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lunedì 5 novembre 2018

"Dal porno al forno, ovvero: quando cucinai un orgiastico e succulento kebab al signor Pompino Andreoli": racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti

Il 12 marzo 2007, ovvero una vita fa, scrissi sul mio vecchio blog - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - un racconto che ho ritrovato quasi per caso, avendolo poi riproposto - sempre sullo stesso blog - il 20 maggio 2014 (http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2811754).
Il racconto in questione - che ripropongo ai lettori di "Amore e Libertà" - lo scrissi a quattro mani assieme alla vocalist dei Betty Poison, Lucia "Rehab" Conti, peraltro co-protagonista del mio saggio "Ritratti di Donna" e, rileggendolo, devo dire che è un vero spasso !
Il protagonista - Baglu - è inevitabilmente il mio alter ego dell'epoca. Anche Bazardelleparole - nella vita scrittore e sociologo - è un personaggio esistente, che allora era il mio migiore amico e in quegli anni ci ritrovavamo sempre in un bar, oggi chiuso da tempo, a elaborare progetti e idee e a parlare di cultura e di politica.
Con gli anni ci siamo persi di vista, sia con Baz che con Lucia. Ma non li ho mai dimenticati e li ringrazio ancora per avermi ispirato questo e altri racconti surRenali.

L. B.


DAL PORNO AL FORNO, OVVERO: QUANDO CUCINAI UN ORGIASTICO E SUCCULENTO KEBAB AL SIGNOR POMPINO ANDREOLI
racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti  


