lunedì 28 settembre 2015

Haile Selassie I: l'ultimo Re dei Re. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Sembra così lontana ed invece è vicina.
Lo è non solo perché i suoi figli si sono rifugiati nelle nostre terre, da molto tempo, ma anche in quanto con lei siamo in debito e non già in credito, come pensano gli economisti, i governanti, gli arricchiti sulla pelle degli altri.
Stiamo parlando dell'Africa verso la quale abbiamo molti debiti, mai pagati.
In primis i debiti di guerra e coloniali, per averla sfruttata, martoriata, ucciso milioni di persone, calpestandone le tradizioni e costringendo ancora oggi milioni di persone ad abbandonarla, per cercare “fortuna” da noi, che pensiamo ancora una volta di sfruttare la loro manodopera.
Sembra una realtà lontana e invece è la nostra realtà. Solo che, essendo bianchi, ricchi ed europei (pur spesso discendenti da tribù barbariche !), pensiamo di esserle superiori, pensiamo che gli africani siano da sempre privi di qualsivoglia civiltà.
Nella fattispecie vorremmo parlare dell'Etiopia, già colonizzata da noi italiani per volontà del fascista Benito Mussolini, il quale pensò bene, per assoggettarla al suo dominio, di utilizzare sulla popolazione – per la prima volta nella Storia – le armi chimiche.
Quanti sanno, dunque, che proprio gli italiani si sono macchiati di questo grande crimine umanitario ?
Ma soprattutto quanti conoscono la storia di Haile Selassie I (1892 - 1975), il Negus, ovvero Imperatore d'Etiopia dal 1930 al 1936 e del 1941 al 1974 ?
Haile Selassie, ultimo Re dei Re, discendente della dinastia di Re Salomone e della Regina di Saba, fu un sovrano illuminato e combattivo, il quale, oltre a battersi strenuamente contro i fascisti, modernizzò la sua terra.
Della sua storia e dei suoi discorsi parla il bellissimo saggio “Haile Selassie I – discorsi scelti 1930 – 1973” a cura di Lorenzo Mazzoni ed edito da Stampa Alternativa.
Haile Selassie, incoronato nel 1930, nel 1936 pronunciò uno storico discorso a Ginevra, alla Società delle Nazioni, nel quale richiese l'aiuto delle nazioni civili e democratiche per scongiurare l'invasione fascista dell'Etiopia, denunciando, come dicevamo, l'utilizzo delle armi chimiche sulla popolazione civile. Il suo appello rimase inascoltato. Nessuna nazione cosiddetta “civile” raccolse il suo appello ed anzi, Francia e Gran Bretagna favorirono addirittura – in funzione anti-tedesca – l'invasione dell'Etiopia da parte dei fascisti. Solo l'alleanza fra Mussolini ed Hitler porterà la Gran Bretagna a schierarsi contro l'Italia e ad allearsi con le truppe del Negus che, nel 1941, poté rientrare ad Addis Abeba e in un'Etiopia finalmente indipendente. Si noti bene che, per volere del Negus e nonostante le violenze compiute dai fascisti sulla popolazione etiope, a nessun italiano sarà torto un capello ed i soldati italiani poterono rientrare in patria senza subire alcuna violenza.
Nel dopoguerra Haile Selassie iniziò l'opera di ricostruzione e di ammodernamento dello Stato, introducendo un'imposta progressiva sul reddito e tassando i beni ecclesiastici, oltre che limitando i poteri del clero. Successivamente fece stilare una nuova Costituzione attraverso la quale ogni cittadino poté essere liberamente eletto in Parlamento.
Il Negus fu sempre un sostenitore, oltre che della spiritualità cristiana, della scienza, ma fu anche da sempre fiero oppositore del pericolo nucleare e fra i più attivi sostenitori del Movimento dei Paesi Non Allineati, fondato dal Presidente jugoslavo Tito, il quale proclamava l'equidistanza sia dal blocco statunitense che sovietico.
Proprio in chiave di non allineamento e di risoluzione dei conflitti bellici, Haile Selassie, fondò – nel 1963 – l'Organizzazione dell'Unità Africana (OUA), la quale in più occasioni riuscì a risolvere conflitti armati fra popolazioni e nazioni africane e fu da sempre un sostenitore dei movimenti anti-apartheid sudafricani.
I piani di pace e di modernizzazione dell'Etiopia furono purtuttavia interrotti dal colpo di Stato ordito dai militari dell'esercito nel 1974, che portarono il Paese a subire un'instabilità permanente sino praticamente ai giorni nostri. Haile Selassie invece fu probabilmente ucciso dai militari per soffocamento, come afferma lo storico Angelo Del Boca, per quanto le circostanze della sua morte non saranno mai chiarite.
Ciò che purtuttavia sappiamo è che la figura del Negus ha ispirato il movimento rasta ovvero il movimento detto Livity, diffuso anche grazie alla musica di Bob Marley.
Il movimento rasta, infatti, sorto in Giamaica, terra popolata dai discendenti di schiavi provenienti dall'Africa, a seguito delle profezie di Marcus Garvey, giornalista ed attivista dei diritti civili dei neri e del movimento panafricano, ritiene che Haile Selassie I, discendendo da Re Salomone e dalla Regina di Saba, ovvero dalla stirpe di Re Davide, come Gesù, sia un'incarnazione divina.
Da notare come Haile Selassie non abbia mai confermato né smentito tale affermazione e come ancora oggi il movimento Livity sia diffuso e, più che una religione, sia una filosofia di vita di pace ed amore fraterno fra tutti i popoli, come insegnato dal Negus.
Haile Selassie I, ultimo Re dei Re, rimane dunque figura terrena alle soglie della divinità/mitologia, di cui oggi, a parte il saggio di Mazzoni e quello di Del Boca, si parla molto poco nel nostro Paese.
Eppure è e rimane figura chiave per comprendere il popolo africano ed il suo percorso di emancipazione sociale ed il processo stesso di decolonizzazione africana. Processo dal quale, ancora oggi, complice organismi criminali come il Fondo Monetario Internazionale ed ex potenze coloniali senza scrupoli, ancora fatica a liberarsi. 

Luca Bagatin

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