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sabato 13 maggio 2023

Hunter S. Thompson, giornalista e attivista politico "Freak" di cui avremmo assoluta necessità. Articolo di Luca Bagatin

Hunter S. Thompson è uno di quei personaggi che, almeno in Italia, non è sufficientemente conosciuto, probabilmente perché abbastanza estraneo alla storia e alla cultura di questo Paese.

Un Paese che non ha conosciuto quelle forme di controcultura che, diversamente, in Paesi come gli Stati Uniti d'America degli anni '50 – '60 e '70 e la Russia degli anni '80 e '90, hanno avuto modo di conoscere. Probabilmente perché entrambi Paesi paralizzati e ostaggio di governi polarizzati ideologicamente e in modo paranoide, al punto da farsi spesso la guerra.

Per questo, molti giovani (e meno giovani) di quelle realtà hanno trovato conforto nella letteratura, nella musica, nell'antimilitarismo, nell'anticapitalismo e nella protesta artistica e controculturale (oltre che nelle sostanze psicoattive).

Hunter S. Thompson, classe 1937, giornalista e scrittore, sigaretta penzolante fra le labbra sostenuta dall'immancabile bocchino, si inserisce a pieno titolo in questo filone di pensiero ed è parte integrante della controcultura statunitense e mondiale. E lo è stato almeno sino alla sua morte, sopravvenuta prematuramente nel 2005.

Hunter S. Thompson è noto per aver fondato il cosiddetto “giornalismo gonzo”, ovvero uno stile di giornalismo che si accosta alla letteratura, utilizzando una narrazione in prima persona, condita da opinioni personali, ironia, sarcasmo e, spessissimo, di linguaggio colorito, zeppo di espressioni gergali e volgarità.

Il giornalismo gonzo, tipico di Thompson, combinava la satira alla critica sociale e, secondo il suo fondatore, tale giornalismo è la forma più obiettiva e vicina alla realtà, ma, anziché essere fondato sulla “verità assoluta”, tale giornalismo diventa una forma di letteratura.

In proposito, Thompson, in un'intervista del 1973 su “Rolling Stone” disse: “Se avessi scritto la verità che sapevo negli ultimi dieci anni, circa 600 persone, incluso me, marcirebbero nelle celle di una prigione da Rio a Seattle. La verità assoluta è una merce molto rara e pericolosa nel contesto del giornalismo professionale”.

Hunter S. Thompson, appassionato di ogni tipo di sostanza psichedelica, scriveva spesso – e dichiaratamente - sotto l'effetto di droghe, come peraltro racconta nel suo più famoso romanzo “Paura e delirio a Las Vegas” del 1970.

“Paura e delirio a Las Vegas” è certamente il romanzo che più lo ha caratterizzato e reso famoso nel mondo, in cui racconta la vera storia dei suoi due pazzi e assurdi viaggi in automobile, a Las Vegas, in compagia del suo avvocato e attivista per i diritti civili degli indigeni, Oscar Zeta Acosta, nella primavera del 1971.

Viaggi e romanzo “lisergici” di denuncia del cosiddetto “sogno americano”, fondato più sulle bombe e sul razzismo, che sull'esagerata voglia di libertà e democrazia autentiche, promosse da Thompson e dallo stesso Acosta.

Tale romanzo è stato portato anche sul grande schermo, nel 1998, nell'omonimo film diretto da Terry Gillian e interpretato da Johnny Depp (grande e inseparabile amico dello stesso Thompson, che nel film lo interpreta) e da Benicio Del Toro, nei panni del suo avvocato.

Nel film, supervisionato dallo stesso Hunter S. Thompson, il giornalista-scrittore compare in un cameo e, dietro le quinte, si è occupato anche di rasare a zero, personalmente, l'amico Johnny Depp, per renderlo più somigliante a lui (la simpatica foto del taglio di capelli è reperibile ancora oggi sul web).

Johnny Depp, peraltro, ha voluto nuovamente rendere omaggio al suo amico nel 2011, interpetandolo nel film tratto dal romanzo autobiografico “Cronache del rum”.

Il film, uscito nelle sale con il titolo “The Rum Diary – Cronache di una passione”, narra le vicende avventurose e finanche romantiche di un giornalista freelance squattrinato e alcolizzato, che si trasferisce a Porto Rico per iniziare a scrivere per un giornale locale, prossimo al fallimento.

