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mercoledì 26 maggio 2021

Dieci anni fa ci lasciava Peter Boom, attore, cantante, scrittore e militante omosessuale. Articolo di Luca Bagatin

Dieci anni fa, il 26 maggio 2011, ci lasciava Peter Boom, attore, cantante, scrittore e militante per il movimento dei diritti civili degli omosessuali, oltre che teorico della pansessualità.

Peter Boom fu per me anche un caro amico, al quale diedi spazio sino al giorno prima della sua morte, sul mio primo blog controculturale.

Nato in Olanda, a Bloemendaal, nel 1936, giunse in Italia nel 1956 per studiare canto e recitazione e da allora non lasciò mai il nostro Paese, vivendo, negli ultimi anni, a Bagnaia, in provincia di Viterbo.

Lavorò con Nino Manfredi, Alberto Sordi, Massimo Troisi, Roberto Benigni e moltissimi altri grandi attori del cinema italiano.

Negli ultimi anni, quando lo incontrai l'ultima volta a Roma, stava recitando in “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nella parte del Cardinale O'Neal.

Fervente anticlericale, massone e repubblicano, oltre che promotore della libertà sessuale, Peter Boom fu peraltro figura di spicco del mondo omosessuale italiano nel FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano!), primo movimento omosessuale italiano, fondato da Angelo Pezzana. Fu anche il primo cantante, negli Anni '70, a realizzare un disco a tematica omosessuale, con le canzoni “Lui ama lui” e “Fuori!”.

Fra i suoi romanzi, “Il Nuovo Messia” e il giallo “Vendetta al curaro”.

Poco prima di morire – ma uscito l'anno successivo alla sua morte – recitò nel film storico “Appartamento ad Atene”, di Ruggero Dipaola, al fianco di Laura Morante.

Con Peter se n'è andato per me – dieci anni fa - un caro amico, che sentivo al telefono quasi tutti i gironi.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 8 settembre 2016

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attore e militante per i diritti civili Peter Boom (del 2 novembre 2009)

L'amico Peter Boom, che è fra le figure ispiratrici del nostro pensatoio "Amore e Libertà", manca e ci manca da qualche anno. Da quando volò via il 26 maggio 2011.
E' nel ricordarlo che ripubblichiamo questa intervista che Luca Bagatin - presidente e fondatore di "Amore e Libertà" - gli fece il 2 novembre del 2009 e che fu pubblicata anche dallo storico quotidiano nazionale "La Voce Repubblicana".

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attore e militante per i diritti civili Peter Boom
(del 2 novembre 2009)


Peter Boom è un caro amico al quale più di un anno fa ho proposto di tenere sul mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it la rubrica sulla sua Teoria della Pansessualità nella quale parlare - senza peli sulla lingua e pruderie di sorta - di sessualità, omosessualità e diritti civili.
Peter è nato nel 1936 a Bloemendaal, in Olanda, e vive in Italia dal 1956 ove studiò lirica ed iniziò la carriera di attore, recitando peraltro in numerosi film a cavallo fra gli anni '60 e gli anni '90, accanto a personalità quali Nino Manfredi - di cui fu molto amico - Ugo Tognazzi, Roberto Benigni, Massimo Troisi ed altri.
Nella sua vita si occupò, peraltro, di ricerche di mercato e lavorò anche come investigatore privato.
Gay dichiarato e militante dei diritti civili degli omosessuali, Peter fu fra gli attivisti del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !) federato al Partito Radicale e fondato da Angelo Pezzana sul finire degli anni '60 ed anche oggi si occupa di tematiche inerenti alla Liberazione sessuale, omosessuale e transgender, curando – fra l'altro – il sito web www.pansexuality.it
Ha scritto sino ad oggi due romanzi: il giallo "Vendetta al curaro" e "2020 Il Nuovo Messia", romanzo ricco di simbologia freudiana.
Lo ringrazio dunque di avermi concesso questa amichevole intervista.



Luca Bagatin: Che cosa ti ha portato a trasferirti, dalla libera Olanda, alla casta Italia degli anni '50 ?

Peter Boom: Milano, La Scala, la Lirica, studiavo canto e l'Italia era il non plus ultra alla fine del 1956 in pieno “boom” economico, ma … non tanto casto e prima che li chiudessero sono stato ancora tre o quattro volte nei casini. Circa tre anni dopo ho scoperto di preferire la compagnia di giovani uomini. Ecco là, oltre all'autoerotismo le mie prime esperienze pansessuali.


