giovedì 13 novembre 2014

In difesa della figura umana, politica e storica di Juan Domingo Peron (oltre che di Evita): una risposta ad un articolo del direttore de "L'Opinione" Arturo Diaconale. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Mi permetto di dissentire dal direttore del quotidiano nazionale “L'Opinione delle Libertà”, Arturo Diaconale, con il quale peraltro collaboro, relativamente all'articolo pubblicato il 13 novembre scorso, dal titolo “La legge elettorale, il peronismo fiorentino”.

Ne dissento non tanto nel merito della questione, nel senso che le critiche di Diaconale relativamente all'autoritaria legge elettorale – denominata Italicum - che vuole imporre Matteo Renzi peraltro sostenuto da Silvio Berlusconi, sono legittime. Il solito sbarramento per i partiti cosiddetti più piccoli, oltre che un premio di maggioranza spropositato, di certo non è in linea con la Costituzione della Repubblica italiana.
Purtuttavia mi sento di dissentire con forza relativamente all'azzardato paragone fatto da Diaconale fra un grande leader internazionale quale fu Juan Domingo Peron, Presidente dell'Argentina dal 1946 al 1955, democraticamente eletto dal suo popolo ed indimenticato dallo stesso proprio per i suoi interventi in favore delle classi più disagiate, al punto che fu defenestrato dalle dittature militari che cercarono di offuscarne la memoria almeno sino agli Anni '80.
Della figura umana e politica Juan Domingo Peron ho scritto peraltro più e più volte negli ultimi mesi, proprio sulle pagine dell'Opinione e così della moglie Evita Duarte, la quale si occupò per tutta la sua pur breve vita di diritti delle donne e degli anziani.
Assolutamente fuori luogo, pertanto, anche il paragone del direttore Diaconale fra Evita e Maria Elena Boschi, figura pur interessante, ma certo – come ho scritto più volte in numerosi miei articoli – per nulla emancipata dalla figura del “patriarca Renzi” ed ancora lontanissima dall'ideale di eroina che incarnò Evita (ma anche Anita Garibaldi e quella Moana Pozzi che, con il Partito dell'Amore, offrirà all'elettorato un'alternativa antipartitocratica e libertaria, fondata su principi e valori garibaldini). Evita Peron, una pasionaria innamorata del popolo e di suo marito, ma capace di avere una sua visione politica personale, al punto da influenzare le scelte di Peron stesso - in sostanza - non può essere paragonata ad una giovane ed inesperta ministra quale è Maria Elena Boschi, ancora priva di una sua personale linea politica ed al traino di Renzi.
In conclusione, mentre Matteo Renzi è un leader mai eletto al governo da nessuno, che sta attuando politiche autoritarie ed antisociali contro lavoratori, disoccupati ed imprenditori, oltre ad essere un sostenitore della politica fondata sull'imperialismo e sulle banche centrali; Juan Domingo Peron fu leader eletto democraticamente (al punto che ancora oggi al Governo dell'Argentina vi sono leader che si rifanno al peronismo), fu un autentico socialista nazionale, laico e di ispirazione cristiana ma anticlericale (che con il fascismo nulla aveva a che spartire se non per l'ammirazione che Peron aveva per le riforme sociali attuate in un primo tempo da Mussolini), fu il primo a denunciare - come scrissi il 5 settembre scorso proprio in un mio articolo sull'Opinione dal titolo “Peron, giustizialismo e socialismo nazionale” - il pericolo dell'imperialismo yankee, ovvero statunitense, e l'avanzare dell'imperialismo sovietico e comunista. Inoltre, fu forse il primo a denunciare le manovre speculative dei governi USA relative al dollaro, fra cui il fenomeno dei signoraggio, e del Fondo Monetario Internazionale che, peraltro, sono tutt'oggi all'origine della crisi economica che stiamo subendo e fu il primo che, durante il suo mandato di governo, propose l'unificazione dell'America Latina, ovvero la fondazione degli Stati Uniti Latino-Americani.
In questo senso Juan Domingo Peron ricorda piuttosto Bettino Craxi che Matteo Renzi, peraltro figlio, quest'ultimo, del cattocomunismo dei Berlinguer e dei De Mita.
Da una parte un leader del socialismo libertario e nazionale, erede di Bolivar, Garibaldi e Peron, insomma, mentre dall'altra un politico autoritario servo dei Poteri Forti.
E, come scrissi nel mio già citato articolo: Oggi, nel 2014, forse, avremmo necessità di un nuovo Juan Domingo Peron. L'avrebbe l'America Latina, ancora non unificata ed ancora attraversata da una grave crisi socio-economica. E l'avrebbe l'Europa, unita solo dall'economia e dal continuo sfruttamento monetario e tartassatorio che noi cittadini subiamo ogni giorno, peraltro soggetti alle scelte di politica internazionale dei soliti USA e del solito Fondo Monetario Internazionale.

