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giovedì 21 agosto 2025

Gelli e la P2 fra cronaca e Storia. Articolo di Luca Bagatin

Vorrei, qui di seguito, ripubblicare questo articolo, che scrissi e pubblicai diversi anni fa, contenuto anche nel mio primo saggio, "Universo Massonico" (Bastogi Editrice Italiana, con prefazione del prof. Luigi Pruneti, edito nel dicembre 2012) e che ritengo essere sempre di attualità.

L. B.

 Gelli e la P2 fra cronaca e Storia. Articolo di Luca Bagatin

 

Di Licio Gelli e della Loggia Propaganda 2 sono state scritte un sacco di cose.

Quasi tutte pressoché a sproposito a cominciare dal fatto che fu una "Loggia segreta".

La P2, Loggia all'Ordine del Grande Oriente d'Italia, fu - diversamente - una Loggia "coperta" di diretta pertinenza del Gran Maestro dell'Obbedienza.

"Coperta" in quanto al suo interno vi erano personalità di spicco (del panorama culturale, politico, artistico ecc...) che - per la loro particolare posizione professionale - preferivano non rivelare l'appartenenza alla Massoneria e dunque figurare unicamente "all'orecchio" del Gran Maestro, come si dice in gergo massonico.

Si pensi solo al fatto che la Loggia Propaganda Massonica (poi, quando fu ricostituita, dopo la messa al bando delle logge massoniche, da parte del fascismo, prese il nome di Loggia Propaganda Massonica nr. 2), fu fondata nel 1877 e di essa vi faceva parte anche il Vate della letteratura risorgimentale Giosue Carducci e l'ottimo ed indimenticato Sindaco di Roma Ernesto Nathan.

Tutto ciò e molto altro ancora è spiegato dettagliatamente e con una ricchissima documentazione e bibliografia dallo storico Alessandro Aldo Mola - Medaglia d'Oro per la Cultura dal 1980 - nel suo ultimo saggio "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" edito dalla Bastogi.

Mola, senza faziosità alcuna, racconta di come il "presunto scandalo" P2 non fu che il pretesto per una lotta senza quartiere contro i massoni e la Massoneria italiana, da sempre vista con sospetto da settori clericali, fascisti e comunisti.

Mola ripercorre così - come già fece lo scrittore Pier Carpi nel suo "Il Venerabile" nei primi anni '90 - la vita di Licio Gelli sin dai tempi della Guerra di Spagna quando combattè a fianco dei franchisti e successivamente in Italia a Capo del Fascio di Pistoia. Sino a quando salvò da morte certa 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania.

Ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.

E così, successivamente, come racconta Mola, Gelli decise di farsi iniziare massone negli anni '60 con l'obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado di risolvere le controversie internazionali e nazionali. Un po' come durante il Risorgimento italiano o con la fondazione della Società delle Nazioni e dell'ONU.

Nulla, insomma, di oscuro e di occulto. Anzi.

Un capitolo molto denso del saggio di Mola, oltre a quello dell'amicizia fra Gelli ed il generale Peron, è infatti dedicato alla fondazione dell'OMPAM da parte di Licio Gelli, ovvero dell'Organizzazione Mondiale Per l'Assistenza Massonica.

Un organismo sovranazionale, appunto, in grado di "contribuire a soccorrere ed ad elevare le condizioni morali, spirituali e materiali dell'Uomo e della Famiglia umana, operando secondo i principi etici propri dell'insegnamento massonico", come dichiarato dal promotore stesso.

Un organismo che faceva leva proprio sulla fratellanza massonica che era l'unico principio in grado di superare tutte le divisioni in fatto di politica, razza, religione....

Un organismo "alla luce del sole", che fu riconosciuto anche in sede ONU alla stregua della Fao e dell'Unesco e che si proponeva di integrare l'opera umanitaria laddove le giurisdizioni massoniche non disponessero di strutture economicamente e giuridicamente idonee per operare sia all'interno dei singoli Stati che a livello internazionale.

Operazione ambiziosa che purtroppo la stampa nostrana omise di far conoscere al grande pubblico. E che si arenò con l'avvento del presunto scandalo P2, nel 1981.

L'OMPAM fu tuttavia un'operazione autonoma di Gelli e per nulla legata al Grande Oriente d'Italia, anche se egli stesso propose all'allora Gran Maestro del GOI, Lino Salvini, di nominare il suo predecessore - Giordano Gamberini - alla carica di Ambasciatore del GOI presso l'OMPAM.

Licio Gelli, sia detto per inciso, allora non era ancora Venerabile della Loggia P2, anche se la P2 era attiva e nota ai Gran Maestri sopra citati ed ai loro predecessori senza scandalo alcuno come spiegato all'inizio di questo articolo.

