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mercoledì 28 maggio 2025

Gli sviluppi dell’IA, fra cinema, deepfake e fakenews. Articolo del prof. Giancarlo Elia Valori

 

La rivista Mit Technology Review è stata fondata dal Massachusetts Institute of Technology nel 1899 e si concentra sulla divulgazione di informazioni sulle tecnologie emergenti e sui settori innovativi. La rubrica What’s Next? della rivista tratta i settori tendenze e tecnologie. Essa rende noti i passi man mano dell’intelligenza artificiale e ha riassunto il 2024 con quattro progetti principali. I grandi modelli linguistici continueranno a dominare, le autorità di regolamentazione stanno diventando più audaci e il problema apocalittico dell’intelligenza artificiale ha un forte impatto sugli istituti di ricerca e sul pubblico.

Nel 2024, le aziende tecnologiche che hanno investito molto nell’Intelligenza Artificiale generativa sono sotto pressione per dimostrare di poter trarre profitto dai loro prodotti. Per raggiungere questo obiettivo, i giganti dell’Intelligenza Artificiale come Google e Open AI stanno puntando molto sulla miniaturizzazione: entrambe le aziende stanno sviluppando piattaforme di facile utilizzo che consentono alle persone di personalizzare potenti modelli linguistici e di creare i propri mini chatbot per soddisfare esigenze specifiche.

In pratica ognuno può diventare sviluppatore di applicazioni di intelligenza artificiale generativa, senza bisogno di competenze di programmazione.
Lo scorso anno l’Intelligenza Artificiale generativa è diventata più utile anche per persone non di alte competenze tecniche, soprattutto perché sia Google Gemini, che ha superato il GPT-4 nei benchmark (test appositamente studiati per valutare le prestazioni di un dispositivo o l’efficacia di un processo) di testo, immagini, video e audio, e la stessa GPT-4, supportano la multifunzionalità e possono elaborare informazioni di testo e immagini, sbloccando così una serie di nuove applicazioni. Vedremo che persone di ogni estrazione sociale avranno il loro set IA-robotico personalizzato. Gli esseri umani devono solo cliccare un pulsante e il sistema genererà testo e caricherà video e foto, secondo le regole del settore.

Sin salla fine del 2022, abbiamo visto che Dall-E di OpenAI e Stable Diffusion di Stability AI possono produrre una varietà di immagini straordinarie. Per cui necessariamente nel 2024 l’attenzione si sposterà sui film, sia di grandi case cinematografiche che del singolo utente. Runway è una startup che realizza modelli video generativi (e ha co-fondato Stable Diffusion). Può già produrre cortometraggi di alta qualità, i migliori dei quali non sono molto lontani da ciò che avrebbe potuto realizzare la Pixar. Oltre a startup come Runway, appunto – come anzidetto – anche giganti del cinema come Paramount e Disney stanno attualmente esplorando l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nel processo di produzione. L’Intelligenza Artificiale generativa sta reinventando ciò che una volta era possibile con gli effetti speciali, ottenuti – rispetto ad oggi – arrampicandosi sugli specchi.

Oltre al grande schermo, la tecnologia deepfake sta guadagnando terreno anche per scopi di marketing o formazione. Ad esempio, la società britannica Synthesia crea strumenti in grado di trasformare singole performance di attori in un flusso costante di avatar deepfake in grado di recitare qualsiasi copione fornito loro con la semplice pressione di un pulsante. Synthesia afferma che la sua tecnologia è attualmente utilizzata dal 44% delle aziende Fortune 100 (ossia le 100 migliori aziende per cui lavorare secondo la rivista Fortune, che tratta di economia globale pubblicata dalla Time Inc.’s Fortune, fondata da Henry Luce nel 1930; essa compete con Forbes e Bloomberg Businessweek nella categoria delle riviste economiche statunitensi e si distingue per articoli lunghi e approfonditi).

L’impiego di così tante competenze a un costo basso ha causato seri problemi all’industria dell’intrattenimento. Le preoccupazioni circa l’uso e l’abuso dell’intelligenza artificiale da parte degli studi cinematografici sono state al centro dello sciopero di Hollywood dell’anno scorso. “L’arte cinematografica sta cambiando radicalmente”, ha affermato la regista indipendente Souki Mehdaoui. Inoltre va detto che la disinformazione elettorale generata dall’intelligenza artificiale sarà onnipresente. Il 2024 è stato un anno di elezioni in molti Paesi del mondo e le false informazioni elettorali e i deepfake generati dall’intelligenza artificiale sono diventati un problema importante. Finora abbiamo visto i politici di opposti schieramenti usare questi strumenti come armi elettorali, ad esempio in Argentina, Slovacchia e Stati Uniti d’America.