Luca Bagatin
Mi trovavo come ogni mattina a scrivere al bar Spock di Via XXX Aprile, di fronte al mio computer portatile, fra una boccata di sigaretta (l'accadimento si svolge prima dell'entrata in vigore del Decreto Antifumo Minchia) ed un sorseggiamento pressoché continuo di uno zuccheratissimo caffé al ginseng. Ero in attesa dell'arrivo dell'amico e socio d'affari Bazardelleparole che doveva fornirmi una soffiata che avrebbe definitivamente incastrato il Primo Cittadino Lello Grambordello, ovvero la prova provata di una sua relazione equivoca con Monsignor Sanguinaccio.
Nell'attesa della sua venuta (Bazar è un tipo messianico) stavo scrivendo un pezzo sull'arrivo degli alieni a casa della cantante (si fa per dire) Viola Valentino. Un articolo di cronaca viola (figurativamente parlando) insomma, che sarebbe uscito l'indomani sul "Menzognero Inedito".
Allo Spock come al solito arrivò il rompiglioni di turno che mi si avvicinò ignorando il fatto che se c'è una cosa al mondo che mi fa innervosire è l'essere interrotto mentre sto scrivendo, pergiunta concentrato di fronte ad un computer.
Lucia "Rehab" Conti
"Ma lei è... Baglu ! Il noto giornalista-scrittore..e patatinpatatanpataton..." grida una voce alle mie spalle (che mi fa venir voglia di spegnergli il mozzicone della mia cicca accesa in faccia in un repentino gesto a tradimento).
"See...Sono io...", proferisco senza scostare gli occhi dalla tastiera e proseguendo nel mio lavoro.
"Piacere, Pompino. Pompino Andreoli" e mi allunga (non siate maliziosi !) la sua mano.
"Fellatio per gli amici, scommetto ! In ogni caso, il piacere è tutto suo. Che vuole da me signor Pompino ? Guardi che io mi occupo di servizi giornalistici nel senso di reportage. Non certo di...altro tipo di servizietti !" gli gridai contro girandomi di scatto e vedendo un omone paffuto e pelato con gli occhialoni tondi tondi.
Il Pompino pareva bello pomposo.
"Non raccolgo !", mi rispose seccato.
"Ecco, bravo, con la panza che si ritrova è meglio che eviti di raccogliere qualche cosa, altrimenti le sue brache potrebbero rimetterci..."
"Signor Baglu ! Guardi che io sono Pompino Andreoli, produttore cinematografico di hardcore e sarei qui...sono qui per proporle un affare !"
"Sono categoricamente eterosessuale (non sono tipo che discrimina ma, mettiamo i puntini sulle ipsilon !). Gli "affari" non mi interessano. Onde per cui...Signor Succhione...".
"Signor Pompino, prego !"
"Prega ? E allora preghi, e magari pure in ginocchio !"
La tensione fra noi cominciava a crescere ed io avevo pure una gran voglia di fumare. Mi venne un attacco d'ansia quando mi accorsi che avevo finito le cicche.
"Lei fuma, Mr. Fell ?"
" Mr Fell ? A dire il vero...no"
Questo qui mi stava sempre più sullo stomaco (per non dire sugli zebbedei, che "fa poco fino" direbbero a Napoli). Dalla cucina avanzò Suleyma Banhanan Halam, la giovane cuoca d'origine araba.
Un gran bel pezzo di figliola, senza dubbio, ma decisamente troppo giovane per uno come me che sa riconoscere i propri limiti. Non feci in tempo a salutarla che il pomposo grassone le cinse la vita e la sollevò palpeggiandola un po' ovunque: "Ho trovato la protagonista ! Lei signorina è perfetta !".
Suleyma era una ex danzatrice del ventre darkettona ed ex tossica, passata da poco agli spini ed allo Xanax (ciò che la rendeva particolarmente interessante ad un ex psicanalista junghiano come me...ma questa è un'altra storia).
Nel mentre in cui il signor Pompinio la sollevò, ad ella parea di librarsi nell'aria come un uccello...Ed invece l'uccello era colui il quale la teneva in braccio: un gran cazzone e per giunta porco quanto le fettone di salame affumicato servite al banco del bar Spock.
"La ragazza è perfetta per l'interpretazione di Cleopatra nel film holliwoodiano che sto per produrre...e lei signor Baglu potrebbe scriverne la sceneggiuatura !"
La cosa non mi entusiasmava per nulla.
"Film holliwoodiano ? Ma lei non ha detto di occuparsi di film hard ?" "..." il Pompino arrossì. Poi a voce bassa: "Vero...ma film holliwoodiano fa più scena...e poi la ragazza è perfetta per..." E poi ad altissima voce: "Trattasi di un film ad altissimo livello artistico e culturale...."
Suleyma pereva rapita dalle parole dell'Andreoli. Toccava a me liberarla. In quel momento arrivò Bazardelleparole.
"Heilà Bag !"
"Helà Baz ! Hai il materiale su Granbordello ?"
"Già… in dieci anni sono diventato/a un altro/a. E il motivo qual è?"
"Cazzo dici Baz, ti sei bevuto il cervello ?"
"No, è solo che pensavo che potevamo rimettere in piedi il nostro laboratorio di poesia creativa..."
