lunedì 24 aprile 2017

Risultati elezioni Presidenziali francesi 2017: la Francia di popolo contro la Francia delle élite. Articolo di Luca Bagatin

Al momento sembra essere in vantaggio, con il 23,8% dei consensi, il candidato delle élite borghesi e finanziare, ovvero l'ex banchiere Emmanuel Macron, quello che sin dall'inizio indicammo come il vero rappresentante della destra (e della sinistra) finanziaria ed oligarchica da sconfiggere (http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/04/elezioni-presidenziali-francesi-2017.html).
Sostenitore della prima ora e Ministro dell'Economia del peggior governo di Francia, ovvero quello capitanato da Hollande e da Valls, ovvero da coloro i quali hanno trasformato il Partito Socialista in partito liberal-capitalista (tanto da ridurre il partito ad un misero 6,3% dei consensi presi da Hamon), Macron presenta un programma confuso quanto in linea con le prospettive di un'Europa austera e senz'anima, a vantaggio solo delle imprese e delle classi ricche. Superficiale quando si tratta di parlare di lotta al terrorismo, Macron ritiene che il problema sia semplicemente frutto delle discriminazioni e dell'assenza di mobilità sociale in Francia.
Diametralmente opposto il programma di Marine Le Pen che, a dispetto di quanto scrivono e dicono i media mainstream, non è affatto di destra e men che meno di estrema destra.
Come già scrivemmo recentemente, la Le Pen - che ha mutato radicalmente il volto del Front National - sembra incarnare valori gollisti in politica estera, (indipendenza della Francia dall'Europa e della NATO) e socialisti in ambito economico-sociale, attraverso l'abolizione della precarizzante Loi Travail; l'abbassamento dell'età pensionabile; l'abbassamento delle imposte sul reddito per primi tre scaglioni e delle piccole e medie imprese. Inoltre Marine Le Pen pone l'accento sulla laicità dello Stato ed è l'unica a rilevare e a voler contrastare il fenomeno dell'immigrazione di massa, che è fenomeno di sradicamento forzato dei popoli - imposto dalla globalizzazione liberal-capitalista - che danneggia tutti. In particolare le classi povere e gli immigrati stessi, che si stanno ritrovando e sempre più si ritroveranno senza prospettive ed in balìa della criminalità organizzata.
Marine Le Pen, nel suo discorso post-elettorale, ha criticato pesantemente la globalizzazione selvaggia e la deregulation economica, che porta a non avere frontiere nè protezioni (anche sociali, visto il progressivo smantellamento dello Stato Sociale in tutta Europa con l'avvento della globalizzazione e delle politiche imposte dall'UE e dal Fondo Monetario Internazionale).
La Le Pen, dunque, appare l'unica alternativa all'"erede" del catastrofico Hollande nonché rappresentante della finanza e ciò potrebbe veder confluire su di lei i voti dell'unico candidato autenticamente socialista in lizza alle Presidenziali, ovvero Jean-Luc Mélenchon, che ha comunque conquistato un ottimo 19,6%. Mélenchon, non a caso, a differenza degli altri candidati "del sistema" (Fillon ed Hamon), si è guardato bene dallo schierarsi con uno dei due candidati al ballottaggio, che si terrà domenica 7 maggio, ma ha lasciato libertà di coscienza al suo elettorato.
Come dicevamo, invece, i candidati "mainstraem" della destra - ovvero François Fillon - e della sinistra - ovvero Benoit Hamon -, hanno deciso di schierarsi apertamente con Macron al ballottaggio.
I media danno già Macron come vincente, ma, ad ogni modo, si tenga conto che i candidati "anti-sistema" e di matrice popolare e populista nel senso più positivo del termine, ovvero Le Pen, Mélenchon, Dupont-Aignan, Lassalle, Poutou, Asselineau ed Arthaud, hanno raccolto tutti assieme quasi il 50% dei voti, oltre al fatto che ben il 21,3% degli elettori si è astenuto.
I giochi, dunque, sono ancora tutti aperti, oltre al fatto che il neo-partito di Macron "En Marche", non avendo alcuna struttura politica alle spalle nè un programma organico, potrebbe raccogliere pochi consensi alle elezioni parlamentari del giugno prossimo, a differenza del Front National della Le Pen e della "France Insoumise" di Mélenchon, che hanno già iniziato a raccogliere da tempo le simpatie ed i consensi dei ceti popolari e meno abbienti, oltre che di buona parte dell'elettorato ex comunista, socialista e gollista, stanco di subire i diktat di Bruxelles e di Washington.
E' l'ora, dunque, della Francia ribelle, popolare e sovrana !

