L'amico Peter Boom, che è fra le figure ispiratrici del nostro pensatoio "Amore e Libertà", manca e ci manca da qualche anno. Da quando volò via il 26 maggio 2011.
E' nel ricordarlo che ripubblichiamo questa intervista che Luca Bagatin - presidente e fondatore di "Amore e Libertà" - gli fece il 2 novembre del 2009 e che fu pubblicata anche dallo storico quotidiano nazionale "La Voce Repubblicana".
Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attore e militante per i diritti civili Peter Boom
(del 2 novembre 2009)

Peter Boom è un caro amico al quale
più di un anno fa ho proposto di tenere sul mio blog
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
la rubrica sulla sua Teoria della Pansessualità nella quale parlare
- senza peli sulla lingua e pruderie di sorta - di sessualità,
omosessualità e diritti civili.
Peter è nato nel 1936 a
Bloemendaal, in Olanda, e vive in Italia dal 1956 ove studiò lirica
ed iniziò la carriera di attore, recitando peraltro in numerosi film
a cavallo fra gli anni '60 e gli anni '90, accanto a personalità
quali Nino Manfredi - di cui fu molto amico - Ugo Tognazzi, Roberto
Benigni, Massimo Troisi ed altri.
Nella sua vita si occupò,
peraltro, di ricerche di mercato e lavorò anche come investigatore
privato.
Gay dichiarato e militante dei diritti civili degli
omosessuali, Peter fu fra gli attivisti del Fronte Unitario
Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !) federato al
Partito Radicale e fondato da Angelo Pezzana sul finire degli anni
'60 ed anche oggi si occupa di tematiche inerenti alla Liberazione
sessuale, omosessuale e transgender, curando – fra l'altro – il
sito web www.pansexuality.it
Ha scritto sino ad oggi due romanzi: il giallo "Vendetta al
curaro" e "2020 Il Nuovo Messia", romanzo ricco di
simbologia freudiana.
Lo ringrazio dunque di avermi concesso
questa amichevole intervista.
Luca Bagatin: Che cosa ti ha portato a
trasferirti, dalla libera Olanda, alla casta Italia degli anni '50
?
Peter Boom: Milano, La Scala, la
Lirica, studiavo canto e l'Italia era il non plus ultra alla fine del
1956 in pieno “boom” economico, ma … non tanto casto e prima
che li chiudessero sono stato ancora tre o quattro volte nei casini.
Circa tre anni dopo ho scoperto di preferire la compagnia di giovani
uomini. Ecco là, oltre all'autoerotismo le mie prime esperienze
pansessuali.
Luca Bagatin: Ricercatore di
mercato, detective, cantante.....ma quante ne hai fatte prima di
approdare al cinema ?
Peter Boom: Ehi!
Ma il cinema non è mica il bengodi ! Ci sono frequenti periodi di
crisi ed anche tutte le volte che non pagavano. Allora vendevo
bigiotteria orientale che compravo a Roma dagli ebrei persiani
scappati dall'Iran; vendevo enciclopedie; facevo piccoli trasporti;
segretariato d'albergo e così via. Poi cantavo, doppiavo nei film,
facevo l'interprete e anche qualche traduzione. Non stavo mai fermo.
Luca Bagatin: Qual è il
film nel cui ruolo ti sei riconosciuto maggiormente ?
Peter
Boom: Nessuno
Luca Bagatin: Mi raccontasti
di essere stato molto amico di Nino Manfredi, che peraltro negli
ultimi anni della sua vita interpretò il ruolo di un anziano
omosessuale ("Un difetto di famiglia", film per la Rai del
2002 con - fra gli altri - Lino Banfi). Puoi raccontarci qualche cosa
di lui ?
Peter Boom: Nino era un
Ariete come me e forse per questo ci capivamo meglio. Era molto amico
degli omosessuali e nonostante facesse benissimo l'effeminato, amava
solo le donne e possibilmente quelle giovani. Mi raccontava che era
stato la prima volta con una sua zia. A quindici anni soffriva di una
grave forma di tisi e da dietro la porta, origliando, aveva sentito
dire il dottore a sua madre che non avrebbe resistito più molto e
che sarebbe morto da lì a poco. Invece no ! Il suo spirito ha reagito
e dopo ne ha fatta di strada.
Luca Bagatin: Veniamo dunque
al Peter Boom militante per i diritti civili......che ci racconti in
merito ?
Peter Boom: Che ? Devo
scrivere un libro ? Sono un ribelle di natura e non ho mai avuto
pregiudizi. Oramai sono schiavo della lotta per i gay, per la
pansessualità, per le donne, per la gente di colore, etcetera,
etcetera e si può evincere benissimo dal breve pensiero poetico “La
Dottrina del Disprezzo” (pubblicato
spesso anche su www.lucabagatin.ilcannocchiale.it).
