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giovedì 1 agosto 2024

Riflessioni di un libertario relativista e sentimentale. Di Luca Bagatin

 
Non dal Potere,
Ma dall'Amore
Nasceranno i fiori
Di un'autentica primavera.
Arte – LiberAzione – Creatività interiore - Erotismo – Spiritualità

(Luca Bagatin)

Essendo un nichilista e un relativista sarei stato visto, da Vattimo, come un sostenitore del cosiddetto "pensiero debole".

In realtà sono convinto che il vero pensiero debole sia quello che Vattimo identificava come "pensiero forte".

Perché non c'è nulla di più debole di chi pensa di avere la verità in tasca.

Il problema per il cittadino è tanto lo Stato quanto il mercato.

Lo Stato, anziché essere al servizio del cittadino, lo spreme il più possibile, limitandone ogni forma di effettiva libertà.

Il mercato, anziché favorire il cittadino, lo lascia in balia dello speculatore privato, che lo sfrutta, per arricchirsi.

Abolisci Stato e mercato e il cittadino sarà messo al primo posto.

Del resto la teoria socialista (che sia marxista, anarchica o garibaldina), dice ESATTAMENTE questo.

 
(Luca Bagatin)

Una società opulenta e dove tutto è permesso produce imbecilli, violenti, baby gang e ogni forma di aberrazione.

La ricchezza e il progresso non sono necessariamente qualcosa di positivo se, come avviene in gran parte dell'Occidente (e purtroppo non solo), alimentano l'ego e, inevitabilmente, noia e vuoto.

Una società che si accontenta e dove la libertà è possibile solamente in presenza di responsabilità, è una società davvero evoluta e civile.

(Luca Bagatin)

Purtroppo ho sempre pensato che la maggioranza delle persone sia ipocrita, moralista, bugiarda.

E lo sia perché non vuole vedere la verità, dentro sé stessa.

Tutto ciò mi disgusta e mi ha sempre fatto prendere strade opposte rispetto alla maggioranza. Spesso impervie.

Sicuramente non ipocrite, sicuramente trasgressive e non moraliste, sicuramente così trasparenti da risultare offensive ai più.

Pur senza voler offendere nessuno.

Almeno non l'intelligenza.

Perché offendere l'intelligenza è molto più grave che offendere la morale.

(Luca Bagatin)

Eduard Limonov ha visto le cose in anticipo.

Ha capito che la Storia non sarebbe finita per i popoli oppressi e che, alla fine dei conti, avrabbero vinto loro.

Che l'Unione Sovietica, probabilmente, sarebbe tornata, magari in altre forme.

Che la Storia sarebbe finita per i liberali. Perché hanno, nella loro ipocrisia, tradito l'idea stessa di libertà.

(Luca Bagatin)

Sono così libertario che penso che ogni singola persona dovrebbe essere uno Stato sovrano.

Non amo la burocrazia, le leggi e tutto ciò che impedisce alle persone di esercitare la PROPRIA sovranità su loro stesse (senza arrecare danni ad altri e senza INVADERE gli altri esseri umani).

In questo senso non credo alle elezioni, perché sono il modo che i politici utilizzano per legittimare il loro potere sulle persone.

Forse sarò un utopista, ma ho iniziato a pensarla così all'età di 6 anni. Il primo giorno di scuola, quando mi sentivo obbligato a rispettare regole che non avevo scelto io stesso (ed ero uno studente modello, ma unicamente perché avevo PAURA delle conseguenze del non rispetto di quelle regole).

Non ho mai smesso di pensarla in questo modo.

(Luca Bagatin)

martedì 19 settembre 2023

Riflessioni socialiste, libertarie, ovvero conservatrici di Luca Bagatin


In generale, fra progressisti e conservatori, ho sempre preferito questi ultimi.

Il progressista è legato al danaro e al cambiamento, anche di ciò che funziona.

Il progressista potrebbe, con estrema facilità, distruggere quanto di buono è stato costruito. Per ricostruire e distruggere ancora.

Il progressista è l'incarnazione della borghesia. Ovvero la classe della depravazione e dell'ipocrisia.

