lunedì 16 dicembre 2019

Serata in onore di Andrea G. Pinketts. Il mio messaggio in suo ricordo.

Lo scrittore e amico Andrea G. Pinketts ci lasciava un anno fa e gli amici del suo locale preferito, Le Trottoir, gli dedicheranno una serata in suo onore, venerdì 20 dicembre, a partire dalle ore 19.00.
Al Trottoir, Pinketts, praticamente lavorava, ovvero scriveva, fra una birra (Pinketts !) e l'altra. E, anche per questo, una sala gli fu da tempo dedicata.
Il Trottoir di Piazza XXIV Maggio, a Milano, del resto, è il luogo di incontro degli artisti per eccellenza.
Purtroppo non potrò essere presente, ma, ad ogni modo, come ho detto all'organizzatrice della serata, Michelle Vasseur, che mi ha gentilmente invitato, ho comunque voluto trasmettere un messaggio, che desidero qui di seguito riportare.
Per onorare la memoria di Andrea.
Un duro dalla parola e della penna scoppiettante, che ci ha insegnato molto. Anche a vivere.

Luca Bagatin

LAZZARO SANTANDREA E' QUI CON NOI E NON GLI DIREMO MAI ADDIO
di Luca Bagatin

Purtroppo, per varie ragioni, non posso essere presente a questa serata in onore dell'amico Andrea, ma ho voluto comunque che fosse trasmessa questa mia missiva, ringraziando Michelle Vasseur e l'ufficio stampa dell'organizzazione, che mi hanno cortesemente invitato.
Dico e sottolineo “serata in onore” e non in ricordo, perché, ogniqualvolta penso ad Andrea, penso al senso di festa che trasmetteva la sua presenza, fatta di frasi scincillanti, di battute mai scontate. Di giacche, cravatte e cappelli coloratissimi che indossava.
E' stato un onore conoscerlo ed essere suo amico e, quindi, preferisco onorarlo, piuttosto che ricordarlo.
Come scrissi lo scorso anno, nell'articolo in omaggio alla sua memoria, Andrea era un caro amico, che ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere nella primavera del 2004, proprio qui al Trottoir.
Qui ci siamo dati appuntamento, dopo che avevo divorato gran parte della sua produzione letteraria e ne ero rimasto affascinato. Da allora ci siamo visti spesso, in quegli anni, abbiamo bevuto e fumato sigari a lungo sia al Trottoir che allo Smooth di Via Buonarroti, vicino a dove abitava con la madre Mirella, la quale, ricordo, gli preparava le valige ogniqualvolta era invitato a tenere presentazioni dei suoi libri, oppure doveva presiedere qualche concorso in qualità di giurato.
Come Jack Kerouac, anche Andrea, oltre ad essere uno sregolato in tutto, era legatissimo a sua madre. E come Jack Kerouac, anche Andrea era amico di Fernanda Pivano, la quale lo definì, nelle prefazioni ai suoi libri “un duro dal cuore di meringa”.
Andrea Pinketts era “un duro”, sin da ragazzino. Sin da quando fu espulso dal liceo per aver “menato” il preside. Ragazzo irrequieto, insofferente alle costrizioni, evase dalla caserma dei granatieri di Orvieto e si finse psicopatico. Bevitore e fumatore incallito sin da ragazzo, non smise mai quel suo vizio, novello Kerouac, novello “scrittore maledetto” che, sino all’ultimo ha lottato, non già contro i suoi vizi, che per lui erano piaceri e virtù, ma contro la tristezza della sofferenza, contro la tristezza della malattia. Quella tristezza che ti fa essere e sentire debole, mentre Andrea Pinketts, documentando la sua degenza all’ospedale Niguarda di Milano con numerosi video su Youtube, ci appare come sempre pieno di spirito e di giochi di parole funambolici.
Quei giochi di parole usati anche nelle sue apparizioni televisive in qualità di showman o di opinionista, ove, presentandosi sempre completamente ubriaco (esattamente come Kerouac nelle sue celebri interviste), e pieno di spirito (non solo alcolico), ribaltava ogni canone mediatico, lasciando di stucco la presentatrice o il presentatore di turno che, rimasto senza parole, non poteva che arrendersi al genio e alla sregolatezza di questo artista dei nostri tempi.
Pinketts era, come il suo personaggio letterario Lazzaro, un antieroe. Un “cattivo ragazzo”, ma sempre dalla parte dei più deboli e sempre dalla parte dei “buoni” contro i “cattivi”, fossero costoro corrotti, stupratori, stalker, balordi che si divertivano a dar fuoco ai barboni. Andrea Pinketts interveniva sempre, in prima persona, con il suo metro e novanta di stazza e le sue capacità di “persuasione”.
Andrea Pinketts, ovvero Lazzaro Santandrea, il suo alter ego nei romanzi, in realtà non se ne è mai andato. L'ultimo romanzo che lo vede protagonista, ovvero “La capanna dello zio Rom”, lascia – forse non per caso - un finale aperto.
Lazzaro Santandrea è qui con noi e non gli diremo mai addio.


Luca Bagatin, blogger, saggista e scrittore

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