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giovedì 8 giugno 2017

"Rispetto e amore per le differenze; lotta alla globalizzazione selvaggia; libertà dalla schiavitù del lavoro e del salario; autogestione ed autodeterminazione. Ovvero Amore e Libertà" Riflessioni di Luca Bagatin

Più che una cosiddetta (o sedicente) Società Aperta che si traduce nell'imposizione del modello americanocentrico al resto del mondo, preferisco una Civiltà dell'Amore, nella quale le singole identità e comunità si rispettino, con le rispettive peculiarità e differenze.

Continuo a pensare che, se in Francia si alleassero Front National e France Insoumise, lasciando alle spalle feticismi ideologici del passato e unendosi su un programma sovranista e anti-globalizzazione, potrebbero dare filo da torcere allo Squalo della finanza oggi al governo.

Il socialista autogestionario è molto più liberale del liberale economicistico.
Egli ambisce alla liberazione dalla schiavitù del lavoro e del salario, mentre il liberale è un propugnatore/sostenitore di tale schiavitù.

Non sono diventato antiamerikano per ideologia politica marxista o di sinistra o cose simili. Perché non lo sono.
Sono diventato antiamerikano perché sono democratico e credo nelle differenze e nell'autodeterminazione dei popoli.

Il lavoro è via via sempre più fonte di stress. Mentre la disoccupazione è sempre più endemica. Occorre pensare un nuovo sistema, comunitario, che ci liberi dalla schiavitù del lavoro e del salario.

Amare è tendere la mano o il cuore a qualcuno, non certo prendere e pretendere.
Sarà per questo che ritengo troppo complicati (ed evitabili) i rapporti sentimentali nel mondo della materia. 

(Luca Bagatin)

sabato 6 maggio 2017

Intervista di Luca Bagatin alla militante dell'OSRE e collaboratrice della rivista bimestrale francese "Rébellion" Marie Chancel sull'esito delle elezioni presidenziali in Francia

Marie Chancel è una giovane militante dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE), con sede in Francia e che - come ho avuto altre volte modo di scrivere - è un movimento politico-culturale che vuole recuperare i valori e gli ideali del socialismo originario, in un'ottica anticapitalista, comunitaria e autogestionaria.
Marie Chancel è anche collaboratrice della rivista bimestrale dell'OSRE "Rébellion", che fra l'altro, aveva lanciato un'appello all'astensione dal voto alle Presidenziali francesi e/o comunque a non votare per nessuno dei candidati "del sistema" (Macron, Fillon, Hamon). Per conoscere meglio la situazione politica in Francia, ho pertanto deciso di intervistare Marie amichevolmente.

Luca Bagatin: Che cosa ne pensi, innanzitutto, dell'esito del primo turno delle elezioni Presidenziali ?
Marie Chancel: Questi risultati sono storici in quanto per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, i partiti tradizionali, ovvero il Partito Socialista ed i Repubblicani (ex UMP), non sono presenti nel secondo turno. Questa elezione ha visto anche la nascita di un nuovo partito - "En Marche" - guidato da Emmanuel Macron e questa è la seconda volta che il Front National andrà al ballottaggio. Il sistema ha portato al secondo turno un uomo, Emmanuel Macron, che ha grossi agganci nel mondo dei media e nelle alte sfere economiche, ma ciò non ha evitato che molti elettori votassero per quello che il sistema mediatico-politico presenta come il male assoluto, ovvero per Marine Le Pen.

Luca Bagatin: Come mai i partiti tradizionali (Repubblicani e PS) sono stati sconfitti ?
Marie Chancel: La crisi di fiducia è ormai generale, sia per quanto concerne le istituzioni che il sistema mediatico. Tuttavia, il PS ed Repubblicani sono implosi per meglio mutare, ovvero molti dirigenti dei due partiti tradizionali hanno raggiunto il nuovo partito "En Marche" o ad ogni modo hanno suggerito da tempo di votare per il suo candidato, Emmanuel Macron. Il liberismo sfrenato del candidato di "En Marche" attira molto sia i liberisti securitari Repubblicani che i progressisti della sinistra socialdemocratica.

