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giovedì 22 luglio 2021

Errico Malatesta, anarchia e lotta ad ogni oppressione. Articolo di Luca Bagatin

Il 22 luglio 1932 moriva a Roma - a quasi 80 anni - Errico Malatesta, padre del pensiero anarchico italiano.

Nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1853, Malatesta si avvicinò giovanissimo al pensiero di Giuseppe Mazzini e alle idee repubblicane.

Già quindicenne, nel 1868, venne convocato dalla questura di Napoli, a causa di una lettera ritenuta sovversiva, indirizzata al Re Vittorio Emanuele II.

Fu arrestato la prima volta nel 1870 a seguito di una sommossa studentesca repubblicana, ma, dopo la Comune di Parigi del 1871, abbandonerà le idee mazziniane per abbracciare quella anarchiche.

Fu in quell'anno che si iscrisse alla federazione napoletana dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, organizzazione fondata nel 1864 con il contributo non solo di Mazzini e Garibaldi, ma anche di Marx, Engels, Bakunin e Proudhon.

Divenne pertanto amico degli anarchici russi Michail Bakunin e Petr Kropotkin e, nel 1875, fu iniziato in Massoneria a Napoli, ove, come lo stesso Bakunin e Proudhon, già precedentemente iniziati, diffonderà gli ideali socialisti e anarchici. Uscirà ad ogni modo dalla Massoneria l'anno successivo, in polemica con la sua loggia, in quanto questa organizzò un ricevimento d'onore per il neo Ministro dell'Interno Giovanni Nicotera.

Malatesta fu successivamente eslue in Argentina, ove entrò in contatto con il Circolo Comunista Anarchico e pubblicò il suo saggio “La Questione Sociale”.

Nel 1887 contribuì peraltro a far nascere il primo sindacato argentino, quello dei fornai.

Negli Anni '90 dell'800 tenne comizi in Spagna e in Francia, ove affascinò Maria Sofia di Borbone, detta “La Regina degli Anarchici”.

Nel 1897 fu in Italia, ove fondò il giornale “L'Agitazione”. Subì nuovamente arresti e condanne, prima di diffondere gli ideali anarchici in Gran Bretagna.

Nel 1919 tornò in Italia e riorganizzò l'Unione Anarchica Italiana, sostenne gli Arditi del Popolo (prima organizzazione paramilitare antifascista anarchica, socialista e comunista, fondata da ex combattenti della Grande Guerra) e appoggiò l'impresa d'annunziana di Fiume.

Nel 1920 diresse il quotidiano anarchico “Umanità Nuova” e fu successivamente arrestato e recluso, a Milano, nel carcere di San Vittore, iniziando un lungo sciopero della fame che lo debilitò profondamente.

“Umanità Nuova” fu chiuso, nel 1922, dai fascisti e Malatesta condannò sempre il regime mussoliniano e i suoi atti di violenza indiscriminati, giungendo a scrivere: “Qualunque sia la barbarie degli altri, spetta a noi anarchici, a noi tutti uomini di progresso, il mantenere la lotta nei limiti dell'umanità, vale a dire non fare mai, in materia di violenza, più di quello che è strettamente necessario per difendere la nostra libertà e per assicurare la vittoria della causa nostra, che è la causa del bene di tutti”.

Nonosante il regime, la censura e l'età avanzata, il Nostro, riuscì comunque a proseguire nella sua attività di propaganda sovversiva, giungendo a pubblicare il giornale clandestino “Pensiero e Volontà”.

Le sua condizioni di salute si aggravarono nel 1932 e morì il 22 luglio di broncopolmonite.

La stampa di regime ignorò totalmente la sua morte.

E' attualmente sepolto al Cimitero del Verano di Roma.

Errico Malatesta, nel suo Programma Anarchico del 1919 scrisse: “Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza”.

Questo il senso del suo testamento politico, valido in ogni epoca e in ogni Paese che voglia combattere l'oppressione dello sfruttamento economico e sociale.

Da sottolineare che, nel pensiero anarchico e di Malatesta nella fattispecie, la libertà non può ritenersi assoluta, ma deve essere limitata dal principio della solidarietà e dell'amore verso gli altri.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 7 luglio 2021

Riflessioni per un socialismo anarco-conservatore

"L'esercizio del diritto di voto non è automaticamente indice di democrazia.

In assenza di formazione e cultura, l'esercizio del voto è unicamente dittatura di una maggioranza incolta.

E quindi non può dirsi democrazia. Ma la sua negazione"

(Luca Bagatin)

"Il concetto di “decoro urbano”, un po' come quello di “sviluppo sostenibile” è una di quelle stravaganze che si è propagata a causa di quella patologia chiamata “modernità”.

L'essere umano antico aveva ben presente che i suoi bisogni erano ben altri, primari e essenziali.

E che la Natura andava preservata da ogni forma di “sviluppo” che, invece, con l'industrializzazione, portata dalla modernità borghese, è diventato, progressivamente, sempre più insostenibile.

La modernità ha stravolto tutto, introducendo stravaganze tipiche dell'essere umano fiacco, debole e indolente, che ha portato il Pianeta nel baratro praticamente sotto ogni punto di vista"

(Luca Bagatin)

"Con una amica, vista alcuni giorni fa, che fra l'altro ha curato la prefazione al mio secondo saggio, "Ritratti di Donna", abbiamo convenuto che, nonostante proprio noi ci siamo battuti per battaglie libertarie e contro ogni forma di pregiudizio, oggi il politicamente corretto sia divenuta la nuova forma di pregiudizio in voga.

Ciò che dicevamo noi, infatti, non era IMPORRE idee, ma liberarle. Ovvero liberare il pregiudizio. OGNI pregiudizio.

Tutto ciò è molto avvilente.

Lei ha smesso di fare battaglie e io mi limito a scrivere, senza più scendere in piazza o stracciarmi le vesti.

Penso non ne valga più la pena"

(Luca Bagatin)

"Un tempo, la bandiera della legalità, della sicurezza nelle città e la lotta all'immigrazione, era la bandiera dei comunisti e dei socialisti dalla linea dura e rivoluzionaria. Lo è sempre stata ad Est e lo era anche ad Ovest.

La mutazione in senso beceramente liberale e vergognosamente lassista della sinistra europea (ma non di quella eurasiatica, latinoamericana, panafricana, mediorientale, asiatica) – iniziata a partire dalla metà degli Anni '70 - ha fatto crescere una destra fintamente legalitaria e fintamente anti immigrazionista, in realtà profondamente capitalista e sfruttatrice.

Il socialismo o sarà conservatore e illiberale ed allo stesso tempo anarchico, anticapitalista e anti-statalista, o non sarà socialismo"

(Luca Bagatin)

"Siamo costretti a pregare coloro che traggono profitto da noi. Gli "uomini d'affari". Ancora peggiore è la parola "imprenditore", colui che tenta di ingannare e derubare. (...). I benefici per la società, portati dagli uomini d'affari, non sono stati dimostrati da nessuno"

(Eduard Limonov) 

"Se è dunque sempre vero che l'uomo non è egoista per natura, non è meno vero che la formazione giuridica e commerciale dell'umanità crea, giorno dopo giorno, il contesto culturale ideale che permetterà all'egoismo di diventare la forma abituale del comportamento umano"

(Jean Claude-Michéa) 

"La ricchezza suprema, per un essere umano - e la chiave della sua felicità - è sempre stata l'armonia con se stessi. È un lusso che, chiunque dedichi il suo breve tempo sulla terra a dominare e sfruttare i suoi simili, non sperimenterà mai"

(Jean Claude-Michéa)