Luca Bagatin

martedì 18 aprile 2017

Ciao Gianni !

E' così che vorrei ricordare Gianni Boncompagni.

Con la sigla dolce e scanzonata di "Non è la Rai", programma presentato dalla sempre elegante ed arguta Enrica Bonaccorti, troppo scioccamente sottovalutato, come molti dei suoi (si pensi a "Bombay" del 2007 - 2008). I programmi surreali e colorati di Boncompagni, pieni di vitalità, freschezza, nonsense e senza alcuna morbosità, hanno profondamente influenzato il mio modo di scrivere e di pensare: FUORI DAL CORO E CONTROCORRENTE !
Ciao Gianni e grazie di tutto !

 

Luca Bagatin

Elezioni Presidenziali francesi 2017: possibile trionfo della Francia autenticamente socialista e sovrana ? Articolo di Luca Bagatin

Aumentano nei consensi sino a far pensare quasi ad un possibile ballottaggio fra loro alle imminenti elezioni Presidenziali francesi, che si terranno il 23 aprile prossimo.
Stiamo parlando di Marine Le Pen, leader del Front National e di Jean-Luc Mélenchon, leader del raggruppamento La France Insoumise (ovvero La Francia Indomita) ed ex socialista di lungo corso in polemica dal 2008 con il Partito Socialista di Hollande (ormai partito liberal-capitalista), oltre che estimatore delle politiche sociali attuate da Hugo Chavez in America Latina. La prima è attestata fra il 23 ed il 24% dei consensi; il secondo fra il 19 ed il 20% e sta investendo moltissimo in comunicazione, in particolare multimediale fra i giovani, al punto che è stato realizzato un simpatico videogame gratuito da giocare online con protagonista proprio Mélenchon in lotta contro i Poteri Forti finanziari ed economici (www.fiscalkombat.fr).
Entrambi candidati anti-sistema, ovvero saldamente ancorati a politiche sovraniste e sociali, sembrano rispondere a quell'ampia fetta di elettorato delusa dalle politiche di austerità di una Europa capitalista, burocratica e senz'anima.
Entrambi criticano le politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea, preferendo che siano i cittadini stessi a decidere se rimanere o meno nell'Unione Europea. Entrambi guardano all'uscita della Francia dalla NATO, che in tutti questi anni ha servito gli interessi statunitensi, finendo per defenestrare leaders quali Mu'Ammar Gheddafi, ovvero gli unici argini al terrorismo fondamentalista. Entrambi presentano programmi simili per quanto concerne gli aspetti sociali: vogliono l'abolizione della precarizzante legge sul lavoro Loi Travail (l'equivalente del nostro Jobs Act) ed entrambi sono per l'abbassamento dell'età pensionabile, oltre ad una possibile riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione di misure protezionistiche sul commercio.
A differenziarli le politiche sull'immigrazione: più stringenti quelle della Le Pen, più aperte quelle di Mélenchon. Inoltre, mentre Mélenchon pone maggiore attenzione alle questioni ambientaliste (ad ogni modo non del tutto tralasciate dalla Le Pen), la Le Pen pone maggiore attenzione alla laicità dello Stato, da estendere anche ai luoghi di lavoro, con un apposito codice.
Le Pen e Mélenchon, ad ogni modo, sembrano rappresentare meglio di altri quella necessità di sano populismo - ovvero di politiche di popolo ed in favore del popolo - disattese in tutti questi anni dai rappresentanti di quel Partito Socialista trasformatosi in partito capitalista e padronale e del Partito Repubblicano, che ha perduto ogni riferimento autentico al sovranismo di Charles De Gaulle, per vendersi all'alleato statunitense.
Oggi queste politiche di matrice capitalista e padronale sono rappresentate dall'ex banchiere Emmanuel Macron e da François Fillon. Il secondo sembra ormai fuori dai giochi (tanto quanto il candidato del Partito Socialista, Hamon, attestato ad un misero 9%), mentre il primo è il vero candidato delle élite economico-finanziarie da battere ed attualmente attestato al 24%.
I giochi, dunque, sono aperti.
Quel che è certo è che anche le Presidenziali francesi hanno dimostrato ciò che il filosofo Alain De Benoist ha spiegato più volte. Assistiamo in questi anni non più ad una contrapposizione destra-sinistra (che ormai rappresentano entrambe da tempo - come peraltro accaduto per molti anni anche in America Latina, prima dell'avvento al governo di leaders socialisti e sovranisti - le élite economico-oligarchiche), bensì ad una contrapposizione fra istanze sociali, sovraniste e popolari da una parte ed élite padronali ed oligarchiche dall'altra.
E' questa, evidentemente, in Europa, l'ora dei popoli sovrani per troppo tempo rimasti inascoltati.