Luca Bagatin

mercoledì 12 novembre 2014

La tv dei Vescovi, Vladimir Luxuria e l'indecoroso linguaggio mediatico. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Si fa un gran parlare, in questi giorni, dell'invito da parte della “tv dei Vescovi” - ovvero di TV2000 – a Vladimir Luxuria di partecipare ad una loro trasmissione per discutere di tematiche cosiddette “etiche” riguardanti la comunità omosessuale e transessuale.
Partecipazione, peraltro, successivamente negata in quanto - come spiegato dal direttore del tg di TV2000 - la trasmissione sarebbe andata in onda in concomitanza con l'assemblea della CEI, che avrebbe dovuto discutere ancora una volta sui temi legati alla famiglia.
Ora, per carità, ciascuno è libero di esprimersi sulle tematiche che desidera, ed in questo senso anche i Vescovi della CEI lo sono. Per quanto dovrebbe essere ben chiaro a tutti che i giudizi dei Vescovi non dovrebbero essere vincolanti per nessuno, visto che, sino a prova contraria, l'Italia dovrebbe essere uno Stato laico. E ciò anche in presenza di una classe politica conservatrice, autoritaria e clericale, oggi anche al governo del Paese.
Al di là di questo la mia riflessione verte piuttosto sull'idea di invitare – a rappresentanza della cosiddetta comunità LGBT, ovvero del mondo omoessuale, bisessuale e transessuale – Vladimir Luxuria, volto noto della tv, “maitre à penser” catodico in sostanza, di cui si è tornati a parlare grazie al suo recente incontro con Silvio Berlusconi e con la sua compagna Francesca Pascale.
Un'idea, quella dell'invito di TV2000 a Luxuria, che segue – ancora una volta – logiche meramente mediatiche, anziché tendenti a rappresentare una realtà umana, un'orientamento sessuale, che certo non può dirsi rappresentato dal solo Luxuria.
Mi sono sempre chiesto perché, nelle varie trasmissioni televisive, in sostanza, poco si invitino cittadini qualsiasi, siano questi omosessuali, transessuali o eterosessuali (infondo siamo tutti esseri umani !), bensì si tendi ad invitare sempre ed unicamente i soliti “maitre à penser” catodici, i soliti giornalisti catodici, i soliti politicanti catodico-imbonitori. Quelli che, in sostanza, siamo abituati a vedere a Ballarò, a Porta a Porta e così via.
Costoro non rappresentano la realtà delle persone, dei cittadini (omosessuali, transessuali, eterosessuali, operai, impiegati, imprenditori, infermieri, insegnanti ecc...), bensì l'indecoroso spettacolo del linguaggio mediatico che filtra una realtà a suo uso e consumo. Uno spettacolo indecoroso già denunciato peraltro da Pier Paolo Pasolini, che lo paragonò al “nuovo fascismo”. Sul “Corriere della Sera” del 9 dicembre 1973, Pasolini scriveva infatti, fra le altre cose: È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.
Il mondo dei media, in sostanza, grancassa della società dei consumi e del pensiero unico imposto dalla trimurti "politica-religione-showbusiness", finisce - come ci ricordava già Pasolini - per annientare ogni realtà umana, ogni sentimento umano, ogni orientamento sessual-sentimentale. Oltre che presentarci una realtà falsata, fuorviante, imposta.

