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lunedì 15 luglio 2019

Riflessioni beatnik e pasoliniane di Luca Bagatin

Occorre essere sovversivi.
Prima di tutto con noi stessi.
Occorre sovvertire prima di tutto noi stessi.

Il mondo non può essere cambiato. Il cuore umano sì.

Il problema è sempre il potere.
Quel potere che mette tutto in vendita.
Il potere delle corporazioni, delle multinazionali, del privato che corrompe finanche la politica. E distrugge ciò che di buono poteva esserci nel pubblico.
Ecco che allora si fomentano i razzismi, anche attraverso deportazioni di esseri umani.
Viviamo in una sorta di totalitarismo, solo che pensiamo di essere liberi.
Il totalitarismo di oggi è il potere del capitale. È il cuore umano indurito dall'egoismo.
È un totalitarismo dell'anima che sta generando morti.
E tanta disperazione.
Il problema vero sarà quando, alla disperazione, si sostituirà la rassegnazione.
Allora non ci sarà più scampo, per i puri di cuore.



Amo profondamente la conservazione e l'anti modernità, come Kerouac e Pasolini.
Perché il progresso materiale ha distrutto e ucciso ogni forma di spiritualità e interiorità, violandola e piegandola al potere del danaro, del consumo, del controllo dell'essere umano sull'essere umano.
Come Kerouac e Pasolini amo profondamente l'eresia, che è la libertà della purezza del cuore. Liberato dalla materia.



giovedì 2 maggio 2019

Lo sviluppo è insostenibile. Conservazione (dell'ambiente, dei sentimenti, del socialismo originario) unica rivoluzione


"Non si ripeterà mai abbastanza che ciò che distrusse la famiglia nel mondo moderno, fu il Capitalismo [...] È il Capitalismo che ha portato le tensioni morali e la competizione affaristica tra i sessi, che ha sostituito all'influenza del genitore l'influenza del datore di lavoro; che ha fatto sì che gli uomini abbandonassero le loro case per cercare lavoro; che li ha costretti a vivere vicino alle loro fabbriche o alle loro ditte invece che vicino alle loro famiglie; e soprattutto che ha incoraggiato per ragioni commerciali, una valanga di pubblicità e di mode appariscenti che per loro natura uccidono tutto ciò che erano la dignità e il pudore dei nostri padri e delle nostre madri"

(Gilbert Keith Chesterton)

venerdì 15 marzo 2019

Riflessioni varie su clima, ambiente, influencer, modernità, sentimenti. A cura di Luca Bagatin

E’ proprio la vecchiaia che mi auguro per noi, per me e Helene. Immagino grandi librerie, comodi divani, grida di nipotini in giardino, marmellate di frutti di bosco, lunghe conversazioni sulle sdraio. Le ombre che si allungano, la morte che si avvicina piano piano. La vita è stata bella perché ci siamo amati. Forse non finirà così, ma, dipendesse solo da me, così mi piacerebbe che finisse
(Eduard Limonov) 

Un'offerta commerciale
ti può spesso fregare.
Vogliamo tutto dello Stato,
in modo da mandare a fare in culo tutto il mercato !
(Luca Bagatin)

Se il clima fosse stato una banca, già lo avrebbero salvato
(Hugo Chavez)


Secondo me chi manifesta contro la devastazione dell'ambiente è sempre ben accetto.
Non mi piacciono le strumentalizzazioni mediatiche da qualunque parte provengano.
Stiamo morendo, cazzo. E la colpa è della crescita economica e della modernità.
Il progresso ? Il peggior regresso.
Va bene, dunque, fare le lotte di piazza contro i cambiamenti climatici, ma, in concreto, o si contrasta il capitalismo e la crescita economica (e i folli politici e imprenditori che la promuovo), oppure siamo destinati a morire inquinati. 
E inquinati di fatto lo siamo già, con le nostre cattiverie e menzogne (dis)umane.

Noto come di questi tempi la bontà di una idea si misuri in "followers".
La cosa mi ricorda quando da piccoli ci si misurava le dimensioni del pene per vedere chi ce l'aveva più lungo. Una gara alla quale non ho mai voluto partecipare, vista la stupidità della cosa.
Se dovessi avere molti "seguitori" (i followers di cui sopra) inizierei a preoccuparmi. La massa segue gli sciocchi, di solito.
Il detto "pochi ma buoni" trovo sia fra i più saggi. 