Luca Bagatin: Ricercatore di mercato, detective, cantante.....ma quante ne hai fatte prima di approdare al cinema ?


Peter Boom: Ehi! Ma il cinema non è mica il bengodi ! Ci sono frequenti periodi di crisi ed anche tutte le volte che non pagavano. Allora vendevo bigiotteria orientale che compravo a Roma dagli ebrei persiani scappati dall'Iran; vendevo enciclopedie; facevo piccoli trasporti; segretariato d'albergo e così via. Poi cantavo, doppiavo nei film, facevo l'interprete e anche qualche traduzione. Non stavo mai fermo.


Luca Bagatin: Qual è il film nel cui ruolo ti sei riconosciuto maggiormente ?

Peter Boom: Nessuno


Luca Bagatin: Mi raccontasti di essere stato molto amico di Nino Manfredi, che peraltro negli ultimi anni della sua vita interpretò il ruolo di un anziano omosessuale ("Un difetto di famiglia", film per la Rai del 2002 con - fra gli altri - Lino Banfi). Puoi raccontarci qualche cosa di lui ?


Peter Boom: Nino era un Ariete come me e forse per questo ci capivamo meglio. Era molto amico degli omosessuali e nonostante facesse benissimo l'effeminato, amava solo le donne e possibilmente quelle giovani. Mi raccontava che era stato la prima volta con una sua zia. A quindici anni soffriva di una grave forma di tisi e da dietro la porta, origliando, aveva sentito dire il dottore a sua madre che non avrebbe resistito più molto e che sarebbe morto da lì a poco. Invece no ! Il suo spirito ha reagito e dopo ne ha fatta di strada.

Luca Bagatin: Veniamo dunque al Peter Boom militante per i diritti civili......che ci racconti in merito ?

Peter Boom: Che ? Devo scrivere un libro ? Sono un ribelle di natura e non ho mai avuto pregiudizi. Oramai sono schiavo della lotta per i gay, per la pansessualità, per le donne, per la gente di colore, etcetera, etcetera e si può evincere benissimo dal breve pensiero poetico “La Dottrina del Disprezzo” (pubblicato spesso anche su www.lucabagatin.ilcannocchiale.it). Nel 1971 incontrai Angelo Pezzana a Torino ed aderii al F.U.O.R.I.. L'anno dopo partecipai alla prima manifestazione gay in Italia a San Remo ed ebbi la pazza idea di produrre e cantare il primo disco di lotta gay in Italia, che poi mi costò la bene avviata carriera di cantante di musiche da film.

Luca Bagatin: Militasti anche nel Partito Repubblicano Italiano, che era ritenuto - dai più - un partito un po' troppo "moralista".
Come mai approdasti al PRI ?

Peter Boom: Approdai al Partito Repubblicano dopo Ugo La Malfa. A Viterbo ho conosciuto Giorgio La Malfa e la combattiva Luciana Sbarbati. Non mi pare che il partito fosse ingiustamente moralista. Mi piaceva perché regnava un'atmosfera di LIBERO PENSIERO. Oggi, almeno mi pare, non esista più nessuna morale in politica. In Italia mancano figure come Obama, come Zapatero e pochi altri. Ora esiste solo una Grande Madre Chiesa che comanda insieme con le diverse mafie. E' pietoso vedere un Paese con sistemi fiscali e giudiziari così confusi, voluti politicamente, ed una famosa banca dentro Roma che tranquillamente ed impunemente ricicla le grosse tangenti ed i capitali della delinquenza. Una situazione dalla quale non sarà facile uscire e che costituisce un pericolo per tutta l'Europa e probabilmente per tutto il mondo.

Luca Bagatin: Con gli anni iniziasti ad elaborare la Teoria della Pansessualità. Com'è possibile che un attore, per quanto poliedrico, inizi - dal nulla - ad occuparsi di argomenti scientifici e psicologici ?

Peter Boom: Embé, no, già da bambino mi interessavo di psicologìa, leggevo molti buoni libri: Freud, Jung, Cronin, Nevil Shute e molti altri. Frequentavo scuole Montessori, grandi esempi di libertà di pensiero e di espressione. Nel periodo del liceo classico vedevamo gli spettacoli di tutti i migliori teatri di prosa venuti da Parigi, Vienna e Londra, inoltre sono cresciuto con la musica classica e con la lirica, che era una passione di tutta la mia famiglia. Ho goduto di una buona formazione culturale, cosa che apprezzo sempre più.

