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venerdì 9 ottobre 2015

Quando mi candidai alle Amministrative di Roma con la Staller e contro Marino e Alemanno. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Nel 2013 mi candidai, repubblicano mazziniano, libertario, chavista e peronista, nelle liste del Partito Liberale Italiano, rilanciando la figura di Ilona Staller in politica, alle elezioni Amministrative di Roma.
Lo feci perché Ilona era un'amica che stimavo da sempre e mi intrigava l'idea di rilanciare l'area laica con un programma "radicale" e di "estrema sinistra", che solo Ernesto Nathan avrebbe potuto portare avanti e mi intrigava farlo con un'icona hippie e fricchettona come Cicciolina, così simile al mio modo di vedere la vita e la politica.
Con Ilona, per tutta la campagna elettorale, dicemmo e scrivemmo: "Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali (...). All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi. Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici".
Lo dicemmo, pur inascoltati anche dagli stessi compagni di lista.
Oggi assistiamo alle dimissioni di Marino, che, secondo noi, non avrebbe dovuto nemmeno essere eletto.
Così come non doveva essere eletto, a suo tempo, Gianni Alemanno.
I romani facciano ammenda. La causa del loro mal sono i politici, certo, ma anche loro stessi che li hanno eletti.
Ilona Staller e Luca Bagatin
Si diano da fare, cambino mentalità. Siano più solidali, puntino all'autogestione delle imprese pubbliche ATAC e ACEA. Siano rivoluzionari, così come cercammo di fare noi nell'ambito di quella folle campagna elettorale.
Non ci illudiamo, certo.
La Roma di oggi è e rimane una città servile, lontanissima dai fasti dell'Impero Romano e dai tempi di Ernesto Nathan. Occorrono spiriti liberi e coraggiosi. Altrimenti continuerà ad essere la Capitale, sì, ma dello sfacelo di questo Paese.

Luca Bagatin

Marino si è dimesso, ma sarebbe stato meglio non fosse mai stato eletto. C'è chi denunciò l'inciucio partitocratico prima dei risultati elettorali... I romani facciano ammenda e, adesso, stiano almeno un po' zitti !

Articoli tratti da "Le Città" del maggio 2013, ovvero poco prima dell'elezione a Sindaco di Ignazio Marino

ROMA CAPITALE

Comunali, Bagatin e Staller contro gli inciuci destra-sinistra

«Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali - dichiarano lo scrittore e giornalista Luca Bagatin e l'ex parlamentare Ilona Staller, candidati indipendenti del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio -. E vogliamo farlo come candidati indipendenti nel Partito Liberale Italiano. Marino e Alemanno rappresentano - rispettivamente - quel Pd e quel PdL che, da almeno vent'anni, si spartiscono il potere in Italia. Nella fattispecie rappresentano l'alleanza fra sinistra e destra che oggi governano il Paese senza essere stati democraticamente eletti da nessuno, bensì nominati da una legge elettorale per nulla democratica, come quelle vigenti negli ultimi vent'anni. All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi. Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici. Oltre a ciò occorre introdurre una vera trasparenza nella politica Capitolina, introducendo l'Anagrafe pubblica degli eletti. Il nostro modello ideale e politico è la rigorosa e onesta Amministrazione romana di Ernesto Nathan, indimenticato Sindaco di Roma di fine Ottocento di ispirazione Repubblicana, Liberalsocialista e Radicale".

ROMA CAPITALE

"Ha vinto l'inciucio partitocratico"

"Ha vinto l'inciucio partitocratico e il risultato elettorale del PLI alle elezioni comunali di Roma è stato purtroppo al di sotto delle nostre aspettative - commenta Luca Bagatin, presidente-ideatore di "Amore e Libertà", già candidato indipendente del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma -.Molto probabilmente, se Ilona Staller fosse stata candidata a Sindaco - come personalmente avevo proposto - le cose sarebbero andate diversamente e forse gran parte delle persone che si sono astenute avrebbe votato per noi, che avevamo un progetto di alternativa antipartitocratica al duopolio Pd-PdL. Oggi, ad ogni modo, occorre ripensare ad un nuovo modo di fare politica. Alternativo, dinamico, al di fuori dai "partiti", che oramai hanno fatto il loro tempo. Un progetto al di fuori delle ideologie stantìe del Novecento. Infondo, si può essere liberali anche e meglio, senza avere un partito alle spalle. E' per questo che ho deciso di proporre un movimento politico e culturale chiamato "Amore e Libertà", che ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, moglie del primo Repubblicano e Socialista senza tessera di partito della Storia. Un movimento che vuole rilanciare le tematiche con cui mi sono battuto, anche con Ilona Staller, in questa campagna elettorale: istituzione dei Parchi dell'Amore, legalizzazione della prostituzione, antiproibizionismo sulle droghe, diritti dei disabili, degli anziani e delle donne, legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito, abolizione degli enti inutili quali Province e comunità montane, introduzione nelle scuole dell'ora di educazione sessuale e dell'ora di Storia delle religioni, in luogo dell'ora di religione. "Amore e Libertà" vuole essere un progetto/pensatoio aperto, non ideologico ed alternativo ai partiti.
Per informazioni ed adesioni è possibile contattarci direttamente al sito www.lucabagatin.ilcannocchiale.it oppure al sito www.amoreeliberta.blogspot.it, ove scaricare anche il Manifesto d'intenti". 

