
(Mahatma Morya, Maestro dell'Himalaya, dalla lettera consegnata a
Nikolaj Konstantinovič Rerich per Lenin ai ministri Lunacharsky
e Tchitcherin della neonata Repubblica Sovietica)
QUANDO C'È LO STATO NON C'È LA LIBERTÀ.
CI SARÀ LIBERTÀ QUANDO SCOMPARIRÀ LO STATO (LENIN)
"Soltanto nella società comunista, quando la resistenza dei capitalisti
è definitivamente spezzata, quando i capitalisti sono scomparsi e non
esistono piú classi (non v'è cioè piú distinzione fra i membri della
società secondo i loro rapporti coi mezzi sociali di produzione),
soltanto allora «lo Stato cessa di esistere e diventa possibile parlare
di libertà». Soltanto allora diventa possibile e si attua una democrazia
realmente completa, realmente senza alcuna eccezione. Soltanto allora
la democrazia comincia a estinguersi, per la semplice ragione che,
liberati dalla schiavitù capitalistica, dagli innumerevoli orrori,
barbarie, assurdità, ignominie dello sfruttamento capitalistico, gli
uomini si abituano a poco a poco a osservare le regole elementari della
convivenza sociale, da tutti conosciute da secoli, ripetute da millenni
in tutti i comandamenti, a osservarle senza violenza, senza costrizione,
senza quello speciale apparato di costrizione che si chiama Stato.
L'espressione: «lo Stato si estingue» è molto felice in quanto esprime al tempo stesso la gradualità del processo e la sua spontaneità. Soltanto l'abitudine può esercitare, ed eserciterà certamente, una tale azione, poiché noi osserviamo attorno a noi milioni di volte con quale facilità gli uomini si abituano a osservare le regole per loro indispensabili della convivenza sociale, quando non vi è sfruttamento e quando nulla provoca l'indignazione, la protesta, la rivolta e rende necessaria la repressione.
La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza, accanto alla repressione necessaria della minoranza, degli sfruttatori. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa: e quanto piú sarà completa, tanto piú presto diventerà superflua e si estinguerà da sé."
(Vladimir Lenin, da "Stato e Rivoluzione")
QUANDO C'È LO STATO NON C'È LA LIBERTÀ.
CI SARÀ LIBERTÀ QUANDO SCOMPARIRÀ LO STATO (LENIN)

L'espressione: «lo Stato si estingue» è molto felice in quanto esprime al tempo stesso la gradualità del processo e la sua spontaneità. Soltanto l'abitudine può esercitare, ed eserciterà certamente, una tale azione, poiché noi osserviamo attorno a noi milioni di volte con quale facilità gli uomini si abituano a osservare le regole per loro indispensabili della convivenza sociale, quando non vi è sfruttamento e quando nulla provoca l'indignazione, la protesta, la rivolta e rende necessaria la repressione.
La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza, accanto alla repressione necessaria della minoranza, degli sfruttatori. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa: e quanto piú sarà completa, tanto piú presto diventerà superflua e si estinguerà da sé."
(Vladimir Lenin, da "Stato e Rivoluzione")
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