Hunter S. Thompson iniziò la sua carriera, infatti, da freelance come redattore sportivo, ma nel corso della sua vita scrisse spesso di politica e si interessò spesso alla politica, al punto di candidarsi alla carica di Sceriffo della contea di Pitkin, in Colorado, nel 1970, sostenuto e aiutato dal già citato avvocato Acosta e candidandosi con il coloratissimo partito del “Freak Power”, formato perlopiù da giovani hippie e il cui simbolo era un pugno chiuso che tiene in mano un peyote. A tale simbolo, in seguito, fu aggiunta una penna con al centro la scritta GONZO e fu usato da Thompson quale simbolo del giornalismo gonzo, appunto.

Tale candidatura alle elezioni, passata alla Storia (al punto che nel 2021 ne è stato tratto un film) come “The Battle of Aspen”, grazie anche a un articolo dello stesso Thompson, pubblicato da “Rolling Stone” il 1 ottobre 1970, merita di essere narrata, per comprendere meglio il ruolo e peso politico e controculturale di Thompson nella storia degli USA.

L'articolo di Thompson, in realtà, riguarda l'elezione del Sindaco di Aspen (Colorado) del 1969 e di come il Nostro abbia sostenuto e condotto la campagna elettorale della candidatura dell'avvocato hippie Joe Edwards, oltre che la scelta di candidare sé stesso – nel 1970 - alla carica di Sceriffo della contea di Pitkin (il cui capoluogo è, appunto, Aspen), candidandosi contro i ben più forti candidati del Partito Democratico e del Partito Repubblicano, che finirono pressoché per coalizzarsi.

La piattaforma del “Freak Power” di Thompson era scanzonata e ironica, ma fondata su tematiche serie e dichiaratamente socialiste libertarie, quali la smilitarizzazione della polizia; l'antiproibizionismo sulle droghe; la depenalizzazione dei reati connessi all'uso di droghe; la lotta alle disparità razziali, alle disparità economiche; la difesa dei diritti dei consumatori e quella dell''ambiente, lottando contro lo sviluppo capitalista e il conseguente inquinamento ambientale.

L'idea di Thompson – sin dalla campagna a Sindaco in favore di Edwards - era peraltro legata alla democrazia diretta e alla creazione di confederazioni di gruppi di quartiere ed egli riteneva che “Il potere (dello Sceriffo) portebbe essere usato con buoni risultati per aiutare a migliorare la qualità della vita, per aiutare a rallentare lo sviluppo, combattere l'inquinamento e le frodi nei confronti dei consumatori”.

Durante la campagna elettorale, peraltro, per provocazione nei confronti dei coservatori, Thompson si fece rasare la testa a zero e dichiarò che, se fosse stato eletto, durante tutto il suo mandato, non avrebbe fatto uso di mescalina.

Evidentemente Thompson faceva paura all'establishment, al punto che ricevette numerose minacce e repubblicani e democratici, pur contrapposti, evitarono di attaccarsi fra loro, preferendo attaccare Thompson, il quale, comunque, perse le elezioni per soli 31 voti, conquistati dal suo sfidante del Partito Democratico.

Sulla cosiddetta “Battaglia di Aspen”, in Gran Bretagna uscì, in contemporanea, un documentario dal titolo “Show Donw ad Aspen” e recentemente, negli USA, sono usciti un film documentario dal titolo “Freak Powes: The Ballot or the Bomb”, nel 2020 e, nel 2021, è uscito il film “Freak Powes: The Battle of Aspen”, diretto da Bobby Kennedy III.

Hunter S. Thompson e il “Freak Power” ricordano, per molti versi, lo scrittore e leader politico controculturale Eduard Limonov e il suo Partito NazionalBolscevico (PNB) degli Anni '90 (e il successivo “L'Altra Russia”, dopo la messa al bando del PNB).

E non è certamente un caso – infatti - se, fra le letture e le figure di ispirazione di Limonov e del suo partito ci fossero, assieme a David Bowie, Aleister Crowley e William S. Burroughs, anche Hunter S. Thompson e il giornalismo gonzo.