Il conservatore, invece, può rappresentare tanto il proletariato quanto l'aristocrazia.

Ovvero lo spirito selvaggio e originario della Natura.

(Luca Bagatin)

La Repubblica Popolare Cinese funziona ed è una potenza anche perché non c'è ricambio di potere se non all'interno del Partito Comunista Cinese.

Ciò evita al Paese di subire la sciocca propaganda, tipica dei Paesi liberali, fatta di partiti/politicanti contrapposti, che, anziché fare il bene del Paese stesso, seguono bassi istinti elettorali e perseguono il loro interesse personale.

(Luca Bagatin)

Finché la politica continuerà a ragionare in termini di costi/benefici (al politico e all'apparato che lo protegge), non ci sarà alcun servizio alla comunità, che dovrebbe essere l'unica ragione per la quale uno Stato o un ente pubblico dovrebbe esistere.

In assenza di tale aspetto, Stato ed enti pubblici potrebbero benissimo estinguersi (in quanto dannosi e gravosi per la comunità) e il sedicente "voto democratico" andarsi a fare benedire.

(Luca Bagatin)

Non si tratta di essere o meno negazionisti del clima, ma di comprendere che il clima cambia, indipendentemente dalla volontà dell'essere umano.

I cambiamenti climatici esistono da secoli e millenni (come le pandemie).

Avete mai sentito parlare dell'Era Glaciale?

Non era solamente un film di animazione.

Il punto è che l'essere umano, nella sua infinità stupidità, pretende di regolare e di conoscere ogni cosa.

Mettere le mutande alla Natura, non è come metterle al proprio figlio!

Per questo dico: i cambiamenti climatici esistono e continueranno ad esistere. Idem le pandemie.

Mettiamoci l'anima in pace.

Nel lungo periodo saremo tutti morti, come diceva Keynes.

Certo, potrebbe capitare anche prima, se la Natura fa i capricci.

(Luca Bagatin)

Il borghese rimane e rimarrà sempre un soggetto inutilmente ricco, molle, fiacco, ipocrita, moralmente depravato e privo di eroismo.

La classe borghese è spiritualmente inuitile, parassitaria e dannosa.

Il fallimento della Rivoluzione Francese fu di non aver spazzato via la borghesia, anziché l'aristocrazia.

Il fallimento dell'UE nasce proprio dal fatto che la maggioranza della popolazione è composta di merda borghese.

La Cina moderna, benché socialista e evoluta, sta rischiando di tornare indietro proprio a causa dell'ampliamento della classe borghese.

Occorrerà che inizino a rifletterci.

(Luca Bagatin)

La religione divide, la spiritualità unisce.

Esattamente come l'informazione divide, mentre la formazione unisce e permette la comprensione.

(Luca Bagatin)

sabato 19 marzo 2022

Ron Paul (membro Camera dei Rappresentanti USA) invoca la non ingerenza nella questione Ucraina. Articolo di Luca Bagatin

 

Come riportato – venerdì 18 marzo scorso - dal media statunitense “Kitco News” (https://www.kitco.com/news/2022-03-18/Ron-Paul-Bitcoin-still-in-danger-of-being-banned-Ukraine-war-could-get-out-of-control.html), attraverso una video intervista e un articolo, sulla questione Ucraina è intervenuto l'ex membro del Congresso degli USA, nonché attuale componente della Camera dei Rappresentanti, Ron Paul.

Ron Paul, classe 1935 e politico libertario di lungo corso, candidato più volte alle primarie per la Presidenza degli Stati Uniti d'America (nel 1988 con il Partito Libertario e nel 2008 e 2012 alle primarie del Partito Repubblicano), ha dichiarato che gli USA, dall'Ucraina, anziché inviare armi o assistenza militare, dovrebbero “fare le valigie e tornare a casa”.

Non avremmo mai dovuto essere lì se avessimo avuto una politica estera costituzionale non interventista”, ha affermato Ron Paul a Michelle Makori, caporedattrice di Kitco News.

