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mercoledì 22 settembre 2021

Elezioni Russia. Ilya Kleimenov ("Comunisti di Russia"): "Alleanze a sinistra decisive per il ritorno del socialismo". Intervista di Luca Bagatin

Le elezioni per il rinnovo della Duma, parlamento russo, tenutesi dal 17 al 19 settembre scorsi, ha visto aumentare i consensi del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), guidato da Gennady Zjuganov. A tali elezioni era altresì presente anche il partito “Comunisti di Russia” (CPKR) – fondato nel 2012 e guidato da Maxim Suraykin - che, pur essendo meno conosciuto in Italia, si è sempre caratterizzato per una maggiora intransigenza e per rappresentare lo zoccolo duro dell'elettorato marxista-leninista.

Abbiamo pertanto voluto intervistare uno dei suoi esponenti, ovvero Ilya Kleimenov, membro del Politburo del Comitato Centrale del partito e candidato alla carica di governatore della regione di Tver, per raccontarci il suo punto di vista in merito.

Innanzitutto mi piacerebbe illustrassi ai lettori italiani che cosa caratterizza il vostro partito, a differenza del Partito Comunista della Federazione Russa.

Siamo un partito relativamente nuovo e la maggior parte della nostra leadership proviene dal Partito Comunista della Federazione Russa. Molti anni fa le nostre strade si sono divise, abbiamo tentato di creare un partito comunista classico, non revisionista e di costruire il lavoro sulla base degli insegnamenti di Marx, Lenin e Stalin. Questo è un lavoro molto difficile, ma non smetteremo di portarlo avanti.

Qual è, essenzialmente, il vostro progetto politico?

Il nostro è un programma di cambiamenti decisivi per la società, ovvero per una nuova vita sotto il socialismo. In questo senso il nostro Paese ha una vasta esperienza in materia. Consideriamo infatti il capitalismo inaccettabile per la nostra società.

Alle ultime elezioni regionali, nell'autunno scorso, se non sbaglio, il vostro partito ha ottenuto, in diverse realtà locali, importanti consensi. Anche del 5%-6%, portando via voti al partito di Zjuganov. A queste recenti elezioni legislative, invece, il partito di Zjuganov - che ha ottenuto 6 punti percentuali in più rispetto al 2016 - sembra avere portato via voti al vostro partito, che ha ottenuto l'1,28%, predendo un punto percentuale rispetto al 2016. Se non erro, il vostro Primo Segretario, Maxim Suraykin, ha recentemente dichiarato che, pur non essendoci stata un'alleanza formale con Zjuganov, avete voluto evitare di farvi concorrenza nei collegi uninominali. Cosa puoi dirci in merito?

Nel processo elettorale tutti i partecipanti prendono i voti l'uno dall'altro e non c'è motivo di essere offesi da questo aspetto. Altrimenti non varrebbe la pena partecipare alle elezioni. La concorrenza “a sinistra” è positiva e non fa che aumentare l'interesse della gente per le idee socialiste.

Cosa ne pensi del nuovo partito socialista patriottico “Russia Giusta – Patrioti - Per la Verità” di Prilepin e Mironov? Pensi possa essere un interlocutore politico?

Il partito non è nuovo, ma il risultato della fusione di tre partiti, ovvero di Russia Giusta, Patrioti di Russia e Per la Vierità. Ora, tale partito si sta posizionando come socialista e conosciamo molti membri di questo partito da diverso tempo. Ovviamente riteniamo che tutte le forze di sinistra e patriottiche di Russia dovrebbero condurre un dialogo, poiché, alla fine, abbiamo lo stesso obiettivo politico: la fine del capitalismo e la rinascita del socialismo.

Pensi che in Russia ci siano state – il 19 settembre - elezioni libere e senza brogli? Pensi ci sarà la possibilità, in Russia, di un ritorno del socialismo al governo? Di una forte coalizione di sinistra patriottica anticapitalista?

