martedì 19 agosto 2025

L'ex Presidente socialista Evo Morales commenta i risultati delle elezioni in Bolivia. Articolo di Luca Bagatin

 

L'ex Presidente socialista della Bolivia, Evo Morales, ha commentato i tristi risultati delle elezioni generali che si sono tenute, in Bolivia, lo scorso 17 agosto.

Le elezioni hanno infatti visto prevalere i candidati della destra liberal capitalista, Rodrigo Paz Pereira, candidato del Partito Democratico Cristiano, che ha ottenuto il 32% e Jorge Quiroga Ramírez, del partito LIBRE, che ha ottenuto il 27%.

Evo Morales ha dichiarato: “Rispetto i risultati, siamo un movimento politico democratico, ieri siamo andati a votare e non a eleggere (...) dobbiamo riconoscere umilmente i risultati”. Ed ha aggiunto – riferendosi al candidato del partito socialista al governo, non riconosciuto da Morales, ovvero Andrónico Rodríguez (che ha ottenuto appena il 3% dei voti) - che tale risultato è stato “un voto di punizione per il tradimento e per la corruzione”.

Tradimento e corruzione nei confronti dei ceti più umili, che Morales ha sempre sostenuto, mentre il suo predecessore, Luis Arce, sostenitore di Andrónico Rodríguez, sembra avere tradito.

Morales, fondatore del partito socialista “EVO Pueblo”, nelle settimane precedenti, aveva invitato al voto nullo, per protestare contro l'impossibilità di essere candidato, in quanto aveva già governato la Bolivia per tre mandati, dal 2006 al 2019, ottenendo peraltro ottimi risultati in termini sia economici che sociali.

L'ex Presidente Morales, ha affermato che, se i voti delle schede nulle e bianche fosse considerato e così anche il numero degli astenuti, lui si collocherebbe fra il primo e il secondo posto.

I voti nulli sono stati oltre 1.200.000, quelli bianchi circa 160.000. Gli astenuti oltre 1.400.000.

Egli, su Facebook, ha scritto: “Esprimiamo profondo rispetto e ammirazione alle compagne e ai compagni militanti del nostro movimento politico che, in meno di due settimane di campagna per il voto nullo, hanno ottenuto un risultato storico. La nostra protesta si è fatta sentire: abbiamo votato, ma non abbiamo eletto, e il popolo ha chiarito che la democrazia non può essere ridotta a una semplice procedura amministrativa.

Inoltre, il popolo ha dato un messaggio chiaro a coloro che si sono corrotti nell'esercizio politico e hanno tradito i più umili. La Bolivia non vuole privatizzazione o persecuzione con una giustizia prebendalizzata; la Bolivia chiede ripresa economica, stabilità, crescita e più democrazia”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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