Penso che uno degli eventi più importanti che ha portato alla crisi che abbiamo ora, è il colpo di stato che c'è stato in Ucraina nel 2014, e l'evidenza è schiacciante che abbiamo partecipato a questo colpo di stato, per sbarazzarci di un leader che è stato in qualche modo equo ed equilibrato nel trattare con la Russia”, ha affermato Ron Paul.

Aggiungendo: “Non c'è niente nella Costituzione che dice che arbitrariamente possiamo essere coinvolti in conflitti stranieri senza una dichiarazione di guerra”.

Ron Paul teme che la situazione possa degenerare ulteriormente, se si continua a soffiare sul fuoco e ha affermato: “Spero sicuramente che coloro i quali predicono una escalation nucleare siano assolutamente in errore. È solo qualcosa a cui non voglio nemmeno pensare perché è così folle, ma poi di nuovo, sei costretto a pensarci quando le persone iniziano a parlarne”.

E i suoi pensieri vanno ai tempi della guerra nel Vietnam, che fu un lungo conflitto, che portò solo sciagura per gli stessi USA, alimentando l'inflazione degli Anni '70.

Ron Paul è noto per le sue posizioni libertarie nell'ambito dei diritti civili e contro il razzismo e per una politica economica di stampo liberal-liberista, che purtuttavia ha sempre sottolineato di non voler esportare ad alcun Paese.

In politica estera si è sempre opposto ad ogni intervento militare all'estero, sin da quando mosse dure accuse contro l'amministrazione Clinton in merito alla conduzione della guerra del Kosovo, affermando che il Presidente non aveva informato in tempo reale il Congresso dello svolgimento degli eventi militari. Non rispettando, in questo modo, la Costituzione degli USA. E denunciò quella dichiarazione di guerra, approvata da Clinton senza il consenso del Congresso.

Parimenti si è sempre espresso per una politica non-interventista e anti-guerrafondaia degli USA.

Da sempre molto boicottato dai media e dal sistema politico statunitense, è sempre stato molto rispttato e popolare fra i cittadini, che hanno sostenuto spesso con entusiasmo le sue discese in campo.

E' inoltre da sempre per l'abolizione della Federal Reserve e quindi per il ritorno al sistema aureo e per il ritiro degli USA dalla NATO, oltre che per la fine dell'embergo contro Cuba.

Ha sempre sostenuto che la Costituzione degli USA deve essere rispettata e quindi che gli USA non debbono entrare in guerra contro altri Paesi, ma unicamente commerciare con loro e avere relazioni pacifiche, senza ingerenze.

Fu sostenuto anche dal regista Oliver Stone (noto per le sue idee libertarie, ma di sinistra), il quale dichiarò, nel 2012, che “è l'unico tra quelli che dice qualcosa di intelligente sul futuro del mondo”.

Saggi politici di Ron Paul sono stati editi anche in Italia, dalla casa editrice Liberilibri, pensiamo a “La terza America” e “End the Fed”.

Probabilmente, se al governo degli USA, rispetto a un Clinton, a un Bush, a un Obama, a un Trump e a un Biden, ci fosse stato il purtroppo volutamente boicottato Ron Paul, la Storia sarebbe stata molto diversa e molte guerre e conseguenti morti civili, sarebbero state evitate.

E sarebbero evitate ancora oggi. In questi giorni.

Pur con idee socio-politiche e economiche diametralmente opposte rispetto a quelle del Presidente cinese Xi Jinping, Ron Paul, come il leader cinese, segue la linea della non ingerenza, del dialogo e del rispetto reciproco.

Xi, nei colloqui con Biden, ha affermato – fra le altre cose - "Un conflitto non è nell'interesse di nessuno. Le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro militare".

E il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva ricordato, poco prima del colloqui, che “la Cina fornisce all'Ucraina cibo, latte in polvere, sacchi a pelo, trapunte e materassini impermeabili, ma gli USA offrono armi letali. Non è difficile per le persone giudicare se cibo, sacchi a pelo o armi sono più essenziali per la popolazione ucraina”.

Questi dovrebbero essere i punti di partenza di ogni persona di buona volontà, che abbia a cuore gli interessi degli abitanti del pianeta.

