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lunedì 2 ottobre 2017

La democrazia non può essere repressa nel sangue. Una brutta pagina per l'Europa. Articolo di Luca Bagatin

Al referendum sulla Catalogna indipendente oltre 2 milioni di cittadini catalani hanno detto sì. E questo nonostante le violenze e le intimidazioni commesse dalle forze dell'ordine su mandato del governo centrale spagnolo guidato da Mariano Rajoy.
All'esultanza dei cittadini che hanno espresso un voto democratico - sebbene non riconosciuto da Madrid - purtroppo fanno eco le violenze contro cittadini inermi, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. Una brutta pagina per la Spagna e l'Europa. Immagini che mai avremmo voluto vedere e che ci fanno chiedere: dov'è la democrazia ? Se la democrazia è diritto dei cittadini a decidere, nella Spagna di Rajoy - Premier peraltro non eletto da nessuno, visto che il suo monocolore è retto unicamente dall'astensione del PSOE e del partito dei Ciudadani per evitare un ritorno alle urne - questo diritto è stato calpestato brutalmente.
E ciò indipendentemente da come la si possa pensare sulla questione Catalana.
Su tutto questo l'Europa tace. O, peggio, il Presidente della Commissione europea Juncker ed il Presidente del Parlamento di Strasburgo Antonio Tajani sostengono il governo di Madrid. Pazzesco, assurdo, vergognoso.
Il referendum catalano, per Costituzione, poteva anche ritenersi illegittimo, ma come si può ritenere una espressione di voto democratica e pacifica illegittima e soprattutto questa possa essere soffocata nel sangue ? Il voto poteva benissimo essere dichiarato successivamente nullo dal governo centrale, senza alcuna violenza, senza alcun sopruso. Ma ad ogni modo tutto ciò dovrebbe far riflettere, ovvero forse sarebbe il caso, per la Spagna, di dare il via ad una Assemblea Costituente composta da cittadini per rinnovare la Costituzione e far sì che questa sia espressione diretta dei cittadini medesimi e che riconosca finalmente le identità culturali e storiche di Catalani e Baschi.
Una Assemblea Costituente, peraltro, è stata avviata in quel Venezuela socialista che proprio la Spagna di Rajoy e gran parte dell'Europa (Tajani in testa...sic !) ha definito "dittatura". Una Assemblea Costituente votata in luglio in Venezuela e contrastata unicamente dall'opposizione violenta di piazza in assetto paramilitare (altro che i cittadini inermi e pacifici catalani !), che per mesi i media europei hanno presentato come "paladini di libertà" e non come sovvertitori di un governo - quello presieduto dal socialista Nicolas Maduro - eletto (lui sì) dai cittadini.
Dunque, mentre la Spagna e l'Europa sanzionavano il Venezuela socialista e la sua democratica Assemblea Costituente (che sta costituzionalizzando i diritti dei disabili e nuovi diritti sociali per poveri e pensionati, aumentando le risorse in tal senso), oggi Spagna ed Europa vorrebbero impedire ai cittadini catalani di esprimersi liberamente e pacificamente ! Sconvolgente !
Gli unici a sostegno dei referendari e ad esprimersi immediatamente contro le violenze perpetrate dal governo di Madrid i socialisti di razza, ovvero il movimento politico socialista spagnolo e per la democrazia diretta Podemos, il cui leader Pablo Iglesias si è augurato una Catalogna "libera e sovrana", nonché il leader del Partito Laburista inglese Jeremy Corbyn, che ha chiesto al Primo Ministro britannico Theresa May di intervenire per porre fine alle violenze e trovare una soluzione politica a questa crisi costituzionale; nonché il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, che ha espresso solidarietà al popolo catalano e dichiarato: "Chi è il dittatore ? Mariano Rajoy ha optato per il sangue, il manganello, la repressione, contro un popolo nobile".
Non è questa, dunque, l'Europa e la Spagna che vogliamo. I democratici, da sempre, vogliono una Europa dei cittadini e dei popoli sovrani, liberi, civili, pacifici e non una Europa di burocrati ed élites che fomentano divisione e violenza.

