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giovedì 31 marzo 2016

"Amore e Libertà" per il SI al referendum anti-trivelle e per uno sviluppo che nasca dalla natura, dai sentimenti e dalla decrescita economica

Il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” - i cui punti di riferimento telematici sono www.amoreeliberta.altervista.org e www.amoreeliberta.blogspot.it - si schiera per il SI al referendum anti-trivelle indetto per il 17 aprile prossimo.
Anzi, vorremmo andare oltre, in quanto perplessi nella prosecuzione dell'esistenza della stessa industria estrattivista, che andrebbe via via smantellata – in tutte le società civili - al fine di favorire le fonti alternative e la decescita economica.
Riteniamo infatti che il progresso tecnologico sia, nei fatti, all'origine della schiavitù del lavoro e del degrado del pianeta.
Concordi con i principi della decrescita enunciati dall'economista Serge Latouche; con gli studi relativi all'economia del dono portati avanti dall'antropologo Marcel Mauss (1872 – 1950) tipici delle Società/Civiltà Matriarcali; con i principi portati avanti dal filosofo Henry David Thoreau (1817 - 1862) e con gli esempi dello sviluppo sostenibile del “Buen Vivir” che provengono da Ecuador, Uruguay e Bolivia, proponiamo un ritorno alla natura. Vivendo del poco che essa ci possa offrire, tornando alle nostre radici e ritrovando una dimensione sentimentale e comunitaria dell'esistenza.
Unica alternativa all'auto-condanna alla schiavitù, all'egoismo, alle violenze, all'invidia e all'inquinamento atmosferico che l'edonismo crea.

Luca Bagatin
Presidente del pensatoio “Amore e Libertà”

sabato 4 luglio 2015

Le società matriarcali: un percorso verso la Civiltà dell'Amore e l'uscita dalla crisi. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Nella società matriarcale un genere, femminile, piuttosto che maschile, non si sostituisce ad un altro, così come ci ricorda la filosofa tedesca Heide Göttner-Abendroth.
Nella società matriarcale donne e uomini percorrono un unico cammino, assieme, fondato sulla cooperazione e sull'amore comunitario per i figli, che rappresentano la reincarnazione dei loro antenati e che sono un bene di tutti, ovvero della società nel suo complesso. E non devono essere feriti o privati dell'amore di uno dei due genitori, come avviene nella società moderna, patriarcale, capitalista, opulenta e fondata sul possesso e sul piacere effimero. Che fa pagare un prezzo altissimo alle persone in termini affettivi, sentimentali, economici.
Le società matriarcali non sono solo un retaggio del Neolitico, ma esistono tutt'oggi, nelle Americhe, in Africa e in Asia. E sono società che, inevitabilmente devono difendersi dalla globalizzazione, dall'avanzare del progresso occidentale che le spazzerebbe via, come accaduto nel passato. Società o, meglio, civiltà ove non esiste la gerarchia, il potere, la prevaricazione, bensì le decisioni sono prese all'unanimità, dopo numerose discussioni. Affinché a prevalere sia il bene di tutti, della natura, della Madre Terra che è il simbolo della Donna per eccellenza.
Civiltà ove non esiste il femminicidio, lo stupro, ove non esiste violenza. Civiltà sane che stridono fortemente con le società malate di casa nostra. Opulente sì, ma nevrotiche. Fondate sul possesso di beni materiali anziché sui sentimenti. Fondate sulla competizione, anziché sulla condivisione.
E quindi soggette alla crisi economica, che è prima di tutto una crisi umana, come peraltro vado ripetendo nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), che ho fondato due anni fa e dal quale uscirà a breve un saggio socio-politico e che intende proprio denunciare la società capitalista e patriarcale.
Di questo si è parlato il 3 luglio, a Roma, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi nel quartiere Colli Aniene, alla presenza delle autrici del saggio “Matriarchè”, Monica Di Bernardo e Francesca Colombini. Un saggio che è anche un documentario, con interviste e contributi, fra gli altri, di Vandana Shiva, attivista ambientalista indiana.
E proprio Vandana Shiva parla del rapporto fra capitalismo e patriarcato, fra potere del danaro e dei maschi che lo utilizzano, per prevalere nella società. In una società competitiva, di mercato, ove il progresso distrugge l'ambiente e le relazioni umane. A differenza invece delle civiltà matriarcali, la cui economia è fondata sul dono, ove proprio lo scambio di beni permette alle persone di relazionarsi, di conoscersi meglio, di comprendersi, di amarsi.
Ecco che, pensando alla crisi greca, se l'Unione Europea scegliesse - come andiamo dicendo da tempo - una strada diversa ed abbracciasse l'economia del dono - anziché azioni sanzionatorie e di sfruttamento - se fosse in sostanza un'Europa di popoli affratellati e ormai affamati, alla ricerca di un percorso comune alternativo rispetto a quello dei governanti e dei capitalisti, forse allora una nuova civiltà, una Civiltà dell'Amore potrebbe nascere e la crisi via via scomparire. Come nel sogno di Mazzini, Garibaldi, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.
Ma quanti errori ancora dovrà commettere l'uomo opulento prima di comprendere che la strada dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo è una strada di autodistruzione ?
La globalizzazione, peraltro, ha già dimostrato il suo volto aberrante, modificando l'assetto della natura e annientando le diversità, che, invece, sono un valore prezioso.
Gli stessi invasati sostenitori della presunta “teoria gender”, sessuofobi della prima ora, temono a tal punto la diversità dal chiudersi a riccio e ripropongono vecchi modelli patriarcali e machisti che hanno portato persino molte donne a “mascolinizzarsi”, a perdere la loro sensibilità ancestrale, tipica di Madre Natura.
I veri pericoli sono questi e sono sotto i nostri stessi occhi.
Lo studio e la conoscenza approfondita delle società/civiltà matriarcali, assieme alla ricerca di una possibile Civiltà dell'Amore fondata sulla cooperazione e l'autogestione, forse, potrà salvarci dal baratro nel quale ci stiamo infilando ed al quale stiamo condannando le generazioni future. Che di certo non ci saranno grate.

Luca Bagatin