Luca Bagatin

venerdì 14 aprile 2017

Eutanasia legale ! Il Parlamento risponda ! Articolo di Luca Bagatin

A chi appartiene la vita ? Ad ogni individuo libero di affidarla a chi vuole, in base a ciò che gli suggerisce la coscienza. Questa la frase che non mi scorderò mai di ripetere e che scrisse Roberta Tatafiore, la militante per i diritti civili che ad un certo punto della sua vita decise di suicidarsi.
Mina Welby
La vita appartiene a ciascuno di noi. Può essere bella o meno bella, ma nessuno - nemmeno le leggi dello Stato - possono disporne al posto nostro.
Siamo un Paese libero e democratico. Si dice.
Se così fosse esisterebbe la possibilità per ciascuno - come nella civile e democratica Svizzera (ove esiste la democrazia diretta !) - di decidere come e quando morire.
E non scoppierebbero assurdi "scandali" come i casi Englaro e Piero Welby. E nessuno si scandalizzerebbe e la Chiesa cattolica comprenderebbe, forse, che l'amore per le persone, per gli esseri viventi, passa anche attraverso la liberazione dalle sofferenze.
Perché la morte non è che la prosecuzione della vita in un'altra dimensione, in un'altra forma, non la sua negazione. Mentre la sofferenza è una forma di violenza. La sofferenza è la negazione vera della vita e dell'amore.
E così ecco gli angeli di Dignitas - associazione svizzera per il suicidio assistito - ed ecco gli angeli dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato e Mina Welby.
Il primo accompagnò dj Fabo il febbraio scorso in una clinica Svizzera che autorizza il suicidio assistito. Dj Fabo, cieco e tetraplegico a seguito di un incidente, non ne poteva più di vivere in quelle condizioni inumane. E aveva chiesto, con dignità, di farla finita. Non prima di aver trasmesso al Presidente della Repubblica Mattarella un messaggio chiedendo che il Parlamento approvasse al più presto una legge sul testamento biologico e sul fine vita.
Luca Bagatin e Mina Welby
Nei giorni scorsi Mina Welby ha accompagnato in Svizzera Davide Trentini, l'uomo che da anni soffriva di sclerisi multipla ed i cui dolori erano diventati insopportabili. Davide, come dj Fabo, chiedevano solo di essere liberi dalle sofferenze. Ed una legge che permettesse loro di poter porre fine alla loro agonia in Italia, senza dover ricorrere - con i costi ingenti del caso - ad una clinica Svizzera. E' quello che chiedono molti malati, molte persone sofferenti.
Quella di Mina e di Marco, autodenunciatisi per aver accompagnato queste persone in Svizzera, è ed è stata solo umanità ed amore per il prossimo. Accoglimento di una estrema richiesta di aiuto.
Il Parlamento e le istituzioni italiane, invece, rimangono silenti sull'argomento. La legge sul fine vita è "in stallo".
E' questo un Paese civile, libero e democratico ?
E' questo un Paese ove l'amore per il prossimo e per l'umanità afflitta è destinato a prevalere ?
Attendiamo risposte, al momento, con le lacrime agli occhi, perché non c'è nulla di peggio dell'indifferenza e della mancanza di libertà di coscienza dei cittadini.

Luca Bagatin

giovedì 13 aprile 2017

E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).

 Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/sortie-numero-79-de-revue-rebellion/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/