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sabato 20 settembre 2025

XX Settembre, festa di laicità e democrazia cancellata dal fascismo e mai più reintrodotta. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 20 Settembre è una data storica per l'Italia, la cui festività nazionale fu cancellata dal fascismo, probabilmente per ingraziarsi, ancora una volta, la Chiesa cattolica.

Il 20 Settembre, fino all'avvento della dittatura fascista, infatti, era la Festa della liberazione della Capitale d'Italia e dell'unificazione nazionale.

Il 20 Settembre 1870, con la presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia (ovvero quando i Bersaglieri italiani irruppero nello Stato Pontificio e lo conquistarono), l'Italia fu finalmente unita e libera da ogni forma di dominazione straniera e da ogni imposizione clericale.

La presa di Roma rappresenta, infatti, anche la fine dello Stato Pontificio e la caduta del potere temporale dei Papi dei cattolici.

Il 20 Settembre o XX Settembre, è e rimane storicamente il simbolo della vittoria della democrazia, della laicità e della libertà spirituale del popolo italiano.

Gli ideali del Risorgimento, mazziniani e garibaldini, trovarono – in tale data - quantomeno parziale compimento, per quanto, i successivi accordi fra il becerume liberal-monarchico al governo dell'Italia e la cosiddetta Santa Sede, mutilarono quella nobile vittoria anticlericale.

Con l'infausta Legge delle Guarentigie, infatti, il Regno d'Italia non solo garantì l'inviolabilità del Pontefice nella sua persona, ma anche l'inviolabilità dei suoi onori sovrani; la possibilità di avere delle forze armate; l'extraterritorialità dei palazzi vaticani, i quali rimanevano esentati dalla legge italiana e fu garantito finanche un introito annuo da corrispondere al Papa e al suo entourage di oltre 3 milioni di lire (oggi corrispondenti a circa 15 milioni di euro)!

Una legge vergognosa, che diverrà ancor più vergognosa con le ulteriori concessioni allo Stato Pontificio concesse dal fascismo mussoliniano, con i Patti Lateranensi (ancora oggi presenti nella Costituzione italiana) e con il successivo Nuovo Concordato, il peggior errore che Bettino Craxi – pur grande statista – potesse commettere.

Ad ogni modo, nonostante questi obbrobri clericali e di genuflessione ad uno Stato straniero, il XX Settembre rimane una data simbolica, purtroppo ancora oggi non più celebrata e festeggiata come tale e ricordata unicamente dalla Massoneria italiana e da qualche associazione laica e anticlericale. E ciò, nonostante siano state depositate alcune proposte di legge trasversali di reintroduzione di tale festività.

Ad ogni modo quello spirito garibaldino, che pur fu sconfitto negli anni successivi al Risorgimento (si pensi che Garibaldi si ritirò, povero e deluso, nella sua Caprera, dimettendosi finanche dalla carica di deputato al Parlamento, per tornare a fare l'agricoltore), continua ad aleggiare nei cuori di coloro i quali hanno combattuto e combattono ancora per un ideale.

Giuseppe Garibaldi, simbolo di socialismo originario e di lotta ai tiranni disse: “Il giorno in cui i contadini saranno educati nel vero, i tiranni e gli schiavi saranno impossibilitati sulla terra”.

In alcune zone del mondo questo monito e auspicio si è avverato. Pensiamo ai Paesi del Socialismo del XXI Secolo in America Latina (molti dei quali, ancora oggi, oltre che a Bolivar, Sandino e José Martì, si ispirano anche ai nostri Garibaldi e Mazzini) e in diversi Paesi socialisti nel mondo.

In Italia e nel resto dell'UE (in cui – grazie alle varie Von Der Leyen, Draghi, Kallas, Metsola and Co., si è tornati ad un clima pre-Risorgimentale e oligarchico), evidentemente no, ma l'eroe non è colui che vince sulla terra, ma colui il quale vince nello spirito e lo spirito è e rimane senza tempo.