Luca Bagatin: Ritieni che Emmanuel Macron sia il candidato delle élite finanziarie ?
Marie Chancel: Emmanuel Macron è il candidato del campo progressista e capitalista, che presenta il capitalismo come uno strumento in cui teoricamente tutti possono beneficiare. Egli è un vecchio allievo della Scuola Nazionale di Amministrazione, ex banchiere Rothschild e pro-immigrazione.

Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della sua avversaria Marine Le Pen ?
Marie Chancel: Marine Le Pen, rappresentata come il male assoluto dai media francesi, è stata in grado di parlare con le comunità rurali e le aree delle periferie urbane francesi abbandonate. Questo spiega la sua presenza nel secondo turno delle elezioni presidenziali.

Luca Bagatin: Pensi che Jean-Luc Mélenchon avesse qualche chances di andare al ballottaggio ?
Marie Chancel: Non credo, perché Mélenchon ha commesso un errore: si è rifiutato di seguire la logica stessa della sua candidatura, ovvero abbracciare in toto la causa sovranista. Non possiamo pensare di difendere il popolo con un sistema parlamentare nel quale si difendono interessi privati.

Luca Bagatin: L'appello dell'OSRE contro i "candidati del sistema" è stato secondo te efficace ?
Marie Chancel: Non so se l'appello dell'OSRE sia stato efficace, ma è chiaro che i cittadini francesi sono sempre più diffidenti nei confronti del sistema in vigore; i sondaggi ed i risultati elettorali dimostrano che la gente non capisce più a chi si rivolgono i partiti ed i loro programmi. L'impressione è che, a sinistra o a destra, i politici vogliano la stessa cosa e facciano tutti parte dello stesso binario.

Luca Bagatin: Posso chiederti tu per chi hai votato, se non sono troppo indiscreto ?
Marie Chancel: Preferisco non dire per chi ho votato. In Francia vi è un vero e proprio stato di polizia del pensiero e a volte è molto difficile poter esprimere liberamente le proprie idee...

Luca Bagatin: Quale futuro apetta la Francia dopo il secondo turno delle Presidenziali ?
Marie Chancel: Con Emmanuel Macron Presidente certamente la Francia sarà ceduta alle multinazionali.

Luca Bagatin

Entretien de Luca Bagatin avec Marie Chancel de "Rébellion" 

Marie Chancel est une jeune militant de l'Organisation Socialiste Révolutionnaire Européenne
Marie Chancel est aussi collaborateur du magazine bimestriel dell'OSRE "Rébellion", qui, entre autres, avait lancé un appel à s'abstenir de voter dans les élections présidentielle français et/ou en tout cas de ne pas voter pour l'un des candidats "du système" ( Macron, Fillon, Hamon). Pour en savoir plus sur la situation politique en France, j'ai décidé d'interviewer Marie.
(OSRE), basée en France, et que - comme je l'ai eu d'autres occasions d'écrire - est un mouvement politique et culturel qui veut récupérer les valeurs et les idéaux du socialisme d'origine, avec une vue anticapitaliste, communautaire et autogestionnaire.

Luca Bagatin: Que pensez-vous, tout d'abord, des résultats du premier tour des élections présidentielles?
Marie Chancel: Ces résultats sont historiques : pour la première fois dans l'histoire de la Vème République, les partis traditionnels, le Parti Socialiste et les Républicains (ex-UMP) ne sont pas présents au second tour. Cette élection voit également l'émergence d'un nouveau parti, En Marche d'Emmanuel Macron et c'est la deuxième fois que le Front National se retrouve au second tour.Le système a porté au second tour un homme qu'il a en grande partie créé, Emmanuel Macron, ayant de solides réseaux dans les médias et les sphères de l'économie, mais n'a pu empêcher de nombreux électeurs à voter pour celle que le système présente comme le Mal, Marine Le Pen.
Luca Bagatin: Pourquoi les partis traditionnels (républicains et PS) ont été vaincus?