 
Luca Bagatin: Puoi spiegarci, in poche parole, la tua Teoria della Pansessualità ?

Peter Boom: Più precisa è la mia Filosofia della Pansessualità. In una mezza paginetta ho voluto spiegare il mio pensiero sulle possibilità sessuali che portiamo dentro di noi. Finché c'è vita, nel campo sessuale possiamo fare scoperte ed esperienze strabilianti ed innumerevoli, che magari prima non avremmo nemmeno accettato. Prendo sempre come esempio un nonno 86enne, cattolicissimo, che si innamora perdutamente dell'amico ventenne del nipote. e.... naturalmente non c'è niente di male e … può succedere anche l'opposto, cioè il ragazzo che si innamora del vegliardo.

 
Luca Bagatin: Anche oggi il tuo impegno sul fronte politico-militante è attivo.....raccontaci.

Peter Boom: Sì, il mio attivismo non viene mai meno, anzi, ora che sopravvivo con una pensione troppo piccola (meno male che possiedo una casa e un computer), solo e libero ho molto più tempo di prima per pensare e scrivere. Sono in contatto con importanti sessuologi e sto comunicando la Teoria e la Filosofia della Pansessualità a tutto il mondo, prima con la mia partecipazione a due conferenze internazionali organizzate dalla European Federation of Sexology, e poi naturalmente attraverso internet. Sto penetrando con le mie idee anche in alcuni paesi a maggioranza musulmana, dove esiste una forte repressione della donna ed una innaturale resistenza ad ogni sessualità diversa. 

Ringrazio davvero l'amico Peter per l'intervista che mi ha concesso, impegntissimo com'è nel suo lavoro militante. Come lo ringrazio per ogni volta che interviene dottamente ed umanamente sul mio blog – non solo nell'ambito della sua rubrica – con interessantissimi commenti e per tutte le volte che, spesso telefonicamente, mi propone nuovi spunti di riflessione. Spunti che è sempre mia cura rilanciare in articoli e/o interventi ad hoc nel solco, appunto, della laicità e del Libero Pensiero.

Luca Bagatin

martedì 28 giugno 2016

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Mr. Tisanoreica: Gianluca Mech

Gianluca Mech non è il classico imprenditore. E' un personaggio al contempo comune ed eclettico. Creativo, elegante, curioso. Del resto, chi ha guardato l'ultima edizione dell'“Isola dei Famosi”, avrà notato la sua spiccata vocazione all'ascolto. Ma anche il suo coraggio nel calarsi un una situazione ed in un ruolo che, con la sua attività professionale e personale, c'entrano davvero poco.
Gianluca Mech è Mr. Tisanoreica, titolare dell'omonima azienda conosciuta e diffusa in tutto il mondo, seguita da molti personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica (fra cui il Lider Maximo Fidel Castro e da suo figlio Alex !), divulgatore scientifico, scrittore, personaggio televisivo ed anche attore nel ruolo di sé stesso nell'ultima edizione de “Il bello delle donne” che andrà in onda il prossimo autunno sul piccolo schermo.
Ho avuto dunque la possibilità di intervistarlo, amichevolmente, ringraziandolo anche per aver fatto da “testimonial” del mio secondo saggio “Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizioni).
Gianluca Mech e Luca Bagatin

Luca Bagatin: La famiglia Mech è erede di una tradizione erboristica plurisecolare. Come nasce e si tramanda questa tradizione ? Puoi parlarcene, brevemente ?
Gianluca Mech: Diciamo che originariamente la formula galenica che utilizziamo, chiamata “Decottopia”, fu un segreto tramandato e di proprietà di una ristretta comunità protestante piemontese originaria della Svizzera. Tale segreto fu poi tramandato alla famiglia Bonardo, che, nei primi anni del '900, prenderà il nome di Balestra e successivamente Mech.
Fu il mio bisnonno, Balestra, appunto, che, nel 1911, vendeva nei mercati come ambulante, il cosiddetto “Fernet Balestra” che conteneva la forumula galenica chiamata “Decottopia”, in quanto composta da dieci piante officinali. Il “Fernet Balestra” era in sostanza un liquore senza alcol e senza zucchero, utilizzato per la depurazione, oppure per la tosse, la gastrite e, negli Anni '50, fu sviluppata una particolare linea di prodotto dimagrante.