Lo spirito di laicità portato avanti dal XX Settembre non morirà mai, finché la fiaccola del Risorgimento, garibaldino, mazziniano, massonico, socialista, repubblicano, teosofico, democratico, rimarrà vivo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 19 settembre 2024

XX Settembre, festa di laicità e democrazia cancellata dal fascismo e mai più reintrodotta. Articolo di Luca Bagatin


Il 20 Settembre è una data storica per l'Italia, la cui festività nazionale fu cancellata dal fascismo, probabilmente per ingraziarsi, ancora una volta, la Chiesa cattolica.

Il 20 Settembre, fino all'avvento della dittatura fascista, infatti, era la Festa della liberazione della Capitale d'Italia e dell'unificazione nazionale.

Il 20 Settembre 1870, con la presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia (ovvero quando i Bersaglieri italiani irruppero nello Stato Pontificio e lo conquistarono), l'Italia fu finalmente unita e libera da ogni forma di dominazione straniera e da ogni imposizione clericale.

La presa di Roma rappresenta, infatti, anche la fine dello Stato Pontificio e la caduta del potere temporale dei Papi dei cattolici.

Il 20 Settembre o XX Settembre, è e rimane storicamente il simbolo della vittoria della democrazia, della laicità e della libertà spirituale del popolo italiano.

Gli ideali del Risorgimento, mazziniani e garibaldini, trovarono – in tale data - quantomeno parziale compimento, per quanto, i successivi accordi fra il becerume liberal-monarchico al governo dell'Italia e la cosiddetta Santa Sede, mutilarono quella nobile vittoria anticlericale.

Con l'infausta Legge delle Guarentigie, infatti, il Regno d'Italia non solo garantì l'inviolabilità del Pontefice nella sua persona, ma anche l'inviolabilità dei suoi onori sovrani; la possibilità di avere delle forze armate; l'extraterritorialità dei palazzi vaticani, i quali rimanevano esentati dalla legge italiana e fu garantito finanche un introito annuo da corrispondere al Papa e al suo entourage di oltre 3 milioni di lire (oggi corrispondenti a circa 15 milioni di euro)!

Una legge vergognosa, che diverrà ancor più vergognosa con le ulteriori concessioni allo Stato Pontificio concesse dal fascismo mussoliniano, con i Patti Lateranensi (ancora oggi presenti nella Costituzione italiana) e con il successivo Nuovo Concordato, il peggior errore che Bettino Craxi – pur grande statista – potesse commettere.

Ad ogni modo, nonostante questi obbrobri clericali e di genuflessione ad uno Stato straniero, il XX Settembre rimane una data simbolica, purtroppo ancora oggi non più celebrata e festeggiata come tale e ricordata unicamente dalla Massoneria italiana e da qualche associazione laica e anticlericale. E ciò, nonostante siano state depositate alcune proposte di legge trasversali di reintroduzione di tale festività.

Ad ogni modo quello spirito garibaldino, che pur fu sconfitto negli anni successivi al Risorgimento (si pensi che Garibaldi si ritirò, povero e deluso, nella sua Caprera, dimettendosi finanche dalla carica di deputato al Parlamento, per tornare a fare l'agricoltore), continua ad aleggiare nei cuori di coloro i quali hanno combattuto e combattono ancora per un ideale.

Giuseppe Garibaldi, simbolo di socialismo originario e di lotta ai tiranni disse: “Il giorno in cui i contadini saranno educati nel vero, i tiranni e gli schiavi saranno impossibilitati sulla terra”.

In alcune zone del mondo questo monito e auspicio si è avverato. Pensiamo ai Paesi del Socialismo del XXI Secolo in America Latina (molti dei quali, ancora oggi, oltre che a Bolivar, Sandino e José Martì, si ispirano anche ai nostri Garibaldi e Mazzini) e in diversi Paesi socialisti nel mondo.

In Italia e nel resto dell'UE (in cui – grazie alle varie Von Der Leyen, Draghi and Co., si è tornati ad un clima pre-Risorgimentale e oligarchico), evidentemente no, ma l'eroe non è colui che vince sulla terra, ma colui il quale vince nello spirito e lo spirito è e rimane senza tempo.