La proliferazione di queste opere di intelligenza artificiale è una tendenza preoccupante. Sarà più difficile che mai identificare i veri contenuti su internet. E combattere in un clima politico già polarizzato potrebbe avere gravi conseguenze. Fino a qualche anno fa, per realizzare i deepfake serviva una tecnologia avanzata, ma l’intelligenza artificiale generativa ha reso il tutto molto più semplice e i prodotti finiti sembrano sempre più reali. Anche le fonti attendibili possono essere ingannate dall’intelligenza artificiale. Ad esempio, le piattaforme di stock photo sono inondate di immagini generate dall’intelligenza artificiale per qualsiasi evento.

Le stock photo sono delle immagini che possono essere scaricate da siti web specializzati, a titolo gratuito o a pagamento, e possono essere usate in progetti creativi, grafici e di comunicazione. Sono ormai una realtà diffusissima nel mondo digitale anche se le opinioni sul loro utilizzo sono contrastanti. Ed in merito pure alle stock photo il 2024 è stato un anno importante per coloro che si oppongono all’intervento dell’intelligenza artificiale nelle elezioni. Tuttavia, le tecnologie di tracciamento e risoluzione sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, come la filigrana. Per meglio dire: se si vuole contrassegnare le fotografie con il proprio nome o un altro segno identificativo, o sovrapporre immagini e falsarla, è possibile aggiungere una filigrana. È anche possibile rimuovere una filigrana o usare una foto come filigrana.

Anche le piattaforme dei social media notoriamente sono lente a sradicare la disinformazione. In altre parole, il 2024 è stato un anno in cui tutti, chi moralmente pro e chi contro, e chi economicamente pro e chi contro, sono stati parte di un grande esperimento per combattere le fake news basate sull’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni, il campo dell’intelligenza artificiale si è allontanato dall’uso di più piccoli modelli per adottare un unico modello monolitico che può essere addestrato a svolgere tutte le attività. Per esempio mostrando ai suddetti OpenAI e GPT-3 alcuni esempi aggiuntivi, gli interessati possono “addestrarlo” a risolvere problemi di programmazione, scrivere sceneggiature cinematografiche, superare un esame di biologia al liceo e altro ancora. I modelli multimodali, come GPT-4, Google Gemini, DeepMind, possono risolvere sia compiti visivi che linguistici.

Lo stesso approccio potrebbe essere applicato ai robot fisici, così non ci sarebbe più bisogno di addestrare un robot a girare i pancake e un altro ad aprire le porte: un modello universale potrebbe dare ai robot la capacità di svolgere più compiti. Sin dal 2023, DeepMind ha lanciato Robocat, che ha imparato a controllare diversi bracci robotici generando i propri dati attraverso tentativi ed errori. A ottobre 2023, DeepMind ha collaborato con trentatré laboratori universitari per lanciare un altro modello di robot multiuso, RT-X. Anche un team dell’Università di New York sta sviluppando una tecnologia simile. Negli ultimi anni, grandi aziende hanno iniziato a rilasciare grandi set di dati per l’addestramento dei robot, come Egocentric 4D Perception di Meta. EGO4D è un dataset egocentrico su larga scala con una diversità senza precedenti.

Si compone di 3.670 ore di video raccolti da 923 partecipanti unici provenienti da 74 sedi in 9 paesi diversi. Il progetto riunisce 88 ricercatori, in un consorzio internazionale, per aumentare drasticamente la portata dei dati egocentrici pubblicamente disponibili di un ordine di grandezza, rendendoli oltre 20 volte maggiori di qualsiasi altro dataset in termini di ore di riprese. EGO4D mira a catalizzare la prossima èra della ricerca sulla percezione visiva in prima persona. Il dataset è diversificato in termini di copertura geografica, scenari, partecipanti e modalità di acquisizione. Per esempio un sondaggio dell’Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti apprende come le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo.