Luca Bagatin: Tu hai ulteriormente sviluppato la “Decottopia”. In un'epoca ipertecnlogica come la nostra fa sensazione, per così dire, che un'azienda fondi il suo successo proprio su una formula che ci fa tornare alla natura, ovvero riscoprire le nostre radici. Puoi parlarcene, brevemente ?
Gianluca Mech: Iniziamo con il dire che anticamente era praticata la medicina tradizionale, la quale era in sostanza una sorta di medicina preventiva e che andava a curare le cause della malattia, senza preoccuparsi dei sintomi della stessa. Successivamente, nell'800, venne scoperta l'allopatia, ovvero la medicina in grado di curare i sintomi della malattia. La “Decottopia”, in sostanza, si basa proprio su questo, ovvero sui principi attivi delle piante in grado di curare i sintomi.
Fu quando mio padre morì di ictus in quanto obeso, che ebbi l'idea di utilizzare la “Decottopia” per controllare la chetosi, ovvero facendo in modo di eliminare i carboidrati attraverso prodotti derivanti dalle piante.
Riuscii ad ottenere un piccolo finanziamento dalla Camera di Commercio di Vicenza e decisi di intraprendere un'attività di ricerca per studiare la chetosi presso l'Università degli Studi di Padova e ciò con non pochi ostacoli, visto che l'Italia è la patria della dieta mediterranea, eccellente sistema di alimentazione, ma che fonda le sue radici nell'uso di carboidrati.
Oggi, ad ogni modo, abbiamo un nostro Istituto di Ricerca sulla chetosi proprio presso l'Università degli Studi di Padova.

Luca Bagatin: Sei conosciuto da molti anni ormai quasi più come personaggio televisivo che come erborista, imprenditore e divulgatore scientifico. Come mai questa scelta ? C'è in te un po' di vanità, per così dire ? Oppure è un modo per vincere una certa timidezza ?
Gianluca Mech: Ti dirò che in realtà mi ispiro a Giovanni Rana, che è un imprenditore che “ci mette la faccia” nel presentare i suoi prodotti e nel presentarsi al pubblico. Pensa che, dopo l'“Isola dei Famosi” l'ho anche conosciuto, a Verona, e mi ha confessato di ricordarsi di mio nonno che vendeva il “Fernet Balestra” al mecato ! Mi ha fatto molto piacere !

Gianluca Mech e Luca Bagatin
Luca Bagatin: Cosa ti ha spinto a partecipare all'ultima edizione dell'”Isola dei Famosi” e a recarti in Honduras ?
Gianluca Mech: Sull'Isola ho potuto finalmente essere me stesso. Non rappresentare più la mia azienda, ma essere semplicemente Gianluca Mech. E' stata una prova di verità, per farmi conoscere ai clienti per come sono.

Luca Bagatin: Il tuo eclettismo ti ha portato finanche a calarti nel ruolo di attore, tanto che in questo periodo sei impegnato nelle riprese dell'ultima edizione della fiction “Il bello delle donne”, nel ruolo di te stesso. Come mai, ancora una volta, una scelta così, per molti versi, lontana dal tuo vissuto professionale ?
Gianluca Mech: Sì, ho accettato anche questa sfida. Reciterò nel ruolo di me stesso, esperto in nutrizione e stili di vita, al fianco di Manuela Arcuri, fornendo peraltro ai telespettatori diversi consigli generali sul benessere e l'erboristeria.
Amo, per così dire, “educare divertendo”, ovvero rassicurare i miei clienti sulla bontà delle soluzioni di salute che propongo, presentandomi né più nè meno per come sono e fornendo consigli utili a tutti.

