi dilungo molto nelle spiegazioni, salvo dire che tale saggio è, nei fatti, il manifesto del "rossobianchismo". Come rosso e bianco sono i colori prevalenti del simbolo di "Amore e Libertà" (realizzato, su mia indicazione, sei anni fa, dallo scrittore Martin Rua), contornato di 26 cuori bianchi, con al centro Lei, l'Eroina dei Due Mondi, Anita Garibaldi.
Il rosso del socialismo e della passione, che rappresenta la Libertà e il bianco della purezza del cuore, simbolo dell'Amore.
Non mi dilungo oltre, salvo fare presente che la prefazione è curata dall'amico principe Antonio Tiberio Dobrynia e che la copertina e l'impaginazione sono state realizzata dall'amico poeta Massimiliano Giannocco, del quale curai la prefazione della raccolta di poesie "Baluginii" lo scorso anno.
Il contenuto del saggio è presto riassunto: 

Il saggio è - attraverso la raccolta di numerosi articoli, scritti dall'Autore nel corso degli anni - un'analisi dell'attuale situazione politica globale e non solo. E' una risposta all'attuale crisi della politica, della rappresentanza, dei sentimenti umani e civili. E' un inno al populismo inteso come politica di popolo e per il popolo. E' un manifesto inteso come manifestazione pubblica di amore, di libertà e di civiltà contrapposta alla barbarie liberale e materialistico-borghese.
Nel testo sono presentate analisi e idee, ma non solo. Vi è raccontata la vicenda umana, politica e sociale di figure storiche che, per una ragione o per l'altra, hanno incarnato gli eterni valori di Amore e Libertà.

Il saggio è acquistabile unicamente al seguente link, in formato cartaceo: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/

E' dedicato alla memoria di Anita e Giuseppe Garibaldi e a una donna che ho nel cuore, Alessia, alla quale è dedicata la poesia introduttiva e che, assieme alla prefazione, vorrei qui di seguito riportare.
Buona lettura, d'Amore e Libertà.

Luca Bagatin

SOGNO

(ad Alessia)

Poesia serale.
Poesia notturna.
Poesia che si posa laddove una rosa
fiorisce sull'urna.
Nell'urna riposa
qualcosa di antico.
Di antico e passato
e per sempre finito.
Ed io son rapito
dal sogno di te.
E ciò che un tempo era amaro,
dolce ora è.

