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sabato 27 maggio 2023

Viva la democrazia (autentica)! Articolo di Luca Bagatin

 
Più passano gli anni e più sono convinto che la democrazia sia l'unica forma di governo degna di questo nome.

Ma, intendiamoci.

In democrazia la sovranità dovrebbe spettare direttamente ai cittadini e non a qualche intermediario, magari eletto a suon di soldi per le campagne elettorali-slogan-promesse che il giorno dopo tradirà e che finirà per essere mantenuto dai cittadini stessi...magari (se non addirittura spesso) per fare l'opposto di ciò che costoro vogliono!

Questi intermediari, chiamati politici o anche governanti, a vario titolo, raramente sono in grado di concepire che cosa sia la vera democrazia.

Pensiamo ad esempio all'uso delle tecnologie. Magari quelle di settori chiave e sensibili come quello delle telecomunicazioni, con tutte le implicazioni assurde e persino pericolose che può generare la cosiddetta Intelligenza Artificiale (che sarà poi davvero così intelligente?).

Se scoppiasse e si diffondesse la democrazia vera, pura e autentica, i governi di tutto il mondo, anziché farsi la guerra (e investire in fottuti armamenti portatori di morte), dovrebbero stabilire che ogni tecnologia, in particolare quella delle telecomunicazioni, dovrebbe essere di proprietà dei cittadini stessi che la utilizzano.

Indipendente da chi ne sia il fondatore o l'azionista.

L'unica funzione di un governo dovrebbe essere quella di servire i cittadini, i quali dovrebbero essere gli unici detentori del potere e i proprietari autogestori di ogni forma di economia, tecnologia, politica.

Ogni cittadino dovrebbe essere sovrano e rispettare la sovranità degli altri cittadini.

Questa si chiama democrazia.

Democrazia socialista, se vogliamo, in quanto è volta non solo al superamento dei governi e dei mercati, ma anche dell'egoismo umano, che impedisce alle persone di comprendersi, autogestirsi, godere dei frutti della terra senza distruggerla e/o distruggere sé stessi o il prossimo.

Questi concetti sono antichi come il mondo, ma in quanti li hanno mai approfonditi o presi in considerazione?

In pochi, perché l'essere umano, evidentemente, preferisce rimanere legato al vecchio concetto: nasci-produci-consuma-crepa. Ovvero continua a farti sfruttare dal tuo ego, dal tuo prossimo, dal sistema economico-politico che il tuo ego e il tuo prossimo hanno costruito e muori, pensando che tutto ciò sia buono e giusto...ma ti accorgi che intanto sei rimasto infelice e hai reso infelici gli altri.

Pensare invece di prendere le redini in mano è meno immediato.

Perché presuppone: rispetto per sé stessi; rispetto per gli altri; sconfinato spirito di libertà; sconfinato spirito critico e apertura mentale; consapevolezza che il lavoro rende schiavi e rende liberi solo nel caso in cui – tale lavoro - non è sfruttato, non è salariato (come quello di una qualsiasi prostituta) ed è fatto ad esclusivo beneficio della comunità; consapevolezza che tu sei il pilota e che nessuno dovrebbe poter decidere al tuo posto. Nemmeno la maggioranza, perché non ci dovrebbe essere alcuna maggioranza o minoranza a prevalere, ma semplicemente cittadini liberi, sovrani, indipendenti ed eguali.

Ora, io non sono certo il primo folle stronzo che passa che sostiene o ha sostenuto questi concetti, o quantomeno gran parte di questi concetti.

L'elenco è lungo e vi faccio solo alcuni nomi, alla rinfusa (molti non li avrete mai sentiti nominare, ma sarà bene che andiate a cercarli...in rete...visto che mi rendo conto che, per taluni di voi, visitare una biblioteca “offline” possa essere una fatica immane): Paul Lafargue, Pierre Joseph-Proudhon, Mikhail Bakunin, Karl Marx, Friedrich Engels, Cornelius Castoriadis, Eduard Limonov, Timothy Leary, William S. Burroughs, Francis Dupuis-Déri, Murray Bookchin, Alain De Benoist, Hunter S. Thompson, Henry David Thoreau, Mark Twain, Aleksandr Herzen, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi...ma l'elenco è molto, molto più lungo.

Fra l'altro, volendo soffermarci su Mazzini e Garibaldi, direi che costoro, che hanno sognato un'Europa unita, libera, sovrana, pacifica, sociale e affratellata, oggi si rivolterebbero nella tomba se vedessero quel Moloch chiamato Unione Europea, così simile all'Impero Asburgico e alle potenze della vecchia Europa totalitaria, alla quale si sono sempre opposti e che hanno combattuto (pur rimanendone, alla fine, inevitabilmente sconfitti), perché portatrici di guerra, schiavitù, sottosviluppo umano, civile e sociale.

Mazzini e Garibaldi lottavano per la democrazia, l'autogestione economica la repubblica. Ovvero affinché le persone potessero decidere con la propria testa e unissero capitale e lavoro nelle stesse mani, costruendo una civiltà di popoli sovrani, pacifici, liberi ed eguali.