Luca Bagatin: Da molti anni hai dichiarato pubblicamente la tua omosessualità. Hai mai pensato di usare la tua popolarità in favore dei diritti civili degli omosessuali ? Pensi che sia ancora molto difficile, oggi, in Italia, dichiararsi omosessuale ?
Gianluca Mech: Diciamo che per anni mi sono sentito marginalizzato e represso. Ho iniziato a lavorare a 18 anni, ma ho preso coscienza di me solo a 40 anni. Essere dichiaratamente omosessuali a Montebello Vicentino, quando ero ragazzino, non era certo cosa facile e sono stato spesso discriminato ed emarginato. Per molto tempo questa cosa mi ha pesato molto, incidendo anche sulla mia autostima. Era come vivere in un ambiente tossico pensando però che fosse “normale e naturale”. Se vivi in una società omofobica finisci per pensare che ciò sia normale e che lo sbagliato sia tu !
Solo con il Gay Pride del 2000 posso dire di aver preso coscienza di me e non mi sono più nascosto. Arrivato in una grande città come Roma, poi, ho avuto la possibilità di liberarmi di tutti gli assurdi condizionamenti omofobici.
Finalmente questo Papa, che peraltro rispetta gli omosessuali, richiamandosi al Vangelo di San Paolo ha dichiarato: “Chi siamo noi per giudicare ?”. Io ho perso anche due dipendenti a causa dell'omofobia fra l'altro e sono felice che oggi i tempi siano molto cambiati e migliorati in merito al punto che molti omosessuali, quando escono, non vanno più esclusivamente nei locali gay, ma frequentano anche eterosessuali.
Gianluca Mech e Luca Bagatin
Non sono un attivista in senso stretto,ma cerco di dare un contributo alla causa. Come quando me la presi – andando sotto il palco di un'assemblea di Confindustria - con il Sindaco di Venezia Brugnaro, il quale sproloquiava di fantomatiche teorie gender e di utero in affitto, anziché parlare di economia e problematiche serie d'interesse per le imprese !

Luca Bagatin: E lui che rispose ?
Gianluca Mech: La sua fu la classica risposta evasiva da politico, ma da allora perlomeno smise di parlare di certe assurdità.

Luca Bagatin: Come si definirebbe Gianluca Mech ?
Gianluca Mech: Sono una persona curiosa del mondo, per certi versi un creativo. Mercedesz Henger, sull'Isola, mi ha addirittura paragonato a suo padre Riccardo Schicchi per la mia creatività, pensa. E soprattutto amo molto “contaminare”,“accostare” cose anche lontane fra loro, accollandomi ogni rischio (sorride).

Luca Bagatin

venerdì 26 febbraio 2016

Unioni civili zoppe, sdoganamento dell'infedeltà di coppia e dichiarazioni massonofobiche di Imma Battaglia. Articolo di Luca Bagatin