Per me reazionario è chi reagisce.
Ad esempio all'avanzare della modernità che tutto distrugge e che tutto mette in vendita.
Personalmente mi sento orgogliosamente molto reazionario.

Scrivo articoli da quasi vent'anni (l'anno prossimo saranno ufficialmente venti), ma devo dire che il sistema mediatico mi disgusta (un po' come molte cose nel mondo e infatti vivo auto isolato il più possibile).
Manipolare l'informazione, creare o inseguire gli scoop, creare panico o clamore...tutte cose stupide e dannose.
Penso sia molto più utile la formazione, rispetto all'informazione.
Formare, stimolare il dibattito e la curiosità, questo è ciò che ho sempre cercato di fare con i miei articoli.
Questo è anche ciò che mi è sempre piaciuto leggere (e infatti leggo molti libri e nessun quotidiano).
Non sarò molto letto (l'approfondimento non crea consenso o casi mediatici), ma è una cosa che mi rende da sempre veramente orgoglioso (perché la massa segue gli sciocchi. L'intelligenza è di élite).

Una donna, per affascinarmi, deve prima di tutto trasmettermi tranquillità. Essendo un tipo piuttosto irrequieto (anche se potrebbe non notarsi di primo acchito), questo è per me un aspetto fondamentale.
Sono pochissime devo dire. Sarà che pretendo troppo.
A volte a trasmettermi tranquillità basta uno sguardo, oppure caratteristiche che percepisco solo io.
Le stronze non mi piacciono. Di solito ci litigo. Anche con quelle che se la tirano o sembrano perfettissime.
Mi piacciono le donne con gli occhi da buone. Spesso anche malinconici. Stravedo per le donne con gli occhi verdi, il profilo greco e i denti a coniglietto.
Ero uno che per una donna perdeva la testa, poi ho smesso e sono sceso sulla terra.
Vivo molto meglio, ma a volte mi piace ancora sognare. 

Luca Bagatin

giovedì 7 marzo 2019

Monologo d'Amore e Libertà by Luca Bagatin

Ho inziato ad avere le mie idee sin da quando ero molto piccolo.
Da allora non ho mai avuto una ideologia, ma mie idee, dettate dal mio modo di sentire e osservare le cose.
Per questo non sono e non voglio essere "incasallato" da nessuna parte e, del resto, sarebbe impossibile.
Posso anche decidere di "incasellarmi" io, per un certo periodo di tempo. Ma se lo faccio, lo faccio solo per portare avanti le mie idee.
E' autoreferenzialità ? Può essere. Amo molte cose con il prefisso "auto". Tranne le automobili.
Per certe cose sono un tradizionalista e un conservatore. Non amo la modernità e il progresso. Per me vivere in un ambiente naturale, senza automobili e cemento, sarebbe l'ideale (non guido e ho avuto la fortuna di crescere - da bambino - nel verde, che purtroppo, oggi, a causa dell'insensatezza della politica e dell'economia, non esiste più).
Per altri versi sono un libertario. Se una persona ama può amare chiunque. Non mi interessa il suo sesso o il colore della sua pelle. E troverei sciocco il contrario.
Per altri versi ancora sono un socialista. Penso che tutti potremmo vivere meglio se consumassimo di meno e mettessimo le cose in comune, a beneficio della comunità. Una comunità piccola, autogestita, in dialogo costante con le altre comunità, dove chi lavora lo fa non solo per sè, ma per tutti. Dove se una persona sta male, tutti si prendono cura di lei. E lo fanno senza chiedere nulla in cambio. I rapporti di gratuità sono alla base della convivialità.
Forse sono idee banali, semplici, puerili. Può essere.
Ma la penso così. Non mi è mai interessato il giudizio, che è pregiudizio, altrui.


sabato 4 agosto 2018

Critica costruttiva al modernismo. Conservazione è rivoluzione: spirituale ed ecologica. Riflessioni brevi della prof.ssa Anne Frémaux tratte dal Journal du MAUSS