Indipendentemente dalle idee politiche che professa, occorre sempre onestà intellettuale, morale e capacità di apertura e dialogo. Qualità spesso rare, ma le uniche capaci di fare uscire il mondo da ogni forma di conflitto.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 11 dicembre 2021

Julian Assange rischia l'estradizione negli USA. A rischio la libertà di espressione. Articolo di Luca Bagatin

Julian Assange, il giornalista libertario, fondatore di WikiLeaks, noto per aver fatto conoscere al mondo documenti segreti, mettendo a nudo gran parte delle nefandezze del mondo politico internazionale, rischia di essere estradato negli USA. Paese nel quale è accusato, per la sua attività giornalistica, di “spionaggio e pirateria informatica”, per aver contribuito a diffondere file riservati relativi, fra gli altri, ai crimini di guerra compiuti dagli Stati Uniti d'America, in Afghanistan e Iraq.

Accuse che costerebbero, ad Assange, una condanna a ben 175 anni di reclusione.

L'Alta Corte di Londra ha, infatti, ribaltato la sentenza di primo grado che negava l'estradizione di Assange, dalla Gran Bretagna agli USA.

Il ricorso presso l'Alta Corte, era stato depositato dal team di legali statunitensi, che si opponeva al divieto di estradizione, sulla base del rischio di suicidio legato al trattamento carcerario negli USA.

Un grave errore giudiziario”, ha affermato Stella Moris, compagna di Julian Assange, oltre che uno dei suoi legali, la quale ha aggiunto: “E' stato vergognoso e cinico prendere una decisione come questa nella giornata mondiale dei diritti umani” e si è chiesta: “Come può essere possibile estradare Julian nello stesso Paese che ha complottato per ucciderlo?”.

Il governo russo, attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, parla di “Sentenza vergnogosa”, facendo presente che “Si tratta di un vergognoso verdetto nell'ambito di un caso politico contro un giornalista e attivista pubblico. E' un'altra manifestazione di una visione del mondo cannibale del tandem anglosassone” e Amnesty International parla apertamente di “Giustizia farsa”.

Mentre l'Italia si è rifiutata di considerare Assange un rifugiato politico, votando a maggioranza una risoluzione in questo senso, il governo socialista del Messico, presieduto da Andrés Manuel López Obrador, da tempo ha chiesto la sua liberazione e così il governo socialista cubano, che, attraverso il Ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, parla di “Vendetta degli USA contro Assange”, facendo presente che “Gli Stati Uniti si pongono come esempio contro chiunque ne denunci la condotta criminale” e ciò finisce per avere “gravi conseguenze per il giornalismo e la libertà di espressione”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 16 gennaio 2020

"Conservatorismo socialista, ovvero l'anti-bigottismo". Riflessioni brevi di Luca Bagatin

Essere liberali, nel mondo moderno, equivale ad essere sadomasochisti (ma senza far godere, come eventualmente fanno i sadomasochisti veri).
Occorre porre un freno alla modernità, al progresso, al liberalismo più becero, alla follia della crescita illimitata che distrugge: ambiente, ideali, legami sociali, identità, culture e popoli.

 
Nel corso degli anni mi sono reso conto di essere sempre stato un conservatore.
Sin da piccolo, infatti, detestavo i cambiamenti. Ho sempre trovato il cambiamento una forma di violenza e una imposizione dall'alto.
Ho sempre pensato che occorresse conservare quanto di buono ci potesse essere nel mondo.
Anche quando mi illudevo di essere progressista, in realtà, plaudevo alla conservazione (dei sentimenti, della natura, della cultura, delle identità).
Il mio "progressismo", come per d'Annunzio, andava piuttosto inteso come libertarismo, ovvero come insofferenza ad ogni imposizione e regola (le regole servono solo a chi non sa regolarsi !).
Per cui, alla fine, mi sono sempre sentito un pesce fuor d'acqua in una società che cambia (senza però essere una Civiltà, ma rimando priva di identità e radici).
In una società dove devi fare attenzione a ciò che dici, perché potrebbe essere "rétro" o addirittura di cattivo gusto.
Ciò mi sconforta e infastidisce profondamente.
Perché penso ciò sia la negazione della libertà che, per un libertario conservatore e socialista quale sono, dovrebbe essere sconfinata, senza rotture di coglioni.

