venerdì 18 dicembre 2015

La religione è incompatibile con la civiltà e con la spiritualità




Continuo a pensare che l'origine di tutti i problemi di "civiltà" sia la religione.
La religione è incompatibile con la civiltà.
Anche perché la religione (ovvero il dogma, figlio del Potere), non ha nulla a che vedere con l'umanità e la spiritualità.


(Luca Bagatin)

sabato 12 dicembre 2015

Marine Le Pen: la nuova Marianna di Francia che piace agli sfruttati, ai laici, ai libertari e a tutti gli oppositori della globalizzazione e del capitalismo. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

A temerla sono, in sostanza, gli euroburocrati, i finti socialisti come Valls e Hollande – venduti al capitale e al Fondo Monetario Internazionale, già diretto dal finto socialista Dominique Strauss-Kahn, già noto per i suoi numerosi e vergognosi scandali a sfondo sessuale – e gli pseudo-repubblicani alla Sarkozy, già noti per aver bombardato la Libia sovrana di Gheddafi e la sua popolazione inerme, consegnandola, di fatto, ai terroristi di Daesh.
Stiamo parlando della nuova Marianna di Francia, ovvero di Marine Le Pen.
Marine, come scrivemmo già in altri articoli, guida un Front National completamente rinnovato che, se definire “di destra” è errato, definirlo “xenofobo” è totalmente fuorviante.
Il Front National di Marine Le Pen è infatti un partito sovranista, laico, repubblicano e persino socialista, visto che guarda alle politiche sociali e degli alloggi molto più che gli esponenti del PS francese, tutti presi nel non contraddire le politiche di austerità imposte dalla BCE e dal FMI.
Certo, Marine pone al primo posto l'identità, la nazionalità e la meritocrazia, ovvero tutte cose che hanno sempre sostenuto nei tempi d'oro della Francia i De Gaulle ed i Mitterrand, ovvero l'esatto opposto dei sedicenti “repubblicani” e dei sedicenti “socialisti” della Francia odierna.
La stessa Flavia Perina, qualche giorno fa sull'Huffington Post, ricordava come Marine Le Pen si definisca “né di destra né di sinistra”, sino al punto di scrivere, sulla sua pagina Facebook alla voce tendenza politica “altro”. E la stessa Perina afferma come il Front National, checchè ne pensino i vari Salvini, Meloni e Berlusconi di casa nostra, non ha nulla a che vedere con il clericale e sfascista centrodestra italiano, al punto che la Le Pen ha scelto, come suo vice, Florian Philippot, omosessuale dichiarato (oltre che già simpatizzante del Front de Gauche di Jean-Luc Mélenchon) e come lei stessa sia favorevole alla legge sulle unioni civili.
Marine Le Pen fa dunque breccia fra vittime della globalizzazione e del capitalismo: sui giovani, sugli abitanti delle periferie e delle banlieue, sugli anziani, sulle donne. Su coloro i quali, in sostanza, sono stati snobbati sia dalla destra di Sarkozy che dalla sinistra di Hollande.
E si oppone fortemente al TTIP, ovvero al trattato di libero scambio USA-Unione Europea, che di fatto ingloberebbe l'Europa nel mercato statunitense, con immensi svantaggi per i nostri mercati, le produzioni locali, l'ambiente e i diritti dei lavoratori.
Da notare, peraltro, che la Le Pen è una lettrice ed estimatrice di Antonio Gramsci e che ai suoi comizi, spesso, si sono viste bandiere ed effigi raffiguranti Che Guevara, Mu'Ammar Gheddafi e Hugo Chavez, ovvero i leader storici del socialismo libertario e nazionale.
Come ha giustamente scritto Flavia Perina, infatti, Marine Le Pen ha conquistato il Quarto Stato della Francia. Quello che, nel mondo (in)globalizzato, non ha più una voce. Un mondo (in)globalizzato che infatti ha generato povertà e nuovo sfruttamento anche e soprattutto in quel Terzo Mondo preda delle ruberie delle multinazionali ed i cui conflitti hanno generato un'immigrazionismo utile solo alle grandi imprese sfruttatrici.
Sono dunque assoluamente sciocchi ed irresponsabili le dichirazioni del premier francese Valls quando afferma che una vittoria di Marine Le Pen segnerebbe una guerra civile in Francia. La guerra civile rischia di essere generata dalle politiche globaliste, fallimentari e di sfruttamento portate avanti proprio da Valls, Hollande e prima di loro da Sarkozy e Chirac.
Confidiamo, dunque, in una ventata nazionale e popolare che porti prossimamente Marine Le Pen all'Eliseo e che il Front National prosegua nella sua evoluzione storico-politica, magari comprendendo davvero che i Matteo Salvini capital-fascisti (che hanno già mal-governato l'Italia), non hanno davvero nulla a che vedere con la politica portata avanti da Marine e dai suoi sostenitori.

Luca Bagatin

giovedì 10 dicembre 2015

"Pensieri di lotta e di non-governo": aforismi libertari e antimperialisti by Luca Bagatin (tratti da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Il pensiero si evolve. La cultura, invece, ha radici antiche.

