lunedì 13 ottobre 2014

Evo Morales: Presidente d'Amore e Libertà di nuovo in carica

In Bolivia ha nuovamente trionfato il Presidente indigeno, socialista e libertario Evo Morales, ottenendo il 60% dei consensi.
E' la terza vittoria di principi quali l'Amore e la Libertà in questo orgoglioso e civile Paese latinoamericano.
Del socialismo libertario di Morales e dei grandi leader sudamericani, da Peron a Chavez, passando per Kirchner, Lula e Mujica, abbiamo negli ultimi mesi più e più volte scritto.
Sarà nostra cura, prossimamente, oltre che dedicare un articolo relativo alla vita del Presidente uruguayano Pepe Mujica, dedicare un unico articolo anche alla vicenda umana e politica del Presidente Morales.
Perché sono proprio costoro, ovvero i leader eredi di Bolivar e Garibaldi, ai quali l'Europa dovrebbe ispirarsi per uscire dalla crisi umana, morale ed economica nella quale è attanagliata.


 

Caro Grillo, il partito della Massoneria siamo noi di "Amore e Libertà"

Caro Grillo, comico che per decenni hai lavorato al soldo della Rai Tv ed oggi collabori con un imprenditore della comunicazione, sappi che il partito della Massoneria, ovvero dei principi massonici di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, siamo noi di Amore e Libertà. Un partito-non-partito che è un pensatoio d'idee, (contro)cultura ed (anti)politica e non vuole mangiare risorse pubbliche candidandosi a fantomatiche elezioni politiche.
Leggiti pure il nostro Manifesto e ricordati, magari, di Mazzini, Anita e Giuseppe Garibaldi e magari anche di Moana. Che certo di politica ne masticava molta più di te !

mercoledì 8 ottobre 2014

Mazzini contro Marx e l'alternativa alla crisi economica-umana-umanitaria proposta da "Amore e Libertà"

Segnaliamo l'articolo del Presidente e fondatore di "Amore e Libertà" Luca Bagatin, apparso sul quotidiano nazionale L'Opinione delle Libertà dell'8 ottobre scorso ove, contrapponendo Mazzini a Marx, spiega le prospettive (anti)politiche del movimento Amore e Libertà e conclude affermando che la chiave dell'alternativa repubblicana e socialista libertaria per uscire dalla crisi (economica-umana-umanitaria) è l'Amore e l'autogestione, contrapposti al Potere ed alla mercificazione.
Al seguente link è scaricabile l'intero articolo:


http://www.opinione.it/cultura/2014/10/08/bagatin_cultura-08-10.aspx

martedì 7 ottobre 2014

"Amore e Libertà" come alternativa all'ateismo

''Volevo essere un ateo, ma poi ho assaggiato il paradiso tra le sue cosce"  
(Anonimo)


 Come giustamente scrive la nostra amica Debdeashakti
"A chi giova l'ateismo ?"


sabato 4 ottobre 2014

"Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa). Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)
Eh sì, avete letto bene: "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it) - che non è un partito nel senso elettoralistico del termine - è l'unico partito di sinistra - pur non essendo di sinistra, ma di centro o, meglio, di estremo centro - in Italia. E, perché no, anche in Europa.
Come abbiamo più e più volte scritto, da lungo tempo i partiti cosiddetti "socialisti" europei hanno rinunciato a difendere la classe lavoratrice ed a porsi dalla parte dei popoli. I vari rappresentanti della "social-Burocrazia" europea hanno infatti preferito accodarsi all'obamismo, ovvero all'asservimento alle Banche Centrali (BCE e FED) ed ai relativi interessi dell'economia, della grande impresa e dello Show Business, oltre che delle guerre contro altri popoli, facendole passare per "lotta al terrorismo" o “interventi umanitari”. Tartassando e penalizzando i cittadini europei, sempre più alle prese con una disoccupazione endemica.
"Amore e Libertà", che, come abbiamo scritto, non è un partito, ma un pensatoio (anti)politico e (contro)culturale, sin dalla sua nascita, nel maggio 2013, si è posto come obiettivo l'ambiziosa ricerca della Civiltà dell'Amore, ovvero la ricerca di un'alternativa non-ideologica all'attuale politica fatta di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.


In questo senso, "Amore e Libertà", che ha per simbolo un'eroina dimenticata morta a soli 28 anni per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto (la Repubblica Romana), ovvero Anita Garibaldi, è schierato all'estremo centro del panorama politico, perché al centro c'è l'individuo. Ed in questo senso non ambisce a presentarsi alle elezioni politiche, bensì a superarne il sistema, tutt'altro che democratico, attraverso un recupero dell'Agorà greca, ove tutti i cittadini possano concorrere alla co-gestione del potere. O, meglio, del non potere.
In questo senso, fra i punti del nostro manifesto d'intenti vi sono i seguenti aspetti:

- socializzazione (a fini autogestionari) delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private quali Eni, Telecom Italia, Trenitalia, Rai Tv ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità dei medesimi di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale
Amore e Libertà crede inoltre nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni.
Amore e Libertà si pone, come obiettivo di massima, la fondazione di un'Internazionale dell'Amore, che vada a recuperare gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 promossa allora da mazziniani, garibaldini, anarchici e socialisti e vada a sanarne le divisioni storico-politiche.
Amore e Libertà ritiene che anteporre l'economia al sentimento ed all'umanità significhi ancora una volta seguitare a dare credito al sistema monetario internazionale, al sistema politico dei governi e dei parlamenti, al sistema delle tasse e delle imposte che ingrassa solamente il sistema politico (senza garantire alcun effettivo servizio), al sistema della pubblicità e di un mercato delle vacche che ha reso gli individui merci di scambio, invece che persone affratellate, che potrebbero vivere felici del loro lavoro, cooperando, barattando beni e servizi, approfondendo lo studio delle scienze umane, alla ricerca di nuove tecnologie non già da commerciare, bensì da condividere, senza costi per nessuno.
In questo senso possiamo dire di essere un partito nel senso Ottocentesco del termine, come lo furono il Partito d'Azione di Mazzini e Garibaldi e come lo fu il Partito Comunista di Marx ed Engels: gruppi di pressione, pensatoi di attivisti per l'emancipazione sociale e civile.
Ed in questo senso, fra il marasma dell'Italia d'oggi guidata da un leader che va a ledere i diritti civili e sociali dei cittadini e quello dell'Europa guidata dalla Merkel e soggetta alle scelte di Obama, siamo l'unico partito di sinistra oggi presente. Ovvero l'unico partito per l'emancipazione sociale e civile dell'individuo. Che, come tale, merita di essere al centro.

Luca Bagatin
Presidente e fondatore di "Amore e Libertà"

mercoledì 1 ottobre 2014

Moana Pozzi, Maria Elena Boschi, "Ritratti di Donna" e il mito junghiano della Donna Selvaggia. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Moana Pozzi e Maria Elena Boschi.
Due donne affascinanti. Due pasionarie, ciascuna a suo modo.

La prima un'ex attrice e pornodiva, poi diventata intellettuale e politica, emancipatasi da Riccardo Schicchi e dal mondo dell'hard attraverso il Partito dell'Amore. Un partito di ispirazione garibaldina e cristiano-dionisiaca, come ricorda il suo fondatore, Mauro Biuzzi, da me intervistato oltre un anno fa. Non certo il partito delle pornostar, ma un partito di libertà ed emancipazione civile, umana e sociale.
La seconda è una giovane ministra, senza un background politico alle spalle, ma proprio per questo potenzialmente nuova icona della politica italiana, come ho scritto più e più volte, paragonandola anche ad una possibile novella Anita Garibaldi (vista anche la sua passione per il colore rosso), se solo si emancipasse dal patriarca Matteo Renzi, figlio di una politica vecchia e stantìa, figlio dei De Mita, lontano anni luce dell'emancipazione e dai diritti civili e sociali di cui un'eroina di sinistra o di estremo centro (collocazione politica naturale del Partito dell'Amore) dovrebbe invece essere simbolo. Come lo è stata Anita e come lo è stata Evita Peron e la stessa Moana.
I soliti idioti dei media o dei social-media, paragonano Maria Elena Boschi a Moana Pozzi. Il che, francamente, non dovrebbe essere visto come un insulto. Né per l'una, né per la memoria dell'altra, alla quale, peraltro, dedicai il mio ultimo saggio “Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizioni), che tratta anche di aspetti politici e del mito junghiano della Donna Selvaggia.
E, peraltro, tramite un amico che lavora a Montecitorio, feci anche in modo di regalarne una copia alla signora Boschi, con tanto di dedica: “L'unico ritratto di donna ancora mancante”.
Ecco, io credo e continuo a credere che Maria Elena Boschi potrebbe diventare una nuova icona di amore e di libertà. Di freschezza femminile e, non a caso, oggetto di invidia e di invettive sterili da parte di tutto il marciume della mediaticità nostrana, fatta di selfie, twitterate, wattsappate, facebukkate e tutto il caravanserraglio para-tecnologico socialmente involutivo di oggi.
Moana, passata dall'essere una diva all'americana e diventata leader di una piccola ma agguerrita formazione (anti)politica, seppe incarnare pienamente il mito junghiano della Donna Selvaggia: una donna libera e liberata dai condizionamenti tipici dell'(in)cultura patriarcale, sessista, disumanitaria, libera dai condizionamenti dei media, dell'economia, della pubblicità commerciale e della mercificazione dei corpi e delle menti.
Maria Elena potrebbe, potenzialmente, da ministra renziana, emanciparsi dal renzismo, dal culto di una personalità poltica senza costrutto, di una politica vecchia e stantìa che le sta facendo perdere ogni possibile credibilità, diventare un'icona della nuova Donna Selvaggia e di un'ideale Repubblica dell'Amore: fondata sui diritti di libertà e sulla felicità, contro la non-Repubblica dell'odio e della disoccupazione endemica.
E' quanto scrivo ed affermo da parecchi mesi, anche nelle interviste di presentazione del mio saggio “Ritratti di Donna” e nell'ambito del mio movimento “Amore e Libertà”. Penso che il futuro, per molti versi, mi darà ragione.

Luca Bagatin