C'è chi dissente dal sesso prematrimoniale.
Personalmente dissento dal matrimonio, che è una invenzione tutta umana (come la religione e il danaro), che uccide l'amore e il sesso.
Mi sono sempre chiesto (e ero molto piccolo quando me lo chiedevo) come due persone, per vivere assieme e amarsi, debbano stipulare un contratto economico-sociale !
Ho sempre pensato che questo fosse un concetto assurdo e tutto fondato sull'economia, oltre che sul bigottismo umano.
Crescendo mi sono anche chiesto come sia possibile andare d'accordo, per tutta la vita, con una persona, ma questa è un'altra storia...

Luca Bagatin

giovedì 12 settembre 2019

VIVA D'ANNUNZIO ! VIVA FIUME ! VIVA L'AMORE (e la LIBERTA') ! Nel Centenario della sua Impresa

12 settembre 1919 - 12 settembre 2019
 
 
«Io sono per il comunismo senza dittatura […] È mia intenzione di fare di questa città un’isola spirituale dalla quale possa irradiare un’azione, eminentemente comunista, verso tutte le nazioni oppresse»
(Gabriele D'Annunzio)


Articoli di Luca Bagatin dedicati a d'Annunzio e alla libertaria e socialista Impresa di Fiume:




mercoledì 17 aprile 2019

Brevi riflessioni su Radio Radicale, il socialismo, la sinistra e il web. A cura di Luca Bagatin

Su Radio Radicale sembra sceso un pregiudizio politico. In parte comprensibile.
Senza più la forza di Marco Pannella, con una lista "radical boniniana" percepita e non a torto come la rappresentante dell'establishment e con un partito radicale transnazionale sempre meno significativo, era difficile aspettarsi diversamente.
A me spiace, perché Radio Radicale è stata spesso una voce libera. Però mi sembra un po' la metafora del radicalismo italiano: da avanguardia libertaria contro il sistema a gruppo liberal capitalista assoluto.
Chi vuole confrontarsi con il "mercato", anziché combatterlo, non può che aspettersi che questo. Ovvero che il "mercato", appunto, soffochi ogni voce libera.

La differenza abissale fra il socialismo e la sinistra sarà evidente anche alle elezioni europee di quest'anno.
Socialista sarà ad esempio la lista del Partito Comunista, alternativa al capitalismo, all'ideologia del mercato e della crescita economica "illimitata".
La sinistra presenta diverse liste, più o meno "liberal", tutte con un progetto interno al sistema del capitale e della sua riproduzione sistematica, in una spirale viziosa senza fine. Una spirale infinita di nuove povertà e nuove diseguaglianze.

Sono sul web dal 2002. Stabilmente dal 2004. Come blogger e autore.
Ho notato che il web sta diventando sempre più come la TV. Non un "luogo", per quanto virtuale, nel quale scambiarsi idee, opinioni, approfondimenti, ma un contenitore per fare soldi attraverso la pubblicità. Ovvero un "luogo" dove diffondere merda e banalità, funzionali al consumo facile. Come il mercato, che è la merda del mondo sedicentemente civilizzato.
Andando avanti, temo sarà anche peggio.
Il che mi ha non poco deluso.