Non ci sono state violazioni significative nelle elezioni passate che potrebbero influenzare i risultati dell'espressione della volontà, ma quando parliamo di elezioni dobbiamo sempre capire che queste sono elezioni borghesi, in cui tutti hanno il diritto di parteciparvi o meno, ma non tutti hanno candidati e partiti con le stesse opportunità finanziarie, informative e di altro tipo. Questo aspetto è tipico di tutti i sistemi elettorali capitalistici. Ma le forze di sinistra non dovrebbero, a mio avviso, escludere questa forma di lotta dalle loro attività e la creazione di coalizioni e di ampie alleanze delle forze socialiste del Paese possono svolgere un ruolo significativo nel rapido ritorno del socialismo in Russia.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 20 settembre 2021

Elezioni Russia. Crolla il partito di Putin, crescono i comunisti, stabili i social-patriottici. Disfatta di Zhirinovsky. Articolo di Luca Bagatin

Si è votato dal 17 al 19 settembre, per il rinnovo della Duma di Stato, ovvero il Parlamento russo.

Il primo dato è l'affluenza: 45,15%. Più bassa rispetto a quella del 2016, che è stata del 47,88%.

Al momento in cui scriviamo, lo spoglio delle schede ha superato il 98% e i risultati possono dirsi pressoché definitivi.

Il primo dato è il crollo del partito di governo, il liberal-conservatore putiniano “Russia Unita”, fermo al 49,8%, registrando quasi il 4,5% in meno rispetto alla scorsa tornata elettorale legislativa.

Il secondo dato è la crescita del Partito Comunista della Federazione Russa di Gennady Zjuganov che, con il 19,05%, cresce di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2016.

Tali dati individuano nelle politiche di macelleria sociale attuate dal governo Putin il crollo dei voti di “Russia Unita” e l'aumento dei voti comunisti, nonostante ai comunisti di Zjuganov siano spesso stati messi i bastoni fra le ruote, con arresti di deputati, vessazioni e impedimento di candidare loro esponenti di punta (come ad esempio Pavel Grudinin).

Ha pagato anche la strategia di Zjuganov di raggruppare ben 56 partiti di sinistra patriottica e di farne confluire i voti.

A seguire, la formazione nazional-centrista Partito LiberalDemocratico di Vladimir Zhirinovsky, che ottiene il 7,48%, subendo un tracollo che le ha fatto perdere oltre il 5,5% dei voti rispetto al 2016.

Si mantiene stabile, ma senza sfondare, il partito socialista patriottico “Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità”, che, con il 7,4% guadagna mezzo punto percentuale rispetto alla sola “Russia Giusta” presentatasi nel 2016. Non improbabile, peraltro, che in Parlamento, tale raggruppamento possa formare un gruppo parlamentare unito al Partito Comunista della Federazione Russa, costituendo così il più grande partito di opposizione alla Duma.

Ultimo fra i partiti che saranno rappresentati alla Duma, avendo superato lo sbarramento del 5% previsto dalla legge, è la nuova formazione “Nuovo Popolo”, partito liberale di centrodestra pro-Putin, che pare essere stato costituito dal governo per attirare voti da parte dei sostenitori di Aleksei Navalny. Tale nuova formazione ha ottenuto il 5,36% dei consensi.

Il Partito dei Pensionati ottiene invece il 2,48%; il liberale di centrosinistra Yabloko l'1,31%; i Comunisti di Russia di Maxim Suraykin l'1,28%; i Verdi lo 0,91%; il partito patriottico “Rodina” lo 0,77%; il Partito Russo per la Libertà e la Giustizia lo 0,76%; Alternativa Verde lo 0,63; il Partito della Crescita lo 0,47% e Piattaforma Civica lo 0,15%.

Nel collegi uninominali, il partito “Russia Unita” sta conquistando l'88% dei seggi (199 seggi); il Partito Comunista della Federazione Russa il 4,45% (9 seggi); “Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità” il 3,56% (8 seggi); il Partito LiberalDemocratico; Rodina; il Partito della Crescita e Piattafotma Civica, stanno invece conquistando 1 seggio ciascuno. Mentre i candidati indipendenti stanno ottenendo 5 seggi.

I militanti del partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, ai quali è stato impedito, per l'ennesima volta, di partecipare alle elezioni, hanno manifestato fuori da numerosi seggi elettorali, con cartelli di protesta, proclamando l'illegittimità delle elezioni e dichiarando che “le uniche elezioni oneste ci saranno solo dopo la rivoluzione”. Avevano invitato, così, all'astensione di massa.