Luca Bagatin

lunedì 10 novembre 2014

Il Presidente della Repubblica italiana scelto da "Amore e Libertà"

VOGLIAMO UNO STRAPPO ALLA REGOLA !
VOGLIAMO UN'ATTO DI CORAGGIO, 
CONTRO L'IPOCRISIA DEI SOLITI POLITICANTI CORROTTI!
 VOGLIAMO UN ATTO D'AMORE !
VOGLIAMO JOSE' PEPE MUJICA NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA !

www.amoreeliberta.altervista.org

La "società dei consumi" è il nuovo fascismo

La "società dei consumi" - o "società del piacere" - è il nuovo fascismo propagato e propagandato dai politici e dagli economisti di oggi e di sempre. Che, senza averne contezza o per mero calcolo personale, parlano anche di "crescita economica".
Che è l'esatto opposto della crescita umana e spirituale.



Civiltà dell'Amore contro società del piacere by Luca Bagatin

giovedì 6 novembre 2014

"La parte più sensuale di una donna": aforismi e riflessioni politico/sensoriali by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

La parte più sensuale di una donna trovo sia la sua schiena.
Un amore può meglio essere dimostrato nei fatti, piuttosto che essere dichiarato.
Trovo che poche cose possano essere più erotiche e sensuali del dialetto siciliano.
Fra il socialismo libertario ispirato da Hugo Chávez ed il libertarismo di Ron Paul, nei fatti, non vi è alcuna differenza: entrambi denunciano da decenni le elite economico-finanziarie che hanno portato all'attuale crisi globale; hanno una visione antimperialista degli USA quale "poliziotto del mondo" e lavorano per una prospettiva umanitaria della società. 
In questo senso trovo che il punto di vista del regista Oliver Stone, da sempre amico di Chavez e sostenitore di Ron Paul alle ultime primarie USA, sia assolutamente condivisibile.
Come scrissi in un mio aforisma, qualche tempo fa: "La peggior destra, in Italia, è senza dubbio la sinistra".
E, recentemente, con un mio articolo per il quotidiano nazionale L'Opinione, ho rilanciato il messaggio indirizzato ai sedicenti "socialisti" europei:
"Gli unici veri leader del Socialismo mondiale, libertario ed umanitario sono altri e spesso vivono in America Latina. Sono gli eredi di Juan Domingo Peron, gli eredi di Hugo Chavez, gli Evo Morales, i José Mujica – Presidente dell'Uruguay che ha deciso di vivere in povertà - e tutti coloro i quali da decenni si oppongono ad una globalizzazione che ingloba l'individuo, anziché emanciparlo".
Mi sono sempre guardato bene dall'essere una persona tollerante. Specie di fronte all'ignoranza ed alla stupidità.
Più che scendere in piazza gli italiani dovrebbero ribellarsi alla legge, se questa è da considerarsi ingiusta.
Sono e rimarrò sempre un difensore della Prima Repubblica ed un sostenitore di quel Mazzinianesimo e di quel Socialismo Nazionale e Garibaldino di cui si fecero portatori statisti quali Randolfo Pacciardi e Bettino Craxi.
Ovvero l'esatto opposto di fascistelli e fighettini come Matteino Renzi e Angelino Alfano.
Il mio slogan è, ormai: meno Stato, meno mercato, più individuo ! Oppure: meno Stato, meno mercato, uguale a più individuo.
A 10 anni ho abbandonato la Chiesa cattolica in quanto ho compeso che essa rappresentava e rappresenta la negazione dell'insegnamento del Cristo.