"Lascia perdere. Ricordi com'è andata l'ultima volta ? Per poco non ci impallinavano. Io ci ho la pellaccia dura ma tu..ci hai una certa età. Allora, dimmi, il materiale l'hai con te ?"
"No, purtroppo. Non qui...l'ho dimenticato a Svanito (Svanito al Tegumento, il paese in cui abita Bazar. Ndr). Bazar è sempre stato un tipo a tratti evanescente (oltre che messianico).
Fu così che gli presentai il signor Pompino Andreoli e, come prevedevo, se ne fregò altamente preferendo rivolgere le sue attenzioni a Suleyma.
"Piecere siorrinna come sta ? Ha visto il qui presente Baglu che fisico aitante che ci ha ? Magari potrebbe portarla ad Haiti questo week-end...."
Bazardelleparole ha sempre avuto una grande capacità a farmi vergognare in pubblico, soprattutto di fronte al gentil sesso. Epperò (che non si scrive ma si dice) era un amico che infondo ambiva solo ad una cosa: a papparsi il pranzo di nozze di un mio immaginario matrimonio con chicchessia.
L'importante era l'abbondanza e la qualità del pasto. Rigorosamente biologico.
Il produttore cinematografico di filmini hard Pompino Andreoli proseguì nel decantare le lodi del suo putribondo film fatto di scene orgiastiche sadomaso che secondo la sua mente scimmiesca avrei dovuto sceneggiare.
Bazar si addormentò sul bancone. Ne approfittai per prendere il barattolo di aringhe sott'olio sul bancone per rovesciarlo in testa al Pompino....
Immediatamente l’uomo trasfigurò sotto l’impatto lavico di tutto quell’unto. Strizzai gli occhi, mettendolo meglio a fuoco: “Ma lei… lei… non è il Pompino che sembra… è tutt’altro genere di Pompino !!!”.
La colata d’olio d’aringhe avvolgeva il volto pacioso dell’Andreoli, modificandone lentamente l’aspetto come in un gioco di prestigio: dalla sommità del capo si scollarono lunghe ciocche (ciocche ?!?!?!) serpentine. Gli occhiali tonditondi caddero e si ruppero, dalle guance e dalle mandibole si sganciarono (precipitando con un tonfo) sei etti e sessanta di protesi di silicone e il porcello che non più di due minuti prima stava palpeggiando allegramente quel grandissimo pezzo di Aishaecoute-moi della cuoca, assunse gradualmente le sembianze di un riccioluto analista comportamentale.
“Non ci posso credere!!!” urlai, folgorato.
Bazar aprì gli occhi, sussultando “Cazzo, socio… ti avevo chiesto di svegliarmi solo in caso di sviluppi rilevanti…”
“E non ti sembra uno sviluppo rilevante, QUESTO?!” puntai l’indice contro l’ex obeso mutaforme che intanto cercava frettolosamente di guadagnare l’uscita.
Lo anticipai lanciandogli addosso i 245 fascioli (rilegati in cuoio piombato della collana “L’albero di Natale spiegato ai Tuareg”).
K.O.. Al tappeto. Punto e partita. Game Over.
“Baz, ho il piacere di presentarti PAOLANTONIO GIANCHECCA, psicoterapeuta mediatico, conservatore, astrologo dei vip, nonché consigliere, confidente e compagno di merende parrocchiali del nostro amato primo cittadino LELLO GRAMBORDELLO (tadadadààààn!!!)!!!”
… gli occhi di Bazar si spalancarono (ancor più di quel che sono già)… “Cazzo, ho dimenticato un cd sul cruscotto !!! Col caldo che c’è rischio di fottermelo ! Scusa Baglu…” e un attimo dopo non c’era già più (ma questo lo scoprii ben più tardi).
Ignaro dell'assenza di Bazar, proseguii, meglio di Sherlock Holmes: “Sulle spalle complici di quest’ometto, caro Baz, spalle al momento spedite nel mondo dei sogni insieme al resto del corpo, Grambordello piange da tre anni tutte le sue lacrime, maledicendo gli occhi languidi di Monsignor Saguinaccio. In amore, com’è arcinoto, c’è che fugge e c’è chi insegue… a quanto pare il nostro prelato è quello con le ali ai piedi…”
"I reattori, caro mio...I REATTORI !!!", la voce proveniva da terra, dal groviglio appiccicoso di opuscoli e vestiti troppo larghi in cui lo psico-cerusico, semi-rinvenuto, si dibatteva.
Paolantonio Granchecca cercò di giustificarsi: “In tre anni mai un fiore, mai un gesto carino, mai una premura !!! Sempre via, sempre di corsa, mai una volta che si fosse fermato a cena da Lello… sempre una scusa pronta per andarsene: un intervento contro i Pacs da provare davanti allo specchio, un film sonoro al cineforum degli Arcivescovi “perché chissà quando ci ricapita !”, la benedizione del presepe di polistirolo … addirittura una volta l’ha piantato in asso tra le frasche perché si è ricordato di dover rammendare il cappuccio bianco”
”Quale cappuccio?! Parla, è meglio!!!”, intervenni incazzoso”
“Quello che mette quando va a bruciare quelle croci col tondino nei giardini delle femministe...”
“Non ci posso credere.” (un Baglu incredulo o solamente miscredente ?!? NdA).
