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mercoledì 3 giugno 2026

Elezioni Perù. Roger Waters dalla parte della sinistra di Roberto Sanchez, contro l'estrema destra della Fujimori. Articolo di Luca Bagatin

 

Alcuni giorni fa il compositore e cofondatore dei Pink Floyd, Roger Waters, noto per le sue posizioni socialiste libertarie e per la difesa dei diritti umani, nei suoi canali social ha invitato a votare, al secondo turno delle elezioni presidenziali del Perù, che si terranno il prossimo 7 giugno, per il candidato Roberto Sanchez, sostenuto dalla coalizione socialista democratica e indigenista Insieme per il Perù.

Sanchez, lo scorso 12 aprile, ha ottenuto il 12%, posizionandosi al secondo posto, dietro alla figlia dell'ex dittatore Alberto Fujimori, Keiko Fujimori, la quale, sostenuta dalla coalizione di estrema destra liberista, Forza Popolare, ha riportato il 17%.

Roger Waters ha dichiarato: “In Perù si sta combattendo una vera battaglia in questo momento. Ci sono due candidati. Una è Fujimori. È la figlia di uno strano fascista che dovrebbe essere completamente squalificata semplicemente per essere un fascista. E l'altro è un uomo di nome Roberto Sánchez, per il quale dovreste andare a votare”.

Waters denunciò, già a suo tempo, la defenestrazione e incarcerazione dell'ex Presidente Pedro Castillo, nel 2022, il quale, eletto democraticamente dalla coalizione socialista Perù Libero, nel 2021, subì un impeachment dopo aver attuato riforme in favore delle classi popolari e della comunità indigena.

Roger Waters ha sottolineato come la prima azione di Roberto Sanchez sarà quella di ordinare la scarcerazione dell'ex Presidente peruviano e ha messo in guardia relativamente alla possibile vittoria della Fujimori, che potrebbe far perdere al Paese ulteriore sovranità e aggraverebbe il saccheggio delle sue risorse nazionali.

Roger Waters ha sottolineato come occorra che, anche in Perù, venga posto fine al “dominio globale degli USA”, che mira a instaurare il regime del capitalismo neoliberale delle grandi multinazionali.

Mentre la Fujimori promuove la costruzione di nuovi carceri di massima sicurezza e il ritiro parziale del paese dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani, Roberto Sanchez, psicologo, cristiano sociale proveniente dal Partito Umanista Peruviano e ex Ministro del Commercio Estero del Presidente Castillo, propone di redigere una nuova Costituzione, dichiarare la plurinazionalità del Perù e recuperare la sovranità sulle risorse strategiche del Paese.

Luca Bagatin

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martedì 20 luglio 2021

Perù. Il maestro elementare marxista-leninista Pedro Castillo è il nuovo Presidente. Articolo di Luca Bagatin

Non c'è più alcun dubbio.

Dopo il riconteggio dei voti – a più di un mese dal secondo turno elettorale - è confermata la vittoria alle elezioni presidenziali del maestro elementare marxista-leninista Pedro Castillo, che sarà il nuovo Presidente del Perù.

Castillo, 51 anni, leader della coalizione socialista populista “Perù Libre”, ha ottenuto il 50,12% dei consensi e batte la conservatrice di destra Keiko Fujimori, figlia dell'ex dittatore Alberto Fujimori, che – con “Forza Popolare” - ha ottenuto il 49,87%.

A decretarlo è stata l'autorità elettorale competente per l'esame dei ricorsi, il cui esito è stato accettato anche dalla stessa Fujimori, che aveva fatto ricorso.

Pedro Castillo entrerà in carica il 28 luglio prossimo e ha promesso l'istituzione di un'Assemblea Costituente e la redazione di una nuova Costituzione, democratica e inclusiva. Oltre a ciò ha in programma un'agenda di lotta alla corruzione, che ha dilaniato il Paese nei decenni, oltre che un programma di rafforzamento del sistema sanitario pubblico, di lotta al precariato e contro lo sfruttamento lavorativo, oltre che politiche in favore dell'ambiente.

Pedro Castillo, sindacalista e insegnante, è un uomo del popolo. Nato da genitori contadini analfabeti, ha lavorato e lottato sin da ragazzo per pagarsi gli studi e laurearsi in psicologia dell'educazione. E' insegnante di scuola primaria dal 1995, oltre che cuoco della mensa e bidello e ha sempre vissuto in un villaggio rurale.

Da anni impegnato in politica, si definisce marxista-leninista e conservatore di sinistra, nel solco del Socialismo del XXI Secolo dei Paesi latinoamericani, che uniscono tradizioni arcaiche e indigene al socialismo originario di ispirazione marxista e socialista.

Quella di Castillo, in sostanza, è una sinistra molto diversa da quella alla quale siamo purtroppo abituati a vedere da decenni in Europa e in Nordamerica, la quale sembra essere sempre più simile alla destra per quanto concerne la tutela dei ceti borghesi e più abbienti.

La sinistra populista latinoamericana, molto simile peraltro a quella asiatica, eurasiatica e panafricana (pensiamo ai vari partiti socialisti e comunisti di Russia, Asia e Africa), unisce infatti anticapitalismo, lotta all'oligarchia e alla borghesia e recupero delle tradizioni arcaiche e comunitarie e ricorda molto i valori del socialismo otto-novecentesco europeo.