Lo spirito di laicità portato avanti dal XX Settembre non morirà mai, finché la fiaccola del Risorgimento, garibaldino, mazziniano, massonico, socialista, repubblicano, teosofico, democratico, rimarrà vivo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 19 settembre 2022

XX Settembre: festa (di laicità e libertà spirituale) cancellata. Articolo di Luca Bagatin del 19 Settembre 2019

XX Settembre.

Una data simbolo. Storica. Dimenticata.

Abolita prima dal fascismo e poi mai reintrodotta dalla Repubblica della partitocrazia e del clericalismo.

Perché mai?

Forse perché essa simboleggiava e continua a simboleggiare la fine dello Stato Pontificio e la caduta del potere temporale dei Papi dei cattolici. E rimane simbolo di anticlericalismo, democrazia, laicità e libertà spirituale.

Quel 20 settembre 1870, con la presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia, allorquando i Bersaglieri italiani irruppero nello Stato Pontificio e lo conquistarono, l'Italia fu finalmente unita. Gli ideali del Risorgimento, mazziniani e garibaldini, trovarono quantomeno parziale compimento, per quanto, i successivi accordi fra il becerume liberal-monarchico al governo dell'Italia e la cosiddetta Santa Sede, mutilarono quella nobile vittoria anticlericale.

Con l'infausta Legge delle Guarentigie, infatti, il Regno d'Italia non solo garantì l'inviolabilità del Pontefice nella sua persona, ma anche l'inviolabilità dei suoi onori sovrani; la possibilità di avere delle forze armate; l'extraterritorialità dei palazzi vaticani, i quali rimanevano esentati dalla legge italiana e fu garantito finanche un introito annuo da corrispondere al Papa e al suo entourage di oltre 3 milioni di lire (oggi corrispondenti a circa 15 milioni di euro)!

Una legge vergognosa, che diverrà ancor più vergognosa con le ulteriori concessioni allo Stato Pontificio concesse dal fascismo mussoliniano, con i Patti Lateranensi (ancora oggi presenti nella Costituzione italiana) e con il successivo Nuovo Concordato, il peggior errore che Bettino Craxi – pur grande statista – potesse commettere.

Ad ogni modo, nonostante questi obbrobri clericali e di genuflessione ad uno Stato straniero, il XX Settembre rimane una data simbolica, purtroppo ancora oggi non più celebrata e festeggiata come tale e ricordata unicamente dalla Massoneria italiana e da qualche associazione laica e anticlericale. E ciò, nonostante siano state depositate alcune proposte di legge trasversali di reintroduzione di tale festività.

Ad ogni modo quello spirito garibaldino, che pur fu sconfitto negli anni successivi al Risorgimento (si pensi che Garibaldi si ritirò, povero e deluso, nella sua Caprera, dimettendosi finanche dalla carica di deputato al Parlamento, per tornare a fare l'agricoltore), continua ad aleggiare nei cuori di coloro i quali hanno combattuto e combattono ancora per un ideale.

Giuseppe Garibaldi, simbolo di socialismo originario e di lotta ai tiranni disse: “Il giorno in cui i contadini saranno educati nel vero, i tiranni e gli schiavi saranno impossibilitati sulla terra”.

In alcune zone del mondo questo monito e auspicio si è avverato. In Italia evidentemente no, ma l'eroe non è colui che vince sulla terra, ma colui il quale vince nello spirito e lo spirito è e rimane senza tempo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 19 settembre 2019

XX Settembre: festa (di laicità e libertà spirituale) cancellata. Articolo di Luca Bagatin

