L'Incontro Internazionale
dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP
o Solidnet), rete di solidarietà internazionale, alla quale
aderiscono partiti comunisti e operai di tutto il mondo, ha esposto –
già da alcune settimane - la sua posizione, in merito al conflitto
russo-ucraino.
E lo ha fatto attraverso
una dichiarazione congiunta – dal titolo “No alla guerra
imperialista in Ucraina!” - pubblicata in varie lingue, sul suo
sito ufficiale:
http://solidnet.org/article/Urgent-Joint-Statement-of-Communist-and-Workers-Parties-No-to-the-imperialist-war-in-Ukraine.
“I Partiti Comunisti
e Operai” - si legge nel testo della dichiarazione - “si
oppongono al conflitto imperialista in Ucraina, che costituisce una
delle conseguenze della tragica situazione per i popoli formatisi
dopo il rovesciamento del socialismo e la dissoluzione dell'Unione
Sovietica. (…) la restaurazione del capitalismo ha significato lo
smantellamento delle conquiste storiche degli operai e del popolo e
ha portato i popoli dell'URSS all'era dello sfruttamento di classe e
delle guerre imperialiste”.
“Gli sviluppi in Ucraina che hanno luogo nel
quadro del capitalismo monopolistico” – prosegue
la dichiarazione - “sono legati ai piani di USA, NATO e
UE e al loro intervento nella regione nel contesto della loro feroce
competizione con la Russia capitalista per il controllo dei mercati,
delle materie prime e delle reti di trasporto del Paese. Questi
propositi sono nascosti dalle potenze imperialiste, che sono in
conflitto promuovendo i propri pretesti come la “difesa della
democrazia”, l'”autodifesa”, e il diritto di “scegliere le
proprie alleanze”, il rispetto dei principi dell’ONU o dell’OSCE,
o il presunto “fascismo”, mentre separano deliberatamente il
fascismo dal sistema capitalista che lo genera e lo utilizza”.
Nella dichiarazione vengono altresì denunciate le
persecuzioni contro i dissidenti, i cittadini di lingua russa e i
comunisti, in Ucraina: “Denunciamo l’attività delle forze
fasciste e nazionaliste in Ucraina, l’anticomunismo e la
persecuzione dei comunisti, la discriminazione della popolazione di
lingua russa, gli attacchi armati del governo ucraino contro la
popolazione del Donbass. Condanniamo l’utilizzo delle forze
politiche reazionarie dell’Ucraina, compresi i gruppi fascisti, da
parte delle potenze euro-atlantiche per la realizzazione dei loro
piani (…)”.
Nella dichiarazione
comunista viene inoltre espressamente condannato il governo
capitalista di Putin: “La decisione della Federazione
Russa di riconoscere inizialmente l'”indipendenza” delle
cosiddette “Repubbliche popolari” nel Donbass e poi di procedere
a un intervento militare, che si sta svolgendo con il pretesto
dell'”autodifesa” della Russia, della “smilitarizzazione” e
della “defascistizzazione” dell’Ucraina, non è stata presa per
proteggere il popolo della regione o la pace, ma per promuovere gli
interessi dei monopoli russi nel territorio ucraino e la loro feroce
concorrenza con i monopoli occidentali”.
Viene dunque espressa solidarietà sia ai comunisti
che ai popoli fratelli di Russia e Ucraina, invitandoli a prendere le
distanze dai rispettivi governi e ad allearsi in nome del socialismo:
“Esprimiamo la nostra solidarietà ai comunisti e ai popoli
della Russia e dell’Ucraina e siamo al loro fianco per rafforzare
la lotta contro il nazionalismo, che è favorito da ogni borghesia. I
popoli di entrambi i Paesi, che vivevano in pace e prosperavano
insieme nel quadro dell’URSS, così come tutti gli altri popoli non
hanno alcun interesse a schierarsi con l’uno o l’altro
imperialista o alleanza che serve gli interessi dei monopoli”
Ferma condanna
viene espressa anche contro UE e NATO: “(…) la verità
è che la NATO e l’UE, come ogni unione transnazionale capitalista,
sono alleanze predatorie di natura profondamente reazionaria che non
possono diventare a favore dei popoli e continueranno ad agire contro
i diritti dei lavoratori e dei popoli; e che il capitalismo va di
pari passo con le guerre imperialiste”.
Un invito - a
resistere alla propaganda capitalista - viene dunque posto ai popoli
di tutti i Paesi: “Invitiamo i popoli dei Paesi i cui
governi sono coinvolti negli sviluppi (…) a lottare contro la
propaganda delle forze borghesi che attirano i popoli nel tritacarne
della guerra imperialista usando vari falsi pretesti”.
E viene ribadita l'esigenza di “chiusura delle
basi militari, il ritorno a casa delle truppe dalle missioni
all’estero e a rafforzare la lotta per il disimpegno dei Paesi dai
piani e dalle alleanze imperialiste come la NATO e l’UE”.
La dichiarazione
congiunta si conclude come segue, ovvero con un invito agli strati
popolari a non dividersi, ma a rafforzarsi, contro il capitalismo:
“L’interesse della classe operaia e degli strati
popolari ci impone di rafforzare il criterio di classe per analizzare
gli sviluppi, per tracciare il nostro cammino indipendente contro i
monopoli e le classi borghesi, per il rovesciamento del capitalismo,
per il rafforzamento della lotta di classe contro la guerra
imperialista, per il socialismo, che rimane più che mai attuale e
necessari”.
Tale dichiarazione è stata firmata da oltre 60
partiti e movimenti comunisti e operai, dall'Europa all'Asia,
passando per l'Africa, il Nordamerica e l'America Latina.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it