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giovedì 16 gennaio 2020

"Conservatorismo socialista, ovvero l'anti-bigottismo". Riflessioni brevi di Luca Bagatin

Essere liberali, nel mondo moderno, equivale ad essere sadomasochisti (ma senza far godere, come eventualmente fanno i sadomasochisti veri).
Occorre porre un freno alla modernità, al progresso, al liberalismo più becero, alla follia della crescita illimitata che distrugge: ambiente, ideali, legami sociali, identità, culture e popoli.

 
Nel corso degli anni mi sono reso conto di essere sempre stato un conservatore.
Sin da piccolo, infatti, detestavo i cambiamenti. Ho sempre trovato il cambiamento una forma di violenza e una imposizione dall'alto.
Ho sempre pensato che occorresse conservare quanto di buono ci potesse essere nel mondo.
Anche quando mi illudevo di essere progressista, in realtà, plaudevo alla conservazione (dei sentimenti, della natura, della cultura, delle identità).
Il mio "progressismo", come per d'Annunzio, andava piuttosto inteso come libertarismo, ovvero come insofferenza ad ogni imposizione e regola (le regole servono solo a chi non sa regolarsi !).
Per cui, alla fine, mi sono sempre sentito un pesce fuor d'acqua in una società che cambia (senza però essere una Civiltà, ma rimando priva di identità e radici).
In una società dove devi fare attenzione a ciò che dici, perché potrebbe essere "rétro" o addirittura di cattivo gusto.
Ciò mi sconforta e infastidisce profondamente.
Perché penso ciò sia la negazione della libertà che, per un libertario conservatore e socialista quale sono, dovrebbe essere sconfinata, senza rotture di coglioni.

C'è chi dissente dal sesso prematrimoniale.
Personalmente dissento dal matrimonio, che è una invenzione tutta umana (come la religione e il danaro), che uccide l'amore e il sesso.
Mi sono sempre chiesto (e ero molto piccolo quando me lo chiedevo) come due persone, per vivere assieme e amarsi, debbano stipulare un contratto economico-sociale !
Ho sempre pensato che questo fosse un concetto assurdo e tutto fondato sull'economia, oltre che sul bigottismo umano.
Crescendo mi sono anche chiesto come sia possibile andare d'accordo, per tutta la vita, con una persona, ma questa è un'altra storia...

Luca Bagatin

sabato 27 aprile 2019

Sulle sterili contrapposizioni politiche, sulla figura del padre, sulla famiglia, sul matrimonio. Riflessioni brevi di Luca Bagatin

In ambito politico penso che ci sia da sempre molta confusione.
Il problema, spesso e storicamente, sono le sterili divisioni e contrapposizioni.
Non avendo io mai avuto una ideologia di riferimento che non fosse la mia (libertaria in ambito personale, socialista in ambito economico, conservatrice in ambito sentimentale e spirituale), ho sempre fatto fatica a riconoscermi in tali contrapposizioni. Preferendo, quindi, tentare di riunire ciò che è e fu sparso.
Fu così che nacque il mio pensatoio/blog "Amore e Libertà", che, spero a settimane, diventerà anche il mio terzo saggio. 
(Luca Bagatin)

A volte sento qualcuno dire che la figura del padre sarebbe scomparsa.
Mi è capitato di leggerlo anche in un commento di confronto a un mio vecchio video su YouTube, qualche giorno fa.
A me pare che più che altro siano i padri ad essere scomparsi.
Alcuni se ne vanno appena sanno di esserci diventati.
Altri se ne vanno dopo o poco dopo. Altri magari vengono mandati via, per un sacco di ragioni, spesso legittime. Però poi, decenni dopo, smettono di interessarsi comunque dei figli.
Penso che essere padri o genitori sia o debba essere una missione e una vocazione. Io non ci ero tagliato e sono rimasto figlio. Altri non ci erano tagliati, ma lo sono malauguratamente diventati. Salvo poi sottrarsi.
Su questo non si riflette mai.

Se proprio dovesse essere utile una fazione, un partito, un convegno della famiglia, dovrebbe parlare di questo. Riflettere di questo. Anziché propagandare l'ideologia familista, come fosse un feticcio, dovrebbe promuovere la figura del genitore come una missione.
Ben consapevoli che di questa missione, come per ogni missione che si rispetti, potranno farsene carico pochissimi. Perché pochissimi potranno avere, nel mondo materiale, tale vocazione.
È un fatto. 

(Luca Bagatin)

Non credo nell'indissolubilità del matrimonio.
Credo nell'indissolubilità dell amore, che non ha nulla a che vedere con il matrimonio e men che meno con il patrimonio.
(Luca Bagatin)

domenica 1 luglio 2018

Credo nell'Amore, non all'"amore". Poesia e riflessioni di Luca Bagatin

All'amore non credo più da tempo.
Semmai credo nell'Amore.
Nella coerenza dei rapporti.
Troppe persone mi hanno detto
"Ti voglio bene", "Ti amo".
E poi sono sparite
nel nulla.
Raramente ho usato frasi così.
Quando le ho dette erano vere.
Ma sono stato coerente.
Sono rimasto.
Sino a che altri evaporavano.
Ci ho fatto il callo.
Alla malinconia si è sostituita
la rassegnazione, poi l'indifferenza.
"Sei maturato"
mi dice una ex.
No, sono indifferente,
ma questa frase
la tengo per me.
Non credo all'amore,
ho smesso di cercare.
Tutto tanto, comunque,
è destinato a finire.
E noi non sappiamo.
Anche se noi stessi
siamo destinati ad evaporare.
E a contare solo
su noi stessi.


(Luca Bagatin)

Quando ero bambino proponevo a tutte le donne che mi piacevano di sposarmi.
In realtà lo faccio ancora oggi, ma per scherzo.
Fu uno shock, crescendo, scoprire che il matrimonio era un contratto economico, che in minima (ma proprio minima) parte aveva a che vedere con quel sogno di vivere accanto per tutta la vita con la persona amata.
Fu così che capii che danaro e amore non potevano andare d'accordo. E non mi stupì più di tanto il fatto che la gran parte delle coppie si separassero (mi sarei stupito del contrario !).
Ovviamente non mi sposai mai e dubito mi accadrà.

Luca Bagatin