Prefazione di A. Tiberio di Dobrynia

Eretico. Nel senso “che sceglie”. Atto di colui che non cede alle opinioni e alle ideologie comuni.
Eretico, perché libero di scegliere: vincolato solo al suo pensiero e a una via che non conosce bivi incerti, perché pur dentro sentieri battuti è capace di aprirsi piste non convenzionali, nuove quanto ovvie, semplici, ma per ciò stesso incomprese ai molti.
Eretico: così si definisce Luca Bagatin nell’incipit di questo suo nuovo saggio. E lo è, senza finzioni o maschere di compiacenza, tanto da farne della sua eresia intellettuale un sistemico progetto.
Tra etica ed estetica sospesa, forma e sostanza possono riorganizzarsi nell’energia più rivoluzionaria che si possa immaginare: Amore. Amore quale atto di volontà (la “scelta”) e da questo la Libertà, che è fenomeno del primo, perché dall’uno scaturisce l’altra e non viceversa.
Da qui sorge l’idea da parte dell’Autore di fondare il movimento Amore e Libertà - eresia per eccellenza! - un pensatoio fuori dai luoghi comuni, da rotte sclerotizzate, che scorre irrefrenabile su nuove carte nautiche dell’anima. Coniugando costellazioni politiche, storiche, massoniche, sentimentali, erotiche, spirituali, laiche, creative, visionarie, in alternative alchimie antisistema che possano approdare a quell’isola felice (che ancora non c’è) della “Internazionale dell’Amore”, contrapposta alle terre morte e devastate della perdente ideologia materialista del “Lavoro”, da superare con formule e algoritmi spaventosamente semplificati, in una sola definizione: con la “Civiltà dell’Amore”.
Se vogliamo risalire alle idee di liberazione della coscienza alla base del pensiero di Luca Bagatin, a ritroso nel tempo occorre andare sulle tracce di quella cultura underground newyorkese degli anni ’50-’60 che nel fenomeno della Beat Generation trovò il massimo esponente nello scrittore Jack Kerouac, le cui opere hanno segnato un tempo mitico, insieme a Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, scuotendo le certezze di un mondo in decadimento con versi forti urlati dalla strada, dagli inchiostri acidi, sui ritmi esistenziali di musiche affacciate all’immaginario, e restituendo all’individuo un valore altro d’indipendenza interiore, e sostituendo all’abbattimento psicologico provocato da un marcio sistema politico e finanziario, un’alternativa e sana follia: capace di ribaltare sterili dogmi e riconquistarsi e riconoscere le proprie stelle.
Da qui, l’Autore percorre esperienze sociopolitiche e di libera creatività che attraversano i momenti più importanti della sua vita, da adolescente prima a maturo pensatore oggi. Ed eccolo negli entusiasmi del primo impegno, vicino ai giovani comunisti, ai verdi, ai circoli ambientalisti, ai radicali, ai repubblicani e liberalsocialisti, ai movimenti laici, spiritualisti, e delle pornostar. E poi ad introspezionarsi e vergare pagine d’argute riflessioni sui temi controversi del capitalismo borghese e del materialismo proletario, sugli aspetti migliori di grandi personaggi più vicini al suo intimo sentire, più vicini al cuore del popolo.
Allora, pagina dopo pagina di Amore e Libertà - critico e irriverente pamphlet sociopolitico – l’Autore evoca con magistrali incantesimi emozionali le rarefatte figure della Triade più emblematica delle principali incarnazioni di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: Casanova, Garibaldi, Cagliostro. A questi s’alza un coro d’armonia suggestiva, intramontabile di pensiero e idee. Da Mazzini a Simon Bolivar, da Peron a Evita, Chavez, Anita Garibaldi, la Blavatsky e così a seguire…
L’anima dei Popoli ribolle ma l’evoluzione è ribelle. La politica dell’America Latina ha saputo affrancarsi dalle logiche partitocratiche, dai poteri forti che annientano le società civili; da qui dall’oceano, per contro, l’Europa ancora soggiace allo sguardo dell’invisibile Medusa, e l’unione delle genti da tanti intellettuali auspicata, è ancor miraggio nella desertica schiavitù morale ed economica degli stati sopraffattori. Nella letteratura anti sistema, l’Autore non dimentica di argomentare anche con il filosofo francese Alain De Benoist e il suo J’accuse al mostro dalle mille facce del potere bancario e di certa mala politica che lo sostiene, che domina incontrastato il mercato, il libero commercio, la speculazione internazionale, il debito pubblico, controllando e lucrando sulla moneta di scambio come fosse sua esclusiva proprietà, così conducendo gli stati privati della loro sovranità nazionale a perire sotto una montagna di debiti insanabili, e spingendo i popoli inconsapevoli verso il baratro di crisi economiche spesso volute a tavolino, individui da tartassare, dissanguare e distruggere alle fondamenta della loro libertà, dignità, diritti umani.
Una terza via possibile, verso la dorata Civiltà dell’Amore è necessario ricercare, ma interclassista, e non più di scontro di ideologie perverse franate ormai sotto i colpi di una mutata realtà che anela riprendersi sé stessa, interamente, libera d’orpelli di cattivi pensatori e dommatiche zavorre, sì che possa risvegliarsi libera ed evolvere, dal cencio imprigionato d’ogni Adamo, una Umanità Nuova.

A. Tiberio di Dobrynia




Ricordiamo che il saggio è acquistabile unicamente al seguente link, in formato cartaceo: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/