Marie Chancel: La crise de confiance est maintenant générale, autant à l'égard des institutions que de la presse, qu'elle soit écrite ou audiovisuelle. Toutefois, le PS et les Républicains meurent pour mieux muter : beaucoup des cadres des deux partis traditionnels ont rejoint En Marche ou appellent à voter pour son candidat Emmanuel Macron. Le libéralisme intégral du candidat d'En Marche puise autant dans le libéralisme sécuritaire des Rébublicains que dans le progressisme de la gauche social-démocrate.
Luca Bagatin: Vous pensez que Emmanuel Macron est le candidat de l'élite financière?
Marie Chancel: Emmanuel Macron est le candidat du camp progressiste et capitaliste, qui présente le capitalisme comme pouvant profiter à tous. C'est un ancien élève de l'Ecole Nationale d'administration, ex-banquier de Rothschild, et pro-immigration.
Luca Bagatin: Que pensez-vous de son adversaire Marine Le Pen?
Marie Chancel: Marine Le Pen, représentée comme le mal absolu par les médias français, a su parler aux communes rurales et aux régions peri-urbaines, où se rassemble la France laissée à l'abandon. Cela explique sa présence au second tour des présidentielles.
Luca Bagatin: Pensez-vous que Jean-Luc Mélenchon a eu quelques chances de passer le premier tour ?
Marie Chancel: Je ne pense pas car Jean-Luc Mélenchon a commis une erreur : il a refusé d'aller au bout de sa logique en embrassant la cause souverainiste. On ne peut pas défendre le peuple avec un régime parlementaire qui profitent aux intérêts privés.
Luca Bagatin: L'appel dell'OSRE contre les "candidats du systeme" a été efficace à votre avis?

Marie Chancel: Je ne sais pas si l'appel de l'OSRE a été efficace mais il est évident que les citoyens français sont de plus en plus méfiants vis-à-vis du système en place; les sondages et les résultats des élections montrent que les gens ne comprennent plus à quoi ces notions renvoient. L'impression est que, gauche ou droite, les hommes politiques veulent la même chose, et font parti d'un même rouage.
Luca Bagatin: Qui avez-vous voté, si je ne suis pas indiscret ?
Marie Chancel: Je préfère ne pas dire pour qui j'ai voté; il y a une véritable police de la pensée en France, et il est parfois très dur d'assumer ses idées...
Luca Bagatin: Quel avenir attend la France après le second tour de l'élection présidentielle?Marie Chancel: Avec Emmanuel Macron Président certainement la France sera vendu aux entreprises multinationales.

Luca Bagatin

lunedì 24 aprile 2017

Risultati elezioni Presidenziali francesi 2017: la Francia di popolo contro la Francia delle élite. Articolo di Luca Bagatin