“Lo dico anch’io ! Per queste cose esistono le perpetue !!! No, la verità è che ha cessato di amarlo…” e così dicendo l’ex Pompino si sollevò sulle ginocchia, si frugò nelle tasche della giacca, estrasse un fazzoletto a pois e ci si soffiò il naso proseguendo poi nel discorso: “Purtroppo il mio fraterno amico Grambordello da quell’orecchio non ci sente… si illude… e nel frattempo sta diventando lo zimbello della città !!!”
Mi accesi una sigaretta.
“E tu, anima pia di un can barbone, hai cercato almeno di evitare che il suo più grande nemico lo sbattesse in prima pagina con tutto l’ambaradàn dei suoi vizietti privati…”
“Vedo che hai afferrato”
“Intrufolandoti nella mia vita sotto mentite spoglie per spiarmi e ostacolarmi, VERO?!”(ed io ODIO che qualcheduno s’intrufoli nella mia intricatissima vita).
“Non permetterò a un ateo dissociato, bilancia ascendente pesci, per giunta, di rovinare due tra le persone più influenti di questa città”.
Espirai elaborate volute di fumo a forma di cassapanca fiorentina del diciannovesimo secolo
“Cominciamo a mettere i puntini sulle ypsilon ! Innanzitutto sono uno gnostico asociale, acquario ascendente toro ! Hai capito, Baz ? Il vero cavallo di Troia era un figlio di troia con indosso un travestimento insospettabile. Giuro sul Graal che sembravi veramente un porcone stupra-tope!!!”
E così il Gianchecca ex Pompino Andreoli: “Mi avevano detto che eri un pervertito e uno scambista. Dovevo pur guadagnarmi la tua fiducia. Ma non sai che fatica!!! E strusciarmi contro quella donna, poi…” sbirciò con lieve disgusto la silhouette della giovane cuoca, che ci dava le spalle (annoiata più che sorpresa) per riguadagnare la cucina, proseguendo “…a volte mi chiedo se il Sindaco Grambordello si renda conto di quanto gli sono amico !”
”Non me ne frega una cippa e pergiunta lippa ! Quando è stata l’ultima volta che i piccioncini si sono visti ?”
“Da me non saprai nulla, pervertito scambista in arte Baglu !” A quelle parole gli tirai un ceffone che lo fece roteare su sé stesso.
“Pervertito ci sarai tu e scambista ci sarà Bazar. E ora, rispondi: l’Arcivescovo si trova in città al momento ?”
“Possiamo anche fare notte….nun te risponno !!!!”
“Hai ucciso tu Miss Violetta Vomitoire sul panfilo Maria Cristina di Sassonia”?”
“CHI?!?!”
“… scusa. Sono andato clamorosamente off topic. E comunque adesso basta con la commedia. Baz, le manette!”
“Non c’è.”
“Chi?”
“Il tuo amico Bazar. Se ne è andato da un pezzo”.
Ecco che mi guardai intorno disorientato: “Mannaggia al clero, e….da quando ?!” “DALL’INZIO!!!” e, con un balzo felino, Andreoli in Gianchecca mi sorprese piombandomi addosso e disarmandomi di tutte le mie buone intenzioni (per via del fatto che non avevo in quel momento armi da farmi sottrarre). Rotolammo sul pavimento per un po’, quindi l’astrologo-analista riuscì ad avere la meglio assestandomi un colpo in testa con uno dei 245 fascicoli sparsi al suolo (quello sulle palle natalizie decorate stile danese). E così, caddi in un deliquio agitato di pochi secondi, che furono però sufficienti al mio avversario per sparire rumorosamente, facendo rimbombare le scale dell bar.
Quando rinvenni vidi Bazar che mi osservava dall’alto. Teneva in mano un cd deformato e storto: “Fuso, cazzo. Sembra un cd di Dalì. Ma che ci fai lì a terra?”
“… ”
“Va beh, Baglu… io vado a dormire in un vero letto. Sono a pezzi. Svegliami se ci sono sviluppi…”
“…rilevanti. All right Baz, ricevuto !”.
Il resto della storia è ormai leggenda. Metropolitana.
La tresca di Monsignor Sanguinaccio con il Sindaco Grambordello fu da me svelata per mezzo di un articolo-bomba che fu pubblicato sulla prima pagina del locale quotidiano “Menzognero Inedito”. Dopodiché, alle elezioni successive il sindaco Granbordello venne comunque rieletto con il 70 % dei consensi (il pueblo, spesso, è bue e con il suo sadomasochistico voto sa benissimo farsi bua da solo), mentre il sottoscritto giornalista-scrittore patatinpatatonpatatan fu costretto a cercarsi un altro posto per lavorare in quanto il bar Spock venne definitivamente chiuso dai Nas in quanto si scoprì che i succulenti Hamburger preparati dalla giovane cuoca Suleyma Banhanan Halam erano farciti con ragni e lombrichi cotti al vapore.
Inutile aggiungere che, da buon buongustaio, mi fidanzai qualche tempo dopo con la cuoca ed aprii con lei un ristorantino friul-calabrese in Transilvania. Ma questa è un’altra storia che vi racconterà l’amico Bazardelleparole: non a caso di professione sociologo & scrittore animatore di centridiurni e notturni.
Ne converrete che la fantasia testé utilizzata per produrre codesto racconto, abbonda (come il riso, ma quello nella bocca degli stolti !). Purtuttavia non scordate mai che la realtà supera sempre di gran lunga la fantasia, dalla quale, in ogni caso, non si discosta mai del tutto.