Controculture letterarie, giornalistiche, artistiche e politiche molto simili se non contigue, sorte in Paesi che di quelle controculture - a causa dell'eccessivo autoritarismo e bigottismo dei rispettivi governi - hanno avuto assoluto bisogno, come dicevo all'inizio di questo articolo.

Sia Thompson che Limonov, entrambi artisti e intellettuali, peraltro, nella loro lotta all'establishment, non intendevano affatto sovvertire l'ordine costituito, bensì – in primis - riaffermare i diritti costituzionali dei rispettivi Paesi, violati troppo spesso da politici corrotti, bigotti e bramosi di potere (Nixon, Bush, Clinton negli USA, ad esempio, per citarne solo alcuni e Gorbaciov, Eltsin e Putin in Russia). E lo hanno fatto anche attraverso le loro opere letterarie – inevitabilmente autobiografiche e scritte con uno stile narrativo sarcastico e diretto - e le loro incursioni nel mondo politico e televisivo.

Sia Thompson che Limonov detestavano e combattevano un governo oppressivo e autoritario e il capitalismo sfruttatore, in quanto entrambi questi aspetti erano un affronto alle libertà individuali e sociali, che difesero sempre a spada tratta, così come posero sempre al centro – nelle loro battaglie - la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.

Hunter S. Thompson mi ricorda, peraltro, anche lo scrittore milanese Andrea G. Pinketts, che fu un mio caro amico.

Con Thompson, che amava come autore, aveva in comune diverse cose: il modo colorato di vestire; lo scrivere sotto effetto di sostanze inebrianti (Pinketts amava profondamente l'alcol e fumare il sigaro); l'amore per le donne e le armi da fuoco (pur essendo entrambi degli antimilitaristi) e lo stile di scrittura, pieno zeppo di giochi di parole e di ironia.

Sia Thompson che Pinketts, purtroppo, sono morti prematuramente, anche se per cause diverse.

Hunter S. Thompson ci ha lasciati, infatti, il 20 febbraio 2005, a 68 anni, a seguito di una ferita di arma da fuoco autoinflitta. Ufficialmente si trattò di suicidio.

C'è chi dice che, negli ultimi anni, fosse molto depresso. C'è chi dice che, al suicidio, aveva sempre pensato per evitare di sentirsi “in trappola”.

C'è invece chi, come lo scrittore Paul William Roberts, sostiene che sia stato ucciso in quanto in quel periodo stava lavorando a una storia sugli attacchi al World Trade Canter e si fosse imbattuto sulla prova che le torri fossero state fatte crollare da cariche esplosive poste alle fondamenta e che - egli stesso - gli avrebbe confessato di temere per la propria vita.

Hunter S. Thompson, per tutta la sua vita, si è sempre occupato di sbeffeggiare e smascherare il Potere, ovunque si annidasse. Facendolo con ironia e autoironia e con quel profondo spirito libertario e hippie che manca da tempo e che oggi incarnano unicamente rare personalità di quella grande e eterna generazione (nata a cavallo fra gli Anni '30 e '40), quali Roger Waters.

Uno come Hunter S. Thompson, che divenne così celebre che, negli Anni '70, il fumettista Garry Trudeau si ispirò a lui per creare il personaggio dello Zio Duke nelle sue striscie a fumetti, manca certamente in questa nostra triste, guerrafondaia, conservatrice, ultracapitalista epoca di politicanti pazzi, insensati e scriteriati, sicuramente non diversi da quelli che Hunter S. Thompson smascherò (un nome fra tutti quello di Richard Nixon), ma, forse, finanche peggiori.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 1 febbraio 2023

"Riflessioni sparse sulla vita, ma, soprattutto, sulla morte della coscienza" by Luca Bagatin

La differenza sostanziale fra una persona "libera" e una persona "liberal" è che la prima dice ciò che vuole, mentre la seconda dice sciocchezze politicamente corrette.

Non ci si può lamentare se si delega ad altri e, quindi, si è perduta la capacità/possibilità di decidere con la propria testa.