giovedì 7 marzo 2019

Monologo d'Amore e Libertà by Luca Bagatin

Ho inziato ad avere le mie idee sin da quando ero molto piccolo.
Da allora non ho mai avuto una ideologia, ma mie idee, dettate dal mio modo di sentire e osservare le cose.
Per questo non sono e non voglio essere "incasallato" da nessuna parte e, del resto, sarebbe impossibile.
Posso anche decidere di "incasellarmi" io, per un certo periodo di tempo. Ma se lo faccio, lo faccio solo per portare avanti le mie idee.
E' autoreferenzialità ? Può essere. Amo molte cose con il prefisso "auto". Tranne le automobili.
Per certe cose sono un tradizionalista e un conservatore. Non amo la modernità e il progresso. Per me vivere in un ambiente naturale, senza automobili e cemento, sarebbe l'ideale (non guido e ho avuto la fortuna di crescere - da bambino - nel verde, che purtroppo, oggi, a causa dell'insensatezza della politica e dell'economia, non esiste più).
Per altri versi sono un libertario. Se una persona ama può amare chiunque. Non mi interessa il suo sesso o il colore della sua pelle. E troverei sciocco il contrario.
Per altri versi ancora sono un socialista. Penso che tutti potremmo vivere meglio se consumassimo di meno e mettessimo le cose in comune, a beneficio della comunità. Una comunità piccola, autogestita, in dialogo costante con le altre comunità, dove chi lavora lo fa non solo per sè, ma per tutti. Dove se una persona sta male, tutti si prendono cura di lei. E lo fanno senza chiedere nulla in cambio. I rapporti di gratuità sono alla base della convivialità.
Forse sono idee banali, semplici, puerili. Può essere.
Ma la penso così. Non mi è mai interessato il giudizio, che è pregiudizio, altrui.


lunedì 3 aprile 2017

E' l'amore che crea una famiglia !

Mi spaventano assai i difensori della famiglia, perché la difendono astrattamente ed ideologiamente e non parlano mai di amore.
Una famiglia non fondata sull'amore è dannosa all'evoluzione dei suoi componenti, va detto !
Una famiglia composta da persone che si amano, indipendentemente dal sesso delle persone che la compongono, è invece lodevole.
Personalmente considero famiglia anche me e il mio gatto, che considero come un fratello.
Colgo l'occasione per ricordare ai destrosinistri, che D'Annunzio fu il primo a fondare una Repubblica sull'Amore. Né di destra né di sinistra.
Erotica, eretica e libertaria ! 

Luca Bagatin 

D’Annunzio: manuale
del “rivoluzionario”

di Luca Bagatin
tratto dal quotidiano nazionale "L'Opinione"