Al momento sembra essere in vantaggio, con il 23,8% dei consensi, il candidato delle élite borghesi e finanziare, ovvero l'ex banchiere Emmanuel Macron, quello che sin dall'inizio indicammo come il vero rappresentante della destra (e della sinistra) finanziaria ed oligarchica da sconfiggere (http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/04/elezioni-presidenziali-francesi-2017.html).
Sostenitore della prima ora e Ministro dell'Economia del peggior governo di Francia, ovvero quello capitanato da Hollande e da Valls, ovvero da coloro i quali hanno trasformato il Partito Socialista in partito liberal-capitalista (tanto da ridurre il partito ad un misero 6,3% dei consensi presi da Hamon), Macron presenta un programma confuso quanto in linea con le prospettive di un'Europa austera e senz'anima, a vantaggio solo delle imprese e delle classi ricche. Superficiale quando si tratta di parlare di lotta al terrorismo, Macron ritiene che il problema sia semplicemente frutto delle discriminazioni e dell'assenza di mobilità sociale in Francia.
Diametralmente opposto il programma di Marine Le Pen che, a dispetto di quanto scrivono e dicono i media mainstream, non è affatto di destra e men che meno di estrema destra.
Come già scrivemmo recentemente, la Le Pen - che ha mutato radicalmente il volto del Front National - sembra incarnare valori gollisti in politica estera, (indipendenza della Francia dall'Europa e della NATO) e socialisti in ambito economico-sociale, attraverso l'abolizione della precarizzante Loi Travail; l'abbassamento dell'età pensionabile; l'abbassamento delle imposte sul reddito per primi tre scaglioni e delle piccole e medie imprese. Inoltre Marine Le Pen pone l'accento sulla laicità dello Stato ed è l'unica a rilevare e a voler contrastare il fenomeno dell'immigrazione di massa, che è fenomeno di sradicamento forzato dei popoli - imposto dalla globalizzazione liberal-capitalista - che danneggia tutti. In particolare le classi povere e gli immigrati stessi, che si stanno ritrovando e sempre più si ritroveranno senza prospettive ed in balìa della criminalità organizzata.
Marine Le Pen, nel suo discorso post-elettorale, ha criticato pesantemente la globalizzazione selvaggia e la deregulation economica, che porta a non avere frontiere nè protezioni (anche sociali, visto il progressivo smantellamento dello Stato Sociale in tutta Europa con l'avvento della globalizzazione e delle politiche imposte dall'UE e dal Fondo Monetario Internazionale).
La Le Pen, dunque, appare l'unica alternativa all'"erede" del catastrofico Hollande nonché rappresentante della finanza e ciò potrebbe veder confluire su di lei i voti dell'unico candidato autenticamente socialista in lizza alle Presidenziali, ovvero Jean-Luc Mélenchon, che ha comunque conquistato un ottimo 19,6%. Mélenchon, non a caso, a differenza degli altri candidati "del sistema" (Fillon ed Hamon), si è guardato bene dallo schierarsi con uno dei due candidati al ballottaggio, che si terrà domenica 7 maggio, ma ha lasciato libertà di coscienza al suo elettorato.
Come dicevamo, invece, i candidati "mainstraem" della destra - ovvero François Fillon - e della sinistra - ovvero Benoit Hamon -, hanno deciso di schierarsi apertamente con Macron al ballottaggio.
I media danno già Macron come vincente, ma, ad ogni modo, si tenga conto che i candidati "anti-sistema" e di matrice popolare e populista nel senso più positivo del termine, ovvero Le Pen, Mélenchon, Dupont-Aignan, Lassalle, Poutou, Asselineau ed Arthaud, hanno raccolto tutti assieme quasi il 50% dei voti, oltre al fatto che ben il 21,3% degli elettori si è astenuto.
I giochi, dunque, sono ancora tutti aperti, oltre al fatto che il neo-partito di Macron "En Marche", non avendo alcuna struttura politica alle spalle nè un programma organico, potrebbe raccogliere pochi consensi alle elezioni parlamentari del giugno prossimo, a differenza del Front National della Le Pen e della "France Insoumise" di Mélenchon, che hanno già iniziato a raccogliere da tempo le simpatie ed i consensi dei ceti popolari e meno abbienti, oltre che di buona parte dell'elettorato ex comunista, socialista e gollista, stanco di subire i diktat di Bruxelles e di Washington.
E' l'ora, dunque, della Francia ribelle, popolare e sovrana !