lunedì 3 ottobre 2016

ANNEXIA: racconto horror/fantastico di Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti del 28 ottobre 2006

Riproponiamo un racconto horror del 28 ottobre 2006 di Luca Bagatin e di Lucia "Rehab" Conti, attuale vocalist del gruppo musicale Betty Poison, il cui contenuto può essere per molti versi anticipatorio di non pochi eventi politici e sociali degli ultimi dieci anni.

ANNEXIA
di Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti


Una scritta luminosa appare alla nostra vista ad indicare il nome della città. Un altoparlante dal quale proviene una leziosa voce femminile ci annuncia: "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia..." Una ragazza a piedi nudi percorre il pulitissimo ed ordinato viale principale. Si gira verso l'altoparlante: "Ha proprio rotto questa STRONZA !". Si toglie dalla bocca il cewingum che sta masticando e lo appiccica energicamente all'apparecchio che prosegue comunque la sua litania. "Cazzate !" Ci volta le spalle e se ne va verso il Grande Edificio: l'Università.
Ligeya è una fuoricorso senza troppa voglia di emergere dalla massa né di studiare. E' una tipa di poche parole che cerca di farsi gli affaracci suoi quando non le rompono gli zebbedei. Cosa che purtroppo le capita abbastanza spesso: lei è "diversa" e sempre più spesso oggetto di derisione ed antipatia da parte delle sue compagne di corso (l'Università è unicamente femminile). Ligeya veste sempre di nero che ad Annexia è considerato il colore della sporcizia. Ciò, unito alla sua abitudine di andarsene in giro a piedi scalzi, scandalizza profondamente talune sue compagne abituate a vestire Prada o Yves Saint Laurent. Ligeya sorride e lancia loro sguardi fra il malizioso ed il maligno forse più espliciti delle parole: "Siete delle sgualdrinelle. Vi sgozzerei una ad una se ne avessi voglia. Non prima però di avervi stuprate con il collo di una bottiglia ! Ahahahahahah...". Questo il suo pensiero post adolescenziale ogni volta che le vede sghignazzare alle sue spalle o mentre parlano del belloccio di turno che si è fatto Litz o Betty.
Linda Blow è l'insegnante di lettere più temuta e rispettata del Grande Edificio. Una cinquantenne tirata come un sacchetto sottovuoto. Bocca a culo di gallina e trucco pesante. Corporatura asciutta ma imponente. Sul suo conto giravano le storielle più bizzarre, anche se l'unica accertata è quella che il marito si è suicidato con un colpo di pistola diretta al cuore dopo aver scoperto i ripetuti tradimenti di lei con il suo miglior amico.


Ligeya non ama lo studio, dicevamo, (ad Annexia la frequenza ai corsi universitari è considerata un “BENEFICIO OBBLIGATORIO”) né perché abbia scelto psicometria dei ratti di fogna. Forse per prendere le misure del suo stesso cervello (quei simpatici roditori torvi e asociali in fondo le somigliano…) e sentirsi un po' più "normale" dopo il periodo dell'ospedale psichiatrico in cui fu ricoverata a seguito di un coktail di Xanax alla banana e Southern Comfort  che la sparò direttamente in uno stato onirico tra il catatonico ed il comatoso (aveva scelto il Southern Comfort perché dei suoi vecchi amici, recentemente giustiziati in base alla legge sull’eliminazione fisica dei borderlines irrecuperabili, avevano avuto un tempo una band clandestina di “kick-rock” e il loro pezzo
di punta si chiamava proprio “Il conforto del sud”…).
Ligeya in ogni caso ha un'idiosincrasia per Linda Blow e la cosa appare reciproca. Due opposti che non si incontreranno mai.
Baglu è l'inserviente/magazziniere del Grande Edificio. Un uomo taciturno e dedito al suo lavoro il cui unico vizio è quello del fumo. Purtuttavia è costretto dalla legge a nasconderlo