Il modernismo sbaglia strada non appena intende far sparire ogni riferimento al passato come segno di un conservatorismo e di un immobilismo liquidati in anticipo come "antimoderni". 
Non ci sarà un progetto progressista (rivolto verso l'avvenire) senza conservazione: conservazione dei processi ecologici di fronte alle politiche di distruzione e appropriazione privata; conservazione dei beni al posto della loro sistematica distruzione mediante il consolidato sistema dello spreco; conservazione di una concezione umanistica della cultura e dell'istruzione di fronte agli attacchi del neoliberalismo; conservazione di attività solidali e di legami sociali di fronte al lavoro di decomposizione capitalista dei rapporti umani. -[...] 
Lo spirito di "tradizione" di cui qui si parla non significa il ritorno a un modo di vita gerarchizzato secondo categorie naturali molto poco difendibili. Si tratta piuttosto di una riabilitazione di pratiche che in passato facevano semplicemente onore al buon senso, prima della colonizzazione delle nostre azioni da parte dello spirito di astrazione, della burocrazia, del produttivismo e dello spirito di competizione. [...] Possiamo perciò sostenere che il conservatorismo è l'unica posizione radicale coerente della nostra epoca o ancora che la conservazione è oggi un atto decisamente rivoluzionario.

Anne Frémaux, Journal du MAUSS
(professore associato in filosofia. Insegna da diversi anni all'Accademia di Grenoble ed è docente all'Università di Pierre Mendès. Con una laurea in filosofia e un diploma in economia aziendale, ha una carriera ricca e inusuale: dopo alcuni anni nel dipartimento marketing di grandi multinazionali ha lasciato il mondo degli affari, decidendo di dedicarsi all'insegnamento della filosofia, concepita come "risveglio delle coscienze". Impegnata nella comunità ambientale di Grenoble, è stata anche portavoce dei Verdi di Grenoble).

Articoli di Anne Frémaux in francese al link: https://www.journaldumauss.net/?_Anne-Fremaux_ 

sabato 14 luglio 2018

"Riflessi incondizionati - Parte seconda" di Luca Bagatin

RIFLESSI RIFLESSI

Le persone ti danno retta solitamente quando la pensi come loro.
Poi si eclissano. Meglio rimanere soli.
E non eclissarsi mai.
Meglio rimanere soli.
Soli e splendenti, con i nostri raggi.

Il problema della miseria secondo me è sempre la ricchezza.
Se detieni troppe risorse e danaro, vuol dire che le stai sottraendo ad altri (poco importa se legalmente o illegalmente).
Non ho simpatia per chi ha troppe risorse e ricchezze.
Sin da bambino non ho mai ambito a diventare ricco, ma ho sempre ambito al contrario: abolire i ricchi e rendere tutti un po' più sereni.

Ciascuno tira acqua al suo mulino ideologico, senza andare oltre.
Personalmente ho i miei riferimenti politico culturali, che sono socialisti e autogestionari, ma non ho una ideologia.
Non sono mai riuscito a sposarne in toto nessuna, così come non sono mai riuscito a sposare una donna (molti si sposano e tradiscono, io non mi sposo ma non ammetto nessun tradimento).
Occorre approfondire sempre e andare oltre gli steccati.
Il rimanere fissi su qualcosa porta solo a disaccordi inutili in un mondo già zeppo di divisioni.
Perché farsi il sangue amaro ?
Già la vita è difficile e triste.
Sapete cosa vuol dire farsi la guerra ideologica ?
A tutto questo preferisco l'auto isolamento.
Amo l'isolamento per una ragione: permette di ricongiungersi con ciò che di più profondo c'è in ciascuno.
E permette in parte di capire l'assurdità della vita.

La prima volta che cercai lavoro avevo 19 anni.
Mi recai all'Unione Industruali, che allora metteva in contatto i giovani con le imprese e mi chiesero:
"Che cosa cerca?".
"Un lavoro stabile".
Mi fu risposto con un ironico sorriso: "Beh, stabile, non esageriamo !".
Già allora cominciava la precarizzazione e c'è chi aveva di che ironizzare.
Vent'anni dopo sarebbe mancato anche il lavoro.

Detesto discutere con le persone.
Per questo, se posso, evito le persone.
Se non mi riesce, con le persone, preferisco uscirci a bere e a chiacchierare.
Le discussioni non le ho mai sopportate nemmeno con le mie ex.
Che infatti sono ex.

