Visualizzazione post con etichetta elezioni cile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni cile. Mostra tutti i post

lunedì 15 dicembre 2025

Con l'elezione dell'estremista di destra Kast a Presidente del Cile l'America Latina libertaria e socialista arretra ulteriormente. La denuncia del Presidente colombiano Gustavo Petro. Articolo di Luca Bagatin

Il Presidente socialista della Colombia, Gustavo Petro, ha commentato molto duramente l'esito del secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile che, domenica 14 dicembre scorsa, hanno visto la vittoria dell'estremista di destra José Antonio Kast, il quale ha ottenuto il 58% dei voti, contro il 41,8% della candidata della coalizione socialista, comunista e democratico cristiana, Jeannette Jara.

Il Presidente Petro ha affermato che “Stanno arrivando venti di morte” e ha paragonato Kast a Pinochet, Hitler e altri dittatori. E, sui social, ha altresì affermato che “il fascismo avanza, non stringerò mai la mano a un nazista o al figlio di un nazista”, ricordando che Kast è figlio del nazista Michael Kast, emigrato dalla Germania in Cile per sfuggire alle forze Alleate che lo avevano arrestato e, in Cile, collaborò con la dittatura militare di Augusto Pinochet.

Il Presidente Petro ha affermato che “È triste che Pinochet abbia dovuto imporsi con la forza, ma è ancora più triste ora che le persone scelgono il loro Pinochet: eletti o no, sono figli di Hitler, e Hitler ha ucciso milioni di persone”.

Il Presidente colombiano Petro ha esortato la gioventù cilena a vegliare sulla tomba di Neruda. E a resistere al fascismo, invitando i giovani cileni a “abbracciare la vita e non unitevi mai alla morte”.

Il Presidente cileno eletto, José Antonio Kast, ha ricevuto il plauso dall'estrema destra internazionale, ovvero da Donald Trump passando per Bolsonaro, Milei, Fujimori, la Meloni e Salvini (sic!).

Decisamente un passo in dietro per l'America Latina libertaria e socialista, che si oppone anche fermamente alle recenti interferenze statunitensi in Colombia e in Venezuela, ree di essere governate da socialisti che hanno permesso ai rispettivi popoli di riappropriarsi delle risorse naturali.

In merito, peraltro, è intervenuto anche il Senatore indipendente statunitense Bernie Sanders, il quale ha affermato che Trump cerca di distogliere l'attenzione dai problemi interni degli USA, attraverso la sua campagna di aggressione contro il Venezuela.

Sanders, in merito, ha pubblicato un post su X, scrivendo che “I costi dell'assistenza sanitaria stanno salendo alle stelle. I costi degli alloggi stanno salendo alle stelle. I costi del cibo stanno salendo alle stelle. NO. Non abbiamo bisogno che Trump ci trascini in una guerra illegale e incostituzionale con il Venezuela per distogliere l'attenzione dalle crisi che il nostro Paese sta affrontando. Che fine ha fatto lo slogan "America First"?”.

Anche nell'ambito del 25esimo vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America - Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), tenutosi domenica 14 dicembre scorsa, vi è stata una condanna unanime relativamente agli atti di pirateria statunitensi al largo delle coste del Venezuela e contro ogni nuova colonialista “Dottrina Monroe”.

Stessa condanna era già stata espressa anche dalla Repubblica Popolare Cinese, il cui governo ha affermato l'impegno a difendere la sovranità del Venezuela e le sue risorse naturali e ha sostenuto la richiesta di Caracas di fare appello alle Nazioni Unite, per fermare le minacce militari statunitensi nella regione dei Caraibi.

La Repubblica Popolare Cinese è peraltro il principale acquirente del petrolio venezuelano. E' chiaro che i tentativi di Trump sono direttamente e/o indirettamente volti contro la Cina, in una ridicola quanto anti-storica riedizione della Guerra Fredda. Con la differenza che ad essere autocratici, autarchici e protezionisti sono gli USA, non certo la Cina.

La Repubblica Popolare Cinese, infatti, a differenza degli USA, promuove, pragmaticamente, dialogo, commercio e pace con tutti i popoli e i Paesi. E pensare che questo dovrebbe essere uno dei fondamenti della Costituzione degli Stati Uniti d'America (da sempre ampiamente tradita da tutti i Presidenti USA)!

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 20 dicembre 2021

Cile. Il socialista Gabriel Boric è il nuovo Presidente. Più vicina un'integrazione latinoamericana socialista. Articolo di Luca Bagatin

Una vittoria elettorale al ballottaggio, quella di Gabriel Boric, che sbarra la strada ad un nuovo totalitarismo liberale stile Pinochet, in Cile.

Con il 56%, ottenuto al ballottaggio per le presidenziali cilene, tenutosi il 19 dicembre scorso, Gabriel Boric, 35 anni, avvocato e leader delle proteste studentesche contro il governo liberale, dal 2011 al 2013, è il nuovo Presidente del Cile.

Boric è stato sostenuto dalla coalizione Apruebo Dignidad, costituita da socialisti, comunisti, ecologisti, sinistra cristiana e socialisti libertari.

