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lunedì 16 marzo 2020

Municipali Francia. Astensione record, buon risultato per comunisti e ecologisti. Partito di Macron in picchiata. Articolo di Luca Bagatin

Astensione record in Francia al primo turno di elezioni amministrative.
Il 56% degli elettori non si è, infatti, recato alle urne. Già molto che quasi la metà dei francesi si sia recata, visto il rischio contagi a seguito dell'emergenza Coronavirus, che sta colpendo anche la Francia. In tal senso si stanno già levando voci per sospendere il secondo turno, previsto per domenica prossima.
A Parigi, pur perdendo molti consensi rispetto alla tornata precedente, si conferma al primo turno la socialista Anne Hidalgo (29,33%), che dovrà vedersela al secondo turno con la repubblicana Rachida Dati (22,72%).
Molto male, in generale, per il partito governativo di Macron. Il suo partito di ispirazione liberale - La République En Marche (LREM) - va male ovunque, da Parigi (17,26%) sino a Lione (14%) e Bordeaux (12,69%). La china che sembra prendere appare dunque ormai quella del Movimento Cinque Stelle italiano, ovvero arrivare in terza posizione, perdendo numerosissimi consensi.
A Le Havre, già feudo del centrodestra repubblicano, il premier macronista Edouard Philippe ottiene il 43,59%, ma è tallonato dal candidato del Partito Comunista, Jean-Paul Lecoq, con il 35,87 e quindi i due dovranno vedersela al secondo turno.
I comunisti del Partito Comunista Francese, in generale, ottengono ottimi risultati e sono forse la sopresa di questa tornata elettorale. Hanno ottenuto, infatti, in generale, più municipi rispetto al Fronte Nazionale della Le Pen, a LREM e agli ecologisti, eleggendo o rieleggendo candidati in ben 133 comuni.
Gli ecologisti ottengono buoni risultati nelle città principali di Lione (29%), Strasburgo (27,87%), Bordeaux (34,38%), Grenoble (46,67%), ma confermano pochi eletti/rieletti in questa tornata.
Il Fronte Nazionale di Marine Le Pen si conferma in alcune città come Fréjus (51%) e Hénin-Beaumont (74,1%). Mentre nella città di Perpignan il FN è in testa con il 36,5% dei voti.

Luca Bagatin

sabato 6 maggio 2017

Intervista di Luca Bagatin alla militante dell'OSRE e collaboratrice della rivista bimestrale francese "Rébellion" Marie Chancel sull'esito delle elezioni presidenziali in Francia

Marie Chancel è una giovane militante dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE), con sede in Francia e che - come ho avuto altre volte modo di scrivere - è un movimento politico-culturale che vuole recuperare i valori e gli ideali del socialismo originario, in un'ottica anticapitalista, comunitaria e autogestionaria.
Marie Chancel è anche collaboratrice della rivista bimestrale dell'OSRE "Rébellion", che fra l'altro, aveva lanciato un'appello all'astensione dal voto alle Presidenziali francesi e/o comunque a non votare per nessuno dei candidati "del sistema" (Macron, Fillon, Hamon). Per conoscere meglio la situazione politica in Francia, ho pertanto deciso di intervistare Marie amichevolmente.

Luca Bagatin: Che cosa ne pensi, innanzitutto, dell'esito del primo turno delle elezioni Presidenziali ?
Marie Chancel: Questi risultati sono storici in quanto per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, i partiti tradizionali, ovvero il Partito Socialista ed i Repubblicani (ex UMP), non sono presenti nel secondo turno. Questa elezione ha visto anche la nascita di un nuovo partito - "En Marche" - guidato da Emmanuel Macron e questa è la seconda volta che il Front National andrà al ballottaggio. Il sistema ha portato al secondo turno un uomo, Emmanuel Macron, che ha grossi agganci nel mondo dei media e nelle alte sfere economiche, ma ciò non ha evitato che molti elettori votassero per quello che il sistema mediatico-politico presenta come il male assoluto, ovvero per Marine Le Pen.