La fantasia al potere, attraverso una critica del potere stesso, la porterà certamente Gabriele D'Annunzio (e non certo i figli di papà del ‘68 italiano), il Vate della letteratura italiana per eccellenza, il poeta armato, l’eroe dell'impresa di Fiume e che fece della città di Fiume – occupata con soli 1500 uomini e senza sparare un colpo – una città libera e liberata. Gabriele D'Annunzio fu, secondo le parole di Lenin, l’unico rivoluzionario dell’Italia dei suoi tempi e da molti fu considerato un novello Giuseppe Garibaldi, per il suo ardimento e per la sua portata socialisteggiante, dagli echi mazziniani e garibaldini.
Ce ne ha parlato a lungo lo storico Giordano Bruno Guerri, ma ce ne parla diffusamente – proprio attraverso gli scritti e i discorsi di D’Annunzio stesso – il “suo” “Manuale del Rivoluzionario”, a cura di Emiliano Cannone ed edito dalla Tre Editori. Un bellissimo saggio che abbiamo scoperto e che desideriamo far conoscere e diffondere. Un manuale che, non a caso, reca in copertina un D’Annunzio nei panni di Lenin, contornato da bandiere rosse nell’atto di prendere d’assalto il palazzo d’Inverno.
Il palazzo d’Inverno di D’Annunzio fu il potere, la casta politica, il governo di Nitti, di Vittorio Emanuele Orlando e di Giolitti, ovvero dei parrucconi della sua epoca. Ma il palazzo d’Inverno di D’Annunzio fu anche l’avanzante fascismo e quel Mussolini che cercò, in tutti i modi ma senza riuscirvi, di zittire il Vate.
Nel testo è rappresentata tutta l’anima anarchica, socialisteggiante, libertaria, antiparlamentare e internazionalista di D’Annunzio che, non a caso, dichiara che egli aspira a un “comunismo senza dittatura” e che – ben prima e meglio di altri – lancerà invettive contro la “casta politica”, dichiarando, fra le altre cose: “La casta politica che insudicia l’Italia da cinquant’anni, non è capace se non di amministrare la sua propria immondizia, pronta a tutte le turpitudini, pur che sia lasciata fingere di godersi il suo potere impotente”.
D’Annunzio, in questo senso, fu un eroe (anti)politico e, dunque, un eroe della vera democrazia, contro i soprusi e le ruberie del potere e in questo senso non mancherà mai in D’Annunzio il suo appello all’antica Grecia, al mito greco, all’arte e dalla bellezza in tutte le sue forme, quale valori fondanti per l’emancipazione umana. In questo senso egli scorgerà la natura della crisi dei suoi tempi, che poi è anche la natura della crisi economica e sociale dei nostri, ravvisando l’origine del problema nell’espansionismo capitalistico e nell’imperialismo anglosassone e statunitense, ovvero di coloro i quali egli definisce i “divoratori di carne cruda”. A tal proposito D’Annunzio scrive: “La lotta mercantile, la lotta per la ricchezza, porta il pericolo delle più terribili conflagrazioni marziali”.
Ora sappiamo che fu profetico e nelle sue parole non possiamo non scorgere quanto avvenne nella Seconda guerra Mondiale, durante la Guerra fredda e, oggi, nel Medioriente martoriato e dove non vi sono eroi, bensì criminali che uccidono, in ogni dove, vittime innocenti.
Ricchezza e potere all’origine della morte dell'umanità stessa, dunque. Con l'impresa di Fiume possiamo dire che il D’Annunzio concretizzerà i suoi ideali e i suoi principi. Nel 1919, infatti, in opposizione al trattato di Versailles che negava la città di Fiume all’Italia, D’Annunzio – alla testa di un drappello di legionari – la occupò e ne fece una città libera in tutti i sensi, al punto che a Fiume erano tollerate e praticate le libertà sessuali, nonché era tollerata l’omosessualità e, grazie al contributo dell’aviatore Guido Keller e dello scrittore Giovanni Comisso, fu fondato il gruppo Yoga – avente per simbolo la svastica di origine vedica (che nulla aveva a che spartire con il nazismo, anzi) e una rosa a cinque petali, che proponeva una visione esoterica e spirituale della realtà.
Tra l’altro, in collaborazione con il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris, D’Annunzio redasse la famosa Costituzione di Fiume o Carta del Carnaro, la quale fu un documento avanzatissimo per l’epoca, prevedendo: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luoghi pubblici, assistenza ai disoccupati e ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio e altro ancora che, peraltro, non fu mai garantito nemmeno dalla Costituzione della Repubblica italiana partitocratica, fondata nel 1948. Una Costituzione tanto decantata, ma assai poco approfondita e che poco aveva a che spartire con la vera democrazia della Repubblica romana del 1849 e con la Carta del Carnaro, fondata da spiriti rivoluzionari e non già da canuti uomini politici, servi dei partiti e delle ideologie e che il potere ha reso schiavi.
Un’impresa unica nella storia quella di Fiume, soffocata dall’imperialismo internazionale e dal Governo italiano di Giovanni Giolitti (tutt’altro che un liberale, bensì un famoso ministro della malavita come lo soprannominò Gaetano Salvemini) che, nel 1920, inviò le truppe italiane a sgomberare a cannonate i legionari.
Da non dimenticare frasi come queste, contenute nel “Manuale del Rivoluzionario”, che D’Annunzio lancia quali invettive ai governanti dell'Europa e del mondo di ieri, non dissimili da quelli di oggi. Frasi oggi attualissime, se osserviamo la geopolitica mondiale, europea, oltre che i flussi di migranti che approdano sulle nostre coste, costretti a emigrare a causa di una crisi voluta dai Governi e dal sistema economico-monetario: “In tutta Europa, in tutto il mondo, il potere politico è al servizio dell'alta banca meticcia, è sottomesso alle impostazioni ignobili dei rubatori e dei frodatori costituiti in consorzi legali. Neppure nel peggior tempo dei barbareschi e dei negrieri le genti furono mercanteggiate con così fredda crudeltà. Le nazioni sono cose da mercato. La vita pubblica non è se non un baratto immondo esercitato nel cerchio delle istituzioni e delle leggi esauste. Fino a quando ?”.
Il “Manuale del Rivoluzionario”, che raccoglie gli scritti anarco-libertari, socialisti, internazionalisti e umanitari di D’Annunzio, è certamente una fortunata opera editoriale e il merito va certamente all’ottimo Emiliano Cannone, giovane dottore di ricerca in Italianistica, per averlo curato con un’ottima nota introduttiva e precise note a piè di pagina.
La veste editoriale del saggio, poi, curata dalla Tre Editori, è elegantissima, anche a dispetto dell'economico prezzo di copertina. Da notare che, la fine di ogni capitolo del “Manuale”, reca il simbolo della bandiera della reggenza del Carnaro: un uroboro – ovvero un serpente che si morde la coda – antico simbolo esoterico e gnostico a rappresentare la natura ciclica delle cose, ovvero simbolo di immortalità (Gabriele D’Annunzio fu iniziato alla massoneria della Serenissima gran loggia d'Italia, oggi Gran loggia d’Italia e non ne fece mai mistero), con al centro le sette stelle dell’Orsa maggiore.
Ulteriori spunti su cui riflettere e approfondire attorno a un personaggio poliedrico quale fu Gabriele D’Annunzio, troppo frettolosamente relegato fra i “poeti del nostro Paese”, senza rammentarne (o preferendo piuttosto oscurarne) la portata rivoluzionaria, libertaria, (anti)politica e (contro)culturale.