Luca Bagatin

domenica 22 marzo 2015

La necessità di una critica alla globalizzazione, alla dittatura del danaro, dell'egoismo, dello sfruttamento. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Occorre lanciare o, forse, rilanciare un'autentica Terza Via o, meglio, una Terza Posizione fra capitalismo e marxismo o, meglio ancora, fra liberalismo e social-burocrazia. Una Terza Posizione che sia, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, critica nei confronti della globalizzazione, della modernità senza radici, della dittatura del danaro che, di fatto, ha reso schiavi i popoli in una spirale di sfruttamento senza fine da parte dell'economia e della politica delle élite.
Da tempo osservo, in questo senso, l'evoluzione dell'America Latina e trovo sia un esempio, un laboratorio di nuova emancipazione sociale e popolare iniziato alla fine degli Anni '90 con l'elezione di Hugo Chavez a Presidente del Venezuela e proseguito con l'elezione di Evo Morales in Bolivia, dei Kirchner in Argentina, di Lula e della Roussef in Brasile, di Pepe Mujica e Vasquez in Uruguay, di Correa in Equador.
Ne parlavo proprio alcuni giorni fa con l'On. Liberale Stefano De Luca, su posizioni molto lontane dalle mie sulla questione, facendogli notare come Matteo Renzi non sia affatto un nuovo “caudillo” latinoamericano, bensì l'ennesimo figlio delle Banche Centrali e del Fondo Monetario, come lo sono stati i Roosvelt, i Kennedy, i Bush negli USA e come lo sono gli Juncker, le Merkel, gli Hollande e gli Sarkozy in Europa.
I popoli latini degli ultimi decenni e le classi dirigenti che hanno eletto, tutte espressione delle periferie più povere– diversamente - hanno compreso, prima di noi, la necessità di mettere al primo posto dell'agenda politica l'emancipazione sociale, la lotta all'analfabetismo ed alla fame, la sovranità nazionale, gli insegnamenti umanitari del Cristo, anche in un rinnovato contesto laico che ha visto il riconoscimento del matrimonio omosessuale e delle unioni civili in Brasile, Argentina, Uruguay ed in quest'ultimo è stata anche legalizzata la cannabis.
Non hanno messo affatto al primo punto scoraggianti politiche di austerità, politiche di riduzione di un debito pubblico che – come per tutti i debiti pubblici degli Stati del mondo – è e rimarrà comunque impagabile e che di fatto è utile solo a mantenere schiavi i cittadini, obbligandoli a pagare imposte, tasse ed interessi ed a lavorare incessantemente per ripagare i debiti, sia contratti dagli Stati (con le banche), sia da loro stessi, attraverso l'accensione dei mutui. Un sistema che, non a caso, ha generato l'attuale crisi mondiale che molto probabilmente sarà destinata a non avere fine.
Esempio storico ed illuminante di alternativa (anti)politica o di Terza Via al di là del liberalismo e della social-burocrazia, ce lo diede del resto anche il Poeta Soldato, il Vate della Letteratura italiana Gabriele D'Annunzio, allorquando, occupando nel 1919 la città di Fiume con un drappello di legionari, costituì la libertaria Repubblica del Carnaro, redigendo la famosa Carta del Carnaro assieme al sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris.
La Carta del Carnaro fu un documento avanzatissimo per l'epoca, prevedendo: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luogi pubblici, assistenza ai disoccupati ed ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio.
Come scrissi anche in un mio articolo dell'agosto scorso, D'Annunzio lanciò anche invettive ai governanti dell'Europa, non dissimili da quelli di oggi. Frasi oggi attualissime, se osserviamo la geopolitica mondiale, europea, oltre che i flussi di migranti che approdano giornalmente sulle nostre coste, costretti ad emigrare a causa di una crisi voluta dai Governi e dal sistema economico-monetario: “In tutta Europa, in tutto il mondo, il potere politico è al servizio dell'alta banca meticcia, è sottomesso alle impostazioni ignobili dei rubatori e dei frodatori costituiti in consorzi legali. Neppure nel peggior tempo dei barbareschi e dei negrieri le genti furono mercanteggiate con così fredda crudeltà. Le nazioni sono cose da mercato. La vita pubblica non è se non un baratto immondo esercitato nel cerchio delle istituzioni e delle leggi esauste. Fino a quando ?”.
