Nel primo quarto del secolo XXI ad oggi, abbiamo visto come tutti gli Stati con diritto di veto componenti il Consiglio di Sicurezza dell’ONU abbiano fomentato guerre in ogni parte del mondo: ma fra questi, solo la Repubblica Popolare della Cina – nonostante abbia una provincia staccata dalla Madrepatria – non sia stata fomite di eventi bellici. Ciò a dimostrazione del tradizionale equilibrio della sua politica estera, che cerca di risolvere le questioni di grave peso mondiale attraverso il dialogo e la diplomazia, affinché esse sfocino nella pace.
Conseguire successi nella politica estera richiede di affrontare le domande su per chi, quali risultati e come realizzarli – in altre parole, di definire la propria visione degli affari esteri. Governare un Paese si fonda su principi immutabili, ma il benessere del popolo è fondamentale e di conseguenza l’evitare guerre è alla base della politica estera cinese. Con l’avvento di una nuova era per il socialismo con caratteristiche cinesi, la principale contraddizione che la società cinese si trova ad affrontare si è trasformata in quella tra il bisogno sempre crescente del popolo di una vita migliore e uno sviluppo non ancora all’altezza delle intenzioni. Il processo di soddisfare costantemente il bisogno del popolo di una vita migliore e di consentirgli di vivere meglio è il processo di risoluzione di questa contraddizione fondamentale e di promozione dello sviluppo e del progresso sociale.
Il Segretario Generale Xi Jinping ha sottolineato: «Il popolo è la fonte della forza del nostro Partito; il fondamento del nostro Partito risiede nel popolo, la sua linfa vitale risiede nel popolo, e dobbiamo porre il popolo al primo posto nei nostri cuori e considerare sempre il suo cuore come il nostro». Poi ha aggiunto: «I nostri obiettivi sono grandi ma semplici; in definitiva, consistono nel consentire al popolo di vivere una vita migliore».
Aderire alla filosofia di sviluppo centrata sul popolo, sostenendo i principi secondo cui lo sviluppo è per il popolo, è l’orientamento valoriale fondamentale del Partito Comunista Cinese. I membri e i quadri del Partito devono comprendere a fondo le domande fondamentali «Chi sono?», «Per chi lavoro?», «Su chi faccio affidamento?» – domande che rappresentano la loro aspirazione e missione originarie – rafforzando la consapevolezza del servizio pubblico, perseguendo la dimensione spirituale di essere all’altezza delle aspettative, stabilendo una visione della performance che avvantaggi la gente, diventando consapevolmente contributrice disinteressata dedita al benessere generale.
La ricerca della verità a partire dai fatti è l’essenza del marxismo secondo la visione cinese, ed è il requisito fondamentale per comprendere e cercare di trasformare in meglio le relazioni internazionali, nonché il principio ideologico, operativo e di guifa del PCC. Ripensando ai 105 anni di storia del PCC, il Partito ha costantemente aderito all’approccio scientifico della ricerca della verità a partire dai fatti, unendo e guidando il popolo attraverso ardue esplorazioni e grandi pratiche di lotte di liberazione prima e rivoluzione interna dopo, ma mai col presupposto di voler esportare e imporre la lotta di classe o rivolgimenti verso altri Paesi come tuttora sta accadendo in alcuni soggetti di diritto internazionale, o perlomeno ciò che resta dello ius gentium.
I progetti di costruzione e riforma, che hanno inaugurato i grandi passi in avanti della nazione cinese – che è passata dall’essere un popolo prima oppresso e sfruttato da imperialismo e colonialismo, e poi dal 1949 uno Stato in ascesa sulla via della prosperità con un popolo forte – stanno continuando ad avanzare verso il grande obiettivo della rinascita del Paese, quale pure decisore pacifico dei problemi internazionali.
Xi Jinping ha sottolineato: «Tutti i membri del Partito devono impegnarsi a emancipare la mente, a ricercare la verità a partire dai fatti e a stare al passo con i tempi, ed essere pronti in qualsiasi momento a difendere la verità e a correggere gli errori». Ricercare la verità nei fatti è un’arma cruciale per comprendere veramente perché il PCC sia capace di percorrere strade di pace e perché il socialismo con caratteristiche cinesi è positivo. Tutti i risultati ottenuti dalla Repubblica Popolare della Cina sono radicati nel terreno fertile del realismo. Attenersi al principio di partire dalla realtà e agire consapevolmente in conformità con le leggi nazionali, internazionali e della Carta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, è l’essenza e il significato centrale dell’instaurare e praticare una visione corretta dell’operato sia interno che esterno.
Il principio di valutazione delle prestazioni è strettamente legato al concetto di sviluppo. Uno sviluppo di alta qualità è il compito primario nella costruzione di un moderno Paese socialista sotto ogni aspetto, ed è anche il tema dello sviluppo economico e sociale durante il periodo del XV Piano quinquennale (2026-2030) e anche oltre: il benessere che si raggiunge attraverso la pace interna e con gli attori internazionali. Promuovere uno sviluppo di alta qualità è un progetto sistematico che richiede l’attuazione completa, accurata e globale della nuova filosofia dello sviluppo. Richiede una considerazione esaustiva di diversi fattori, tra cui considerazioni di politica interna ed estera, nonché progetti economici di largo respiro, realtà attuali e storiche, fattori materiali e culturali, sviluppo e sostentamento delle persone, risorse ed ecologia.
