martedì 25 aprile 2017
Ricordiamo, come ogni 25 aprile, il partigiano Randolfo Pacciardi, repubblicano mazziniano e Padre della Repubblica. Quella autentica, civile, onesta e democratica. Ancora tutta da costruire
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lunedì 24 aprile 2017
Risultati elezioni Presidenziali francesi 2017: la Francia di popolo contro la Francia delle élite. Articolo di Luca Bagatin
Al momento sembra essere in vantaggio,
con il 23,8% dei consensi, il candidato delle élite borghesi e
finanziare, ovvero l'ex banchiere Emmanuel Macron, quello che sin
dall'inizio indicammo come il vero rappresentante della destra (e
della sinistra) finanziaria ed oligarchica da sconfiggere
(http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/04/elezioni-presidenziali-francesi-2017.html).
Sostenitore della prima ora e Ministro
dell'Economia del peggior governo di Francia, ovvero quello
capitanato da Hollande e da Valls, ovvero da coloro i quali hanno
trasformato il Partito Socialista in partito liberal-capitalista
(tanto da ridurre il partito ad un misero 6,3% dei consensi presi da
Hamon), Macron presenta un programma confuso quanto in linea con le
prospettive di un'Europa austera e senz'anima, a vantaggio solo delle
imprese e delle classi ricche. Superficiale quando si tratta di
parlare di lotta al terrorismo, Macron ritiene che il problema sia
semplicemente frutto delle discriminazioni e dell'assenza di mobilità
sociale in Francia.
Diametralmente opposto il programma di
Marine Le Pen che, a dispetto di quanto scrivono e dicono i media
mainstream, non è affatto di destra e men che meno di estrema
destra.
Come già scrivemmo recentemente, la Le
Pen - che ha mutato radicalmente il volto del Front National - sembra
incarnare valori gollisti in politica estera, (indipendenza della
Francia dall'Europa e della NATO) e socialisti in ambito
economico-sociale, attraverso l'abolizione della precarizzante Loi
Travail; l'abbassamento dell'età pensionabile; l'abbassamento delle
imposte sul reddito per primi tre scaglioni e delle piccole e medie
imprese. Inoltre Marine Le Pen pone l'accento sulla laicità dello
Stato ed è l'unica a rilevare e a voler contrastare il fenomeno
dell'immigrazione di massa, che è fenomeno di sradicamento forzato
dei popoli - imposto dalla globalizzazione liberal-capitalista - che
danneggia tutti. In particolare le classi povere e gli immigrati
stessi, che si stanno ritrovando e sempre più si ritroveranno senza
prospettive ed in balìa della criminalità organizzata.
Marine Le Pen, nel suo discorso
post-elettorale, ha criticato pesantemente la globalizzazione
selvaggia e la deregulation economica, che porta a non avere
frontiere nè protezioni (anche sociali, visto il progressivo
smantellamento dello Stato Sociale in tutta Europa con l'avvento
della globalizzazione e delle politiche imposte dall'UE e dal Fondo
Monetario Internazionale).
La Le Pen, dunque, appare l'unica
alternativa all'"erede" del catastrofico Hollande nonché
rappresentante della finanza e ciò potrebbe veder confluire su di
lei i voti dell'unico candidato autenticamente socialista in lizza
alle Presidenziali, ovvero Jean-Luc Mélenchon, che ha comunque
conquistato un ottimo 19,6%. Mélenchon, non a caso, a differenza
degli altri candidati "del sistema" (Fillon ed Hamon), si è
guardato bene dallo schierarsi con uno dei due candidati al
ballottaggio, che si terrà domenica 7 maggio, ma ha lasciato libertà
di coscienza al suo elettorato.
Come dicevamo, invece, i candidati
"mainstraem" della destra - ovvero François Fillon - e
della sinistra - ovvero Benoit Hamon -, hanno deciso di schierarsi
apertamente con Macron al ballottaggio.
I media danno già Macron come
vincente, ma, ad ogni modo, si tenga conto che i candidati
"anti-sistema" e di matrice popolare e populista nel senso
più positivo del termine, ovvero Le Pen, Mélenchon, Dupont-Aignan,
Lassalle, Poutou, Asselineau ed Arthaud, hanno raccolto tutti assieme
quasi il 50% dei voti, oltre al fatto che ben il 21,3% degli
elettori si è astenuto.