Già all'epoca, dunque, D'Annunzio e De Ambris, avrebbero sostenuto la necessità di un'alternativa a questo sistema economico-politico di sfruttamento dei popoli da parte dei governi e delle élite economico-finanziarie.
Che cosa è accaduto da noi in Occidente, in Europa ed in Italia in particolare ? Negli Anni '90 – grazie anche alla falsa rivoluzione di Tangentopoli - si è privatizzato in modo indiscrimunato, in favore di banche e multinazionali, svendendo un patrimonio pubblico strategico e di fatto trasformando aziende ex pubbliche in società private spesso poco trasparenti.
Si abbattuto il Partito Socialista Italiano, che era la punta di diamante del Socialismo Euromediterraneo assieme a quello francese e greco, molto diverso dalle social-burocrazie del Nord-Europa e dagli pseudo-socialisti di oggi.
E si è istituita una Banca Centrale Europea, non dissimile dalla Federal Reserve statunitense, unificando l'Europa unicamente sotto il profilo economoco e di fatto facendo perdere sovranità ai cittadini dei singoli Stati.
Si è favorito un'immigrazionismo senza regole che di fatto ha favorito la criminalità organizzata che costringe spesso gli immigrati clandestini a pagare ingenti somme di danaro per approdare sulle nostre coste ove a loro volta vengono sfruttati da aziende europee come manodopera a basso costo.
Si è favorita la delocalizzazione delle imprese, con conseguente perdita di posti di lavoro nei Paesi sovrani e sfruttamento della manodopera a basso costo in altri Paesi.
Alain De Benoist nel suo “La fine della sovranità” scrive giustamente: "Il capitalismo non riconosce alcun limite e neppure alcun ostacolo politico, etico, sociale o economico, e uno dei suoi effetti diretti è stato l'affidamento del potere concreto ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers. Vanno in tal senso anche le decisioni prese dall'Unione europea con il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG) e il Partenariato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP), che equivalgono a un totale esproprio di ciò che rimaneva della sovranità delle nazioni. I parlamenti nazionali - palesemente subalterni, e quindi complici - si vedono amputare una delle loro principali ragioni d'essere: il potere di decidere le entrate e le spese dello Stato, ruolo ormai trasferito alla Commissione europea, mentre i contenziosi tra gli Stati diventano ormai di competenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, così come la totale deregolamentazione del commercio euroatlantico, nel perverso connubio con gli interessi della NATO, porta alla mercificazione dell'economia. Una dittatura del denaro, che toglie la sovranità ai Popoli."
Ecco la situazione nella quale viviamo oggi, che è tutt'altro che idilliaca, che è drammatica e che vìola costantemente i diritti politici, umani e civili dei cittadini.
Forse, come ho scritto all'inizio di questa mia lunga riflessione sull'attualità politica, occorre ricercare un'alternativa che può fondare le sue radici solo nel risveglio della coscienza dei singoli popoli nazionali, i quali devono riscoprire le proprie radici, la propria cultura, formarsi politicamente e culturalmente, oltre che non lasciarsi più imbrogliare dalla politica dei governi, delle multinazionali, dei venditori di una “modernità di plastica” sottoforma di smartphone, di selfie e di (a)socialnetwork.
Le estreme periferie del mondo e l'America Latina con il suo Socialismo del Ventunesimo Secolo, in particolare, ribadisco, ha molto da insegnarci e persino un Papa dei cattolici come quello attuale, Jorge Mario Bergoglio - che pur all'inizio mi lasciava perplesso - oggi sembra essere un faro di speranza emancipatoria e d'amore in un mondo che l'amore sembra volerlo vendere solo al supermercato.

Luca Bagatin