Ah...non vi avevamo detto che la Legge di Annexia prevede sanzioni sino all'ergastolo per i trasgressori della Legge sulle Droghe. Sono considerata Droghe tutte le sostanze considerate pericolosissime  per la salute ovvero tabacco, alcool, allucinogeni, benzadrina, bibite gasate analcoliche, cibi con un elevato contenuto calorico nonché tutti i cibi transgenici. Il livello di salutismo di Annexia è massimo. Ed il Governo Democratico-Cristiano-Conservatore-Islamico ha stabilito che "il salutismo è la religione del nostro Stato indipendente". Baglu è un ex galeotto a suo tempo internato per tentato omicidio. Accusa infondata ma....la Legge è per tutti la stessa ad Annexia e la Cultura del Sospetto è materia di studio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato.


Baglu simpatizza subito con Ligeya con per la quale prova una certa comprensione. Potrebbe esserle padre, purtuttavia Baglu ad Annexia non potrà mai diventarlo in quanto sono inibiti i rapporti sessuali con l'altro sesso agli ex galeotti. Pena il taglio netto dei genitali. "Una società evoluta non può permettersi di..." recita la vocina femminile leziosa dell'altoparlante che ha aperto la nostra storia.
Linda Blow non è il tipo che fa sconti a nessuno. E' un'insegnante tutta d'un pezzo ("pezzo di merda" sostiene Ligeya) che dimostra di credere fermamente nella Civilità di Annexia (ella fra l'altro è stata collaboratrice della Presidenza dello Stato in qualità di Responsabile della Comunicazione). La Civiltà di Annexia si fonda principalmente sulla superiorità delle convenzioni piuttosto che su quella delle convinzioni. "Essere educati e sorridenti con tutti nonché perseguire un ritmo di vita sano ed equilibrato, sono le regole auree..." ci ricorda la stronza dell'altoparlante di cui sopra.
Un giorno di un mese non meglio precisato Linda Blow chiama Ligeya nel suo ufficio. "Signorina Meringa, mi pare che il suo comportamento nei confronti dello studio e delle altre compagne di scuole sia deprecabile. Come assolutamente deprecabile è il suo abbigliamento vergognosamente oltraggioso nei confronti di questa Istituzione. Devo pertanto annunciarle un periodo di sospensione dalle lezioni da trascorrere presso l'Ospedale Riabilitativo della Città."

Ligeya fa un palloncino con la gomma da masticare il cui schiocco risuona nella stanza. Guarda l'insegnante tenendola in pugno con lo sguardo: l'una di fronte all'altra. A bruciapelo le sferra, con la pianta del piede scalzo, un calcio in piena faccia con una mossa da simil- judoka professionista rompendole il setto nasale. Il sangue dal naso della Blow esce copioso. La prof. preme un pulsante rosso e compaiono in pochi istanti dei ragazzini con le pupille dilatate che fanno rabbrividire Ligeya.
Linda Blow le prende i polsi e li stringe forte: "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...." le dice con voce nasale e gutturale dilatando anch'essa le pupille. I ragazzini ripetono a loro volta in una litania continua: Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...".
Sulla porta compare Baglu, armato della sua fedele ramazza. Si infila una mano in tasca ed in un nanosecondo spara un colpo con una Bodeo anni '60 colpendo il cranio di uno dei ragazzini. "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto..." prosegue la nenia in un crescendo fobico ossessivo. (Le armi sono vietate ad Annexia).

Dissolvenza.....

Baglu e Ligeya corrono lungo i viali della città inseguiti da Linda Blow (che nel frattempo si è trasformata in un mutante della specie dei Rettiliani) alla testa dei ragazzini (nel frattempo trasformatisi in esserini grigi detti appunto, i Grigi).
“Come va?” chiede Baglu
“Incazzata!” soffia Ligeya
“Incazzata?”
“Sì incazzata, odio tutto questo e odio l’urinoterapia, i massaggi drenanti e le unghie quadrate cazzo!!! E quei Grigi rompicoglioni. E la stronza che li guida, ovvio. Avrei dovuto mirare a quella bella testa di biscia…”

Voce fuoricampo: "Perché...no..."