Richiede inoltre una gestione adeguata delle relazioni internazionali tra stabilità e progresso, creazioni astratte che diventino concrete, analisi di sintomi e cause profonde a breve e lungo termine. Il Partito e lo Stato s’impegnano a prendere decisioni scientifiche e lavorare diligentemente per tracciare un percorso di sviluppo che si adatti alle realtà cinesi e abbia caratteristiche locali senza interferire esternamente. Gli organi direttivi e i quadri a tutti i livelli stabiliscono con fermezza il chiaro principio che «i successi si ottengono con il duro lavoro, e solo lavorando davvero sodo si possono raggiungere risultati concreti».
L’opposizione al formalismo e alla burocrazia è basilare, poiché nelle realtà terze, queste sono le cause della formazione nella classi dirigenti esterne delle cosiddette visioni “democratiche”. Ai decisori favorevoli alla guerra “si oppone” la corrente contraria che è solo uno specchietto delle allodole per dimostrare la “democraticità” dei Paesi seminatori di morte e discordia. La cosiddetta commedia “dei falchi e delle colombe”: sappiamo bene che in uno scontro fra questi volatili, i primi vinceranno sempre, mentre i secondi sono solo cibo, e quando va bene si trasformano in comprimari ben retribuiti.
Per cui il lavoro diplomatico cinese si sviluppa di generazione in generazione, un passo alla volta, dimostrandosi tenace e pragmatico nella costruzione della pace. L’adesione a un approccio orientato alla risoluzione dei problemi è un requisito imprescindibile e un metodo fondamentale per promuovere una governance completa e rigorosa che si rifletta pure nelle relazioni con altri Paesi. L’educazione alla definizione e alla pratica di una corretta visione delle prestazioni deve combinare un orientamento per la risoluzione dei problemi con un approccio mirato agli obiettivi, garantendo che sia diretto alla risoluzione che permei l’intero processo costitutivo, proponendo continuamente nuove idee, meccanismi e metodi per risolvere e superare concretamente ogni ostacolo che si frappone alla pace fra gli Stati.
Nella Repubblica Popolare della Cina, la consapevolezza che alcuni dirigenti e quadri locali e di unità nutrono ancora visioni distorte e fuorvianti su questi argoment è sempre all’attenzione. Ad esempio, si attuano ed escludono selettivamente le decisioni e delle disposizioni del Comitato Centrale del PCC, contrarie agli interessi dello Stato; si segnalano i funzionari che ignorano gli impegni passati, che sono miopi, che attuano atteggiamenti plateali, falsificazioni, azioni sconsiderate, pianificazione politica incoerente. Questi problemi e fenomeni danneggiano gravemente gli interessi del Paese e il rapporto tra il PCC e il popolo. Se non vengono corretti in tempo e lasciati diffondere, scuotono le fondamenta del governo. Per cui è basilare la conduzione d’un’azione di rettifica mirata a promuovere l’attuazione di misure correttive attraverso l’educazione, utilizzandola per una corretta visione del comportamento onde guidare l’intero Partito a instaurare un nuovo stile e un’atmosfera retta, e a costruire una salda politica interna ed estera.
Xi Jinping ha sottolineato che «l’autocritica e l’autorivoluzione del Partito si concentra sul potere di governo, e circoscrivere tale potere attraverso regolamenti è un compito fondamentale per dirigere il Paese in modo completo e rigoroso nella nuova era». I problemi relativi alla valutazione delle prestazioni sono strettamente legati all’abuso arbitrario del potere, e quest’ultimo deve essere circoscritto da regolamenti. S’individuano lacune, carenze e debolezze del sistema attraverso l’apprendimento, la formazione e la correzione degli errori. La promozione e l’istituzione di norme e regolamenti in modo regolare e a lungo termine, definiscono chiaramente cosa si può e non si può fare, per chi si fa e come si deve fare. S’istituiscono e migliorano i meccanismi efficaci per prevenire e correggere le deviazioni nella valutazione delle decisioni in politica estera, rendendo il sistema più maturo e ben definito. Si stabilisce un orientamento corretto per la selezione e la nomina del personale diplomatco, rendendo l’istituzione e la pratica di una corretta valutazione delle prestazioni parte integrante della valutazione dei quadri e un fondamento cruciale per la selezione, la nomina e la valutazione delle prestazioni degli stessi.
Nella Repubblica Popolare della Cina ci si attiene a una combinazione di gestione rigorosa e attenta nell’attuare le “tre distinzioni”: 1) osare sostenere chi si assume responsabilità; 2) chiedere conto a chi risponde del proprio operato; e 3) difendere chi porta a termine i compiti.
Migliorare il sistema di valutazione per lo sviluppo di alta qualità dei quadri diplomatici e il sistema di valutazione delle prestazioni degli stessi, rafforza la pertinenza e la scientificità di decisioni e comportamenti all’estero. La costruzione di una nazione forte e la grande rinascita della Repubblica Popolare della Cina, attraverso una modernizzazione in stile cinese, è il compito centrale in questo cammino di rinnovamento.

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