Sconfitto con il 44%, il rivale José Antonio Kast, rappresentante dell'estrema destra religiosa e liberal-capitalista, che al primo turno era in vantaggio con il 27,9%.

L'affluenza è stata da record, per il Cile, superando il 50%. Ciò sembra significare che, il timore che la destra liberal-capitalista in salsa pinocchettista, potesse tornare al governo, ha portato a votare per Boric coloro i quali avevano espresso – al primo turno - un voto per i candidati di centrodestra, piuttosto che coloro i quali avevano sostenuto partiti di centrosinistra, oppure il marxista-leninista patriottico Eduard Artes.

Il sindaco comunista del distretto di Racoleta a Santiago del Cile, Daniel Jadue, rivale di Boric alle primarie di coalizione, ha dichiarato: “Con questa vittoria consideriamo chiuso il capitolo della dittatura di Augusto Pinochet”.

Il neoletto Presidente Boric ha promesso di giudare il Paese da “Presidente di tutti i cileni”.

Messaggi di congratulazioni al Presidente Boric sono giunti dai Presidenti socialisti di Cuba (Miguel Diaz-Canel); Venezuela (Nicolas Maduro); Argentina (Alberto Fernandez) e Bolivia (Luis Arce), oltre che dagli ex Presidenti della Bolivia, Evo Morales; del Brasile, Lula e dell'Ecuador, Rafael Correa.

Con la vittoria di Boric e la probabile vittoria alle prossime Presidenziali del Brasile di Lula, una nuova integrazione latinoamericana, nel segno del socialismo, sembra essere e ritornare più vicina.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it


lunedì 22 novembre 2021

Elezioni Cile. Al ballottaggio l'estrema destra di Kast e il socialismo di Boric. Articolo di Luca Bagatin

Domenica 21 novembre scorsa si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile.

Sette i candidati in corsa.

Al primo posto si è piazzato José Antonio Kast, esponente dell'estrema destra religiosa e liberal capitalista, con il 27,9%.

Lo tallona Gabriel Boric, che guida la coalizione socialista, ecologista, comunista e democratica diretta “Apruebo Dignidad”, con il 25,8%.

I due andranno infatti al ballottaggio che si terrà il 19 dicembre prossimo.

Al terzo posto si sono piazzati Franco Parisi, che guida il Partito del Popolo, di centrodestra, con il 12,8% e Sebastian Sichel, sempre con il 12,8% e sempre esponente di centrodestra; a seguire la centrista Yasna Provoste del Partito Democratico Cristiano con l'11,6%; Marco Enriquez-Ominami del Partito Progressista (di centrosinistra) con il 7,6% e Eduardo Artes, di Unione Patriottica, candidato marxista-leninista antirevisionista, patriottico e populista, che si era richiamato direttamente all'eredità socialista di Salvador Allende, con l'1,5%.

La partecipazione elettorale è stata del 47,4%.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 17 maggio 2021

Cile. Elezioni amministrative e per l'Assemblea costituente vinte dalle sinistra. Sconfitto il governo liberal conservatore. Articolo di Luca Bagatin

Il Cile è stato chiamato alle urne per le elezioni amministrative, oltre che per i 155 seggi dell'Assemblea costituente, voluta a seguito del referendum dell'autunno scorso, che ha abrogato la Costituzione introdotta dal dittatore Augusto Pinochet e in vigore da trent'anni.

Le elezioni hanno fortemente penalizzato la coalizione liberal conservatrice di governo, retto da Sebastian Pinera, già oggetto di proteste a seguito delle politiche di austerità non gradite alla popolazione.

La coalizione governativa di centrodestra Vamos por Chie, infatti, si è fermata al 20,8% dei consensi alle elezioni per l'Assemblea costituente, mentre - il blocco delle sinistra, composto da Partito Comunista, Lista Apruebo e Apruebo Dignidad - ha conquistato il 33,2% e, sempre un terzo dei voti, è stato ottenuto dai candidati indipendenti dell'opposizione.

Ottimo risultato del Partito Comunista anche nella capitale, Santiago del Cile, che elegge a Sindaco la trentunenne economista Iraci Hassler, che, con il 38,6% ha battuto l'attuale Sindaco liberal conservatore Felipe Alessandri.

Pinera ha ammesso la sconfitta, dichiarando che: “In queste elezioni, la cittadinanza ha inviato un messaggio forte e chiaro al governo e a tutte le forze politiche tradizionali: non siamo sintonizzati in modo adeguato con le richieste e i desideri dei cittadini e siamo chiamati al confronto da nuove espressioni e da nuovi leader”.

Il 21 novembre prossimo, in Cile, si terranno le elezioni presidanziali e i più recenti sondaggi danno in testa la candidata del Partito Umanista (populismo di sinistra/socialismo libertario), Pamela Jiles (ex iscritta al Partito Comunista), al 18%; a seguire il candidato del Partito Comunista Daniel Jadue, con l'11% dei consensi e, al terzo posto, il candidato liberal conservatore Joaquin Lavin con il 10%.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.bogspot.it