Luca Bagatin: Come mai i partiti tradizionali (Repubblicani e PS) sono stati sconfitti ?
Marie Chancel: La crisi di fiducia è ormai generale, sia per quanto concerne le istituzioni che il sistema mediatico. Tuttavia, il PS ed Repubblicani sono implosi per meglio mutare, ovvero molti dirigenti dei due partiti tradizionali hanno raggiunto il nuovo partito "En Marche" o ad ogni modo hanno suggerito da tempo di votare per il suo candidato, Emmanuel Macron. Il liberismo sfrenato del candidato di "En Marche" attira molto sia i liberisti securitari Repubblicani che i progressisti della sinistra socialdemocratica.

Luca Bagatin: Ritieni che Emmanuel Macron sia il candidato delle élite finanziarie ?
Marie Chancel: Emmanuel Macron è il candidato del campo progressista e capitalista, che presenta il capitalismo come uno strumento in cui teoricamente tutti possono beneficiare. Egli è un vecchio allievo della Scuola Nazionale di Amministrazione, ex banchiere Rothschild e pro-immigrazione.

Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della sua avversaria Marine Le Pen ?
Marie Chancel: Marine Le Pen, rappresentata come il male assoluto dai media francesi, è stata in grado di parlare con le comunità rurali e le aree delle periferie urbane francesi abbandonate. Questo spiega la sua presenza nel secondo turno delle elezioni presidenziali.

Luca Bagatin: Pensi che Jean-Luc Mélenchon avesse qualche chances di andare al ballottaggio ?
Marie Chancel: Non credo, perché Mélenchon ha commesso un errore: si è rifiutato di seguire la logica stessa della sua candidatura, ovvero abbracciare in toto la causa sovranista. Non possiamo pensare di difendere il popolo con un sistema parlamentare nel quale si difendono interessi privati.

Luca Bagatin: L'appello dell'OSRE contro i "candidati del sistema" è stato secondo te efficace ?
Marie Chancel: Non so se l'appello dell'OSRE sia stato efficace, ma è chiaro che i cittadini francesi sono sempre più diffidenti nei confronti del sistema in vigore; i sondaggi ed i risultati elettorali dimostrano che la gente non capisce più a chi si rivolgono i partiti ed i loro programmi. L'impressione è che, a sinistra o a destra, i politici vogliano la stessa cosa e facciano tutti parte dello stesso binario.

Luca Bagatin: Posso chiederti tu per chi hai votato, se non sono troppo indiscreto ?
Marie Chancel: Preferisco non dire per chi ho votato. In Francia vi è un vero e proprio stato di polizia del pensiero e a volte è molto difficile poter esprimere liberamente le proprie idee...

Luca Bagatin: Quale futuro apetta la Francia dopo il secondo turno delle Presidenziali ?
Marie Chancel: Con Emmanuel Macron Presidente certamente la Francia sarà ceduta alle multinazionali.

Luca Bagatin

Entretien de Luca Bagatin avec Marie Chancel de "Rébellion" 

Marie Chancel est une jeune militant de l'Organisation Socialiste Révolutionnaire Européenne
Marie Chancel est aussi collaborateur du magazine bimestriel dell'OSRE "Rébellion", qui, entre autres, avait lancé un appel à s'abstenir de voter dans les élections présidentielle français et/ou en tout cas de ne pas voter pour l'un des candidats "du système" ( Macron, Fillon, Hamon). Pour en savoir plus sur la situation politique en France, j'ai décidé d'interviewer Marie.
(OSRE), basée en France, et que - comme je l'ai eu d'autres occasions d'écrire - est un mouvement politique et culturel qui veut récupérer les valeurs et les idéaux du socialisme d'origine, avec une vue anticapitaliste, communautaire et autogestionnaire.