Luca Bagatin

venerdì 9 settembre 2016

"Franciavanguardia": una rivoluzione culturale sociale e nazionale. Articolo di Luca Bagatin

La Francia è da sempre un'avanguardia intellettuale e culturale, fucina di tradizione e trasgressione, di spiritualità (vedi le numerose comunità Catare e non solo) e di laicità.
La Francia è la culla dell'Illuminismo nelle sue più varie declinazioni (da quello di Rousseau a quello di Voltaire), della Rivoluzione francese del 1789 sino a quella proletaria della Comune di Parigi del 1871.
E' così che nasce un testo insolito, “Franciavanguardia”, del giovane gionalista Sebastiano Caputo, edito dalle Edizioni Circolo Proudhon, che è un insieme di analisi e soprattutto di interviste ad intellettuali e studiosi dell' “altra-Francia”, ovvero quella che si contrappone al “pensiero unico” borghese e progressista. La Francia che riscopre il socialismo delle origini – quello di Pierre Leroux, Proudhon e Sorel – che non è mai stato di sinistra né di destra, che si è da sempre contrapposto al capitalismo, al progressismo ed alla crescita economica illimitata.
“Franciavanguardia”, che è appunto, come suggerito dal sottotitolo, la “cronaca di una rivoluzione culturale”, è poi l'analisi di come oggi in Francia sia piuttosto il Front National di Marine Le Pen a raccogliere i consensi dei ceti proletari e meno abbienti, rispetto alle élite di destra e sinistra di Sarkozy ed Hollande, le quali hanno venduto al capitale ed alla finanza internazionale gli ideali rispettivamente di De Gaulle e del socialismo autentico.
“Franciavanguardia” è, se vogliamo, l'elogio delle analisi di Rousseau, il primo ad individuare le derive della società individualista, egoista, borghese e liberale e la critica alle rispettive élite, compresa quella sionista. Qui l'unico appunto che mi sento di fare al giovane Caputo è l'aver inserito fra queste élite – per quanto en passant – quella “massonica”. Mi sento infatti, da studioso di Massoneria di dissentire, in quanto la Massoneria – e quella francese non fa eccazione, anzi ! - oltre a non essere una élite, raccoglie da sempre personalità diversissime fra loro. Non è una scuola di razionalità (per quanto in Francia vi sia stata qualche deriva in tal senso), bensì di spiritualità ed al suo interno convivono spiriti e ideali diversissimi, uniti unicamente dalla ricerca interiore e filosofica. Si pensi infatti che lo stesso Rousseau fu massone, così come l'ideatore del termine “socialismo” Pierre Leroux e così i rivoluzionari Pierre-Joseph Proudon e Michail Bakunin (allo scopo di propagandare i propri ideali anarchici all'interno delle Logge), oltre che la paladina della Comune di Parigi Louise Michel, tanto per citarne sono alcuni. In questo senso nel testo, a parer mio, avrebbe potuto essere trattato diffusamente questo tema, ovvero come la Massoneria francese, di matrice Liberale (ovvero non Tradizionale ed anglosassone), abbia influenzato l'azione ed il pensiero dei rivoluzionari e dei socialisti francesi e latini di ispirazione anarchica sia in Francia che in Italia, oltre che in America Latina (si veda in proposito il mio articolo: http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/06/la-massoneria-dellamerica-latina-e-dei_45.html).
In “Franciavanguardia” è dunque trattato, grazie ai dotti interventi dei filosofi Jean-Claude Michéa ed Alain De Benoist, il tema del socialismo, che mai fu un concetto di sinistra o di destra (Marx e Proudhon, oltre che gli altri teorici del socialismo mai usarono il termine “sinistra” per indentificarsi e giammai proposero una fantomatica formula dell'”unità delle sinistre” tanto abusata in quest'epoca globalista). Il socialismo, infatti, rappresentò sempre ed unicamente i ceti popolari, contadini ed operai i quali solo durante il periodo dell'”affaire Dreyfus” - temendo un colpo di Stato di matrice monarchica ed aristocratica – scesero a compromessi con la sinistra parlamentare, borghese, bottegaia, colonialista e progressista.
Pierre Leroux
Questo fu il più grande errore del socialismo, come ricorda Michéa, in quanto il più grande nemico del socialismo fu proprio la sinistra parlamentare, che, nel corso degli anni, tradirà ogni istanza sociale, comunitaria ed operaista per garantire unicamente quelle élite liberali, borghesi e progressiste che saranno poi all'origine dell'attuale capitalismo assoluto, ovvero quelle che garantiranno precariato sociale, disoccupazione endemica, immigrazionismo, sradicamento dei popoli e neo-colonialismo, oltre che nuovi “scontri di civiltà”, fomentati dagli Stati Uniti d'America e dalle loro lobby economico-politico-geopolitiche.