I dati sono stati acquisiti utilizzando sette diverse telecamere da testa disponibili in commercio: GoPro, Vuzix Blade, Pupil Labs, ZShades, OR-DRO EP6, iVue Rincon 1080 e Weeview. Oltre al video, alcune parti di EGO4D offrono altre modalità di dati: scansioni 3D, audio, sguardo, stereo, più telecamere indossabili sincronizzate e narrazioni testuali. Tale approccio si è già rivelato promettente nel caso delle auto a guida autonoma. Startup come Wayve, Waabi e Ghost stanno guidando una nuova ondata di intelligenza artificiale per la guida autonoma che utilizza un unico grande modello per controllare il veicolo anziché più modelli più piccoli per specifiche attività di guida. Questa tecnologia consente alle piccole aziende di tenere il passo con i giganti. Nel prossimo anno questa tendenza potrà essere osservata nei robot impiegati in vari settori. Se ci fate caso, come abbiamo già sostenuto in nostri articoli e libri, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, renderà l’uomo non solo più al vertice della catena alimentare, ma perfettamente inutile.

Giancarlo Elia Valori 

giovedì 16 gennaio 2025

"Niente è come appare". Poesia di Luca Bagatin in memoria di David Lynch


Hai lasciato 

Solamente 

Il tuo corpo terreno

Raggiungendo l'Eterno Ritorno

Che attende tutti noi.

Fino a congiungerci, 

Un giorno,

Con l'Infinito.

Senza Tempo

Senza Spazio.

Così come 

Avevi spiegato anche tu

Nelle tue Opere.

Siamo un sogno

Dentro un altro sogno

Ma, chi è il sognatore?

Nulla esiste

Perché Tutto esiste.

Esiste solo il sogno

Esiste solamente il sognatore.

Tu lo sapevi

Conoscevi la Via

Ce l'hai mostrata.

Ora sta a noi

Fonderci con il sogno

E capire che niente è come sembra

Perché tutto E' come E'.

Luca Bagatin

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giovedì 8 agosto 2024

Un ricordo di Lino Jannuzzi, giornalista controcorrente. Articolo di Luca Bagatin

 

Lino Jannuzzi, scomparso in questi giorni, all'età di 96 anni, ha fatto parte della storia e della cultura di molti di noi, che si sono formati nel socialismo democratico e libertario.

Giornalista d'inchiesta, nel 1967, Jannuzzi fece conoscere il progetto di colpo di Stato di estrema destra, denominato "Piano Solo" e, per questo, fu querelato dall'allora Generale de Lorenzo.

Eviterà il carcere grazie alla proposta di candidatura, da parte del leader socialista Pietro Nenni, nel Partito Socialista Unificato (PSI-PSDI Unificati) nel 1968, nelle cui file sarà eletto Senatore.

E, in quegli anni, militerà sempre nel Partito Socialista Italiano.

Giornalista di lungo corso, diresse Radio Radicale nei primi Anni '80 e “Il Giornale di Napoli”.

Fu fra i primi a prendere le difese di Enzo Tortora, durante il suo ingiusto calvario giudiziario e ciò gli causerà ingiuste accuse e condanne per diffamazione (per questo sarà graziato, nel 2005, dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi)

Dal 1999 al 2002 diresse l'agenzia di stampa “Il Velino” e, nel 2001, si candidò al Senato nelle file di Forza Italia e, nel 2006, fu nuovamente rieletto al Senato. All'epoca dichiarò che Silvio Berlusconi era vittima di un complotto giudiziario.

Fu autore di numerosi saggi d'inchiesta, in particolare sulla mafia, oltre che un saggio, pubblicato nel 1988, in cui raccolse le memorie di Adriano Celentano.

Fu peraltro co-sceneggiatore di capolavori del cinema quali “Luky Luciano”, del 1973, con protagonista Gian Maria Volontè; “Cadaveri eccellenti”, del 1976, con Max Von Sydow; “Il pentito”, del 1985, con Franco Nero; e “Ternosecco”, del 1987, commedia con protagonista e regista Giancarlo Giannini e nel quale curò interamente soggetto e sceneggiatura del film.

Con Lino Jannuzzi se ne va un altro esponente eretico del panorama politico socialista libertario e intellettuale italiano, assieme a Lucio Colletti, che ci lasciò nel 2001.

Luca Bagatin

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lunedì 29 gennaio 2024

Ciao Sandra! Articolo di Luca Bagatin

 

Sandra Milo è volata via.

Artista, attrice, volto noto in tutto il mondo, che a 90 anni non aveva mai smesso di lavorare, se pensiamo che partecipò a due edizioni del programma televisivo “on the road” (tutt'ora in onda sul Canale 8) “Quelle Brave Ragazze”, assieme a Mara Maionchi, Orietta Berti e Marisa Laurito, viaggiando dall'Italia alla Spagna, passando per la Francia e il Marocco! E che a 77 anni partecipò a una edizione del più estremo dei reality show, ovvero l'”Isola dei Famosi”.