Se Colombo non avesse scoperto l'America, oggi i Nativi sarebbero vivi.

Chi è a favore del capitalismo o è ricco o è ingenuo. E l'ingenuo è sempre più pericoloso.

Al capitalismo di sinistra preferisco il socialismo di destra.

mercoledì 9 dicembre 2015

In memoria di Riccardo Schicchi articolo di Luca Bagatin del 9 dicembre 2013 (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Il 9 dicembre del 2012 moriva Riccardo Schicchi, soprannominato il “Re del porno”.
In realtà Schicchi detestava la parola “pornografia”, preferendole il termine “erotismo” e “trasgressione”.
Trasgressione delle regole imposte da una (in)cultura bigotta e repressa, quella italica, che lui combatterà per tutta la vita, attraverso il suo lavoro e le sue iniziative.
Riccardo Schicchi ed Ilona Staller-Cicciolina, fondando l'Agenzia Diva Futura, nei primi Anni '80, sdoganarono l'erotismo e lo portarono persino il televisione ed in politica, scatendando così una delle più grandi provocazioni che siano mai state ideate e realizzate nel nostro Paese.
Fecero forse ciò che oggi, nei Paesi dittatoriali o pseudo-democratici, fanno le attiviste di “Femen”, mostrando i loro seni nudi, per contrapporsi alla violenza della politica antidemocratica, antilaica, antilibertaria.
Pochissimi, anzi quasi nessuno sa o ricorda che fu Riccardo Schicchi a ideare la prima lista verde-ambientalista in Italia, nel 1979, ovvero la Lista del Sole e a realizzarne il simbolo, ovvero quel Sole che Ride che, attualmente, è di proprietà dei Verdi (dopo essere transitato per i Radicali).
La Lista del Sole, infatti, fu il primo tentativo del duo Schicchi-Staller di fondare un partito libertario-ambientalista in un Paese incivile come il nostro. Quell'esperienza, del resto, portò Schicchi ed Ilona a candidarsi nelle liste del Partito Radicale, nel 1987, ove Cicciolina sarà eletta con ben 20.000 preferenze.
Un'esperienza diversa e alternativa, che farà sì che in Parlamento di discutsse finalmente di educazione sessuale nelle scuole, di affettività e sessualità per i detenuti, di introduzione dell'ora di storia delle religioni in luogo dell'ora di religione. Un'esperienza che pur non fu colta appieno nemmeno dai Radicali (specie i più bigotti), i quali rimarranno contrariati dal libertarismo del duo Schicchi-Staller e che, tempo dopo, nel 1991, porterà alla nascita del Partito dell'Amore – fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi – ed il cui leader carismatico diverrà Moana Pozzi.
Riccardo Schicchi rimarrà ad ogni modo celebre per aver lanciato e promosso numerose artiste dell'eros e – grazie al suo amore per i “contrasti” ed un'ammirazione spasmodica per l'universo femminile - per averle trasformate in vere e proprie “eroine eteree”. Mai volgari. Quasi delle fatine uscite da un libro per ragazzi, solo in chiave erotica. Pensiamo a Ilona Staller-Cicciolina, appunto, vera e propria “fricchettona romantica”, a Ursula Davis-Hula Hop (che recitò anche in un film del celebre regista Piero Vivarelli), a Ramba, a Petra, a Baby Pozzi ed alla stessa Moana.
Donne che rimangono e rimarranno nella memoria di coloro i quali le amano e le hanno amate.
L'esperienza artistica di Diva Futura, oltre che quella politica di Riccardo Schicchi penso non debbano essere dimenticate e tantomeno relegate a quello che comunemente viene definito “trash”.
Il trash, la vera pornografia, come amava ricordare lo stesso Schicchi, era altro. Era la disonestà intellettuale e morale della politica e di certa cultura “ufficiale”.
Quella politica e quella cultura che, nemmeno in punto di morte, resero omaggio a questo grande fotografo, artista, talent scout, libertario e politico italiano.

Luca Bagatin

domenica 6 dicembre 2015

Non la pensiamo come Marine Le Pen, ma non ci dispiace. Purché si allontani dal fascismo di Salvini e abbracci il libertarismo, il Socialismo del XXIesimo secolo ed il Garibaldinismo di "Amore e Libertà"

Non la pensiamo come lei su molte cose, in particolare sui diritti civili.
Purtuttavia riconosciamo che Marine Le Pen ha saputo, meglio di altri, in Francia e in Europa, intercettare il voto dei diseredati e degli oppressi. Diseredati e oppressi da una globalizzazione senza amore e da un sistema economico di mercato che uccide.
Per questo, auspicando che possa mutare ulteriormente il DNA del suo partito, il Front National, e, definendosi "non di destra" e laica, possa allontanarsi dal capital-fascismo dei Salvini ed ispirarsi, piuttosto, ai valori libertari del Socialismo del XXIesimo, del Peronismo, del Kirchnerismo, del Garibaldinismo che sono propri del nostro pensatoio "Amore e Libertà".