Alain De Benoist ricorda in particolare come la Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO), nel 1905, fosse guidata dalla corrente socialista rivoluzionaria ed avesse ancora un programma anticapitalista, aspetto che sarà destinata a perdere nel corso dei decenni a causa del compromesso con le varie correnti della sinistra parlamentare che daranno vita all'attuale Partito Socialista, rappresentante massimo della borghesia capitalista con le sue Loi Travail e la sua difesa strenua dei ceti medio alti a discapito di quelli medio bassi e degli abitanti delle banlieue.
“Franciavanguardia”, dunque, ci parla, nell'introduzione, dell'esperienza del “Cercle Proudhon”, fondato nel 1912 dai deiscepoli del socialista Georges Sorel, ovvero Georges Valois ed Edouard Berth, i quali si proponevano un superamento della destra e della sinistra fondendo valori nazionali con istanze socialiste, riprendendo così la tradizione anarco-socialista di Proudhon di critica nei confronti del liberalismo, dei cosiddetti “valori borghesi” e del parlamentarismo. Esperienza purtroppo destinata ad esaurirsi a causa della Grande Guerra.
“Franciavanguardia” è il saggio che lega a questa tradizione sociale e nazionale anche all'esperienza del Generale Charles De Gaulle, il quale, pur stimato a destra ed a sinistra, non si riconosceva in nessuno di questi due filoni (ricordiamo che in Italia De Gaulle fu ispirazione politica per due medaglie d'oro della Resistenza, il liberale Edgardo Sogno ed il repubblicano Randolfo Pacciardi). De Gaulle è infatti ricordato come il presidente che rimpatriò le riserve auree; condannò le politiche israeliane in Palestina e quelle statunitensi in Vietnam; provocò l'uscita della Francia dalla NATO preservando così l'indipendenza militare della nazione; consolidò il sistema del welfare e si oppose all'ingresso dell'Inghilterra nella comunità europea.
A tradire tale patriomonio, sia gollista che socialista originario, furono appunto i vari partiti di destra e di sinistra, attraverso politiche ultra liberali di privatizzazione industriale, deregolamentazione finanziaria e di subordinazione al dollaro statunitense. Non a caso il Generale De Gaulle ebbe a dire, prima di morire: “Odio i socialisti perché non sono socialisti, mentre odio i miei perché amano troppo il denaro”.
Inutile dire che fu profetico rispetto ai minus habens politici di oggi Sarkozy ed Hollande, ovvero sedicenti “repubblicani” e sedicenti “socialisti” che hanno saputo alla perfezione distruggere un Paese ed un popolo dalle grandissime potenzialità sociali, intellettuali ed artistiche, consegnandolo all'insicurezza, alla precarietà ed in balìa del terrorismo.
Il saggio di Caputo “Franciavanguardia” è questo e lo è attraverso le parole degli intellettuali controcorrente francesi di oggi quali Alain Soral e Dieudonné, non a caso stigmatizzati dai media, fondatori dell'associazione metapolitica “Egalité & Réconciliation” - il cui slogan è “destra dei valori e sinistra del lavoro” - che si propone di lottare contro il mondialismo e superare lo scontro di civiltà, dialogando con il mondo musulmano valorizzando le identità nazionali di tutti e riconciliando il proletariato con la classe media. Da notare che Alain Soral è un ex militante del Partito Comunista Francese e lo è stato per sette anni, prima di approdare al Front National e poi abbandonarlo per fondare la sua associazione. In Italia, peraltro, il fondatore del Partito dell'Amore Mauro Biuzzi, ha denunciato pubblicamente – nell'isolamento generale – il tentativo di discriminazione nei confronti delle idee di Alain Soral (http://www.partitodellamore.it/attivita/alain_soral/comunicato_pda_or.pdf).
Intellettuale di spicco intervistato da Sebastiano Caputo nel suo saggio è il già citato filosofo orwelliano Jean-Claude Michéa. Anch'egli ex comunista di provata fede, da tempo è impegnato nell'opera di denuncia della sinistra venduta al capitalismo (si vedano i miei articoli in merito: http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/02/il-socialismo-non-e-di-sinistra-parola.htmlhttp://amoreeliberta.blogspot.it/2016/02/il-vicolo-cieco-delleconomia-articolo.html).
Jean-Claude Michéa
Michéa, come De Benoist, anch'egli intervistato nell'ambito di “Franciavanguardia”, si rifà molto alla teoria del dono dell'antropologo socialista Marcel Mauss e ritiene, pertanto, che si siano perduti valori fondamentali quali la lealtà, il senso di aiuto reciproco e la benevolenza, che sono alla base di una società degna di questo nome al fine di combattere l'ideologia utilitarista della crescita illimitata fondata sui più bassi istinti egoistici ed individualisti.