Le autorità hanno altresì impedito la partecipazione alle elezioni anche del partito di centrodestra di Aleksei Navalny e del Partito Libertario.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 10 settembre 2021

Russia. A pochi giorni dalle elezioni legislative l'opposizione di sinistra mostra i muscoli. Articolo di Luca Bagatin

Manca circa una settimana alla data delle elezioni per il rinnovo del parlamento russo, che si terranno dal 17 al 19 settembre.

14 i partiti in corsa. Due partiti comunisti; il partito liberal-conservatore putiniano “Russia Giusta”; il partito liberaldemocratico di Zhirinovsky; due partiti ambientalisti; quello dei pensionati; un partito socialista patriottico e altri partiti minori.

Esclusi, fra accuse di estermismo e presunti vizi di forma, il partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, il Partito Libertario e la formazione di destra liberale di Alexei Navalny.

L'opposizione di sinistra, intanto, scalda i muscoli, forte della caduta libera di popolarità di Putin, in particolare dopo i suoi piani di liberalizzazioni selvagge, distruzione dello stato sociale e la riforma delle pensioni.

Tutte riforme che lo pongono praticamente in linea con le politiche imposte dal Fondo Monetario Internazionale e che già sono da tempo state attuate nei Paesi UE, peraltro senza battere ciglio e in mancanza di un qualsiasi tipo di opposizione di sinistra credibile.

Il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) guidato da Gennady Zjuganov è riuscito a coalizzare ben 56 partiti d'area anticapitalista, fra i quali “Per un Nuovo Socialismo (del politologo Nikolay Platoshkin, recentemente condannato dalla giustizia russa con infondate accuse di “estremismo” e di “incitazione a rivolte di massa), il Fronte di Sinistra (il partito di Zjuganov candida infatti Anastasia Udaltsova, moglie del suo leader, Sergey Udaltsov, al quale viene impedito di candidarsi con accuse di “estermismo”) e Russia Lavoratrice. E' stato ad ogni modo impedita, con un pretesto, dalle autorità, la candidatura di Pavel Grudinin, candidato di punta del partito e direttore dell'azienda agricola autogestita “Fattoria Lenin”.

Nonostante il KPRF prometta un piano di nazionalizzazioni dei settori chiave dell'economia, l'abolizione della riforma delle pensioni ed un serio rafforzamento di sanità, istruzione e stato sociale, non è ritenuto credibile del tutto da parte del partito “Comunisti di Russia” (CPKR), guidato da Maxim Suraykin che, infatti, pur avendo deciso di appoggiare in alcuni collegi elettorali i candidati del Partito Comunista della Federazione Russa, hanno presentato una loro lista.

I “Comunisti di Russia”, il cui slogan è “Abbasso il capitalismo, avanti con il socialismo !”, infatti, ritengono la leadership del KPRF eccessivamente riformista e poco comunista e rilanciano un programma marxista-leninista puro, fatto di lotta all'oligarchia e alla corruzione e rimanendo disposti a dialogare unicamente con chiunque voglia rappresentare la vera sinistra patriottica russa. Nelle file dei “Comunisti di Russia” saranno peraltro candidati anche alcuni esponenti del partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, ma unicamente a titolo personale.

Altro partito che ha mostrato i muscoli nella campagna elettorale russa è il partito socialista patriottico “Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità”, guidato dall'ex nazionalbolscevico Zakhar Prilepin, dal socialdemocratico Sergey Mironov e dall'ex comunista Gennady Semigin. Tale partito ha peraltro ricevuto il sostegno e l'iscrizione da parte dell'attore statunitense Steven Seagal, con cittadinanza russa.

“Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità”, in più occasioni ha ribadito la sua volontà di costituire un gruppo unitario socialista e anticapitalista con il Partito Comunista della Federazione Russa dopo le elezioni.

Il partito fondato dallo scrittore Eduard Limonov, ovvero “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, escluso dalle elezioni, ha invece scelto l'astensionismo consapevole, denunciando l'illegalità di tali elezioni e l'inutilità del voto ai partiti di opposizione (con particolare riferimento al partito di Zjuganov, Prilepin e Zhirinovsky, in quanto considerati dai nazionalbolscevichi una finta opposizione).