Per principio non accetto mai offerte commerciali da società private.
In sostanza non rispondo mai ai call center.
Chiamatemi solo quando queste società torneranno in mano pubblica.



Per indole e carattere detesto tutto ciò che è moderno o progressivo.
Sono un tradizionalista e un conservatore e per questo sono un socialista.
Vivi con poco, disfati del non necessario.
Nessuna innovazione esteriore.
Solo evoluzione interiore.
Verrà il giorno in cui il profitto e il guadagno saranno considerate vizi e malattie da curare.

Alla modernità giacobina, che distrugge ogni coscienza collettiva e diversità, preferisco il mondo arcaico, contadino, pasoliniano. Sono per il superamento del danaro e il recupero dell'arcaismo in ogni sua forma, compreso il ritorno al sistema del baratto e a un'economia egualitaria, ovvero all'economia del dono. Detesto ogni forma di accumulo egoistico e di sfruttamento, frutto della follia dell'essere umano non risvegliato.

"Riflessi incondizionati - Parte prima" di Luca Bagatin (clikka qui per leggere)

 Musica del video: Victor Argonov Project

lunedì 23 aprile 2018

Riflessioni democratiche e socialiste originarie by Luca Bagatin

È in nome del progresso che le forze colonialiste hanno invaso e martoriato i popoli dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina.
È in nome della conservazione e delle diversità che dobbiamo rispettare e amare tutti i popoli.
Anche per questo sono orgogliosamente socialista anticapitalista e conservatore.

La democrazia non può mai essere autoritaria, come afferma Macron, che in Francia sta distruggendo i diritti sociali e dei lavoratori, oltre che sta invadendo militarmente uno Stato sovrano, come i suoi predecessori di destra e sinistra.
La democrazia è politica di popolo e per il popolo. La democrazia è ricerca di coesione e di condivisione, oltre che rispetto per le diversità e per la sovranità di tutti.

Mi stupisce che ancora non si comprenda, in Italia e in Europa, che essere socialisti non significa affatto essere "di sinistra" o "progressisti", visto che ormai ciò significa mettere in vendita ogni cosa, distruggere i servizi sociali, distruggere i diritti dei lavoratori, sostenere acriticamente una alleanza anacronistica e guerrafondaia come quella della NATO.
E' quanto fanno e hanno fatto i tanti "progressisti" e di "sinistra" in Europa e in Italia, che nulla hanno a che spartire con il socialismo originario, che è anticapitalismo, conservazione dei valori, sovranità, emancipazione sociale, rispetto per le diversità di tutti i popoli e lotta in favore dei popoli oppressi.
Valori ben conosciuti da figure leggendarie quali quelle di Giuseppe Garibaldi e di Gabriele d'Annunzio, i quali li misero in pratica nella loro opera politica e sociale. Valori ben conosciuti oggi nell'America Latina socialista, nella Siria laica e socialista e in tutto il mondo che resiste alla globalizzazione e all'imperialismo.

Oggi, credere nei valori, è molto più importante che credere nelle ideologie. Le ideologie, infondo, sono dogmi e i dogmi portano spesso al fondamentalismo e alla divisione in un mondo che, diversamente, necessita di condivisione nel senso etimologico e originario del termine. I valori hanno spesso significati spirituali e non sono affatto necessariamente universali, ma ciascun popolo detiene i suoi valori e ciò è bellissimo, perché ciò è alla base della diversità e la diversità è alla base della democrazia.
Il nemico della diversità e quindi della democrazia, è da sempre l'omologazione, che è livellamento della coscienza e annichilimento della conoscenza.

Una società che ha demandato al mercato, alla cosiddetta espertocrazia, al tecnicismo, al permissivismo, al liberalismo, al vuoto progressismo ogni suo valore, è una società destinata a soccombere, a produrre frustrati, bulletti come quelli che intasano le scuole di oggi, politicanti che prendono gli ordini da Paesi stranieri e hanno in spregio il popolo, genitori che accontentano i figli per ogni capriccio ecc...
Un sano ritorno all'autorità, alla solidarietà fra classi, alla sovranità del pubblico, alla conservazione dei valori e dei sentimenti, sarebbe quanto di meglio auspicabile.

Luca Bagatin