Luca Bagatin: Que pensez-vous, tout d'abord, des résultats du premier tour des élections présidentielles?
Marie Chancel: Ces résultats sont historiques : pour la première fois dans l'histoire de la Vème République, les partis traditionnels, le Parti Socialiste et les Républicains (ex-UMP) ne sont pas présents au second tour. Cette élection voit également l'émergence d'un nouveau parti, En Marche d'Emmanuel Macron et c'est la deuxième fois que le Front National se retrouve au second tour.Le système a porté au second tour un homme qu'il a en grande partie créé, Emmanuel Macron, ayant de solides réseaux dans les médias et les sphères de l'économie, mais n'a pu empêcher de nombreux électeurs à voter pour celle que le système présente comme le Mal, Marine Le Pen.
Luca Bagatin: Pourquoi les partis traditionnels (républicains et PS) ont été vaincus?

Marie Chancel: La crise de confiance est maintenant générale, autant à l'égard des institutions que de la presse, qu'elle soit écrite ou audiovisuelle. Toutefois, le PS et les Républicains meurent pour mieux muter : beaucoup des cadres des deux partis traditionnels ont rejoint En Marche ou appellent à voter pour son candidat Emmanuel Macron. Le libéralisme intégral du candidat d'En Marche puise autant dans le libéralisme sécuritaire des Rébublicains que dans le progressisme de la gauche social-démocrate.
Luca Bagatin: Vous pensez que Emmanuel Macron est le candidat de l'élite financière?
Marie Chancel: Emmanuel Macron est le candidat du camp progressiste et capitaliste, qui présente le capitalisme comme pouvant profiter à tous. C'est un ancien élève de l'Ecole Nationale d'administration, ex-banquier de Rothschild, et pro-immigration.
Luca Bagatin: Que pensez-vous de son adversaire Marine Le Pen?
Marie Chancel: Marine Le Pen, représentée comme le mal absolu par les médias français, a su parler aux communes rurales et aux régions peri-urbaines, où se rassemble la France laissée à l'abandon. Cela explique sa présence au second tour des présidentielles.
Luca Bagatin: Pensez-vous que Jean-Luc Mélenchon a eu quelques chances de passer le premier tour ?
Marie Chancel: Je ne pense pas car Jean-Luc Mélenchon a commis une erreur : il a refusé d'aller au bout de sa logique en embrassant la cause souverainiste. On ne peut pas défendre le peuple avec un régime parlementaire qui profitent aux intérêts privés.
Luca Bagatin: L'appel dell'OSRE contre les "candidats du systeme" a été efficace à votre avis?

Marie Chancel: Je ne sais pas si l'appel de l'OSRE a été efficace mais il est évident que les citoyens français sont de plus en plus méfiants vis-à-vis du système en place; les sondages et les résultats des élections montrent que les gens ne comprennent plus à quoi ces notions renvoient. L'impression est que, gauche ou droite, les hommes politiques veulent la même chose, et font parti d'un même rouage.
Luca Bagatin: Qui avez-vous voté, si je ne suis pas indiscret ?
Marie Chancel: Je préfère ne pas dire pour qui j'ai voté; il y a une véritable police de la pensée en France, et il est parfois très dur d'assumer ses idées...
Luca Bagatin: Quel avenir attend la France après le second tour de l'élection présidentielle?Marie Chancel: Avec Emmanuel Macron Président certainement la France sera vendu aux entreprises multinationales.

Luca Bagatin

lunedì 24 aprile 2017

Risultati elezioni Presidenziali francesi 2017: la Francia di popolo contro la Francia delle élite. Articolo di Luca Bagatin