Dello stesso avviso il saggista Alain De Benoist, il quale risulta essere letto più in Italia che in Francia, e che rifugge dall'idea di essere definito “di destra”, bensì preferisce dire di essere “un uomo di destra di sinistra e un uomo di sinistra di destra”, che ritiene ad esempio che il Front National di Marine Le Pen abbia saputo attrarre il voto popolare ed operaio attraverso il recupero di alcuni ideali socialisti e gaullisti originari, ma ad ogni modo rimane in disaccordo con diverse idee di fondo di tale partito che, ci tiene a dire, in Italia non è affatto rappresentato da persone come la Meloni e Salvini, ma, forse e solo in minimissima parte, dal Movimento Cinque Stelle.
Il piglio trasgressivo di Sebastiano Caputo si spinge financo ad intervistare per il suo saggio Jean Marie Le Pen, considetato nientemeno che il “demonio della Repubblica” francese, ma è davvero così ? Oppure si tratta piuttosto di un leader identitario che sì, eccessi a parte, si è posto quale spina nel fianco del duopolio destra-sinistra e per questo demonizzato ben oltre il dovuto ?
Alain De Benoist
Dalla caduta del Muro di Berlino il Front National lepenista ha saputo spostare il discorso dall'esclusiva lotta all'immigrazione ad aspetti più economici e sociali e lottando contro la perversità del libero mercato, rispettando comunque le minoranze e diventando così un partito maggioritario e di riferimento di quell'elettorato che, in passato, votava per il partito comunista e socialista.
Interessante anche l'intervista all'ecologista Lautent Ozon, il quale propone un progetto di riemigrazione, che favorisca il ritorno in patria degli immigrati approdati in Europa attraverso un progetto di cooperazione economico-sociale con i Paesi d'origine, che è poi in linea con l'idea dell'altro intervistato Kemi Seba, intellettuale panafricano che con l'associazione senegalese “Afrikan Mosaique” promuove il ritorno in patria dei migranti e ritiene che il multiculturalismo sia un fenomeno destinato a fallire e a creare una coabitazione forzata fra popoli troppo differenti e destinati ad essere sradicati e ad entrare in conflitto.
Interessantissimi poi gli interventi dell'economista Serge Latouche, promotore della decrescita economica, il quale ritiene che occorra vivere in una società di “abbondanza frugale”, ovvero un una società prospera e senza crescita economica, la quale – nella sua illimitatezza – è destinata a distruggere l'ambiente circostante e a distruggere ogni tipo di risorsa disponibile sul pianeta, come sta avvenendo infatti nell'inquinatissima e ipercapitalistica Cina.
Rilevante l'intervista conclusiva e a un non francese, ma, ad ogni modo, in linea con il filone controculturale del saggio, ovvero quella allo svizzero Piero San Giorgio, saggista “survivalista” che spiega come “sopravvivere al collasso economico” modificando il nostro stile di vita e tornando alla natura ed all'agricoltura, così come lui stesso ha fatto e propone un sistema basato su quella che definisce BAD, ovvero Base Autonomia Durevole, descritta anche in uno dei suoi video su youtube in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=jdT-x2_QXpU.
“Franciavanguardia” di Sebastiano Caputo è dunque un saggio “collettivo”, ovvero che da voce a molte voci diverse, ma anche simili. A pensatori, studiosi, alcuni apparentemente utopisti altri apparentemente estremisti, la maggior parte concreti e critici nei confronti di un sistema che è fallito da tempo: quello capitalista, egoista, borghese, illiberale e antidemocratico anche se si definisce – illusoriamente – liberaldemocratico.
La Francia è dunque una fucina intellettuale, come ho avuto modo anche di scrivere recentemente presentando l'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea e la sua rivista “Rébellion” (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/08/rebellion-e-lorganizzazione-socialista.html), con la quale recentemente ho iniziato a collaborare.
Lo è tanto quanto l'America Latina del Socialismo del XXI secolo di cui ho più volte scritto in questi anni. Il filone intellettuale e spirituale – per molti versi di matrice latina - è del resto il medesimo e riunisce anche le nostre lotte Risorgimentali mazziniane e garibaldine, che troveranno una sintesi nella Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 che vedrà, per la prima volta, dialogare repubblicani, socialisti e anarchici sino a che, purtroppo, le divisioni tenderanno a prevalere. Divisioni che, oggi e da tempo, hanno spianato la strada alle élite economiche e a quella globalizzazione antiumanitaria che è destinata a fomentare nuovi conflitti.
Proletari e trasgressivi di tutti i Paesi, ricominciamo a dialogare !