Deleghiamo ai politici, votandoli. 
Questi delegano ad altri organismi, che siano l'UE, la NATO, le società di telecomunicazione.  Per dire.
Noi stessi cediamo volontariamente i nostri dati alle società di telecomunicazione, ai social e così via. 
Se deleghi non puoi lamentarti se sei meno libero. 
Dovresti invece capire che nella vita puoi contare solo su te stesso e che delegare è profondamente sciocco. 
Pensare con la propria testa, giusto o sbagliato che possa essere, è naturale.
Ma che solo lo studio e l'approfondimento possono nutrire la mente.
Nessuno può risolvere i propri problemi. Per questo non si dovrebbe mai delegare a nessuno.
E bisognerebbe nutrire spesso la mente. 
Non lasciarla marcire, come si fa troppo spesso, nella Storia.

Il cospirazionismo, come la religione, si basa su false credenze generate dalla mente umana.

False credenze che potremmo definire "auto suggestioni". 
Non penso che esista peggiore porcheria per la mente delle auto suggestioni. 
Queste ti fanno vedere cose che non esistono solo perché la tua mente VUOLE a tutti i costi vederle. 
La miglior cura è il dubbio. 
Dubita di tutto. Persino di te stesso.
Studia e approfondisci sempre.  

Le imprese dovrebbero essere di proprietà di chi ci lavora, non di chi le possiede e sfrutta la forza lavoro. L'impresa privata dovrebbe essere data in gestione a chi vi lavora. Punto.

La giustizia non ha nulla a che vedere con le armi.

A meno che tu non viva nel Far West. 
E, anche se, come me, sei un appassionato di roba Western, sei un vero coglione se pensi che siano le armi che devono parlare. 
Le armi, sino a prova contraria, non parlano. 
A parlare sono spesso politici messi lì solo perché qualcuno, pensando di far bene (e invece fa male), va a votare. 
Quasi sempre, anzi, senza il quasi, i politici sparano cazzate. 
E ho detto sparano, perché, spesso, fanno parlare le armi.
Che, invece, dovrebbero sempre tacere. 

Il limite del liberalismo, che è poi l'ideologia del mondo occidentale, in particolare di ispirazione anglosassone, è il pretendere che esistano "valori universali".

In realtà ogni popolo, addirittura da regione nazionale a regione, ha valori completamente diversi rispetto agli altri popoli. 
La pretesa di "universalismo" si rifà semplicemente alla visione anglosassone, bianca e, a suo dire, "civilizzata". 
Un po' come non esiste il bene e il male, ma entrambi sono profondamente relativi, anche l'universalismo non esiste. Ma esistono tanti diversi particolarismi.
 
Studio, approfondimento, nessun giudizio (e, quindi, nessun pregiudizio), accettazione della diversità, valorizzazione delle proprie diversità. 
Questo dovrebbe bastare a una persona per poter vivere, se non meglio, almeno un po' più consapevolmente. 
 
Se non sei un grande stronzo, per scrivere usa, se puoi, lo stile Gonzo.

Luca Bagatin
 

lunedì 8 agosto 2022

Freak Power against Power: Hunter S. Thompson and Eduard Limonov

"Se il capitalismo significa che i pochi ricchi si nutrono di molti poveri, allora penso che debba essere riformato o peggio"
 
(Hunter S. Thompson, candidato del "Freak Power " nella campagna per diventare sceriffo di Aspen, 1970)
 
 
 
"...ho sognato di essere un ladro onesto e di principio, come Robin Hood"
 
(Eduard Limonov)


venerdì 5 agosto 2022

Libertà assoluta, assolutamente libertà, assolutamente democrazia, assolutamente superamento della materia. Riflessioni by Luca Bagatin

 

Chi cerca la libertà deve prima guardare dentro sé stesso.

Puoi essere libero anche in una stanza buia e chiusa ermeticamente. Se sei libero dentro di te, non sei soggetto all'illusione del mondo esteriore.

Nel mondo della materia non potrà mai esistere alcuna libertà.

Perché esso è il mondo della menzogna e dell'illusione.

 

In generale mi definisco un libertario di destra e un socialista di sinistra.

Questa per me e la migliore definizione di anarchico integrale e integralista (cos'è il Freak Power se non un "potere strano", ovvero di "non potere"?). Ovvero sono un amante dell'ordine.

Ordine che, una persona responsabile, può creare attraverso la sua stessa volontà interiore.

 

La diversità, in generale, non piace.

Sin da quando sei bambino, arriverà il bullo rompicoglioni di turno (perché il bullo è un rompicoglioni che non sa che cazzo fare nella vita, cresciuto da due sfigati che lo hanno distrattamente messo al mondo), che ti etichetterà.

