
Quest'anno, fra gli
ospiti della settimana commemorativa, tenutasi presso la Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di di Lomas de Zamora, il filosofo
russo Aleksandr Dugin, autore de “La Quarta Teoria Politica”, i
cui fondamenti si basano sulla critica dei totalitarismi
novecenteschi, sul superamento di ogni scontro di civiltà, sulla
critica alla modernità e su un recupero del socialismo originario,
privo di ateismo, progressismo e materialismo.
In questo senso Dugin è
intervenuto ricordando la grande figura storica e politica di Peron,
affermando: “Peron è grande, è il profeta ontologico. Solo
Peron ha individuato nella sua visione il problema più importante:
quello dell'essere. E solo l'umanità può essere una comunità”.
E ha proseguito: “Le idee di Peron sono così universali, così
grandi, sono così simili ai sogni dei patrioti russi che posso
vedere la mia identità e i miei valori riflessi in essi (…), Juan
Peron è l'esempio da seguire per tutti i capi di Stato”.
Ricordando come sia stato “l'unico capo di Stato che ha
convocato un Congresso di Filosofia” e che “non solo
sapeva come ascoltare i filosofi, ma sapeva anche come fare la
filosofia”.
Citando uno fra i testi
fondamentali scritti da Peron, “La Comunità Organizzata”, i cui
concetti furono introdotti dal Presidente stesso proprio alla fine
del Congresso di Filosofia del 1949, Dugin ha fatto presente come:
“La Comunità Organizzata è la risposta filosofica su ciò che
l'Argentina è e dovrebbe essere, un'Argentina che è una comunità,
o non è, ed è una comunità in Sud America, perché c'è una
identità comune tra i popoli americani che si pensano ancora come
comunità” ed ha concluso ricordando come il pensiero
socialista di Peron sia stato volto a combattere i liberalismi di
destra e sinistra, ovvero la modernità e l'ideologia capitalista.
Al convegno è
intervenuto anche il politologo argentino Marcelo Gullo, il quale ha
fatto presente come oggi l'oligarchia finanziaria abbia
fondamentalmente due braccia: il neoliberismo e il progressismo e che
per contrastarla sia necessario un ritorno al pensiero di Peron.
Pensiero di Peron che,
ricordiamo, fu fortemente constrastato dalle dittature militari negli
Anni '60 e da quelle successive con a capo Videla; fu infangato da
finti peronisti come Menem – in realtà neo-liberali - e fu
recuperato solamente negli ultimi decenni da Nestor e Cristina
Kirchner, che hanno alleviato le sofferenze del Paese.
Non dimentichiamo che
oggi l'Argentina, governata dal liberale Mauricio Macri, è tornata
indietro di decenni in ambito sociale, civile ed economico e che
purtroppo il fronte peronista che gli si contrappone è ancora oggi
drammaticamente diviso. Fronte peronista che – per le elezioni
presidenziali dell'ottobre prossimo - dovrà fare quadrato e
decidere il suo candidato fra i nomi di Daniel Scioli e Cristina
Kirchner: il primo sconfitto da Macri per una manciata di voti e la
seconda, ex Presidentessa che ha governato il Paese risollevandolo da
povertà e analfabetismo.
Se dovessero presentarsi
questa volta con liste divise, il rischio di una nuova vittoria del
fronte liberal-capitalista potrebbe essere davvero molto forte. E per
l'Argentina sarebbero ancora tempi oscuri.
Luca Bagatin
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