Sandra Milo, musa svampita e sensuale di Federico Fellini; attivista socialista della prima ora, prima accanto a Pietro Nenni e successivamente partecipando alle campagne elettorali di Bettino Craxi, che fu anche un suo grande amore. In un'intervista a “Novella 2000”, dei suoi ideali socialisti rivelò: “A 12 anni leggevo Marx, Engels, Lenin, Proudhon…mi volevo costruire una coscienza sociale ed ero molto attratta dall’idea socialista. Andavo ai comizi, di Togliatti, di Nenni. Bettino, era il pupillo di Nenni, ed era un uomo molto affascinante, molto seduttivo, con una voce fantastica”.

Sempre controcorrente, oltre il politicamente corretto e contro ogni sciocco bigottismo, si schierò in favore dell'eutanasia, partecipando anche al film del mio caro amico Cesare Lanza, “La perfezionista”, nel 2009, che trattava proprio di tale scottante tematica e che recensii per primo e con grande trasporto.

Sandra Milo, a 87 anni, nel 2020, arrivò persino a fare lo sciopero della fame e a incatenarsi davanti a Palazzo Chigi, per invitare il governo a provvedere alla crisi del lavoratori del mondo dello spettacolo, a causa della chiusura di cinema e teatri, durante la pandemia.

Personaggio storico, che incarnò – con eleganza e spirito da eterna adolescente - gli eterni valori di amore e libertà, con ironia e con una gioia di vivere che molto ha da insegnare tanto alle nuove, quanto alle passate generazioni.

Luca Bagatin

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lunedì 17 luglio 2023

Un incontro con Beatrice Picariello, attrice di cinema e teatro. Articolo-intervista di Luca Bagatin

Il caldo di Roma di questi giorni non ci spaventa.

Infondo è mattina.

Una calda mattina romana di questa metà luglio 2023.

Beatrice Picariello è più che puntuale. Anzi, è in anticipo, come lo sono io.

Ci sediamo al bar concordato per l'intervista, all'aperto.

Rimango colpito dai suoi occhi verdi, profondi, che sì, si vede che sono preferiti per ruoli drammatici che lei ama interpretare. Ma ha anche un bellissimo sorriso, che – le dico – potrebbe essere molto adatto a ruoli più brillanti e, volendo, comici.

Beatrice Picariello – che è originaria di Avellino, ma vive e lavora a Roma da quando aveva 19 anni - è un'attrice, ma non solo.

E' una conduttrice di eventi, una ballerina, una speaker radiofonica, un'insegnante di dizione.

Incalzato dalla curiosità, le chiedo di parlarmi di lei, di come ha mosso i primi passi nel mondo artistico.

Ho iniziato da ragazzina, a 14 anni. Ho studiato danza per sei anni e ho fatto tre anni di ginnastica artistica. Poi ho studiato recitazione a Cinecittà e frequentato numerosi workshop. Sette anni fa ho preso parte alla compagnia teatrale “La Maieutica”, fondata dalla regista e actor coach Natascia Bonacci e ho partecipato a numerosi cortometraggi, uno dei quali ha vinto anche il Festival Internazionale di Salerno. Per il resto mi occupo anche di presentazione di eventi, oltre a partecipare a sfilate di moda”.

Mi dice, fra l'altro, di essere – da un anno – diventata una speaker radiofonica, in una web radio che si chiama “Senza Filtri”. Non stento a crederlo, anzi, la sua dizione è così perfetta e la sua voce così pulita, che stavo proprio per chiederle: “Ma per caso lavori in radio?”.

In radio conduco un programma dedicato alla danza, intitolato “Tre passi”. Intervisto principalmente coreografi, ballerini e tutti coloro i quali sono legati al mondo della danza. Iniziai rispondendo a un annuncio sui social e...mi sono ritrovata a fare la conduttrice”.

Quindi – le chiedo – il tuo è un lavoro artistico a tempo pieno?

Sì, certo. Faccio praticamente casting tutti i giorni e sono seguita dal mio agente, Paolo Inglese”.

Mi accendo una sigaretta, vorrei fare una pausa perché sì, lo ammetto, sono uno di quelli che fa le interviste alla vecchia maniera. Con il taccuino e la penna. E forse questo mette anche un po' di soggezione nell'interlocutore. Per quanto Beatrice, devo ammetterlo, sia assolutamente tranquilla, serena, a suo agio. Padrona di ciò che sta dicendo e, pur nei suoi trentun anni, riconosco una maturità che ho riscontrato in poche persone della sua età. Me compreso, a trentun anni.

