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| Foto di Stefano Rabuffetti |
Affascinante oltre che
intelligente, dotata di una coscienza politica e sociale non di poco
conto e donna senza peli sulla lingua, che abbiamo voluto
intervistare, per conoscere un po' meglio.
Raccontaci un po' di
te. Delle tue origini e di quando hai iniziato a diventare una
modella. Che cosa ti ha spinto e in che cosa consiste il tuo lavoro.
Allora, i miei
genitori sono entrambi di Bogotà, capitale della Colombia, e si sono
trasferiti a Cremona la città dei violini, in cui sono nata, per gli
studi di mio padre che è liutaio.
Le mie origini sono
sempre state importanti per me. Sin da piccola, alla solita domanda
“ti senti più italiana o più colombiana ?”, ho sempre risposto
fieramente e alzando le spalle come se fosse una cosa così ovvia:
“Tutt'e due !”.
Ero un’adolescente e
una ragazza abbastanza timida e con una bassa autostima, ma quando
avevo 18 anni il mio ragazzo dell’epoca mi mise la pulce
nell’orecchio, suggerendomi di iscrivermi a un sito chiamato
“sickgirl.it”, che ora penso non esista più. Era simile a
suicidegirls, ma all’inizio più soft e più in chiave ironica,
quindi mi decisi e inviai delle foto fatte da un’amica. Mi
accettarono e la botta di autostima ha cambiato effettivamente la
prospettiva con cui mi guardavo !
Da lì ho proseguito
quasi subito come freelancer, proponendo il mio portfolio su appositi
forum di fotografia, lavorando e collaborando con fotografi
professionisti e fotoamatori.
Ad ogni modo è sempre
stata innanzitutto una passione, grazie alla quale ho acquisito
autostima. Oltre al fatto che è anche un lavoro che ho scoperto di
amare. E' un modo per esprimere la mia creatività attraverso il
corpo. Per il resto ho sempre fatto principalmente lavori normali,
come ad esempio la cameriera, aiuto pizzaiolo, commessa. Ho anche
lavorato in un parco avventura per bambini, da un paio di anni come
hostess nelle fiere e al momento lavoro in hotel.
Ah, hai iniziato con
il sito “sickgirl.it” ! Me lo ricordo molto bene e ne scrissi,
oltre dieci anni fa, diversi articoli entusiastici. In effetti in
qualche modo ricordavo di averti notata già allora, ora che ci penso
! Come nasce il tuo nome d'arte, “Tasty Manguito” ?
“Manguito”
significa “piccolo mango” e l’ho scelto perché rimanda alle
mie origini latinoamericane. L'aggettivo “tasty” l’ho aggiunto
alla mia pagina instagram così, perché mi sembrava ci stesse bene !
Molte delle tue foto
artistiche sono nudi integrali, altre sono più ironiche, quasi
grottesche, e altre ancora sono più erotiche. In quali di queste
foto ti senti più rappresentata ? Segui sempre le indicazioni del
fotografo, oppure le pose sono spesso ispirate da te ?
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| Foto di Ale Di Blasio |
Oddio, non riesco a
scegliere !
Allora, il nudo sia
erotico che soft o di puro studio di luci e ombre sul corpo - in cui
non c’è assolutamente niente di erotico o almeno nessun intento in
quel senso - per me rappresenta la libertà di esporre il mio amor
proprio.
Oggi che ho 30 anni
passati mi amo molto di più di quanto mi amassi 10 anni fa, anche
grazie alla fotografia. E l’ironia fa parte di me, fa piacere che
traspaia !
Il risultato, ovvero
le foto, sono sempre frutto del lavoro di entrambi. Ci sono alcuni
set più pianificati, magari rispetto ad altri che si sviluppano sul
momento a seconda del modo di lavorare del fotografo o dalle esigenze
di un particolare progetto. In ogni caso, mentre
si scatta ciascuno dà il suo contributo e c’è sempre uno scambio
di idee e opinioni. Alla fine è
sempre un’improvvisazione !
Qual è la parte del
tuo corpo che ami di più esibire e perché ?
La schiena e il viso,
anche se non sono facili da fotografare, perché la schiena con delle
ombre troppo dure può risultare un po’ mascolina. Mentre il viso
ha dei lineamenti strani e un po’ spigolosi da alcune angolazioni,
ma la particolarità è proprio la caratteristica per cui scelgo
queste due parti.
E interiormente ? Che
cosa vuoi trasmettere all'occhio di chi guarda ?
In generale che
bisogna avere cura di sé stessi in tutti i sensi. Che
bisogna volersi bene nel senso più profondo che si può
immaginare, perché siamo di passaggio e non abbiamo un tempo
infinito per vivere e il nostro corpo, oltre che la nostra mente,
sono le uniche due cose sotto nostro quasi totale controllo. Ci
permettono di esistere. Che poi nelle foto uno magari può anche
vederci solo una tizia nuda...giustamente ah ah !