“L'Altra Russia di Eduard Limonov” ha organizzato e sta organizzando spesso picchetti dimostrativi in tal senso, i cui militanti e partecipanti vengono regolarmente e ingiustamente arrestati.

Oltre a ciò, il partito di Limonov sta organizzando volantinaggi per denunciare la persecuzione delle minoranze russe nei Paesi ex sovietici, in particolare nel nord del Kazakistan, aspetto che non viene preso minimamente in considerazione dal governo Putin.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 2 marzo 2019

Socialismo contro la modernità, contro lo sfruttamento, contro il consumismo. Per la decenza comune, la sacralità dell'esistenza e dei sentimenti. Frasi e citazioni

L'estremismo mi fa orrore. Sono un conservatore di sinistra. Mi batto per il reddito universale, credo nella decrescita, sono ferocemente contrario al liberalismo.
(Alain De Benoist)

Il consumatore non è affatto un essere umano libero.
E' un essere condizionato.
Dalla pubblicità commerciale, dal mercato.
Finendo così, per non avere più nulla di umano.
Men che meno di libero.
(Luca Bagatin)

La mia convinzione è sempre stata che i valori aristocratici e i valori popolari siano fondamentalmente uguali o si completino a vicenda in modo naturale, e che entrambi si contrappongano direttamente ai valori borghesi. Per valori aristocratici intendo il senso dell'onore, il coraggio, la fedeltà alla parola data, il bisogno di sé stessi, il disinteresse, il senso del sacrificio e della gratuità. I valori popolari, anch'essi legati alla terra, li recuperano in gran parte, aggiungendo ad essi ciò che George Orwell riassumeva in una bellissima espressione: "decenza comune".
(Alain De Benoist)

Il problema con la sinistra è diverso. Essa è positiva nella sua opposizione all'ordine capitalista, ma manca di una dimensione spirituale.
La sinistra si presenta abitualmente come un'altra via verso la mondializzazione, da qui la ragione per la quale essa si oppone ai valori organici, alle tradizioni ed alla religione.
Sarebbe quindi una buona cosa veder apparire degli "Identitari di sinistra", che da un lato difendessero la giustizia sociale e attaccassero il capitalismo e, dall'altro, difendessero le tradizioni spirituali e attaccassero la modernità.
(Alexandr Dugin)

Sono di estrema sinistra nazionalista, sono un conservatore di sinistra nato in Urss e difendo il diritto all'autodeterminazione dei popoli.
(Zakhar Prilepin)

Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.
(Pier Paolo Pasolini)

L'imbonimento consumistico e il mito della bella vita hanno legittimato la gratificazione delle pulsioni e l'Es non deve più scusarsi dei suoi desideri o dissimularne la portata. Ma questo stesso condizionamento ha reso intollerabili il fallimento e la sconfitta.
(Christopher Lasch)