Iniziamo, infatti, a parlare di età e Beatrice dice una frase che voglio appuntarmi: “Ogni età ha i suoi punti di forza”. Le chiedo di spiegarsi meglio, perché ha detto una cosa interessante, specie in un'epoca e in un settore – quello dello spettacolo – in cui il passare degli anni è spesso visto come un incubo.

Più vado avanti, più passa il tempo e più sento in me maggiore consapevolezza, maggiori certezze. Più sei maturo e più hai spessore, secondo me. Ovvero hai più cose da raccontare”, mi spiega.

Passo a chiederle quali sono i ruoli, in teatro, che preferisce interpretare.

Prevalentemente recito ruoli drammatici, ma sono affascinata anche da ruoli comici, perché il genere comico, alla fine, è comunque un genere che nasconde il dramma, ma lo fa con il sorriso. L'ironia, infondo, è usata per mostrare una forma di verità, di realtà”.

Le chiedo se, per poter iniziare la carriera di attore – oggi – occorra essere giovani. Mi risponde che no, “tutti dovrebbero almeno una volta provare a recitare. Però, intendiamoci, il talento e la voglia di recitare non basta. Occorre studiare, sapersi muovere sulla scena e per farlo occorre anche avere l'umiltà di ascoltare i consigli dei registi, degli actor coach, dei compagni di scena”.

Scopro poi che Beatrice ama cimentarsi anche nella scrittura, ma per lei non è un lavoro, ma un modo per scoprire sé stessa. “Mi piace scrivere battute, dialoghi. Ho una propensione all'immagine e una grande memoria visiva. Mi piace concentrarmi su un'immagine che mi è rimasta impressa e da questa elaborare un testo. Ma non ho mai pensato di scrivere un soggetto o una mia sceneggiatura”.

Le chiedo qual è il suo attore o attrice preferita, che è poi una domanda di rito e lei mi risponde Bette Davis, perché “versatile e adatta a interpretare ruoli spesso molto diversi fra loro”.

Infine le chiedo perché, secondo lei, in un'epoca in cui sembra esserci tanta libertà, questa, infondo, sia effimera, spesso di facciata e prevalga, invece, nei social e non solo, un certo clima di censura. Glielo chiedo in particolare perché, nella Storia, l'arte e il teatro hanno spesso veicolato messaggi sociali e di libertà di pensiero, che oggi sono per molti versi andati perduti.

E' vero, oggi c'è più difficoltà a dire ciò che ci pensa, anche se nel mondo del teatro c'è chi ancora veicola messaggi sociali” - mi risponde. “Nell'epoca attuale c'è spesso una mancata comprensione di ciò che c'è fra le righe e alcuni messaggi finiscono per infastidire. Inoltre, oggi, c'è molta pigrizia a livello sociale, probabilmente perché ci troviamo tutti a vivere una vita non semplice, soprattutto a livello economico. Ci troviamo quasi tutti a dover sopravvivere, più che dedicare il nostro tempo a vivere. Dovremmo anche imparare ad essere tutti più semplici e a manifestare di più il nostro senso di umanità”.

Come darti torto, Beatrice.

Spero rimarrai sempre quella che sei. Saggia, prima di tutto. Con i piedi per terra, come dimostrano le tue parole. Penso, anzi, sono convinto che il segreto del tuo successo, nel mondo artistico, sia infatti proprio questo e spero che questa intervista, magari non canonica e riportata come se fosse un racconto, ti possa portare la fortuna che meriti.

Luca Bagatin

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lunedì 12 giugno 2023

A FRANCESCO NUTI. Poesia di Luca Bagatin

 A FRANCESCO NUTI

Poesia di Luca Bagatin

Poeta del cinema

E della canzone.

Uomo sensibile

Appassionato

Innamorato.

Sempre.

Toscano verace

Anima semplice.

Con i tuoi film

Con le tue canzoni

Hai spesso toccato

Almeno il mio cuore.

In te mi sono spesso rispecchiato.

Nel tuo entusiasmo,

Nel tuo amore per l'universo femminile,

Ma anche nella tua tristezza.

Perché entusiasmo, amore per le donne e tristezza

Sono quell'essenza

Che ti e ci rende vivi.

Ti ricorderò per sempre.

E ancora oggi, i tuoi film e le tue canzoni,

Li riguardo e le riascolto ancora.

Ciao Francesco.