giovedì 8 ottobre 2015

"Fuck-Tory": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Photo-Art: Maria José Peon Marquez e Luca Bagatin
Da troppi anni sento parlare in Italia di rinascita del Socialismo, del Repubblicanesimo e così via.
Tutti i soggetti in questione - elettoralistici per la maggior parte - o si rifanno alla cosiddetta "sinistra" a alla cosiddetta "area liberaldemocratica".
Il limite è proprio questo: occorre tornare alle origini. OLTRE SINISTRA, DESTRA E LIBERALISMO. Ed essere ANTI-ELETTORALISTICI.
Perché Proudhon e Mazzini, non solo non erano di sinistra e non erano nemmeno liberaldemocratici, ma non si sarebbero nemmeno MAI sognati di fondare uno stupido partito elettoralistico per imbrogliare le persone.


Solo un pazzo, un artista o un creativo non si lascerebbe corrompere dal Potere. E quindi meriterebbe di governare un Paese.


Meglio populista e rivoluzionario che parlamentarista e mantenuto dai contribuenti !



I preti la pensino come vogliono.
Per me sono persone completamente fuori di testa, che hanno accettato di riconoscere dogmi al limite della paranoia.



Preferisco assumere una posizione sessuale rispetto ad avere una posizione sociale.


Il primo a sdoganare la stupidità pubblicitaria e commerciale odierna ed il trash televisivo ed "artistico" fu quella mammoletta di Andy Warhol, con la sua FUCKtory.
Come poter dare torto al gesto di Valerie Solanas, femminista dimenticata ?



Non penso di avere molto in comune con il nazbolscevismo, purtuttavia in Russia, forse, l'unica alternativa al (figlio)putinismo puttaniere di Putin sono le e i NazBol.
Così come sosteneva Anna Politovskaja, che era una loro sostenitrice.
Da un po' di tempo sto leggendo i romanzi di Eduard Limonov e di Zachar Prilepin e li trovo davvero interessanti.
L'underground NazBol che mescola, sincreticamente, comunismo, libertarismo, anarchia, nazionalismo, controcultura punk e vitalismo sessuale è davvero illuminante.
Prossimamente conto di scriverne degli articoli.

domenica 23 agosto 2015

A Roma va in onda la fiera dell'ipocrisia. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