Gelli fu solamente un personaggio particolarmente attivo sia all'interno che all'esterno della Massoneria. Il che lo porterà ad occuparsi di cose estranee alla stessa Istituzione come ad esempio di politica (si noti bene che le Costituzioni di Anderson del 1723, vietano espressamente ai massoni di occuparsi di politica e religione in Loggia).

Ma ad ogni modo anche qui nessuno scandalo "profano", come rilevato dall'ottimo Alessandro Mola nel capitolo dal titolo "Gelli per la Seconda Repubblica".

Alla metà degli anni '70 - vista l'estrema fragilità e litigiosità della coalizione di Pentapartito e l'incalzante terrorismo rosso e nero - l'Italia si trovò ad un bivio: o una dittatura clericale di estrema destra, oppure un ancor meno auspicabile regime di estrema sinistra.

Licio Gelli stilò così il famigerato "Schema R" (Rinascita), all'indomani dell'avanzata del Pci alle elezioni amministrative del 1975.

Lo "Schema R", come documentato dal saggio di Mola, non fu altro che un piano riformatore, che elaborava la strategia politica per arginare la dilagante avanzata dei comunisti in Italia e dell'eversione di destra, per mezzo di un rafforzamento della coalizione di Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) a partire dalla Democrazia Cristiana, a patto che essa si depurasse da correnti ed alchimie che la rendevano inefficiente ed inefficace.

L'obiettivo finale di Gelli non era altro che un ritorno ai "fasti ed al prestigio della Segreteria De Gasperi".

Un rafforzamento, dunque, della democrazia centrista e moderata. Altro che autoritarismo filo-fascista tanto sbandierato dalla grande stampa dell'epoca !

Gelli delineò nel suo "Schema", anche un elenco molto preciso di riforme che - peraltro - erano condivise dalla gran parte degli italiani di allora e di oggi e che proprio oggi - trent'anni dopo - sono di scottantissima attualità e dibattito.

Dalla riforma presidenziale all'abrogazione dell'immunità parlamentare; dalla riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; dall'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali sino alla privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme allora necessarie come lo sono oggi.

Al punto che lo stesso Gelli precisò subito che tutto ciò "non preludeva ad un colpo di Stato", bensì intendeva "scongiurare l'irreparabile jattura di una guerra civile e allontanare dall'Italia il pericolo di un governo dittatoriale di ispirazione comunista o fascista".

Chi accusò Gelli di cospirazione politica sulla base dello "Schema R" o fu in mala fede oppure quello "Schema" non lo lesse punto. Come i fatti - documentati dal Mola - si sono incaricati di dimostrare.

Che poi, forse, il Gran Maestro di allora - Lino Salvini – avesse concesso troppo "potere massonico" a Licio Gelli, siamo d'accordo.

Licio Gelli fu elevato al grado di Maestro Venerabile della P2 il 9 maggio 1975 e ciò fu un po' un'anomalia visto che la P2 era storicamente di pertinenza del Gran Maestro in carica.

Come un'anomalia massonica fu che Gelli iniziasse gli aspiranti Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico, come ricordò anche il prof. Claudio Bonvecchio in un convegno sulla Massoneria tenutosi a Pordenone. Ma, come il Bonvecchio ed il Mola ricordano: la P2 divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto. Mettendo a nudo unicamente l'ignoranza di gran parte dei politici e dei magistrati di allora in fatto di Massoneria ed Esoterismo.

La P2, dunque, non era affatto una organizzazione segreta, bensì una "Loggia coperta" come ve ne sono moltissime anche all'estero e per i motivi già sopra spiegati.

Il saggio di Alessandro Mola lo chiarisce, citando anche le sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato" che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.

Il tutto documenti alla mano, come peraltro fece anche lo scrittore e regista Pier Carpi con il suo "Il caso Gelli" (1982) ed il romanzo "Il Venerabile" (1993). Scritti che gli costarono l'esilio da parte del panorama culturale dell'epoca....sic!

Rimane solo una domanda di fondo, che emerge dalla conclusione stessa del saggio di Mola: perché i mass-media tacquero in merito a queste sentenze al punto che ancora oggi Gelli e la P2 sono bollati con marchio d'infamia?

Quella di "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" è senza dubbio una lettura appassionante, dunque, che permette al lettore di addentrarsi in una vicenda mai del tutto trattata per com'è stata nei fatti, con un'analisi dell'Italia degli ultimi trent'anni.

Un'Italia ancora incapace di scrollarsi di dosso il suo pesante passato.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 5 agosto 2025

Strage di Bologna e la suggestione dei “grembiulini massonici”… Commento di Luca Bagatin su Pensalibero.it

 

Scrivo questo breve commento commento, che non è propriamente un articolo, su amichevole sollecitazione del Direttore di Pensalibero Cesare Mannucci.