Luca Bagatin

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venerdì 25 maggio 2018

In memoria di Peter Boom (31 marzo 1936 - 26 maggio 2011)

Sono passati sette anni dalla morte fisica di Peter Boom, libero pensatore, scrittore, paroliere, cantante, attore, Babbo Natale presso il reparto pediatrico dell'ospedale di Viterbo, militante omosessuale e teorico della pansessualità.
Peter, che è stato negli ultimi anni della sua vita un mio caro amico e collaboratore del mio vecchio blog, è anche fra le figure ispiratrici del nostro pensatoio "Amore e Libertà".
Nel ricordarlo desidero riportare l'articolo che scrissi il 27 maggio 2011, ad un giorno di distanza dal suo passaggio oltre il Velo di Maya, nonché un breve video del maggio 2012 nel quale lo ricordo.

Luca Bagatin 



Ciao Peter, ti voglio bene !
di Luca Bagatin
27 maggio 2011

Ho appreso ora di una triste, tristissima notizia.
Una di quelle notizie che, quando arrivano, non te le aspetti: ti fanno crollare il mondo addosso.
Un mondo di affetti, di sincere amicizie, di collaborazioni culturali indissolubili.
Peter Boom è deceduto ieri sera nella sua casa di Bagnaia.
Rileggendo quest'ultima frase mi sembra ancora impossibile. Mi aveva scritto solo ieri un commento sul mio blog e ci eravamo sentiti al telefono solo qualche giorno prima.
I suoi amici mi hanno detto che, sino a ieri, stava bene. Poi il suo cuore non ha retto.
E' difficile per me scrivere queste righe nelle quali vorrei dire quanto a Peter ho voluto bene. E' stato per me un padre, un amico, un fratello.
E' sempre stato il primo, fra le persone che conosco, ad avere avuto una parola buona per me, specie nei momenti del bisogno.
Anche nei momenti in cui non volevo sentire nessuno, lui, con pazienza, iniziava a chiamarmi a casa o al cellulare sino a che non rispondevo. E, con un sorriso e qualche battuta, riusciva a tirarmi sù il morale.
Mi mancherà, e moltissimo, il suo accento olandese. Mi mancheranno moltissimo i suoi articoli sulle libertà sessuali, sulla pansessualità ed i diritti civili che, settimanalmente, pubblicavo sul mio blog da oltre tre anni. Mi mancheranno i commenti - sempre molto arguti - che quotidianamente lasciava sul mio blog.
Il mio blog, senza la collaborazione di Peter Boom, non sarà più lo stesso.
Mi aveva confidato che in questo periodo, peraltro, stava scrivendo un libro nel quale parlare, senza pregiudizi, della sua Teoria della Pansessualità
e di cui ci rimane il suo ottimo sito web http://digilander.libero.it/pansexuality. La vita di Peter Boom è stata una vita vissuta in pienezza e totale libertà. E' stato investigatore privato, cantante, attore, doppiatore, militante omosessuale.
Solo ieri, ironia della sorte, ero presente alla proiezione, presso Cinemazero a Pordenone, di un documentario che ricordava l'epopea del FUORI !, il primissimo movimento di liberazione omosessuale in Italia. Peter ne fu parte attiva, negli anni '70, al punto da essere anche il primo a realizzare un disco gay con la canzone "Lui ama lui".Peter ha, recentissimamente, avuto la possibilità di vedere il successo dell'ultimo film di Nanni Moretti - Habemus Papam - che anche lui ha magistralmente interpretato, recitando i panni del Cardinale O'Neil. Vedremo Peter ancora al cinema ad ogni modo e fra non molto, con "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola e di cui vi parlerò quanto prima.E' stato per me un onore essere il primo a venire a conoscenza delle sue nuove collaborazioni cinematografiche, che hanno rinverdito la sua cinquantennale carriera nel cosiddetto Mondo dello Spettacolo.
Vorrei dire molte cose e, questo, non sarà l'ultimo articolo che dedicherò a Peter.
E' stata una fra le poche persone importanti che hanno riempito ed influenzato la mia vita.
Ciao Peter, ti voglio bene.