A Roma va in onda non tanto e non solo un funerale in stile hollywoodiano-kitsch come è stato definito, ma anche la fiera dell'ipocrisia.
L'ipocrisia di una politica che finge di scandalizzarsi, quando invece era tutto autorizzato. Dal Comune, dai vigili, dall'AMA. Tutti sapevano, ma solo il giorno dopo tutti costoro hanno iniziato a scandalizzarsi, a stracciarsi le vesti. A scoprire che a Roma comanda la mafia, zingara o meno, da quel dì.
Del resto ci sono tanto di foto storiche che ritraggono noti politicanti e noti burocrati accanto a noti mafiosi. E tutti assieme cenano allegramente.
La mafia a Roma, del resto, è un fenomeno antico quanto il mondo. Lo stesso Impero Romano si reggeva sula corruzione e sul malaffare.
La mafia, del resto, è una certa mentalità ipocrita, dedita alla ricerca del guadagno facile, dell'edonismo senza faticare. La mentalità del “fotti il prossimo e godi”. Una mentalità diffusa e difficilmente sradicabile. Una mentalità familista e omertosa.
Una mentalità che si riverbera nella politica odierna, una politica effimera, che ha ucciso il pensiero, fondata sugli slogan, sulla disonestà intellettuale e sull'autoritarismo prima berlusconiano e poi renziano. Una politica fondata sul “gioco delle tre carte” che fa il paio con l'altrettanto ipocrita Chiesa cattolica che anche oggi finge di stracciarsi le vesti, la quale nel 2006 non autorizzò il funerale del povero Piero Welby, la cui memoria è stata ancora una volta oscurata. Dal malaffare diffuso. Dalla disonestà intellettuale e morale. Dalla bestemmia di coloro i quali hanno usurpato il Verbo del Cristo.
Non sappiamo come se ne potrebbe uscire. Forse iniziando a legalizzare droghe e non droghe, togliendone alla criminalità il monopolio. Forse abolendo per sempre gli appalti per le opere pubbliche e facendo realizzare i lavori ad aziende pubbliche e autogestite dai cittadini stessi. Forse istituendo comitati popolari composti da cittadini estratti a sorte, come nell'Agorà Greca, abolendo partiti ed elezioni politiche, portatrici di corruttela, clientelismo, dittatura della burocrazia.
Ad ogni modo tutto ciò sarebbe solo parzialmente risolutivo del problema. Occorre un cambio radicale di mentalità e di atteggiamento.
Sin tanto che il popolo sarà ipocrita, tendente alla corruzione ed alla corruttela, ovvero baserà la propria vita sull'egoismo anziché sull'amore per il prossimo, ovvero baserà la sua vita sul guadagno anziché sul dono; sino a che gli individui condurranno una vita ove ammirano chi ha di più anziché chi utilizza il proprio tempo libero per godere dei piaceri della natura e lavora onestamente...sin tanto che ciò tenderà a prevalere, la mafia continuerà ad avere la meglio.
E, come al solito, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.

Luca Bagatin

lunedì 9 febbraio 2015

Prostituzione: più che "tollerare" sarebbe ora di legalizzare. Oltre che istituire i Parchi dell'Amore. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Ben vengano gli operatori sanitari e le unità di strada, del resto sono cose di cui si è sempre occupato anche il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato a Pordenone negli Anni '80 da Pia Covre e Carla Corso ed al quale collaborò anche la femministra Roberta Tatafiore oltre che, pur per un breve periodo, anche il sottoscritto.
Ben vengano perché coloro le quali o i quali decidono di prostituirsi sono persone, tanto quanto lo sono i loro rispettivi clienti. Detto ciò: abbasso il moralismo e l'ipocrisia e l'etica lasciamola fuori dalle lenzuola, per cortesia ! Pensiamo alle persone, ai loro bisogni ed alla loro salute prima di tutto !
La proposta del Sindaco di Roma Ignazio Marino di "tollerare" la prostituzione in un'area specifica dell'EUR – lontana dalle abitazioni - fa discutere ed ancora non si è ben compreso come sarà attuata. Ciò che si sa è che costerà cinquemila euro mensili, ma non si comprende a che cosa servirà. Forse solo a “controllare” un fenomeno, ma quando la politica ci mette troppo lo zampino (specie sotto le lenzuola !) rischia sempre di fare dei danni. E di farli anche pagare a tutti quanti.
Quando con l'On. Ilona Staller mi candidai come indipendente nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 2013, fummo gli unici (pur pressoché ignorati anche all'interno del partito che ci “ospitò”) a proporre l'istituzione dei cosiddetti “Parchi dell'Amore”, sull'esempio di molti Paesi europei ed anche di diverse città italiane. Ovvero dei luoghi attrezzati, verdi e gestiti dal Comune nei quali le coppie possono appartarsi, senza essere molestate da nessuno, rischiare aggressioni o altro.
Ecco un modo civile e oltretutto remunerativo per le casse del bilancio comunale, ad esempio, per evitare il manifestarsi di situazioni pericolose e di degrado pubblico e urbano.
Quanto alla prostituzione: si legalizzi, punto e basta ! Basta all'ipocrisia dei molti e dei troppi.
Ma lo si faccia in modo adeguato, senza che sia legalizzato lo sfruttamento della prostituzione. Ovvero si legalizzi la prostituzione nella forma dell'autogestione.
A che cosa serve, infatti, tollerare la prostituzione in una piccola area della città se non a ghettizzare ? E poi, che cosa c'è da tollerare ?
Intollerabile è che vi sia lo sfruttamento della prostituzione da parte della malavita ! Intollerabile è che un Comune multi il cliente, ma non faccia di tutto per contrastare il racket della prostituzione: legalizzando, oltre che permettendo i controlli igienico-sanitari opportuni.
Intollerabile poi - ma qui ci permettiamo una digrassione - è che in una società apparentemente “evoluta” come la nostra ci sia ancora l'esigenza di andare a prostitute (o a prostituti, si intende). Una società fatta da persone che sanno che cosa sia l'amore, che sanno amare anziché passare il loro tempo a chattare su Facebook o su Watshapp o a rincoglionirsi davanti alla televisione, certamente non necessiterebbe di altro se non dell'amore in tutte le sue forme. Perché sarebbe una società sessualmente evoluta.
Una società in cui l'educazione sessuale e sentimentale venisse insegnata nelle scuole, anziché delegata ad altro tipo di “insegnamento”, forse sarebbe ben più sana.
Una società in cui ci fosse, peraltro, l'assitenza sessuale ai disabili (e forse ci stiamo arrivando...speriamo !), ovvero fosse garantito anche al diversamente abile la possibilità di fare del sesso, sarebbe una società ben più evoluta della nostra.
Forse certe questioni, certe problematiche, sono originate proprio da questo: ci sentiamo evoluti, ipertecnologici, multimedializzati, mentre in realtà siamo solo repressi, ipocriti, isolati gli uni dagli altri.
Chissà che tornare a parlare nuovamente di certe tematiche non serva, quantomeno, a riflettere un po' di più su noi stessi e su coloro i quali ci circondano, anziché puntare il dito contro qualcuno, ghettizzarlo, dire “questo non si fa”. La proibizione non ha mai fatto bene a nessuno se non a coloro i quali, con il proibizionismo, hanno creato imperi economici sulle spalle della povera gente.
E, purtroppo, continuano – ogni giorno – a farlo.