Relativamente all'articolo a firma Daniela Piesco, dal titolo “O si chiama quella bomba “fascista”, o si resta complici…”, del 3 agosto scorso (https://www.pensalibero.it/o-si-chiama-quella-bomba-fascista-o-si-resta-complici/), mi permetto di esprimere alcune perplessita su taluni aspetti.

In particolare non mi è sembrato corretto dare la colpa ai “grembiulini massonici”. E per almeno due ragioni.

La prima è che la Massoneria, storicamente perseguitata dalla Chiesa cattolica e dai totalitarismi novecenteschi, è sempre stata tirata in ballo a sproposito, per ogni cosa. Per quanto sia e rimanga unicamente una scuola iniziatica e di perfezionamento interiore (o, meglio, è un metodo/percorso di perfezionamento). Totalmente estranea a ogni bega politica.

La seconda è che, i riferimenti alla Loggia Propaganda nr. 2 nell'articolo, sono piuttosto fuoriluogo, considerando anche le assoluzioni di tutti i componenti di tale Loggia massonica, regolare e non segreta, da parte della Corte d’Assise di Roma - nel ’94 ed nel ’96 - dalle accuse di “complotto ai danni dello Stato”.

Tutto ciò, peraltro, fu ampiamente documentato anche dall'ottimo prof. Aldo A. Mola in molti suoi saggi, di cui peraltro ho parlato anche nel mio primo saggio, pubblicato nel 2012, “Universo Massonico” (Bastogi Editrice Italiana), con anche un'intervista allo stesso Mola.

Per il resto mi spiace che le tesi espresse allora dal Presidente Francesco Cossiga siano presto state messe da parte.

Forse perché non sarebbero risultate “suggestive” per certa grande stampa complottista o radical chic, in quanto non seguivano una “narrazione” che alcune forze, dal PCI alla sinistra DC, stavano cercando di cavalcare, per arrivare, un giorno, a governare il Paese (magari senza i socialisti, senza i democristiani più lungimiranti come Andreotti e Forlani)?

In quella tragica strage, il 2 agosto 1980, avevo un anno e rischiai di finirci anch'io e la mia famiglia. Viaggiavamo con il treno che da Roma (città dove sono nato), ci avrebbe condotti a Pordenone. Il treno passò pochi minuti dopo. Altrimenti non sarei qui a raccontarlo.

E penso che molte ancora siano le ombre. E ancora molte siano le verità che dovrebbero venire a galla. Compreso quanto accadde una decina di anni dopo da allora.

Quella falsa rivoluzione definita impropriamente “Mani Pulite”, che distrusse un'intera classe dirigente democratica, lungimirante e responsabile. Che gli opposti estremismi, giustamente, aveva tenuto fuori dal governo. Ma che allo stesso tempo dialogava con tutti, a livello internazionale, con grande equilibrio.

Dopo di allora, invece?

Gli opposti estremismi sono stati sdoganati. Sono andati al governo. Hanno seguito i desiderata di Washington e di Bruxelles e hanno finito per diventare non già difensori dell'Occidente, ma fondamentalisti di un atlantismo antistorico e fuori tempo massimo.

Sostenitori di nuove Guerre Fredde che sono pressoché diventate calde. E che mirano a distruggere ogni forma di cooperazione internazionale e di ordine multilaterale.

Su tutto ciò, ovvero sulla Storia degli ultimi quarant'anni, andrebbe fatta piena luce. O si resta complici.

Luca Bagatin

https://www.pensalibero.it/strage-di-bologna-e-la-suggestione-dei-grembiulini-massonici 

martedì 1 giugno 2021

Scompare il Principe Amedeo, Duca d'Aosta e Savoia. Un ricordo. Articolo di Luca Bagatin

E' scomparso il Principe Amedeo, Duca d'Aosta e Savoia, nell'ospedale San Donato di Arezzo, ove era ricoverato da giovedì 27 maggio, per un intervento chirurgico al rene.

Toscano, classe 1943, sopravvisse al campo di concentramento nazista di Hirschegg in Austria, ove fu internato nel 1944, ad appena un anno, assieme alla madre Irene di Grecia e alle cugine Margherita e Maria Cristina.

Dal 2006 aveva rivendicato il ruolo di Capo della Real Casa, in disputa dinastica contro Vittorio Emanuele di Savoia.

Personalmente lo conobbi, il 30 aprile 2010, ad un convegno, a Pordenone, nel quale fu presentato il suo libro, a cura del giornalista Fabio Torriero, “Proposta per l'Italia”.