Una sinistra purtroppo invisa, da sempre, dalle élite borghesi di matrice liberale e capitalista che approfittano sempre per tentare di screditarla o destabilizzare i Paesi ove essa governa, vedi i casi di Cuba e Venezuela, ingiustamente bollate dalle élite liberali come delle “dittature” (pur essendo delle democrazie popolari, peraltro molto diverse fra loro).

Il nuovo corso del Perù potrà geopoliticamente avvicinarlo a Paesi fratelli quali la Bolivia, l'Argentina, il Venezuela, Cuba e il Nicaragua. Con una probabile prossima vittoria alle elezioni in Brasile di Lula e della sinistra socialista in Cile, probabilmente anche a questi altri due Paesi.

Luca Bagatin

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giovedì 10 giugno 2021

Elezioni presidenziali in Perù. Vince il socialista populista Pedro Castillo, ma la Fujimori.... Articolo di Luca Bagatin

Dopo uno spoglio delle schede lungo e difficile, la commissione elettorale del Perù ha decretato vincitore il candidato socialista populista Pedro Castillo, che, con il 50,2% (8.791.778 voti) batte la liberal-conservatrice Keiko Fujimori, ferma al 49,8% (8.720.337).

Quest'ultima, non soddisfatta di essersi vista sottrarre la vittoria per 71.441 voti, ha chiesto l'annullamento dei voti in 802 seggi elettorali, pari a circa 200.000 voti.

La Fujimori, figlia dell'ex dittatore Alberto Fujimori, aveva conquistato al primo turno il 13% dei consensi e, sia lei che il padre, sono stati più volte accusati e condannati per reati di corruzione.

Castillo, maestro elementare, forte della sua vittoria e sostenuto dal partito Perù Libre, di orientamento socialista, populista di sinistra e marxista, ha ricevuto le congratulazioni dall'ex Presidente della Bolivia Evo Morales, suo grande sostenitore della prima ora.

Castillo, al primo turno, aveva ottenuto il 19% dei voti e intende da subito avviare l'iter per un'Assemblea Costituente che rediga una nuova Costituzione democratica. Oltre a ciò, ha elaborato un piano anticorruzione, maggiore intervento pubblico in economia, il rafforzamento del sistema sanitario pubblico e gratuito e forti politiche in favore dell'ambiente e della lotta al precariato e allo sfruttamento lavorativo.

Castillo, al secondo turno, aveva ottenuto anche l'appoggio di Veronika Mendoza, candidata alla presidenza per il partito di sinistra e centrosinistra patriottici Uniti per il Perù.

Obiettivo della nuova amministrazione Carrillo, quella di fare uscire il Paese dalla corruzione, da ogni forma di dittatura, discriminazione e garantire diritti a tutti e per tutti.

Se la Fujimori non gli metterà i bastoni fra le ruote, potrà farcela.

Luca Bagatin

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venerdì 7 maggio 2021

Perù. Socialisti populisti e centrosinistra uniti contro il liberal-conservatorismo fujimorista. Articolo di Luca Bagatin

Alle elezioni presidenziali dello scorso 11 aprile, Pedro Castillo, maestro elementare e leader del partito socialista e populista Perù Libre, si è posizionato al primo posto, conquistando il 19% dei consensi.

Il 6 giugno dovrà vedersela al ballottaggio con la candidata liberal-conservatrice Keiki Fujimori, figlia dell'ex dittatore Alberto che, candidata di Forza Popolare, si è piazzata al secondo posto con il 13% dei voti.

Castillo, nei giorni scorsi, in vista del ballottaggio, ha siglato un accordo elettorale con Veronika Mendoza, candidata alla presidenza per il partito di sinistra e centrosinistra patriottici Uniti per il Perù.

Voglio invitare tutte le forze democratiche del Paese, i giovani, le donne, le organizzazioni sociali, i sindacati, i collettivi, a unire le forze in modo che insieme possiamo ricostruire la nostra patria. In modo che, insieme, possiamo finalmente scrivere una Costituzione fatta dalle persone per le persone”, ha dichiarato la Mendoza ad accordo siglato.

Aggiungendo: “In questo 2021 stiamo rispondendo alla chiamata del prof. Castillo, stiamo rispondendo alla chiamata del popolo e siamo chiamati a costruire una vera democrazia e a unire le forze”.

L'accordo elettorale fra Perù Libre e Uniti per il Perù prevede di “realizzare un governo del popolo e promuovere i profondi cambiamenti di cui il Perù ha bisogno, per sbarrare la strada all'autoritarismo ed alle forze corrotte e inaugurare una nuova era, nella quale tutte le voci vengano ascoltate e la sovranità venga rivendicata, al fine di costruire un nuovo patto sociale attraverso un'Assemblea popolare costituente”.

Quattro sono i punti rilevanti dell'accordo siglato: affrontare la crisi sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia Covid19, rafforzando il sistema sanitario pubblico; necessità di creare posti di lavoro abbandonando il modello economico liberale, imposto dalla dittatura di Fujimori, che ha favorito solamente i pochi ceti privilegiati; lotta alla corruzione e all'impunità per coloro i quali derubano il Paese; l'ultimo punto riguarda la ricostituzione dello Stato, il rafforzamento della democrazia e la garanzia dei diritti di tutti e per tutti, in piena eguaglianza e senza alcuna forma di discriminazione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it