Mi rendo conto che per molti è più facile seguire le opposte tifoserie, le destre, le sinistre, le propagande, le mode, il proprio tornaconto personale, la propria voglia di arricchirsi e fottere il prossimo e tutti quegli aspetti che – in una sola parola – si riassumono nel concetto di “Potere”.

Ma se seguiamo e alimentiamo il “Potere”, che non è affatto concetto a noi estraneo, continueremo a rimanere schiavi del nostro ego e del motto: nasci-produci-consuma-crepa.

A questo schifo, personalmente, rinuncio e ho rinunciato a suo tempo volentieri.

Non so voi.

Viva la democrazia autentica!

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

 
Bakunin abbraccia Garibaldi al Congresso della Lega per la pace e la libertà. Losanna 1867, dipinto di Tabet

sabato 3 marzo 2018

L'assurdità dell'elettoralismo nelle parole Henry David Thoreau

"Ogni votazione è una sorta di gioco d'azzardo, come la dama o il "backgammon", con una lieve sfumatura morale, un gioco con il giusto e l'ingiusto, con le questioni morali; e naturalmente le scommesse lo accompagnano. Il buon nome dei votanti non è in discussione. Può darsi che io dia il mio voto in base a ciò che considero giusto; ma non è per me vitale che il giusto prevalga. Sono disponibile a lasciare ciò alla maggioranza. L'impegno del voto, dunque, non va mai oltre quello della convenienza. Persino votare per il giusto è un non fare niente per esso. Significa solo manifestare debolmente agli uomini il desiderio che il giusto debba prevalere. Un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercé del caso, né desidererà che esso prevalga mediante il potere della maggioranza"

(Henry David Thoreau)

giovedì 31 marzo 2016

"Amore e Libertà" per il SI al referendum anti-trivelle e per uno sviluppo che nasca dalla natura, dai sentimenti e dalla decrescita economica

Il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà” - i cui punti di riferimento telematici sono www.amoreeliberta.altervista.org e www.amoreeliberta.blogspot.it - si schiera per il SI al referendum anti-trivelle indetto per il 17 aprile prossimo.
Anzi, vorremmo andare oltre, in quanto perplessi nella prosecuzione dell'esistenza della stessa industria estrattivista, che andrebbe via via smantellata – in tutte le società civili - al fine di favorire le fonti alternative e la decescita economica.
Riteniamo infatti che il progresso tecnologico sia, nei fatti, all'origine della schiavitù del lavoro e del degrado del pianeta.
Concordi con i principi della decrescita enunciati dall'economista Serge Latouche; con gli studi relativi all'economia del dono portati avanti dall'antropologo Marcel Mauss (1872 – 1950) tipici delle Società/Civiltà Matriarcali; con i principi portati avanti dal filosofo Henry David Thoreau (1817 - 1862) e con gli esempi dello sviluppo sostenibile del “Buen Vivir” che provengono da Ecuador, Uruguay e Bolivia, proponiamo un ritorno alla natura. Vivendo del poco che essa ci possa offrire, tornando alle nostre radici e ritrovando una dimensione sentimentale e comunitaria dell'esistenza.
Unica alternativa all'auto-condanna alla schiavitù, all'egoismo, alle violenze, all'invidia e all'inquinamento atmosferico che l'edonismo crea.

Luca Bagatin
Presidente del pensatoio “Amore e Libertà”

lunedì 14 marzo 2016

"Democrazia, decrescita, identità, comunità, amore e libertà": riflessioni di Luca Bagatin

Ho smesso da tempo di dichiararmi a una donna che mi piace.
E poi sono sempre stato un tipo ermetico. A dispetto delle apparenze.


Chi crede nella democrazia e nella libertà, in questo Paese, non può che essere un sovversivo, ovvero non deve andare a votare né leggere la grande stampa !

In un'altra vita sarei potuto essere un marito perfetto, con accanto una donna bellissima di quelle che mi piacciono tanto.
In questa vita sono destinato a fare lo scrittore, l'ideologo rivoluzionario, il sovversivo, l'autoemarginato, il giornalista undergound non convenzionale (né convenzionato).
Non mi cambierei di una virgola !

Penso che i temi ai quali oggi vada data assoluta priorità, ovvero i nuovi diritti civili e sociali siano: il rispetto delle biodiversità (con il relativo riconoscimento e valorizzazione delle differenze); la decrescita economica ed il conseguente trionfo dell'ecologia sulle macchine e sull'uomo/macchina; la democrazia rappresentativa e partecipativa diretta, in luogo dei partiti e dei politici; la lotta serrata alla globalizzazione, che tende ad omologarci e a renderci schiavi di un pensiero unico economicista e livellatore; la ricerca di un'economia del NON-profitto, ovvero del dono e dello scambio reciproco alla pari.

Non sono mai stato né di destra né di sinistra. Penso di potermi definire, al di là di eretico ed erotico, un socialista libertario, un comunista anarco-comunitarista, un repubblicano mazziniano. Non mi sento figlio dei Lumi né, quindi, della borghesia. Direi che sono piuttosto figlio dei boschi e di Thoreau.