XX Settembre.
Una data simbolo. Storica. Dimenticata.
Abolita prima dal fascismo e poi mai reintrodotta dalla Repubblica della partitocrazia e del clericalismo.
Perché mai ?
Forse perché essa simboleggiava e continua a simboleggiare la fine dello Stato Pontificio e la caduta del potere temporale dei Papi dei cattolici. E rimane simbolo di anticlericalismo, democrazia, laicità e libertà spirituale.
Quel 20 settembre 1870, con la presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia, allorquando i Bersaglieri italiani irruppero nello Stato Pontificio e lo conquistarono, l'Italia fu finalmente unita. Gli ideali del Risorgimento, mazziniani e garibaldini, trovarono quantomeno parziale compimento, per quanto, i successivi accordi fra il becerume liberal-monarchico al governo dell'Italia e la cosiddetta Santa Sede, mutilarono quella nobile vittoria anticlericale.
Con l'infausta Legge delle Guarentigie, infatti, il Regno d'Italia non solo garantì l'inviolabilità del Pontefice nella sua persona, ma anche l'inviolabilità dei suoi onori sovrani; la possibilità di avere delle forze armate; l'extraterritorialità dei palazzi vaticani, i quali rimanevano esentati dalla legge italiana e fu garantito finanche un introito annuo da corrispondere al Papa e al suo entourage di oltre 3 milioni di lire (oggi corrispondenti a circa 15 milioni di euro) !
Una legge vergognosa, che diverrà ancor più vergognosa con le ulteriori concessioni allo Stato Pontificio concesse dal fascismo mussoliniano, con i Patti Lateranensi (ancora oggi presenti nella Costituzione italiana) e con il successivo Nuovo Concordato, il peggior errore che Bettino Craxi – pur grande statista – potesse commettere.
Ad ogni modo, nonostante questi obbrobri clericali e di genuflessione ad uno Stato straniero, il XX Settembre rimane una data simbolica, purtroppo ancora oggi non più celebrata e festeggiata come tale e ricordata unicamente dalla Massoneria italiana e da qualche associazione laica e anticlericale. E ciò, nonostante siano state depositate alcune proposte di legge trasversali di reintroduzione di tale festività.
Ad ogni modo quello spirito garibaldino, che pur fu sconfitto negli anni successivi al Risorgimento (si pensi che Garibaldi si ritirò, povero e deluso, nella sua Caprera, dimettendosi finanche dalla carica di deputato al Parlamento, per tornare a fare l'agricoltore), continua ad aleggiare nei cuori di coloro i quali hanno combattuto e combattono ancora per un ideale.
Giuseppe Garibaldi, simbolo di socialismo originario e di lotta ai tiranni disse: “Il giorno in cui i contadini saranno educati nel vero, i tiranni e gli schiavi saranno impossibilitati sulla terra”.
In alcune zone del mondo questo monito e auspicio si è avverato. In Italia evidentemente no, ma l'eroe non è colui che vince sulla terra, ma colui il quale vince nello spirito e lo spirito è e rimane senza tempo.

Luca Bagatin

venerdì 16 settembre 2016

XX Settembre: festa di Unità e laicità nella diversità. Articolo di Luca Bagatin

Il 20 settembre è una giornata di festa.
Una festa purtroppo abolita e dimenticata, dal Fascismo prima e della Repubblica partitocratica poi.
La vera festa dell'Unità d'Italia in quanto il 20 settembre del 1870 l'Italia, con la conquista di Roma da parte dei Bersaglieri e la deposizione del potere temporale dei papi, divenne, finalmente, davvero unita.
Una giornata di concordia fra le ideologie politiche democratiche - repubblicane mazziniane, socialiste, garibaldine, monarchiche - e le sensibilità spirituali, siano e fossero esse cattolico democratiche, ebraiche o massoniche.
Una giornata che permise agli italiani di essere davvero, per una volta, fratelli. Una giornata che il più grande Sindaco di Roma, ovvero Ernesto Nathan, soleva ricordare con un grande discorso a Porta Pia, dai profondi contenuti laici e spirituali al contempo.
Una giornata - il 20 settembre - purtuttavia invisa ai clericali ed ai fascisti e, nel dopoguerra, invisa ai comunisti - allora a braccetto ideologico con clericali e missini - ed ai democristiani che, non a caso, introdussero - per far piacere al Vaticano - in Costituzione, i fascistissimi Patti Lateranensi.
E' così che oggi, il 20 settembre, è una festa non ricordata, caduta in disuso, disprezzata da quella Repubblica Monarchica dei Partiti che nel 1948 tradì gli ideali di Mazzini, Garibaldi e Cavour e consegnò il Paese nelle mani dei nuovi barbari che si spartirono in Potere. Dc e Pci in testa, pur contrastati da qualche laico intransigente che, in cuor suo, non aveva dimenticato la lezione del Partito d'Azione, unico partito italiano a non essere mai sceso a patti con nessuno ed aver coerentemente portato avanti ideali di laicità e libertà.
Oggi, solo la Massoneria italiana nelle sue varie Obbedienze, il Partito Radicale e le associazioni mazziniane e garibaldine, rammentano ancora il 20 settembre con manifestazioni pubbliche a Porta Pia. Eppure senza il 20 settembre l'Italia non sarebbe diventata un Paese più laico e civile e l'istruzione pubblica non sarebbe mai stata gratuita ed estesa a tutti, ma esisterebbero ancora profondissime disparità fra classi sociali.
Sarebbe bene che i revisionisti antirisorgimentali, nuovi fascisti nel senso pasoliniano del termine, se lo ricordassero.
Per cui noi festeggiamo il XX Settembre, come ogni XX Settembre, nel nome di Mazzini e Garibaldi, nel nome di Nathan e di Pannunzio, oltre che di D'Annunzio e di Pannella. Nel nome del Partito d'Azione e della Carboneria. Nel nome della Breccia di Porta Pia !
Noi siamo gli eredi dei combattenti per la laicità !