Nel frattempo è già arrivata la scuola, poi il lavoro, poi la TV, poi la società e così via.

Ti omologheranno o tenteranno di farlo.

La diversità spaventa.

Perché non è buona né cattiva.

È originale.

A me la diversità, invece, piace.

Perché è oltre il bene e il male (che esistono solo nella mente bacata dei benpensanti).

Perché è autentica.

Perché fotografa una realtà.

E dalla realtà non puoi prescindere.

Anche se ti spaventa e vuoi cambiarla.

La paura può essere superata proprio accettando la diversità.

Accettando che non esiste il bene e il male.

Che non esiste nulla.

Ovvero che esiste Tutto.

 

Un tempo si dava la colpa di tutto ai comunisti.

Il Potere deve sempre trovare un responsabile esterno e convincere le masse che la colpa di tutto è di "qualcun altro".

Il giorno in cui i cittadini prendessero coscienza che il problema è il Potere, sono i politici, il Potere sarebbe annientato.

Quel giorno sarebbe proclamata la democrazia.

E il Potere non può permettere che ciò possa accadere.

Solo il Freak Power può dare potere a chi non ha voce. E, chi non ha voce, non ha necessità di nessun potere. Vuole solo farsi i cazzi suoi in santa pace. And Love.

 

Per chi, come me, ama la libertà assoluta e la democrazia pura (le persone decidono direttamente, senza mediatori), è molto difficile sentirsi libero in questo mondo.

Ci sentiamo come in una gabbia nella quale siamo soggetti a decisioni prese dall'alto. Da governanti, politicanti, economisti, gente senza qualità, per lo più.

Chi ha un minimo di razionalità capirebbe tutto questo e capirebbe che il Sistema politico e economico è un baraccone messo in piedi per sottomettere persone dalla mente debole.

Che hanno necessità di essere guidate, come bambini.

Chi ama la libertà assoluta e la democrazia, invece, è guidato dall'assoluta volontà di fare ciò che vuole.

E tale volontà è la sua unica legge. Sottomessa solo all'Amore.

 
 
Non mi è mai piaciuto chi, da "sinistra", si oppone al socialismo anticapitalista.

Il riformismo, la socialdemocrazia, il progressismo, sono infinitamente peggiori, ambigui e pericolosi rispetto alla destra.

Lo vediamo da sempre nella Storia.

Ora, non che la destra sia una soluzione. La destra rimane una merda, indendiamoci. 

 

Quando vi dicono che un manager guadagna di più di un operaio, in quanto ha maggiori responsabilità, vi stanno prendendo il giro.
 
Anche un operaio ha le sue responsabilità. E spesso rischia la vita.
 
E' come quando vi raccontano che, andando a votare, state compiendo un atto democratico.
 
E' una balla.

Luca Bagatin 

sabato 16 luglio 2022

"Quando il gioco si fa assurdo, gli assurdi diventano professionisti" (cit. by HST). Riflessioni by Luca Bagatin

Il problema della gran parte delle persone, che poi è la conseguenza del fatto che il mondo va a rotoli (ci sono guerre e casini di ogni tipo), è che non si mettono mai nei panni degli altri.
Personalmente i panni preferisco togliermeli.
Odio l'ipocrisia, la falsità (la maggior parte delle persone non è nemmeno consapevole di quanto possa essere falsa), la mancanza di rispetto per chi la pensa diversamente.
Amo, per questo, isolarmi e farmi i ca...voli miei.
Osservo, studio e approfondisco.
Ma, soprattutto, mi intristisco per ciò che vedo.
Ma non posso cambiare un cazzo. Farsi una birra, un panino, un dolce farcito di grassi saturi and insaturi. Questo dà davvero soddisfazione. Non siate ipocriti!

La democrazia, l'arte è morta.
Assange viene estradato e io ho smesso di scrivere cose serie alcuni mesi fa.
Dopo 25 anni circa che scrivevo con passione (ma fatica, perché scrivere è fatica, comprese queste frasi che qualcuno penserà che io stia scrivendo a cazzo di gatto).
Perché continuare a prendersi in giro?
Nessuno apre le menti, perché nessuno apre i cuori.
E se nessuno apre i cuori, come è evidente e non da oggi, io me ne vado a fare in culo volentieri.