Luca Bagatin

domenica 6 dicembre 2015

Non la pensiamo come Marine Le Pen, ma non ci dispiace. Purché si allontani dal fascismo di Salvini e abbracci il libertarismo, il Socialismo del XXIesimo secolo ed il Garibaldinismo di "Amore e Libertà"

Non la pensiamo come lei su molte cose, in particolare sui diritti civili.
Purtuttavia riconosciamo che Marine Le Pen ha saputo, meglio di altri, in Francia e in Europa, intercettare il voto dei diseredati e degli oppressi. Diseredati e oppressi da una globalizzazione senza amore e da un sistema economico di mercato che uccide.
Per questo, auspicando che possa mutare ulteriormente il DNA del suo partito, il Front National, e, definendosi "non di destra" e laica, possa allontanarsi dal capital-fascismo dei Salvini ed ispirarsi, piuttosto, ai valori libertari del Socialismo del XXIesimo, del Peronismo, del Kirchnerismo, del Garibaldinismo che sono propri del nostro pensatoio "Amore e Libertà".

martedì 8 aprile 2014

Cari politicanti, non vi stupite del populismo. Piuttosto, iniziate a pappare di meno e a diffondere la Civiltà dell'Amore

Non si stupiscano i Presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso se "l'Europa è assediata dal populismo".
Il populismo esisterà sin tanto che i politicanti non si renderanno conto di aver attuato, per decenni, politiche in sfavore del Popolo.


Rimandiamo pertanto alla lettura dell'articolo di Luca Bagatin dal titolo "Civiltà dell'Amore contro società del piacere" che, forse, può dare maggiori delucidazioni a politici, politicanti,  economisti, operatori finanziari vari, manager, top model e lacchè di varia natura:

mercoledì 26 marzo 2014

"Amore e Libertà" VERSUS Hollande "il fedifrago"

 
Non è tanto o solo che in Francia ha vinto la Le Pen, quanto il fatto che Hollande paga il suo essere fedifrago.
Hollande avrebbe dovuto dimettersi per vergogna e indegnità già da tempo.
Invece ha seguito le orme del pregiudicato fedifrago Berlusconi.

Per la serie: quando il populismo è migliore rispetto al papponismo