Luca Bagatin

sabato 6 dicembre 2014

La Roma degli onesti di Mario Pannunzio e Moana Pozzi, contro la Roma corrotta dei politicanti d'oggi e di sempre. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

C'è chi, ancora oggi, si stupisce della corruzione presente nella Capitale, delle infiltrazioni mafiose, della commistione malavitosa fra vip, imprenditori e politici di destra e sinistra.
C'è chi, purtuttavia, in tempi non sospetti, quel malaffare lo denunciava già. Parliamo degli “Amici de Il Mondo”, ovvero dei radicali di Mario Pannunzio – Ernesto Rossi in primis (entrambi nella foto qui sotto) - che, sin dagli Anni '60, denunciavano la speculazione edilizia e la commistione fra politica, criminalità ed imprenditoria.
La stessa cosa fece Moana Pozzi alla guida del Partito dell'Amore – unico partito totalmente autofinanziato - allorquando nel 1993 si candidò a Sindaco di Roma. Ancora oggi, su youtube, su Radio Radicale e sul sito www.partitodellamore.it è possibile ritrovare i filmati ed i documenti relativi alle conferenze stampa di quel periodo (una fra queste moderata dal direttore de L'Opinione Arturo Diaconale), ove Moana denunciava e proponeva una sistematica lotta al malaffare, alla corruzione politica ed alla criminalità organizzata infiltrata nella città, oltre che proponeva un progetto per rilanciare le attività culturali romane; proponeva – già vent'anni fa – di chiudere al traffico il centro storico ed iniziative su come rilanciare l'occupazione giovanile e risolvere il problema dei parcheggi.
Moana la pragmatica, ma anche l'inascoltata che, all'epoca, prese solamente lo 0,52% dei consensi e che morì l'anno successivo, pur indimenticata dalle persone che l'hanno seguita ed amata.
Il Partito dell'Amore - che non smetteremo mai di dire che non era il partito delle pornostar, bensì il partito delle persone comuni, al punto che l'unica persona popolare in lista era Moana, mentre tutti gli altri candidati erano persone provenienti dalla cosiddetta società civile, fra cui un'insegnante di lettere ed un postino – fu la prima lista civica italiana. Una lista civica che, non avendo rendite di posizione né posti di potere da garantire e/o da auto-garantirsi, andava al cuore dei problemi.
E candidava Moana – simbolo-icona del Partito stesso - che, abbandonata definitivamente la carriera di pornodiva, pur senza rinnegarla, accettava di entrare seriamente in politica, con determinazione e lanciando lo slogan “Governare con più Amore”, ovvero stare più vicino ai problemi della gente comune, come lei stessa ricordava in una video-intervista dell'epoca.
La Roma di Moana e del Partito dell'Amore, così come quella degli intellettuali del settimanale “Il Mondo” e del primo Partito Radicale guidato da Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi, sarebbe stata certamente molto diversa.
Per uscire dal pantano occorre ripartire da lì.

Luca Bagatin