Come era prevedibile in un Paese arretrato e bigotto come il nostro, ove ancora vige l'incultura, il maschilismo, il clericalismo e l'ipocrisia di buona parte della classe dirigente, una legge perfetta in favore dei diritti delle coppie di fatto e degli omosessuali (oltre che dei single !) non è uscita.
E' uscito il solito compromesso all'amatriciana che crea coppie di serie A e coppie di serie B. Del resto, quando nella maggioranza di governo ci sono esponenti che ritengono che l'amore valga solo per una parte dell'umanità e non per l'altra, ovvero che il matrimonio sia solo una cosa che vada bene per alcuni e non per altri, era matematico che le cose andassero in questo modo.
E quindi nessun diritto all'eredità e alla reversibilità per le coppie di fatto etero e omosessuali, nessuna adozione per le coppie omosessuali – ritenute quindi incapaci di crescere con amore un figlio (sic !) - inoltre si prevede che le coppie omosessuali possano anche non essere fedeli !
E qui andrebbe aperta una lunghissima parentesi che peraltro vede anche la stragrande maggioranza delle coppie eterosessuali per nulla fedeli (sic !). Un problema che andrebbe seriamente affrontato in sede sociologica, oltre che politica, perché questa è la vera causa della disgregazione dell'istituto della famiglia e delle sofferenze di milioni di bambini.
Ed è una piaga sociale, drammaticamente trascurata.
Chi scrive ritiene che una famiglia sia una istituzione completamente slegata dal sesso dei suoi componenti. L'amore non ha nulla a che vedere con il sesso, per cui una famiglia, giocoforza, può benissimo essere composta anche da una coppia del medesimo sesso (oltre che da un genitore solo ed un solo figlio, oppure da una persona e un animale domestico, sia chiaro !).
La fedeltà, in una coppia stabile e con figli è e deve essere d'obbligo. Mettere in piedi una famiglia composta da genitori (eterosessuali o omosessuali, poco importa) e figli o è vista come una missione, oppure è solo una pagliacciata che, in caso di tradimento, rischia sempre di ledere una delle due parti, oltre che naturalmente i figli.
Questo aspetto, da me molto spesso ribadito in numerosi articoli e dichirazioni, è completamente estraneo alla classe politica che, legiferando senza tenere presente i sentimenti delle persone, finisce per offendere le stesse e non approfondisce le vere problematiche delle famiglie che, in quest'epoca modernista e liberal-capitalista, finiscono sempre più per disgregarsi e creare voragini sentimentali e affettive, spesso incolmabili.
Come giustamente rileva il filosofo francese Jean-Claude Michéa nel suo “Il vicolo cieco dell'economia” (Elèuthera editrice), la società capitalista e modernista obbliga l’individuo ad adattarsi continuamente alle regole dell’economia e del mercato ed in questo senso non può permettersi di invecchiare e di ammalarsi e la sua illusoria eterna giovinezza deve a tutti i costi rappresentare un must di successo, esempio massimo dell’edonismo progressista e della massima fede nel futuro. In tutto ciò l’individuo non è dunque in grado di impegnarsi in relazioni stabili e profonde – in particolare nella sfera sentimentale – stabilendo così con gli altri suoi simili solo relazioni fuggevoli.
E questo aspetto è sotto gli occhi di tutti, senza che la politica dica nulla o ponga un freno a questo (contro)sviluppo insostenibile, con tutte le sue ripercussioni.
Anzi, nel caso di spiecie si stabilisce addirittura che una coppia gay possa anche non essere fedele ! Non solo la si mortifica, ma si sdogana un comportamento socialmente e sentimentalmente riprovevole e che invece andrebbe severamente sanzionato, tanto nelle coppie gay (che andrebbero rispettate e quindi equiparate a quelle etero) che in quelle eterosessuali.
La fedeltà della coppia, dunque, o è alla base di una famiglia – specie se con figli – oppure la coppia del caso non è una vera coppia ed è destinata a creare solo sofferenze all'interno della stessa ed ai figli che avrà o le saranno affidati.
Quindi, cari clericali in difesa della “famiglia” e cari “liberal-capitalisti progressisti”: pensate bene a questi aspetti prima di legiferare !
Vorrei poi aggiungere una cosa che, sempre a proposito di unioni civili all'italiana, mi ha davvero sconcertato, ovvero le dichiarazioni massonofobiche e dal sapore fascisteggiante di Imma Battaglia, attivista del movimento LGBT ed esponente di un partito che si chiama SEL, la quale ha scritto nei social: “L'unica cosa vera e contro natura è l'alleanza renzi - alfano siamo ostaggi di un partito che non raggiunge 1% di voti e della massoneria”.
Mi chiedo che cosa c'entri la Massoneria, istituzione di elevazione morale, spirituale ed intellettuale, con tale questione. Da rilevare peraltro le dichiarazioni dei Gran Maestri delle maggiori Obbedienze massoniche italiane da sempre favorevoli alle unioni civili etero ed omosessuali e la storia stessa della Massoneria italiana e di ispirazione latina, da sempre portatrice di laicità e libertà (scuola laica e gratuita, sostegno alle leggi sul divorzio e l'aborto sia in Italia che in Francia, sostegno ai movimenti di liberazione nazionale e sociale nei Paesi Latinoamericani con esponenti di spicco quali il massone Salvador Allende ed Ernesto Che Guevara e potrei continuare all'infinito, ma rimando ulteriori approfondimenti al saggio che scrissi alcuni anni fa “Universo Massonico” (Bastogi editrice)).
La sig.ra Battaglia, dunque, dovrebbe informarsi meglio ed evitare di diffondere quella massonofobia che, al pari dell'omofobia, andrebbe combattuta perché di matrice razzista e richiama alla memoria quei lager nazisti nei quali i massoni finirono, per quanto la Storia ne parli troppo poro e troppo frettolosamente (accomunandoli ai prigionieri politici).
La data di oggi per la laicità e per la libertà del nostro Paese non è affatto storica: solita sbobba propinata ai cittadini e calata dall'alto in fretta e furia e solo perché l'Unione Europea ce lo impone e dichiarazioni massonofobiche di contorno.
Che triste Paese il nostro !

Luca Bagatin

lunedì 22 giugno 2015

"Amore e Libertà" per la famiglia tradizionale: quelle fondata sull'amore fra due persone. Che siano eterosessuali o omosessuali non ci interessa.

Anche Amore e Libertà è sostenitore della famiglia tradizionale.
Per noi una famiglia è composta da due persone che si amano, più eventuali figli: biologici o adottati ed eventuali animali domestici.
Non essendo sessuofobi o affetti da morbosità di varia natura, non ci interessa affatto il sesso dei suoi componenti ed il loro orientamento sessuale.
Ciò che conta è l'amore. Spesso questo sconosciuto.