Luca Bagatin


mercoledì 30 agosto 2017

Riflessioni sulla vita sociale, il socialismo ed il bisogno del cuore nelle parole di Federico Fellini

Per imparare la ricchezza e la possibilità della vita sociale, oggi che si fa un gran parlare di socialismo, è anzitutto importante imparare a stare, semplicemente, anche con un solo altro uomo: credo che questo sia il tirocinio d'ogni società e credo che se non si risolve questa umile ma necessaria partenza, ci troveremmo forse domani di fronte a una società esteriormente bene organizzata, e pubblicamente perfetta e senza peccato, nella quale però i rapporti privati, quelli tra uomo e uomo, quelle tra le persone, rimarrebbero rapporti di vuoto, di indifferenza, di isolamento e di impenetrabilità.
Il nostro male, di noi uomini moderni, è la solitudine e questa incomincia assai nel profondo, alle radici dell'essere, e nessuna ubriacatura pubblica, nessuna sinfonia politica può presumere di levarla tanto facilmente. C'è invece, a mio avviso, tra persona e persona, il modo di rompere questa solitudine, di far passare come un messaggio fra l'una e l'altra, e di comprendere, dunque, di scoprire quasi, il legame profondo che lega l'una all'altra (...). Credo che oggi il capovolgimento da un individualismo a un giusto socialismo, per essere persuasivo dev'essere tentato e analizzato come bisogno del cuore, come impulso dell'attimo, come linea in azione dentro il più dimesso corso della nostra esistenza. La società deve nascere come bisogno profondo dell'esistenza, qui maturare e da qui slanciarsi.

(Federico Fellini. Tratto da Carlo Lizzani "Storia del cinema italiano", Milano, Parenti, 1961)

lunedì 15 maggio 2017

DALL'ARCHIVIO: Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Lavinia Guglielman del 15 settembre 2012

Lavinia Guglielman è una giovane attrice italiana.
Romana, figlia della scrittrice toscana Tiziana Marini, sin da piccola inizia a frequentare la Dance School Academy e, ancora bambina, viene notata dalla regista Cristina Comencini e ciò le ha permesso di lavorare nel film "Và dove ti porta il cuore", a fianco di Virna Lisi, tratto dall'omonimo romanzo di Susanna Tamaro.Da allora ha interpretato numerosi ruoli, in particolare drammatici, come ad esempio il ruolo della figlia di Enzo Tortora, Gaia, nel film di Maurizio Zaccaro "Un uomo perbene" ed è apparsa in numerose fiction per la televisione.
Ha vinto la "Rosa d'Argento della città di Roseto degli Abruzzi" come protagonista del film "Samir"; il premio "Sogno D'Amore" al Gran Galà di San Valentino della Città di Terni per "Distretto di Polizia"; nonché il premio "Cristallo dei corti di Sabaudia 2006" come protagonista del corto "La ninfetta e il maggiordomo" di Luca Verdone.
Seguo Lavinia da molto tempo, come raro esempio di talento italiano in ambito artistico. Inoltre non posso negare che è una cara amica dallo spiccata simpatia ed è anche per questo che ho deciso di proporle quest'intervista, in esclusiva.



Luca Bagatin: Dunque, Lavinia, hai iniziato la tua carriera artistica con la danza. E certamente non presso una scuola qualsiasi. Chi ti ha infuso questa passione ? Come mai sei approdata proprio alla Dance School Academy ?
Lavinia Guglielman: Ricordo perfettamente che fin da piccolissime io e mia sorella Ilaria passavamo intere giornate davanti alla televisione ad imitare in ogni minimo dettaglio i passi di danza delle ballerine dei corpi di ballo e, i miei genitori, vedendo la passione che ci mettevamo, hanno deciso di iscriverci presso questa scuola, dove ho trovato insegnanti favolosi che mi hanno insegnato tecnica e disciplina e hanno radicato ancora di più in me l’amore verso quest’arte meravigliosa .

Luca Bagatin: Il tuo primo ruolo come attrice, peraltro molto commovente (ancora ricordiamo i tuoi tristi occhioni neri), lo interpretasti bambina.
Com'è stato per Lavinia-bambina recitare quel ruolo ?
Lavinia Guglielman: Avevo 9 anni quando ho recitato con Virna Lisi in “Và dove ti porta il cuore” e per me fu una grande opportunità. Recitare è un divertente gioco per i grandi, figuriamoci per i bambini ! Loro si immedesimano con molta più naturalezza e spigliatezza degli adulti. Per me questa è stata 'un’occasione di esprimere, fare, dire, inventare, creare situazioni, il tutto seguita da grandi professionisti che mi hanno coccolato dal primo all’ultimo giorno di set.

Luca Bagatin: Tu di provini, sin da bambina, ne hai fatti parecchi, in effetti...
Lavinia Guglielman: Penso che la vita in generale sia un continuo provino. Come diceva Eduardo “gli esami non finiscono mai”. Sì ,è vero,ho fatto tanti provini. Credo, in realtà,di non averne mai saltato uno. E questo per coerenza e serietà professionale. Il provino è un momento molto importante per un attore, inutile negarlo. Se va bene, può cambiarti la vita, se va male “domani è un altro giorno” e ci sarà una nuova occasione. Io metto in questo aspetto del mio lavoro un po’ di sano ottimismo e mi avvicino ai provini con la massima preparazione.


