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lunedì 30 agosto 2021

Hanno provato a liquidarlo, ma il Socialismo non muore. Articolo di Luca Bagatin

La liquidazione politica di Bettino Craxi, da parte dei poteri forti internazionali, finanziari, ma anche militari e politici, con sede negli USA e nelle stanze di Bruxelles, coincise con la fine politica del Socialismo in Europa.

L'implosione dell'URSS e dei Paesi del Patto di Varsavia, contro la volontà dei rispettivi popoli, ma causate da golpe interni con il contributo esterno; la guerra che distrusse la Jugoslavia socialista; la guerra che distrusse l'Iraq socialista; la guerra che distrusse l'Afghanistan socialista e poi ancora, anni dopo, la guerra che distrusse la Libia socialista (e quella che tentò ti distruggere la Siria socialista).

E, ancora, i tentativi di golpe anti-socialisti in America Latina, sempre in agguato in Venezuela e a Cuba, ma che colpirono la Bolivia di Morales e l'Ecuador di Correa e il tentativo di liquidazione per via giudiziaria del socialismo brasiliano di Lula e del peronismo argentino della Kirchner.

Tutte cose sostenute dagli USA e dai suoi alleati, UE in primis.

Bettino Craxi se ne accorse tardi. Ma se ne accorse. Quando puntò il dito contro la globalizzazione liberal-capitalista, affermando: “Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare”.

E quando scrisse il suo romanzo verità, pubblicato postumo, "Parigi - Hammamet": http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/02/parigi-hammamet-il-thriller-inedito-di.html.

Il Socialismo doveva morire, perché l'idea che gli oppressi prendessero in mano le redini del loro destino, sottomettendo gli sfruttatori capitalisti e borghesi, non poteva essere accettata.

Nonostante questo, oggi, molti Paesi socialisti resistono. Dalla Cina a Cuba, dal Vietnam al Venezuela; dalla Corea del Nord alle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk; dalla Siria al Laos e non solo.

Non è solo un'idea che non muore, ma le fondamenta di una civiltà che, quando sono solide, non possono crollare.

Da non dimenticare, ma anzi da sottolineare che, tanto lo scopo dell'anarchismo socialista di Proudhon (esaltato da Craxi), che il marxismo-leninismo, hanno come scopo l'estinzione della classe borghese e la dissoluzione dello Stato.

Ovvero l'avvento di una società completamente democratica e paritaria. Ovvero completamente socialista e autogestita.

La strada è sempre ardua, ma la Storia ha tutto da insegnare.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 29 luglio 2021

Perù. Si insedia il neo-eletto Presidente Pedro Castillo, oroglioso delle sue radici popolari. Articolo di Luca Bagatin

E' la prima volta che, in Perù, viene eletto alla carica di Presidente un maestro elementare figlio di contadini e orgoglioso delle sue radici popolari.

Così si è insediato Pedro Castillo, neo eletto Presidente del Perù con il 50,12% dei consensi, il quale, nel suo primo discorso da Capo di Stato, ha salutato tutti gli appartenenti ai popoli originali.

Il Presidente Castillo ha infatti dedicato la sua vittoria “ai miei fratelli 'ronderos' (autodifese contadine), ai miei fratelli maestri, ai fratelli quechua, aymara e agli afro-peruviani”.

Ed ha proseguito spiegando come “Oggi è un giorno di cambiamenti storici per il Perù” dopo che - per secoli - “prima la colonizzazione spagnola, poi una serie di governi ingiusti seguiti al colpo di stato del 1992 (quello del dittatore Alberto Fujimori) hanno defraudato la popolazione. Ma ora, nel giorno del duecentesimo anniversario della nostra Indipendenza, c'è un governo per il popolo e con il popolo”, ha affermato Carrillo.

Pedro Castillo, socialista populista e marxista-leninista, si è presentato agli elettori con un programma di lotta alla corruzione; per la redazione di una nuova Costituzione democratica inclusiva e per l'introduzione di programmi sociali, in particolare in grado di sostenere le famiglie rurali; oltre che un piano di finanziamento di prestiti a basso tasso d'interesse per i piccoli e medi imprenditori ed un piano per la tutela dell'ambiente.

Pedro Castillo ha ricevuto immediato plauso per la sua elezione da parte dei governi socialisti di Cuba, Messico, Nicaragua, Bolivia, Venezuela e Argentina.

L'America Latina socialista sembra pian piano rinascere e ritrovare una nuova prospettiva unitaria, indigenista e antimperialista.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it