Forse sono l'ultimo dei romantici, oppure il terzultimo degli idioti (quelli prima di me non li cito per decenza).
Sicuramente non sono "L'ultimo dei Mohicani" in quanto non sono un romanzo di James Fenimore Cooper (niente male, ma preferisco Mark Twain).
Sono più un romanzo d'avventure e di fritture di tonno con molta maionese and salsa rosa.
La mia unica vera ambizione nella vita è stata quella di corteggiare e amare donne interessanti e non banali.
Perché dietro a una donna non banale c'è quella bellezza che questo mondo del ca...volo non contempla.
La banalità, l'ipocrisia, il moralismo e la stupidità mi fanno orrore (pur amando gli horror, ma soprattutto gli spaghetti western. E, quanto agli spaghetti, anche con la salsa rosa sopra, volendo).
In generale mi fanno orrore anche molte altre cose.
Ma a tutto c'è una fine. Persino al peggio che deve ancora venire.
Ma, ad ogni modo e comunque, rimane nell'aria sempre il profumo di una donna.
E, per quel che mi riguarda, è quello che mi rimane nel cuore

La mia simpatia per politici e amministratori di ogni ordine e grado è sotto le scarpe.
Detesto ipocrisia, potere e chi rompe le balle.
I politici e amministratori possiedono tutte e tre queste caratteristiche.
Con l'aggravante (ed è grave) che vengono pagati dalla collettività (e quindi ti prendono anche per i fondelli, legalmente, senza che tu abbia personalmente votato una legge che prevede che gli devi pagare anche uno stipendio).
Non mi stupisce che un politico/amministratore dica oggi una cosa e domani un'altra.
Non mi stupisce che rompa le balle con leggi o regolamenti che nessun cittadino ha voluto.
Non mi stupisce più nulla.
Nemmeno il fatto che milioni di gonzi (che non conoscono il giornalismo Gonzo) continuino ad andare a votare e ad accettare tutto questo.
Faccio fatica a augurare il meglio ai gonzi e agli stro...
Il meglio, del resto, è nemico del bene.
Ed è meglio farsi una birra.

Rinfrescarsi le idee è sempre un bene.

Gli USA ci hanno fatto tornare alla Guerra Fredda.
Non mi stupisce se vogliono abolire il diritto all'aborto.
Un diritto che, le donne lo sanno bene, è civiltà, razionalità e buonsenso.
Gli USA guardano a un passato di inciviltà e di irrazionalità.
Perché stupirsi? Hanno eletto, negli anni, Nixon, Bush, Clinton, Obama, Trump, Biden...per dire.

E lasciato con il culo per terra Carter e Ron Paul. Sono sempre i migliori che vengono lasciati con il culo per terra.

Lasciarsi guidare dalle emozioni, dalle ideologie, dalle puttanate veicolate dai social e dalla pubblicità commerciale, porta solo nella merda.
Le guerre sono causate da questo.
Occorre invece razionalità e logica.
Sempre.
Saranno cose fredde, ma, se vuoi spegnere fuochi e vivere dignitosamente, devi essere freddo, logico e razionale.
Tutto il resto sono stronzate che appagano solo l'ego.
Che è una patologia.

Penso da sempre che, chi ha inventato le scadenze di documenti come tessera sanitaria, postepay, bancomat, tessere della biblioteca, carte d'identità ecc... abbia un serio problema con i prodotti del supermercato.
I documenti non sono yogurt.
Il giorno in cui sarà decretato che, i documenti sono degli yogurt (con o senza fermenti lattici), allora sarà più che corretto che essi abbiano una data di scadenza BEN impressa sull'apposita etichetta.

Dubitiamo possa accadere in tempi brevi.

Che Draghi rimanga o se ne vada (e sarebbe meglio, ma definitivamente in pensione), dovrà essere ricordato in eterno come il responsabile dell'aumento dei contagi da Covid 19 (per aver tolto le restrizioni) e della peggiore crisi economica (avendo approvato sanzioni folli contro il maggior fornitore di gas dell'Italia).
Senza dimenticare il suo appoggio a un folle invio di armi, anziché garantire una sana e seria neutralità al nostro Paese, stando fuori da un conflitto fra autocrazie che massacrano i rispettivi popoli.
Draghi non andrà dimenticato.
Ma ricordato come ricordiamo con orrore i responsabili della Seconda Guerra Mondiale.
 
