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lunedì 26 settembre 2022

Cuba approva il matrimoni e le adozioni omosessuali. "L'amore è già legge", esulta il governo. Articolo di Luca Bagatin

Cuba – con il referendum del 25 settembre scorso - approva, con il 66,87%, il nuovo Codice della Famiglia che, fra le altre cose, introduce nella Repubblica socialista, matrimoni e adozioni omosessuali.

Il Presidente della Repubblica e Primo Segretario del Partito Comunista Cubano (PCC), Miguel Díaz-Canel aveva fortemente sostenuto il SI al referendum dichiarando, fra le altre cose: “Oggi è un appuntamento con il futuro e un giorno per cambiare tutto ciò che dovrebbe essere cambiato nel diritto di famiglia a Cuba”.

Il Presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ovvero il Parlamento cubano, tramite il suo Presidente, Esteban Lazo, membro del Comitato Centrale del PCC, aveva peraltro invitato i cittadini a “votare SI per il nuovo Codice della Famiglia, per l'inclusione, l'amore, l'affetto, la pace e la giustizia sociale”.

Lazo aveva peraltro fatto presente, ai media, che il Paese ha sottoposto le Costituzioni del 1976 e del 2019 a un referendum popolare, ma per la prima volta sottopone una legge al giudizio popolare. “Rappresentiamo uno stato di diritto e giustizia sociale e questo Codice lo dimostra. Fin dall'inizio, Fidel ci ha insegnato a contare sulle persone”, aveva dichiarato Lazo.

Soddisfazione per il risultato, oltre che dal governo - che ha diffuso manifesti e hashtag sui social con lo slogan “El amor ya es ley” (“L'amore è già legge”) - anche dalle associazioni per i diritti civili di Cuba, fra cui l'attivista e blogger per i diritti civili Francisco Rodriguez Cruz, il quale, su Facebook, fra le altre cose ha scritto: “Ma l'attivismo per i diritti delle persone LGBTIQ+ non finisce: inizia un'altra fase. Bisogna implementare il Codice, e tutte le altre leggi che derivano dalla Costituzione del 2019. L'educazione integrale della sessualità deve uscire dall'armadio in cui è stata archiviata. La lotta contro l'omofobia e la transfobia continuerà, perché molti pregiudizi e stigmate sono ancora lì, vivi. Abbiamo almeno due milioni di persone che hanno detto No, con cui dobbiamo convivere, lavorare e insegnar loro dal nostro esempio individuale e collettivo il rispetto che chiediamo e meritiamo. Occorre anche superare i nostri stessi stereotipi di genere, le discriminazioni internalizzate, le paure e le colpe.

Come disse Fidel quell'8 gennaio 1959, "non ci illudiamo credendo che d'ora in poi tutto sarà facile; forse d'ora in avanti tutto sarà più difficile". Questo 25 settembre 2022 anche la nostra Rivoluzione LGBTIQ+ ha trionfato, e l'abbiamo fatta come quella di 63 anni fa: con il popolo cubano. A costruire ora il socialismo sessuale del ventunesimo secolo”.

Mentre l'Italia e l'Europa, da tempo, virano verso destra, sembra che gran parte dell'America Latina socialista prosegua, invece, il suo cammino verso l'emancipazione sociale e civile.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 21 luglio 2014

In difesa del matrimonio omosessuale, dell'eutanasia e del suicidio assistito. Ovvero in difesa dell'Amore. Articolo di Luca Bagatin tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

 
Mi lascia davvero perplesso e basito leggere che addirittura c'è chi scrive libri e fonda circoli per proibire cose che già di fatto in questo retrogrado e corrotto Paese sono proibite, ovvero il matrimonio omosessuale, il suicidio assistito e l'eutanasia. E vuole addirittura proibire ogni forma di aborto, costringendo la società, di fatto, al ritorno all'aborto clandestino, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

Personalmente ho sempre pensato che la mentalità proibizionista sia il prodotto della mancanza d'amore, ovvero di profonde ferite psichiche e dell'anima della persona proibizionista. E' in effetti assurdo che una persona possa imporre la sua personale visione della cose ad altre persone, attraverso la promozione di leggi punizioniste/proibizioniste.

Tanto più se a proporlo sono magari persone divorziate e che in passato hanno persino ammesso di essersi innamorati di persone diverse dal proprio partner !

La fedeltà e l'impegno coniugale – indipendentemente dal sesso dei contraenti – riteniamo sia un valore umano molto profondo. E chi non lo rispetta, beh, affar suo, ma sappia che qualche problemino in ambito sentimentale e umano ce l'ha.

Vi sono coppie omosessuali che questo problema non l'hanno mai avuto e sono sentimentalmente stabili da anni. Perché negare loro l'adozione di un figlio che sono in grado di accudire ed amare ?

I politicanti pensano mai al concetto di “amore” allorquando propongono e talvolta impongono le loro leggi al popolo inconsapevole e inerme ?

Verrebbe davvero da chiederselo.

Verrebbe da chiedersi perché due persone non possono liberamente amarsi, convivere e vedere i loro diritti legalmente riconosciuti. Verrebbe da chiedersi perché una persona che soffre non può avvalersi dell'eutanasia o del suicidio medicalmente assistito con tanto di consulenti psicologici di supporto.

Verrebbe da chiedersi, in sostanza, se l'Italia sia un Paese civile e democratico e la nostra risposta è da sempre la medesima: non lo è.

E, se a ciò aggiungiamo il fatto che vi sono attivisti invasati ed ideologizzati (figli di una cattiva interpretazione del messaggio del Cristo, che non conoscono punto, in quanto non in grado di amare il prossimo) che si accaniscono contro aspetti che già nel nostro Paese non sono legali, allora c'è davvero di che preoccuparsi.

Quando fondammo “Amore e Libertà”, oltre un anno fa, pensammo anche a questo. A quanta strada il nostro Paese debba fare prima di potersi dire progredito, civile, umano. Siamo forse diversi sall'Iran o da molti altri Paesi proibizionisti e teocratici ? L'unica strada, l'unica via d'uscita dalla società proibizionista e teocratica è la diffusione di una cultura umanitaria e sentimentale. Legata al diritto di ogni singolo individuo di autogestirsi e di autodeterminarsi secondo le leggi della natura e non già secondo quelle dell'autoritarismo, della religione, dell'economia e del Potere.

La strada è ancora lunga, certamente, ma non smetteremo di batterci in ogni luogo sia possibile farlo.



Luca Bagatin

Presidente e fondatore di “Amore e Libertà”