Luca Bagatin: I ruoli che spesso interpreti sono drammatici ed il tuo sguardo, ad un'attenta osservazione, è in effetti profondo ed a tratti un po' malinconico.
Cosa c'è, nello sguardo di Lavinia Guglielman ?

Lavinia Guglielman: Nello sguardo di tutti c’è il nostro vissuto, i momenti più belli ma anche quelli più delicati della nostra vita, e forse, data la mia forte sensibilità che con il tempo ho cercato di far diventare il mio punto di forza, c’è proprio questo. L’aver vissuto ogni situazione con grande partecipazione emotiva. Quando recito, quelle emozioni diventano lo strumento atraverso il quale affronto un personaggio.

Luca Bagatin: Sei molto giovane, ma hai già un interessante curriculum alle spalle. Pensi di continuare a recitare, oppure hai altri progetti per il futuro ?
Lavinia Guglielman: Sì, sono convinta che è quello che voglio fare. E' ciò che mi fa stare bene e, dato che di vita ce ne è stata data solo una, voglio viverla facendo quello che amo fare.


Luca Bagatin: Una cosa che mi colpì molto di te, chiacchierando in privato, fu che anche tu detesti profondamente gli errori grammaticali (in particolare l'uso scorretto del congiuntivo !) inseriti nelle sceneggiature dei copioni di film e fiction.
Lavinia Guglielman: Fortunatamente sono nata e cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato a parlare e scrivere bene, ma mi rendo conto che, per i più svariati motivi, non per tutti è così. Al di là di questo penso che spesso i giovani abbiano una sorta di pigrizia nello scrivere, per cui tendono ad abbreviare con sigle incomprensibili ciò che vogliono dire e ad usare lo stesso tempo per passato, presente e futuro e ciò si riflette anche nel modo di parlare. Detto ciò, quasi sempre i copioni e le sceneggiature riflettono la lingua parlata. Quindi va anche bene che talvolta l’indicativo renda più scorrevole e realistico il discorso rispetto al congiuntivo. Certo, ovviamente tutto questo va contestualizzato e visto nell’ottica del personaggio che si sta esprimendo. Insomma,sono per una lingua vera, parlata, ma mai sgrammaticata! In generale, abbiamo degli ottimi sceneggiatori. Certo, qualche volta ci sono delle incoerenze, delle lacune, a mio avviso, ma non è facile esprimere un giudizio e non mi metto certo in cattedra a fare la maestrina. Tuttavia sono sempre per la qualità e purtroppo talvolta non la percepisco.

Luca Bagatin: Preferisci recitare in teatro, in un film o in una fiction ?

Lavinia Guglielman: Non ho una preferenza particolare. La mia esperienza riguarda di più la telecamera, ma per me recitare è recitare, in qualsiasi forma.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della televisione di oggi ? E, peraltro, avendo una madre scrittrice, della cultura d'oggi ?

Lavinia Guglielman: La televisione è lo specchio dei tempi. Talvolta ci troviamo a guardare programmi superficiali e di basso livello culturale. Ora, poiché ritengo che fra i compiti della televisione ci sia quello di migliorare il livello culturale dell’ascoltatore medio, sono contraria a certi programmi un po’ stupidi. Però ritengo anche che la tv, proprio perché specchio dei tempi debba offrire una vasta gamma di prodotti al suo pubblico, che è ovviamente eterogeneo. Credo che ognuno debba poter trovare il “suo programma”. E poi non dimentichiamoci che lo spettatore ha un’arma potentissima per neutralizzare le eventuali imbecillità e cioè il telecomando. Comunque devo dire che oggi l’offerta della tv è molto ampia, per cui alla fine qualcosa di buono si trova sempre.
La cultura oggi ? Ce n’è di buona e di cattiva. Non si deve mai generalizzare e non è facile dare un giudizio. Però penso che, volendo, senza spendere troppo si possono leggere buoni libri, si può andare al cinema e a teatro. Insomma, anche la tv a suo modo è cultura, i giornali, internet. Insomma voglio dire che ognuno può arricchire cuore e mente in modi diversi, come meglio crede. Io sono per una cultura che salvi la creatività, l’originalità, la fantasia, l’intelligenza, la memoria, sempre con un occhio rivolto all’uomo ed alla società. Non mi piace la cultura che omologa e appiattisce.

Luca Bagatin