Comunque non mi illudo.
Dopo Draghi ne arriverà un altro.
E dopo ancora voterete i soliti ipocriti e bugiardi.
L'Italia non è pronta per la democrazia, probabilmente.
Perché non sarà mai un Paese socialista.
Forse un giorno riuscirò ad emigrare in un posto migliore.
E a lasciarvi alle vostre stronzate 😎😘

I social, ormai, ti dicono cosa devi dire, come la devi pensare e magari anche che cazzo cucinare oggi a pranzo (io non so cucinare e mi deprimo se mi metto a cucinare da solo).
I fact crakers (che sono dei crakers molto poco fragranti) ti dicono se ciò che hai postato è vero oppure no.
In barba al fatto che non esiste alcuna verità.
Perché la verità è dentro di noi.
E non ci sarà nessun fottuto social che potrà portare via la nostra interiorità.
I social ti bannano se non rispetti le regole della comunità.
Ma non esiste alcuna comunità, in realtà, perché le persone sono sempre più isolate fra loro e i social contribuiscono ancora di più a isolarle.
Le comunità uniscono, ma i social, alimentando emozioni e passioni (che, come tali, sono passeggere) effimere contribuiscono a dividere le persone.
"Divide et impera", dicevano giustamente gli antichi romani.
"Aò quanno se magna?" dicono giustamente i moderni romani all'ora di pranzo.
Ecco, meglio pensare alle puttanate.
Ecco perché le cose serie non le scrivo più.
Sono perle ai porci.
E io non ho più domande da porvi, in quanto non mi stupisco più di un cazzo.

Il Potere (politico, economico, mediatico) ci sta portando alla fine di tutto.
Io ne ho scritto per oltre vent'anni.
Ma voi ve ne siete sempre fottuti.
Ora sono io a fottermene.
Perché non ho più voglia di fare e dire un cazzo.

Se abbiamo bassi salari e abbiamo avuto, negli anni, tagli ad ogni settore pubblico, lo dobbiamo a un sindacato che è conciliante con governo e padroni.

Non stupisce che la CGIL oggi voglia che Draghi (the new Richard Nixon) rimanga al governo. La CGIL, come la CISL e la UIL, sono sindacati borghesi e padronali. In  Francia, diversamente, la CGT, per molto meno, blocca il paese per mesi, con scioperi ad oltranza. I compromessi compromettono e non portano mai a nulla. Mai fare compromessi, ovvero mai compromettersi. Sarebbe compromettente.

Se osservate, tutti i politici, intellettuali, giornalisti, che un tempo erano di sinistra (in particolare comunisti), negli anni sostengono le tesi della peggiore destra liberale e guerrafondaia.
Non mi stupisce.
A costoro sono sempre mancate le basi della libertà ASSOLUTA di pensiero, che presuppone il fottersene di qualsiasi ideologia.
Perché fottersene?
Perché NON esiste una verità assoluta, nel mondo della materia.
La verità è dentro ciascuno e rimane lì dentro, finché non moriremo.
La vita dovrebbe essere ricerca e razionalità.
E rispetto per chi la pensa diversamente.
Oltre il bene e il male, altri aspetti che non esistono.
Altro concetto che gli intellettuali di "sinistra" non comprendono.
Personalmente sono fiero del mio essere stato dalla parte della libertà assoluta sin da quando sono nato (correva l'anno 1979).
Di essere un anarco socialista che si fa i cazzi suoi e che rispetta chi fa altrettanto.
Sono fiero di non avere mai avuto fra i miei riferimenti Berlinguer o i comunisti italiani, ma Pasolini, Craxi, i socialisti e gli indiani metropolitani. Oltre che Andrea G. Pinketts (quanto mi manchi, caro amico!) e tutti coloro i quali non hanno mai avuto nulla a che fare con l'intellighenzia borghese, sinistra, democristiana o liberal capitalista.
Per questo oggi posso dire che il PD è un partito di destra, opposto al socialismo.
E per me il socialismo non è statalismo, ma libertà di fare ciò che si vuole.
Nel rispetto di tutti e dove tutti lavorano per il benessere di tutti.
E non me ne frega un cazzo se questa sia o meno utopia.

Luca Bagatin