mercoledì 21 ottobre 2015

L'opposizione democratica e anti-putiniana in Russia: i Nazbol. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Erano e sono dei desperados, ma, secondo la giornalista Anna Politkovskaja, che li difendeva a spada tratta, erano giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettevano di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese. Ed allo stesso modo la pensava Elena Bonner, vedova dello scienziato dissidente Andrej Sacharov, che li stimava, pur suggerendo loro di cambiare nome. Non le piaceva, infatti, il termine nazbol.
I Nazbol, ovvero i membri del Partito Nazional Boscevico russo, guidati dal poliedrico scrittore Eduard Limonov. Perlopiù giovani provenienti dalle periferie più remote della Russia, dell'Ucraina, della Lettonia e della Moldavia. Poveri, emarginati, punk o ex punk, libertari, sbandati o ex sbandati delusi dal crollo dell'Unione Sovietica e dall'avvento degli oligarchi, ovvero dei nuovi ricchi che, ad un sistema repressivo - quello sovietico - ne hanno sostituito uno peggiore, capitalista e fascista al contempo, e a vantaggio unicamente delle classi agiate.
I Nazbol hanno rappresentato, dal 1994 ad oggi, con il loro giornale politico, ma anche e soprattutto artistico e letterario “Limonka”, l'ungerground e la controcultura della Russia autoritaria di Vladimir Putin. Che, non a caso, oltre ad aver fatto assassinare la Politkovskaja, ha per un periodo fatto arrestare Eduard Limonov con l'accusa di terrorismo ed ha messo fuori legge il Partito Nazional Bolscevico, che, oggi, ha assunto la denominazione di L'Altra Russia, ovvero Drugaja Rossija.
Drugaja Rossija, nel 2006, era la denominazione della coalizione elettorale costituita da nazbol, liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti fondata da Limonov e Garri Kasparov per contrastare Putin e la sua deriva autoritaria. Coalizione, purtroppo, naufragata nel 2010, con le prime sconfitte elettorali.
In Russia si sa, le persone sono abituate a sostenere il partito di governo e così Putin, dal 2000 ad oggi, continua – fra una frode elettorale e l'altra, fra un'intimidazione e l'altra – ad essere rieletto.
L'unica opposizione, in Russia, a parte i comunisti del KPRF, sono le attiviste di Femen, i Nazbol di Limonov e i liberali di Kasparov.
Dopo la rottura con Kasparov, ad ogni modo, L'Altra Russia diviene la denominazione dei Nazbol di Limonov e di Zachar Prilepin, altro noto scrittore e giornalista di fama mondiale, il quale, oltre ad aver collaborato con la Politkovskaja nella redazione del giornale indipendente di opposizione “Novaja Gazeta”, ha scritto numerosi romanzi – pubblicati in Italia da Voland – nei quali racconta la vita della provincia russa post-sovietica e, con il suo “San'kja”, descrive la vita e la storia di un giovane sbandato che, attraverso il partito rosso-bruno dei Nazbol, trova finalmente una dimensione ed una famiglia fatta di amici che lottano per la rivoluzione sociale. Una sorta di romanzo autobiografico che, invero, racchiude per molti versi anche la storia di Limonov, la cui avventurosa biografia fu raccontata dallo scrittore Emmanuel Carrère nel 2012.
Quella russa è, solo apparentemente, una realtà lontana dalla nostra.
La Russia è infatti una democrazia per modo di dire, ove vige ancora la legge del più forte e che ha visto aumentare le diseguaglianze sociali e la povertà, anziché vedersi diffondere la ricchezza ed i diritti di libertà, come illusoriamente fu fatto credere al momento del crollo dell'Unione Sovietica.
Una situazione conseguenza anche di una globalizzazione imposta dall'alto. Da una realpolitik che ha visto coincidere gli interessi dei molti oligarchi economici e politici dal 1992 ad oggi in tutti i Paesi del mondo: dagli USA di Clinton e Bush, passando per l'Italia martoriata dalla falsa rivoluzione di Tangentopoli (che da tempo vede un solo uomo al comando attuare politiche antisociali e senza alcun mandato democratico), ad un'Europa austera e grigia, sino alla Russia di Eltsin e di quel Putin messo a capo del governo proprio da taluni ricchi oligarchi russi, come ben la Storia ci ha raccontato. Le politiche del Fondo Monetario Internazionale, della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea e dell'oligarchia dell'est al potere, in sostanza. La morte della politica e del pensiero politico.
In tutto ciò, alcune eroine e alcuni eroi che, proprio perché eroi, finiscono per essere in minoranza e inevitabilmente sconfitti. Ma, proprio per questo, ammirabili: le Femen, i Nazbol, i Kasparov.
Limonov e Kasparov ad una manifestazione anti-Putin
Resistono, ad una globalizzazione senz'anima, anche la gran parte dei Paesi dell'America Latina che pur sono a rischio destabilizzazione ogni giorno: il Nicaragua del sandinista Ortega, la Bolivia di Morales, il Venezuela chavista, il Brasile della Roussef, il Cile della Bachelet, l'Uruguay di Tabarè Vasquez, l'Ecuador di Correa, l'Argentina peronista.
Minoranze resistenti, nazionaliste e socialiste, oltre la destra e la sinistra. Che in quei Paesi, gli unici forse oggi davvero democratici, rimangono al governo. Ed il cui esempio, ci auguriamo, possa contagiare l'intero pianeta.

Luca Bagatin