Luca Bagatin

martedì 13 settembre 2016

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo: News dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia

Il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia è lieto di segnalarvi i prossimi appuntamenti
 
Nell’ambito delle celebrazioni del XX Settembre
Lunedì 19 Settembre 2016 ore 18.00 – Parco di Villa Il Vascello (Via di San Pancrazio, 8)
I libri in cantiere
Bernardino Fioravanti presenterà con i rispettivi autori o curatori tre volumi di prossima uscita:
GIACOMO LEOPARDI, UN POETA CHE CI PERMETTERÀ DI RITROVARE L’ITALIA
Di Silvio Trentin, a cura di Antonella Antonia Paolini
Antonella Antonia Paolini ci fa conoscere come Silvio Trentin scelse l’esilio, pur di rimanere fedele alla propria concezione dello Stato negata dal fascismo. Dalla Francia continuò a combattere per la libertà dell’Italia e dell’Europa. Il 13 gennaio 1940, tiene – a rischio della vita – una conferenza clandestina a Tolosa: sceglie la poesia e la filosofia di Giacomo Leopardi per incitare alla resistenza contro le avversità politiche. Silvio Trentin fu iniziato a Pisa nella Loggia “Darwin” del Grande Oriente d’Italia e poi membro della Loggia “La Parfaite Harmonie” di Tolosa del Grande Oriente di Francia, il suo amore per la cultura italiana è una testimonianza di un’intransigenza antifascista e prelude ulteriori studi sul personaggio.
 
LA CATENA D’UNIONE. CONTRIBUTI PER UNA STORIA DELLA MASSONERIA
Di Gian Mario Cazzaniga
Gian Mario Cazzaniga presenta trentuno suoi saggi, con cui traccia una storia generale della massoneria. Il volume è diviso per sezioni tematico-cronologiche, così da riassumerne una storia dagli inizî al primo Novecento. Non manca una proposta di consapevolezza per il futuro dell’Istituzione.
LA PARTECIPAZIONE DEI MASSONI ALLA RESISTENZA E ALLA LOTTA ANTIFASCISTA
Di Mauro Valeri
Mauro Valeri, come già avvenuto nel volume “Il generale nero. Domenico Mondelli bersagliere, aviatore, ardito”, rivela pagine ignorate del contributo della massoneria nella Resistenza al fascismo.
 
Martedì 20 Settembre Ore 18.30
Massoni per la libertà. L’antifascismo italiano in esilio
Incontro del Servizio Biblioteca all’Academia Belgica (Via Omero, 8 – zona Valle Giulia) con presentazione del volume
LIBRES ET PERSÉCUTÉS. FRANCS-MAÇONS ET LAÏQUES ITALIENS EN EXIL PENDANT LE FASCISME di Nicoletta Casano (Garnier, 2015)
L’evento chiude le tradizionali celebrazioni per l’anniversario della storica Breccia di Porta Pia

lunedì 16 settembre 2013

XX Settembre, festa di laicità, libertà, concordia. Uccisa dal fascismo e dalla partitocrazia.