Nel 1971 incontrai Angelo Pezzana a Torino ed aderii al
F.U.O.R.I.. L'anno dopo partecipai alla prima manifestazione gay in
Italia a San Remo ed ebbi la pazza idea di produrre e cantare il
primo disco di lotta gay in Italia, che poi mi costò la bene avviata
carriera di cantante di musiche da film.
Luca Bagatin: Militasti anche
nel Partito Repubblicano Italiano, che era ritenuto - dai più - un
partito un po' troppo "moralista".
Come mai approdasti
al PRI ?
Peter Boom: Approdai al
Partito Repubblicano dopo Ugo La Malfa. A Viterbo ho conosciuto
Giorgio La Malfa e la combattiva Luciana Sbarbati. Non mi pare che il
partito fosse ingiustamente moralista. Mi piaceva perché regnava
un'atmosfera di LIBERO PENSIERO. Oggi, almeno mi pare, non esista più
nessuna morale in politica. In Italia mancano figure come Obama, come
Zapatero e pochi altri. Ora esiste solo una Grande Madre Chiesa che
comanda insieme con le diverse mafie. E' pietoso vedere un Paese con
sistemi fiscali e giudiziari così confusi, voluti politicamente, ed
una famosa banca dentro Roma che tranquillamente ed impunemente
ricicla le grosse tangenti ed i capitali della delinquenza. Una
situazione dalla quale non sarà facile uscire e che costituisce un
pericolo per tutta l'Europa e probabilmente per tutto il mondo.
Luca Bagatin: Con gli anni
iniziasti ad elaborare la Teoria della Pansessualità. Com'è
possibile che un attore, per quanto poliedrico, inizi - dal nulla -
ad occuparsi di argomenti scientifici e psicologici ?
Peter
Boom: Embé, no, già da bambino mi interessavo di
psicologìa, leggevo molti buoni libri: Freud, Jung, Cronin, Nevil
Shute e molti altri. Frequentavo scuole Montessori, grandi esempi di
libertà di pensiero e di espressione. Nel periodo del liceo classico
vedevamo gli spettacoli di tutti i migliori teatri di prosa venuti da
Parigi, Vienna e Londra, inoltre sono cresciuto con la musica
classica e con la lirica, che era una passione di tutta la mia
famiglia. Ho goduto di una buona formazione culturale, cosa che
apprezzo sempre più.
Luca Bagatin: Puoi
spiegarci, in poche parole, la tua Teoria della Pansessualità
?
Peter Boom: Più precisa è la mia
Filosofia della Pansessualità. In una mezza paginetta ho voluto
spiegare il mio pensiero sulle possibilità sessuali che portiamo
dentro di noi. Finché c'è vita, nel campo sessuale possiamo fare
scoperte ed esperienze strabilianti ed innumerevoli, che magari prima
non avremmo nemmeno accettato. Prendo sempre come esempio un nonno
86enne, cattolicissimo, che si innamora perdutamente dell'amico
ventenne del nipote. e.... naturalmente non c'è niente di male e …
può succedere anche l'opposto, cioè il ragazzo che si innamora del
vegliardo.
Luca Bagatin: Anche oggi il
tuo impegno sul fronte politico-militante è
attivo.....raccontaci.
Peter Boom: Sì,
il mio attivismo non viene mai meno, anzi, ora che sopravvivo con una
pensione troppo piccola (meno male che possiedo una casa e un
computer), solo e libero ho molto più tempo di prima per pensare e
scrivere. Sono in contatto con importanti sessuologi e sto
comunicando la Teoria e la Filosofia della Pansessualità a tutto il
mondo, prima con la mia partecipazione a due conferenze
internazionali organizzate dalla European Federation of Sexology, e
poi naturalmente attraverso internet. Sto penetrando con le mie idee
anche in alcuni paesi a maggioranza musulmana, dove esiste una forte
repressione della donna ed una innaturale resistenza ad ogni
sessualità diversa.
Ringrazio
davvero l'amico Peter per l'intervista che mi ha concesso,
impegntissimo com'è nel suo lavoro militante. Come lo ringrazio per
ogni volta che interviene dottamente ed umanamente sul mio blog –
non solo nell'ambito della sua rubrica – con interessantissimi
commenti e per tutte le volte che, spesso telefonicamente, mi propone
nuovi spunti di riflessione. Spunti che è sempre mia cura rilanciare
in articoli e/o interventi ad hoc nel
solco, appunto, della laicità e del Libero Pensiero.
Luca Bagatin