Come ho scritto
nell'incipit, pur lavorando nel mondo dell'immagine, hai una
coscienza politica e sociale. Sul tuo profilo Facebook hai idee molto
chiare e non temi mai di esprimerle. Ideologicamente, come ti
definiresti ? Quali sono i tuoi riferimenti politico culturali e
quali sono le tue prospettive in questo senso ?
Il mio riferimento è
innanzitutto l’anti-imperialismo. Quindi tutte quelle figure che
hanno osato e osano fronteggiare, anche a costo della propria vita,
le superpotenze neocolonialiste come USA, Israele, di conseguenza
anche l'Unione Europea e tutti i loro sostenitori. Amo molto le
figure di Allende, Sankara, Gheddafi, Chavez, Assad, giusto per fare
i nomi di alcuni miei riferimenti, ma sono molti di più.
Mi capita
quindi di essere considerata troppo estrema per alcuni che si
definiscono di sinistra, anche se penso che forse l’unica
divisione che dovrebbe esistere ormai sia quella fra “oppressi e
oppressori”.
Mi dicono anche di
essere troppo complottista, ma non penso sia così semplice decifrare
con certezza la realtà del presente che stiamo vivendo. Ci sono
alcune cose che obiettivamente fanno pensare.
Per
quanto mi riguarda mi pongo dei dubbi riguardo ciò che accade
intorno a me e nel mondo e cerco di approfondire e informarmi tramite
vie più indipendenti. Non credo ciecamente a tutto ciò che leggo,
ma penso ci sia un fondo di verità e non mi stupirei fossero vere
molte delle atrocità che si presume siano state insabbiate,
manipolate, costruite ad arte e chissà qual è il futuro che ci
aspetta. Non sono molto ottimista.
In questi ultimi anni,
con l'avvento delle nuove mode e del web, abbiamo assistito
all'avvento del fenomeno delle influencer o delle donne
“imprenditrici di sé stesse”. Pensiamo già al fenomeno Paris
Hilton alla metà degli Anni 2000 e oggi il fenomeno delle tante
starlette e influencer più o meno conosciute del web. Da donna e da
modella, peraltro piuttosto dissimile rispetto a questo tipo di
donne, come giudichi questi fenomeni ? Pensi che questi fenomeni, in
qualche modo, abbiano influenzato il nostro modo di vivere e di
concepire il mondo ?
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| Foto di Andrea Mete |
Beh certo che sì,
almeno non il mio modo di concepire il mondo, ma quello della massa
sicuramente sì.
Quando ho iniziato a
usare Instagram come portfolio fotografico per propormi come modella
(era inizio 2017, quindi abbastanza in ritardo a dimostrazione del
mio essere non troppo social), ho iniziato a capire come la qualità
di una modella (o di un fotografo o artista di qualsiasi tipo) venga
ormai valutata in base al numero di followers. Il che è abbastanza
riduttivo, perché innanzitutto i followers si possono comprare e in
secondo luogo perché - per quanto riguarda noi modelle - far
crescere i follows per una ragazza è logicamente facile ! Quindi
capita di vedere profili di modelle professioniste meravigliose,
magari che lavorano anche sulle passerelle con 2/3/4 mila followers e
poi dei profili di ragazzine audaci che postano 800 selfie al giorno
con 50/60/100 mila o più followers.
Quindi, anche se
Instagram mi ha obiettivamente dato molte più possibilità di
lavoro, allo stesso tempo trovo triste il fatto che questa logica
quantitativa più che qualitativa abbia appiattito e omologato le
ragazze, in generale. Infatti si vedono profili di ragazze con gusti,
interessi, stili di vita e anche culture diversissimi, che però alla
fine fanno tutte le stesse identiche cose.
Oltre al tuo lavoro di
modella, ti occupi anche di altro ? Come immagini il tuo futuro,
almeno quello dopo l'attuale emergenza sanitaria ?
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| Foto di Enrico Burani |
Ora come ora lavoro,
anzi, avrei dovuto lavorare in hotel come cameriera alle colazioni,
ma a causa di questa pandemia non sappiamo se apriremo o meno per
quest’anno.
Inoltre, visto che ho
lavorato per circa sei anni in un growshop - uno dei primi aperti in
italia - che è stata l’esperienza di lavoro migliore della mia
vita, in cui ho imparato tantissime cose dal mio amico ed ex-datore
di lavoro, ora collaboro con alcune aziende italiane e straniere del
settore cannabico, come hostess nelle fiere, sponsorizzando vari
brand su Instagram. Ah ah ah, alla fine sono diventata pure io una
mezza influencer della canapa, però non per il numero di followers
ma principalmente per la mia conoscenza dell’argomento a 360 gradi,
grazie all’esperienza lavorativa e alla mia passione a riguardo,
che fa parte di me da più di 15 anni !
Quindi nel mio futuro
vedo un'esistenza normale fatta di lavoro, orto, animali, natura,
viaggi, arte fotografica e piante di canapa !
Luca Bagatin