martedì 4 novembre 2014

Il suicidio assistito di Brittany Maynard: una storia di amore e libertà. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Brittany ha deciso di morire.
Ha deciso di farlo perché sapeva che sarebbe morta comunque, fra indicibili sofferenze.
Ma Brittany Maynard amava la vita. E la rispettava al punto dal voler morire con dignità.
A Brittany era stato diagnosticato un tumore incurabile al cervello e da tempo sopportava il peso degli effetti collaterali dei farmaci che le erano somministrati.
E' così che ha preso la decisione di salutare tutti i suoi cari e di realizzare, alcuni giorni prima della sua scelta, un video su Youtube – visitato da oltre dieci milioni di persone – per raccontare la sua storia e la sua decisione di morire, aiutata dall'associazione “Compassion & Choices” che si occupa - nello Stato americano dell'Oregon - di accompagnare le persone che chiedono volontariamente di togliersi la vita.
E' così che, il primo novembre, nella sua casa, dopo aver salutato tutti i suoi cari, ha ingerito i farmaci letali che l'hanno condotta alla morte.
Queste le sue ultime, toccanti parole su Facebook: “Addio a tutti i miei cari amici e alla mia famiglia, che amo. Oggi è il giorno che ho scelto per morire con dignità, davanti alla mia malattia terminale, questo terribile cancro che ha portato via così tanto da me, ma che avrebbe preso ancora di più. Il mondo è un bel posto, il viaggio è stato il mio maestro più grande, i miei amici più stretti e miei parenti sono le persone più generose e altruiste. Ho anche un cerchio di supporto intorno al mio letto, mentre scrivo... Addio mondo. Spargete buona energia. Siate generosi, pagate in anticipo per restituire ad altri il bene che ricevete”.
E queste le commoventi ed al contempo incoraggianti parole che Brittany ha scritto sul suo blog: “Sono le persone che si fermano ad apprezzare la vita e che rendono grazie, quelle più felici. Se noi cambiamo le nostre menti, cambiamo il nostro mondo. Pace e amore a voi tutti”.
La scelta consapevole di Brittany riapre e riaprirà certamente il dibattito sull'eutanasia e magari anche sul suicidio assistito. Ad ogni modo ci chiediamo perché ancora vi siano dibattiti nell'ambito di personalissime scelte individuali. Scelte dolorose, come dolorose spesso sono le scelte che la vita ci pone di fronte. Scelte che non andrebbero nemmeno, quindi, dibattute. Ma semplicemente rispettate ed accettate.
Ancora una volta pensiamo alle parole dell'attivista per i diritti civili Roberta Tatafiore, scritte nel suo diario, prima di suicidarsi: "A chi appartiene la vita ? Alla società ? A Dio ? A noi stessi ? Credo che la vita appartenga ad ogni individuo libero di affidarla a chi vuole in base a ciò che gli suggerisce la coscienza" .
La vita di Brittany Maynard apparteneva a lei ed a lei soltanto. Ed il suo esempio dovrebbe essere compreso da quelle Istituzioni – a livello internazionale - ancora insensibili di fronte alla sofferenza umana ed a quelle toccanti e personali scelte individuali che, come tali, meritano il più sacro ed umano rispetto. Oltre che il più sacro ed umano amore possibile.

Luca Bagatin

sabato 1 novembre 2014

Scontri di piazza (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Più penso ai recenti scontri di piazza fra operai e poliziotti, a Roma, e più penso che a rimetterci siano sempre coloro i quali lavorano, siano essi, appunto, operai o poliziotti.
Mentre i politicanti ed i governanti rimangono sempre lì, al loro posto. Sordi all'orecchio del misero, avrebbe detto Brecht.
Qualcuno di costoro invita persino ad "abbassare i toni", quando ad alzarli è stato proprio il Palazzo.
E' un triste segno dei tempi. In un Paese ed in un'Europa che ha perso - o sta perdendo - il senso della democrazia e delle libertà.


Luca Bagatin 
Presidente di "Amore e Libertà"