"Socialisti & Democratici" stampella del governo capital-fascista renziano. Ovvero lontani anni luce dal Socialismo del XXIesimo Secolo lanciato da Chavez. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Si chiamano “Socialisti & Democratici” e già quella & commerciale fa capire il tratto commerciale e alquanto capitalisteggiante dell'operazione.
Sono le nuove stampelle sinistre del Pd, ovvero del governo capital-fascista attuale. Ed infatti il loro simbolo è la fotocopia di quello del Pd, con l'aggiunta della già citata & commerciale e della rosa socialista al posto del rametto d'ulivo piddino.
Già la rosa è parecchio lontana dal garofano socialista di craxiana memoria, il quale richiamava gli ideali della Comune di Parigi e della Rivoluzione portoghese dei garofani. Il garofano, infatti, era un autentico simbolo popolare e operaio e Bettino Craxi, defenestrato proprio dai post-comunisti amici dei capitalisti e dell'alta finanza oggi al governo, negli Anni '80 e '90, fu l'unico ad opporsi alle privatizzazioni selvagge e ad un sistema economico che privilegiasse la finanza internazionale.
Ecco quindi gli ex socialisti Marco Di Lello, Lello di Gioia e Giuseppe Lauricella, già aderenti al Psi nenciniano – altra stampella del governo più conservatore e capitalista della Storia italiana – far nascere l'ennesimo gruppuscolo parlamentare che, con la benedizione della pur affascinante Ministra Boschi, si propone di sostituire i sinistri Fassina, D'Attorre e Civati. Tutti personaggi, anche loro, lontani anni luce dal socialismo libertario e, sino a pochissimo tempo fa, sostenitori del renzismo.
Evidentemente in Italia, dopo Bettino Craxi - che pur si trovò a lottare all'interno di una coalizione composita formata da una Dc conservatrice e da un Pri spadoliniano filo atlantista (che dimenticò spesso le sue origini garibaldine e mazziniane, ovvero nazionali e filo operaie), oltre che a lottare contro l'opposizione del Pci, spesso subalterno alla grande impresa - il socialismo è definitivamente scomparso.
Lo scriviamo praticamente ogni anno, da quando Bettino morì e si volle per forza affibbiargli l'indegno marchio della latitanza.
Da allora, ad ogni modo, iniziò a soffiare, in Europa ed in Italia, il vento capitalista della BCE e della globalizzazione, sostenuto a piè sospinto anche e soprattutto dai partiti di sinistra e sedicenti socialisti alla Blair ed oggi alla Hollande ed alla Renzi, lontanissimi anni luce dal Socialismo Euromediterraneo degli Anni '80, il quale dialogava con i Paesi arabi ed era diffidente nei confronti degli USA ed ostile alla finanza internazionale.
Un vento capitalista che ha spazzato via Gheddafi e che oggi vuole spazzare via Assad, aprendo ancora una volta le porte ad un immigrazionismo che favorisce solo la grande impresa, genera sfruttamento e danneggia i meno abbienti. E spalancando le porte ad organizzazioni criminali e terroristiche senza controllo. L'abbiamo visto, lo stiamo vedendo.
Questa la situazione dei sedicenti socialisti europei e della “sinistra” di casa nostra (fatta eccezione per il nuovo leader laburista inglese Jeremy Corbyn), che ha fatto sì che in Francia le classi meno abbienti rivolgessero – e come dar loro torto - la loro attenzione alla pasionaria Marine Le Pen, che, dichiarandosi apertamente “non di destra” oggi di fatto incarna in Francia una visione più credibile per battere il capitalismo rispetto ai cosiddetti “socialisti”.
In America Latina, diversamente, il Socialismo del XXIesimo Secolo, lanciato dal venezuelano Hugo Chavez nel 1998 e propagatosi in tutto il continente attraverso l'elezione del brasiliano Lula e poi della Roussef, dei peronisti argentini Nestor e Cristina Kirchner, di Tabaré Vasquez e di José Mujica in Uruguay, di Correa in Ecuador, del sandinista Ortega in Nicaragua e di Evo Morales in Bolivia, ha dimostrato come il vero socialismo delle origini – ovvero autogestionario, popolare e nazionale – abbia saputo ridurre povertà, analfabetismo, esclusione sociale e persino aprirsi ai diritti degli omosessuali (vedi l'Argentina e l'Uruguay) e legalizzando la cannabis (vedi il caso dell'Uruguay). Tutte cose delle quali la stessa Le Pen “non di destra”, anziché inseguire ridicoli modelli capital-valbrembani alla Salvini, dovrebbe e potrebbe far tesoro.
Certo, la strada è molto lunga ed in America Latina sembra che si rischi di tornare indietro. Lo vediamo con la sconfitta del peronismo in Argentina e ciò sta nuovamente aprendo le porte al capitalismo ed allo sfruttamento dei più deboli.
Ma certamente il Socialismo del XXIesimo Secolo non ha nulla a che spartire con i “Socialisti & Democratici” renziani, i quali, oltre ad essere delle semplici stampelle governative, nulla hanno a che spartire con i diritti dei più deboli.

Luca Bagatin