I giochi, dunque, sono ancora tutti
aperti, oltre al fatto che il neo-partito di Macron "En Marche",
non avendo alcuna struttura politica alle spalle nè un programma
organico, potrebbe raccogliere pochi consensi alle elezioni
parlamentari del giugno prossimo, a differenza del Front National
della Le Pen e della "France Insoumise" di Mélenchon, che
hanno già iniziato a raccogliere da tempo le simpatie ed i consensi
dei ceti popolari e meno abbienti, oltre che di buona parte
dell'elettorato ex comunista, socialista e gollista, stanco di subire
i diktat di Bruxelles e di Washington.
E' l'ora, dunque, della Francia
ribelle, popolare e sovrana !
Luca Bagatin
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venerdì 21 aprile 2017
Vive la République et vive la France belle (laïque) et rebelle !
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martedì 18 aprile 2017
Ciao Gianni !
E' così che vorrei ricordare Gianni Boncompagni.
Con la sigla dolce e scanzonata di "Non è la Rai", programma presentato dalla sempre elegante ed arguta Enrica Bonaccorti, troppo scioccamente sottovalutato, come molti dei suoi (si pensi a "Bombay" del 2007 - 2008). I programmi surreali e colorati di Boncompagni, pieni di vitalità, freschezza, nonsense e senza alcuna morbosità, hanno profondamente influenzato il mio modo di scrivere e di pensare: FUORI DAL CORO E CONTROCORRENTE !
Ciao Gianni e grazie di tutto !
Luca Bagatin
Con la sigla dolce e scanzonata di "Non è la Rai", programma presentato dalla sempre elegante ed arguta Enrica Bonaccorti, troppo scioccamente sottovalutato, come molti dei suoi (si pensi a "Bombay" del 2007 - 2008). I programmi surreali e colorati di Boncompagni, pieni di vitalità, freschezza, nonsense e senza alcuna morbosità, hanno profondamente influenzato il mio modo di scrivere e di pensare: FUORI DAL CORO E CONTROCORRENTE !
Ciao Gianni e grazie di tutto !
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Elezioni Presidenziali francesi 2017: possibile trionfo della Francia autenticamente socialista e sovrana ? Articolo di Luca Bagatin
Aumentano nei consensi sino a far
pensare quasi ad un possibile ballottaggio fra loro alle imminenti
elezioni Presidenziali francesi, che si terranno il 23 aprile
prossimo.
Stiamo parlando di Marine Le Pen,
leader del Front National e di Jean-Luc Mélenchon, leader del
raggruppamento La France Insoumise (ovvero La Francia Indomita) ed ex
socialista di lungo corso in polemica dal 2008 con il Partito
Socialista di Hollande (ormai partito liberal-capitalista), oltre che
estimatore delle politiche sociali attuate da Hugo Chavez in America
Latina. La prima è attestata fra il 23 ed il 24% dei consensi; il
secondo fra il 19 ed il 20% e sta investendo moltissimo in
comunicazione, in particolare multimediale fra i giovani, al punto
che è stato realizzato un simpatico videogame gratuito da giocare
online con protagonista proprio Mélenchon in lotta contro i Poteri
Forti finanziari ed economici (www.fiscalkombat.fr).
Entrambi candidati anti-sistema, ovvero
saldamente ancorati a politiche sovraniste e sociali, sembrano
rispondere a quell'ampia fetta di elettorato delusa dalle politiche
di austerità di una Europa capitalista, burocratica e senz'anima.
Entrambi criticano le politiche del
Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea,
preferendo che siano i cittadini stessi a decidere se rimanere o meno
nell'Unione Europea. Entrambi guardano all'uscita della Francia dalla
NATO, che in tutti questi anni ha servito gli interessi statunitensi,
finendo per defenestrare leaders quali Mu'Ammar Gheddafi, ovvero gli
unici argini al terrorismo fondamentalista. Entrambi presentano
programmi simili per quanto concerne gli aspetti sociali: vogliono
l'abolizione della precarizzante legge sul lavoro Loi Travail
(l'equivalente del nostro Jobs Act) ed entrambi sono per
l'abbassamento dell'età pensionabile, oltre ad una possibile
riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione
di misure protezionistiche sul commercio.
A differenziarli le politiche
sull'immigrazione: più stringenti quelle della Le Pen, più aperte
quelle di Mélenchon. Inoltre, mentre Mélenchon pone maggiore
attenzione alle questioni ambientaliste (ad ogni modo non del tutto
tralasciate dalla Le Pen), la Le Pen pone maggiore attenzione alla
laicità dello Stato, da estendere anche ai luoghi di lavoro, con un
apposito codice.