Al momento sembra essere in vantaggio, con il 23,8% dei consensi, il candidato delle élite borghesi e finanziare, ovvero l'ex banchiere Emmanuel Macron, quello che sin dall'inizio indicammo come il vero rappresentante della destra (e della sinistra) finanziaria ed oligarchica da sconfiggere (http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/04/elezioni-presidenziali-francesi-2017.html).
Sostenitore della prima ora e Ministro dell'Economia del peggior governo di Francia, ovvero quello capitanato da Hollande e da Valls, ovvero da coloro i quali hanno trasformato il Partito Socialista in partito liberal-capitalista (tanto da ridurre il partito ad un misero 6,3% dei consensi presi da Hamon), Macron presenta un programma confuso quanto in linea con le prospettive di un'Europa austera e senz'anima, a vantaggio solo delle imprese e delle classi ricche. Superficiale quando si tratta di parlare di lotta al terrorismo, Macron ritiene che il problema sia semplicemente frutto delle discriminazioni e dell'assenza di mobilità sociale in Francia.
Diametralmente opposto il programma di Marine Le Pen che, a dispetto di quanto scrivono e dicono i media mainstream, non è affatto di destra e men che meno di estrema destra.
Come già scrivemmo recentemente, la Le Pen - che ha mutato radicalmente il volto del Front National - sembra incarnare valori gollisti in politica estera, (indipendenza della Francia dall'Europa e della NATO) e socialisti in ambito economico-sociale, attraverso l'abolizione della precarizzante Loi Travail; l'abbassamento dell'età pensionabile; l'abbassamento delle imposte sul reddito per primi tre scaglioni e delle piccole e medie imprese. Inoltre Marine Le Pen pone l'accento sulla laicità dello Stato ed è l'unica a rilevare e a voler contrastare il fenomeno dell'immigrazione di massa, che è fenomeno di sradicamento forzato dei popoli - imposto dalla globalizzazione liberal-capitalista - che danneggia tutti. In particolare le classi povere e gli immigrati stessi, che si stanno ritrovando e sempre più si ritroveranno senza prospettive ed in balìa della criminalità organizzata.
Marine Le Pen, nel suo discorso post-elettorale, ha criticato pesantemente la globalizzazione selvaggia e la deregulation economica, che porta a non avere frontiere nè protezioni (anche sociali, visto il progressivo smantellamento dello Stato Sociale in tutta Europa con l'avvento della globalizzazione e delle politiche imposte dall'UE e dal Fondo Monetario Internazionale).
La Le Pen, dunque, appare l'unica alternativa all'"erede" del catastrofico Hollande nonché rappresentante della finanza e ciò potrebbe veder confluire su di lei i voti dell'unico candidato autenticamente socialista in lizza alle Presidenziali, ovvero Jean-Luc Mélenchon, che ha comunque conquistato un ottimo 19,6%. Mélenchon, non a caso, a differenza degli altri candidati "del sistema" (Fillon ed Hamon), si è guardato bene dallo schierarsi con uno dei due candidati al ballottaggio, che si terrà domenica 7 maggio, ma ha lasciato libertà di coscienza al suo elettorato.
Come dicevamo, invece, i candidati "mainstraem" della destra - ovvero François Fillon - e della sinistra - ovvero Benoit Hamon -, hanno deciso di schierarsi apertamente con Macron al ballottaggio.
I media danno già Macron come vincente, ma, ad ogni modo, si tenga conto che i candidati "anti-sistema" e di matrice popolare e populista nel senso più positivo del termine, ovvero Le Pen, Mélenchon, Dupont-Aignan, Lassalle, Poutou, Asselineau ed Arthaud, hanno raccolto tutti assieme quasi il 50% dei voti, oltre al fatto che ben il 21,3% degli elettori si è astenuto.
I giochi, dunque, sono ancora tutti aperti, oltre al fatto che il neo-partito di Macron "En Marche", non avendo alcuna struttura politica alle spalle nè un programma organico, potrebbe raccogliere pochi consensi alle elezioni parlamentari del giugno prossimo, a differenza del Front National della Le Pen e della "France Insoumise" di Mélenchon, che hanno già iniziato a raccogliere da tempo le simpatie ed i consensi dei ceti popolari e meno abbienti, oltre che di buona parte dell'elettorato ex comunista, socialista e gollista, stanco di subire i diktat di Bruxelles e di Washington.
E' l'ora, dunque, della Francia ribelle, popolare e sovrana !

Luca Bagatin