Amore e Libertà, dalla sua fondazione, ha aperto un dibattito in merito, per lottare affinché le famiglie etero ed omosessuali non si disgreghino.
Tutto il resto sono EMERITE STRONZATE IDEOLOGICHE !!!

venerdì 25 luglio 2014

Perché nessuna persona omosessuale decida di togliersi più la vita a causa della stupidità e la violenza altrui. Articolo di Luca Bagatin tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

E' necessario rispettare i morti. Ed onorarne la memoria.
E' necessario piangere e commuoversi, di fronte ad un morto di morte violenta come un suicida.
Ho da sempre profondo rispetto per i suicidi, nonché profonda compassione, nel senso etimologico del termine.
E' il caso dell'ennesimo ragazzo omosessuale. Ora, io non so che cosa significhi essere omosessuale ma so che cosa significhi essere criticato per il tuo modo di essere, di intendere le cose, di amare.
Un omosessuale è una persona che ama. Lo compresi – fortunatamente – sin da bambino. Perché, evidentemente, sin da bambino non ero uno stupido.
Nella vita ho ed ho avuto diversi amici omosessuali. Con uno di questi ho intrapreso anche diverse battaglie politico-culturali assieme per anni, attraverso inchieste ed articoli. Si chiamava Peter Boom e conto l'omofobia ha lottato per oltre cinquant'anni. Peter era un vero leader del movimento di liberazione sessuale ed omosessuale sin dagli Anni '60.
Quando sento di un ragazzo che si suicida “in quanto omosessuale” perché non accettato “dalla società” in cui vive, non posso che provarne un senso di sconforto, di scoramento, di vertigine.
E' questa la razza umana ? E' davvero così cattiva e criminale la razza umana ? E' così violenta da poter spingere un ragazzo al suicidio ? Spesso la rispostà è: sì. Non è forse questa la vera origine della crisi nella quale stiamo vivendo, che è prima di tutto una crisi di umanità ?
Sono cose che mi chiedo da anni. Poi riprendo a fare battaglie, a non smettere di lottare contro la stupidità e l'ipocrisia umana. Contro i rompipalle che non hanno altro da fare se non giudicare l'orientamento sessuale altrui, il pensiero, il comportamento, le opinioni, la famiglia. Sei di buona famiglia ? Allora vai bene. Non lo sei ? Allora sei guasto.
Mi dicono che, solo qualche giorno fa, in un paesino della provincia di Potenza un ragazzo gay si è suicidato gettendosi dalla finestra. Me l'ha detto uno dei suoi più cari amici. Mi ha detto che G. V. subiva le angherie di molti, di troppi (persino di un autista di autobus che lo avrebbe invitato a scendere, in quanto gay) e che la sua fragilità interiore lo ha portato a...
Nonostante la sua solarità e la sua voglia di vivere.
Scopro che i media non ne hanno parlato, che è bene mantenere tutto sotto riserbo. Mi scende una lacrima. Penso che la stupidità, la grettezza mentale e l'omofobia siano un crimine contro l'umanità. Penso che, se esiste un'umanità così, allora significa che è un'umanità criminale, pericolosa socialmente.
Penso che, se fra i valori umani esiste l'amore per il prossimo, queste cose non dovrebbero mai più accadere. Evidentemente questo valore non esiste, oppure è scaduto, oppure non frega a nessuno. Evidentemente siamo condannati.
Oppure no ?
Qualcuno mai vuole imparare ad alzare la testa ? Qualcuno là fuori, dico. Nei paesini più sperduti dello Stivale e dell'Europa. Nelle aule di tribunale, nei Parlamenti ed all'interno dei Governi che – evidentemente – se ne fregano ?
Ci siete razza di cacasotto che se in Italia arrivasse la dittatura lecchereste il culo del nuovo Leader Maximo come avete sempre fatto ???
Vogliamo fare qualche cosa contro la stupidità e la violenza che ci attanaglia tutti quanti ???
Oppure vogliamo morire. Morire di inedia. Morire perché privi e privati della consapevolezza di amare, di pensare e di combattere ?
Ogni qual volta muore una persona in quanto vittima di soprusi e angherie, in realtà, muore un po' anche la nostra coscienza. Non cerchiamo più alibi o scusanti. Ricordiamocelo !

Luca Bagatin