Entrano nel primo edificio che si presenta loro aperto. Si tratta di un modernissimo palazzone bianco la cui hall è completamente spoglia e vuota. Si presenta loro davanti un nanetto deforme e ballerino vestito di rosso.

"itunevneB...etinev noc em". Lo seguono passando attraverso delle ampie tende rosse poste alla fine dell'atrio.

Dissolvenza.

Voce fuoricampo: "oN !"

Nero. Rosso.

Voce di Baglu: "Annexia era una terra felice....ecilef ! enoizazzinoloC.... Colonizzazione...."
Ligeya: "ALIENI !"
Attorno a loro file interminabili di bianchi letti d'ospedale. Corpi inanimati. Donne e bambini urlanti vestiti di nero a piedi nudi. Uomini deformi. Sono entrati in un manicomio.

Il manicomio di Annexia si chiama in realtà "Ospedale Riabilitativo della Città" (O.R.C.). In esso sono internati tutti gli esseri umani che un tempo abitavano la città ora colonizzata da mutanti e demoni d'ogni specie. Non si sa esattamente in che modo sia avvenuta tale colonizzazione. Probabilmente in modo pacifico. Il danaro fine a sé stesso, la pubblicità ossessiva e massificante, la perdita di creatività da parte degli individui, la mancanza di sicurezze interiori, potrebbero essere alcune possibili cause della sconfitta dell'umanità di fronte alla nuova Civlità Mutante di Annexia.

Voce fuoricampo: "Sono le vicissitudini della vita..."


Baglu e Ligeya entrano indisturbati nel Palazzo del Governo.

Voce fuoricampo: "Perche no ?"

I due cominciano a sparare all'impazzata contro i mutanti ed i demoni che li hanno nel frattempo circondati all'interno dell'edificio (dove avranno trovato le armi ad Annexia vietate ?). Incredibilmente riescono ad abbatterli. Ligeya con la solita mossa della judoka abbatte una solida porta in ferro con su scritto: "Ufficio del Grande Vecchio". "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia...". Trovano una giovane e minuta donnina seduta ad un tavolo con un microfono "on air". Si avvicina loro il nanetto di cui sopra: "etneiN è iam emoc arbmes". Ligeya: ".....la stronza dell'altoparlante !" La donnina sorride loro e si schermisce: "Mi dispiace....questo è il prezzo da pagare per avere una Civiltà evoluta. Eliminare la curiosità e la creatività. Garantire la sopravvivenza del Popolo. Assecondare gli istinti del Popolo evitando che esso possa trasgredire regole prestabilite. La Colonizzazione......l'hanno voluta gli umani." BANG !


Dissolvenza.          

BI-BI-BI-BIP...BI-BI-BI-BIP..BI-BI-BI-BIP.. !!!!!!!
Miss Meringa si sveglia di soprassalto. Yvonne detesta le sveglie e lo svegliarsi presto la mattina.
"Edgar sarà già al lavoro...ahhhhunnnn...che sonno !".
Edgar è suo marito. "Che cazzo di sogno ho fatto ! La Colonizzazione....io che mi chiamavo come quella tipa di quel racconto di Poe....Quel Baglu poi...che nome buffo ! Ed il nanetto...brr...che impressione ! E il cronicaio...e quella troietta dalla voce metallica...."
DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! Suonano alla porta.
Yvonne va ad aprire. Una dottoressa in camice bianco le afferra i polsi ed un energumeno vestito da infermiere le tappa la bocca con un panno al cloroformio. "Sono Linda Blow, signorina Meringa, la dottoressa che la ha in cura....ricorda ? Ci spiace l'intrusione in casa sua, ma....lei non può fuggire dall'ospedale così, senza avvertire. Si calmi. La sua sindrome borderline merita di essere curata. Siamo qui per curarla".

Yvonne cade fra le braccia dell'energumento, priva di coscienza. La Dott.ssa Blow le pratica un'iniezione. Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.
Primissimo piano sull'ago della siringa.


Dissolvenza.

Il nanetto danzante vestito di rosso ci viene incontro e con voce gioviale ci informa:  "Niente è mai come sembra".