Ricordo che, prima del convegno, fu contestato da un gruppetto di anarchici, con il quale si confrontò amabilmente e senza farsi intimorire, lasciandoli – alla fine - con il cerino in mano, viste le sue idee piuttosto aperte e anticonformiste.

Parlammo a lungo, prima e dopo il convegno. Avevamo peraltro un'amicizia in comune, ovvero il prof. Aldo A. Mola, storico del Risorgimento e della Massoneria, il quale ricopre la carica di Presidente della Consulta dei Senatori del Regno.

All'epoca, quando ancora credevo che quel partito difendesse gli ideali di Mazzini e Garibaldi, militavo nel Partito Repubblicano Italiano ed ero componente direttivo provinciale. Era normale, inizialmente, per me, nutrire alcuni pregiudizi che, purtuttavia, dialogando, presto si dissiparono.

Amedeo di Savoia si proclamò, infatti, di ideali mazziniani e socialisti, ricordando la sua amicizia con il Segretario del PSDI Antonio Cariglia e ricordò come anche la zia, la Regina Maria José del Belgio, avesse votato per Saragat, alle elezioni per l'Assemblea Costituente, allora ancora vicino, per molti versi, al marxismo.

Evitò ad ogni modo sempre la politica, rifiutando ogni proposta di candidatura che gli fu fatta. Parlammo così di Nenni, Pacciardi, Saragat e di molti altri laici della Prima Repubbica.

Mi colpì molto la sua simpatia per Giuseppe Mazzini e per l'impresa della gloriosa Repubblica Romana del 1849 e di come fosse rammaricato del fatto che fosse (e rimanga) pochissimo studiata e ricordata.

“Infondo, le confesso che ogni mattina, appena mi sveglio, mi sento repubblicano anch'io”, mi disse, pur ritenendo preferibile, come forma di governo, una Monarchia costituzionale super partes.
Lo definii e lo vorrei ricordare, ancora oggi, come un “monarca illuminato” e ricorderò sempre quel giorno di primavera nel quale dialogammo e ci stringemmo la mano.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Luca Bagatin e Amedeo d'Aosta, 30 aprile 2010

venerdì 22 gennaio 2016

Massoneria e affarismo: due termini incompatibili. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Negli ultimi giorni sono apparse le solite dichiarazioni dei politici nostrani (pagati peraltro da noi contribuenti !) e taluni articoli di stampa tendenti a screditare l'Istituzione massonica.
Sarà bene ribadire, se non fosse ancora chiaro, che la Massoneria è un'istituzione iniziatica e spirituale che non si occupa nè si è mai occupata di politica (checché peraltro ne scrivano taluni pseudo massoni, che vogliono per forza farsi notare con amene storie di fantasia). Sarà bene ribadire che la fantomatica P3 non esiste ed è un'invenzione giornalistica. Sarà bene rammentare che i componenti della Loggia Propaganda nr. 2 (detta volgarmente P2) sono stati tutti assolti dalle accuse di cospirazionismo ai danni dello Stato, in quanto non hanno commesso nulla.
Sarà bene chiarire, se non fosse già chiaro, che il sig. Flavio Carboni non rappresenta la Massoneria, se mai ne abbia davvero fatto parte, peraltro.
Detto ciò sarebbe il caso di parlare di cose serie e concrete, anziché di aria fritta che farà vendere copie di giornale e spazi pubblicitari, ma non arricchisce affatto la cultura del nostro Paese, peraltro ridotta ai minimi termini da meri interessi commerciali ed economicistici.
Fra tali cose serie annoveriamo una iniziativa storica, ovvero l'evento che si terrà martedì 26 gennaio prossimo presso il Casinò di Sanremo, che vedrà per la prima volta dal 1908, sedere allo stesso tavolo i rappresentanti delle due maggiori e storiche Obbedienze massoniche italiane: il prof. Antonio Binni, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM e Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, i quali sono chiamati ad inaugurare la stagione dei “Martedì Letterari”.
I Gran Maestri dialogheranno sul tema “Ideali e uomini della Massoneria per la Costituzione italiana” ed il dibattito sarà moderato dal massimo storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia, ovvero l'amico Aldo A. Mola.
L'incontro avrà luogo a partire dalle ore 16.00 e sarà un'occasione in particolare per coloro i quali vorranno sapere qualche cosa in più sulla Massoneria e la sua Storia in Italia e potranno così sfatare ogni falso mito complottistico che aleggia attorno all'unica istituzione al mondo che permette alle persone di dialogare nel rispetto delle reciproche differenze e, proprio per questo, per secoli ed ancora oggi osteggiata e calunniata: dalle chiese, dalle ideologie di ogni colore politico/partitico e da coloro i quali amano fomentare discordia e disordine nella società.
 

Luca Bagatin