Il 20 settembre è una giornata di festa.
Una festa purtroppo abolita e dimenticata, dal Fascismo prima e della Repubblica partitocratica poi.
La vera festa dell'Unità d'Italia in quanto il 20 settembre del 1870 l'Italia, con la conquista di Roma da parte dei Bersaglieri e la deposizione del potere temporale dei papi, divenne, finalmente, davvero unita.
Una giornata di concordia fra le ideologie politiche democratiche - repubblicane mazziniane, socialiste, garibaldine, monarchiche - e le sensibilità spirituali, siano e fossero esse cattolico democratiche, ebraiche o massoniche.
Una giornata che permise agli italiani di essere davvero, per una volta, fratelli. Una giornata che il più grande Sindaco di Roma, ovvero Ernesto Nathan, soleva ricordare con un grande discorso a Porta Pia, dai profondi contenuti laici e spirituali al contempo.
Una giornata - il 20 settembre - purtuttavia invisa ai clericali ed ai fascisti e, nel dopoguerra, invisa ai comunisti - allora a braccetto ideologico con clericali e missini - ed ai democristiani che, non a caso, introdussero - per far piacere al Vaticano - in Costituzione, i fascistissimi Patti Lateranensi.
E' così che oggi, il 20 settembre, è una festa non ricordata, caduta in disuso, disprezzata da quella Repubblica Monarchica dei Partiti che nel 1948 tradì gli ideali di Mazzini, Garibaldi e Cavour e consegnò il Paese nelle mani dei nuovi barbari che si spartirono in Potere. Dc e Pci in testa, pur contrastati da qualche laico intransigente che, in cuor suo, non aveva dimenticato la lezione del Partito d'Azione, unico partito italiano a non essere mai sceso a patti con nessuno ed aver coerentemente portato avanti ideali di laicità e libertà.
Oggi, solo la Massoneria italiana nelle sue varie Obbedienze, il Partito Radicale e le associazioni mazziniane e garibaldine, rammentano ancora il 20 settembre con manifestazioni pubbliche a Porta Pia. Eppure senza il 20 settembre l'Italia non sarebbe diventata un Paese laico, civile, liberale e l'istruzione pubblica non sarebbe mai stata gratuita ed estesa a tutti, ma esisterebbero ancora profondissime disparità fra classi sociali. 
La Storia, ad ogni modo, l'hanno riscritta altri, ovvero gli eredi delle dittature rosse e nere, oltre che i nuovi barbari eredi di Berlinguer, Berlusconi, Bossi e Grillo che, se non ci fosse stata la falsa rivoluzione di Tangentopoli, oggi, sarebbero a vendere patate al mercato.
Il 20 di settembre di quest'anno scadrà il termine di presentazione dei dodici referendum Radicali. Referendum che vorrebbero abolire il finanziamento pubblico ai partiti, il sistema perverso dell'8 per mille, l'ergastolo, per separare le carriere dei magistrati ed altri, tutti molto interessanti, come sempre sono le proposte dei Radicali.
E' difficile prevedere se le firme necessarie saranno tutte raccolte, per quanto ce lo auguriamo. Purtuttavia, anche se i quesiti passassero con dodici SI' a maggioranza, siamo certi che questo o il prossimo Parlamento - composto dalla stessa partitocrazia che ha ucciso ogni spirito liberale degli ultimi 150 anni - non li disattenderebbero ?
Abbiamo stima di Marco Pannella, ma vogliamo anche ricordare che "questi" Parlamenti con "questi" partiti, sono quelli che gli anno negato il voto come Presidente della Repubblica e lo hanno negato anche ad Emma Bonino.
E' facile, molto facile, firmare dei quesiti referendari come ha fatto Berlusconi (ma ve lo ricordate quando egli definì "comunisti" i referendum liberisti dei radicali del 1999 ? Sic !). Molto più difficile è sostenere battaglie liberali e civili in Parlamento. E "questi" partiti, mandanti della scomparsa del 20 settembre quale Festività Nazionale, di civile e liberale non hanno proprio nulla.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it