lunedì 23 novembre 2015

Ritratto politico senza ritrattare nulla. Ovvero: quando entrai nelle Ur-Lodges e scoprii che trattavasi di un'agenzia per pornoattori. Riflessioni massonocritiche e neogeologiche by Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Sono nato bianco, ma, non per questo, sono razzista né sono lavato con Perlana (a mano e/o in lavatrice).
Non vado a votare il che farebbe di me un menefreghista, in realtà lotto per la vera democrazia rappresentativa: quella che rappresenta tutti quanti.
Sono eterosessuale e per questo mi incazzo se qualcuno ce l'ha con gli omosessuali.
Non sono sindacalizzato e questo perché sono in grado di lottare contro i padroni senza alcuna mediazione.
Non sono di alcuna religione e proprio per questo credo in Dio, senza farmi tante pippe mentali.
Non sempre rifletto. Preferisco seguire il cuore, anticamente dell'amore.
Tengo molto alla mia ignoranza che mi fa bene ar core e alla panza.
Vorrei vivere con la sicurezza che la stupidità sia punita, ma non mi illudo...viviamo pur sempre nel “mondo reale”, mica in un videogioco !
Penso che ciascuno abbia il diritto di vivere in pace e a pancia piena e di esercitare il lavoro che meglio gli si confà.
Ritengo che la difesa di un Paese sia inutile e superata in un mondo nel quale la stupidità e l'egoismo umano siano stradicati.

Sono per l'autogestione dei mezzi e dei fini. Volendo anche dei confini. Sono per il socialismo realistico.

Penso che l'unica lotta efficace alla disoccupazione si trasformarla in tempo libero. E che ci guadagno ? Tempo libero. E come vivo ? Con il baratto. E cosa baratto ? Ciò che non serve a te, ma serve ad altri. E viceversa.
Non credo alla legge di mercato basata sulla domanda e sull'offerta, bensì alla legge naturale basata sulla domanda e la risposta che, se posta ad un soggetto ricco da parte di un soggetto povero deve essere, automaticamente affermativa. Domanda: Ho fame, hai qualcosa da darmi ? Risposta: Certo, con piacere ! :D
Mi piace dire e dare ma soprattutto baciare lei di cui non vi dirò mai il nome perché son cazzi miei. Glielo scriverei in una lettera da utilizzare come testamento. Non necessariamente massonico.
Amo il disimpegno perché, chi è troppo impegnato, non ha tempo di far l'amore.
So di essere controcorrente e che la maggioranza non la pensa come me. Ma sapete che vi dico ?
FANCULO ALLA MAGGIORANZA !