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giovedì 18 febbraio 2021

Spagna. Arrestato il rapper indipendentista Pablo Hasel. La piazza insorge. Articolo di Luca Bagatin

Pablo Hasel, 33 anni, è un rapper, un artista, un attivista politico di orientamento indipendista catalano e socialista dalla linea dura. E' un dissidente, arrestato ancora una volta, nel suo Paese, la Spagna, con accuse di “terrorismo”, par aver inneggiato all'indipendenza catalana e aver “ingiuriato la monarchia spagnola”.

Mercoledì 17 febbraio, centinaia sono stati i cittadini spagnoli scesi in piazza, radunandosi a Puerta del Sol, in sostegno della sua liberazione, con anche scontri in strada.

Il suo caso ha riacceso, in Spagna, il dibattito sulla “libertà di espressione”, che, specie quando si tratta di discutere di indipendenza catalana (e si tenga conto che in Catalogna, pochi giorni fa, gli indipendentisti hanno nuovamente vinto le regionali con una larga maggioranza), è spesso messa in discussione.

Il rapper, condannato a nove mesi di carcere, nelle sue canzoni, oltre ad aver criticato la monarchia spagnola, da lui ritenuta contigua alla dittatura franchista, non sono mai mancate critiche ai partiti maggiori: il Partito Popolare e il Partito Socialista.

Una petizione per il rilascio di Hasel è stata firmata da circa 300 artisti, fra i quali il regista spagnolo Pedro Almodovar, l'attore Javier Bardem e il cantante folk Joan Manuel Serrat.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 18 ottobre 2019

Marcia della Libertà contro le sentenze di condanna ai leader indipendentisti e per l'indipendenza della Catalogna. Articolo di Luca Bagatin

Sciopero generale in Catalogna, indetto dagli indipendentisti a seguito delle sentenze di condanna del leader indipendentista socialista repubblicano Oriol Junqueras, a 13 anni di carcere, oltre che a pene di poco inferiori ad altri esponenti politici che – il 1 ottobre 2017 – organizzarono un referendum per chiedere l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna. Referendum votato da oltre 2 milioni di persone e considerato, dal governo di Madrid, illegale.
Numerosi gli scontri, negli scorsi giorni, fra manifestanti catalani e polizia.
Condanna delle sentenze era giunta anche dal club calcistico del Barcellona, il quale aveva affermato: “La pena preventiva non ha aiutato a risolvere il conflitto, non lo farà la pena detentiva inflitta ora, perché la prigione non è la soluzione. La risoluzione del conflitto in Catalogna deve provenire esclusivamente dal dialogo politico.. Il club chiede ai leader politici di condurre un processo di negoziazione che dovrebbe consentire la liberazione di leader civili e politici condannati”.
Una Marcia per la Libertà – così è stata definita – sta raccogliendo oggi numerosi manifestanti a Barcellona, in marcia in ben cinque colonne, giunti da tutta la Catalogna e comprendenti sia studenti che organizzazioni sindacali.
Numerosi, peraltro, i manifestanti in Gilet Giallo, a significare il fil rouge che lega la loro marcia di libertà a quella dei Gilet Gialli francesi contro il governo liberal-autoritario di Macron e le sue misure di austerità che, da quasi un anno, marciano ogni sabato in Francia.

Luca Bagatin