Le Pen e Mélenchon, ad ogni modo,
sembrano rappresentare meglio di altri quella necessità di sano
populismo - ovvero di politiche di popolo ed in favore del popolo -
disattese in tutti questi anni dai rappresentanti di quel Partito
Socialista trasformatosi in partito capitalista e padronale e del
Partito Repubblicano, che ha perduto ogni riferimento autentico al
sovranismo di Charles De Gaulle, per vendersi all'alleato
statunitense.
Oggi queste politiche di matrice
capitalista e padronale sono rappresentate dall'ex banchiere Emmanuel
Macron e da François Fillon. Il secondo sembra ormai fuori dai
giochi (tanto quanto il candidato del Partito Socialista, Hamon,
attestato ad un misero 9%), mentre il primo è il vero candidato
delle élite economico-finanziarie da battere ed attualmente
attestato al 24%.
I giochi, dunque, sono aperti.
Quel che è certo è che anche le
Presidenziali francesi hanno dimostrato ciò che il filosofo Alain De
Benoist ha spiegato più volte. Assistiamo in questi anni non più ad
una contrapposizione destra-sinistra (che ormai rappresentano
entrambe da tempo - come peraltro accaduto per molti anni anche in
America Latina, prima dell'avvento al governo di leaders socialisti e
sovranisti - le élite economico-oligarchiche), bensì ad una
contrapposizione fra istanze sociali, sovraniste e popolari da una
parte ed élite padronali ed oligarchiche dall'altra.
E' questa, evidentemente, in Europa,
l'ora dei popoli sovrani per troppo tempo rimasti inascoltati.
Luca Bagatin
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venerdì 14 aprile 2017
Eutanasia legale ! Il Parlamento risponda ! Articolo di Luca Bagatin
A chi appartiene la vita ? Ad ogni
individuo libero di affidarla a chi vuole, in base a ciò che gli
suggerisce la coscienza. Questa la frase che non mi scorderò mai di
ripetere e che scrisse Roberta Tatafiore, la militante per i diritti
civili che ad un certo punto della sua vita decise di suicidarsi.
![]() |
| Mina Welby |
La vita appartiene a ciascuno di noi.
Può essere bella o meno bella, ma nessuno - nemmeno le leggi dello
Stato - possono disporne al posto nostro.
Siamo un Paese libero e democratico. Si
dice.
Se così fosse esisterebbe la
possibilità per ciascuno - come nella civile e democratica Svizzera
(ove esiste la democrazia diretta !) - di decidere come e quando
morire.
E non scoppierebbero assurdi "scandali"
come i casi Englaro e Piero Welby. E nessuno si scandalizzerebbe e la
Chiesa cattolica comprenderebbe, forse, che l'amore per le persone,
per gli esseri viventi, passa anche attraverso la liberazione dalle
sofferenze.
Perché la morte non è che la
prosecuzione della vita in un'altra dimensione, in un'altra forma,
non la sua negazione. Mentre la sofferenza è una forma di violenza.
La sofferenza è la negazione vera della vita e dell'amore.
E così ecco gli angeli di Dignitas -
associazione svizzera per il suicidio assistito - ed ecco gli angeli
dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato e Mina Welby.
Il primo accompagnò dj Fabo il
febbraio scorso in una clinica Svizzera che autorizza il suicidio
assistito. Dj Fabo, cieco e tetraplegico a seguito di un incidente,
non ne poteva più di vivere in quelle condizioni inumane. E aveva
chiesto, con dignità, di farla finita. Non prima di aver trasmesso
al Presidente della Repubblica Mattarella un messaggio chiedendo che
il Parlamento approvasse al più presto una legge sul testamento
biologico e sul fine vita.
![]() |
| Luca Bagatin e Mina Welby |
Nei giorni scorsi Mina Welby ha
accompagnato in Svizzera Davide Trentini, l'uomo che da anni soffriva
di sclerisi multipla ed i cui dolori erano diventati insopportabili.
Davide, come dj Fabo, chiedevano solo di essere liberi dalle
sofferenze. Ed una legge che permettesse loro di poter porre fine
alla loro agonia in Italia, senza dover ricorrere - con i costi
ingenti del caso - ad una clinica Svizzera. E' quello che chiedono
molti malati, molte persone sofferenti.
Quella di Mina e di Marco,
autodenunciatisi per aver accompagnato queste persone in Svizzera, è
ed è stata solo umanità ed amore per il prossimo. Accoglimento di
una estrema richiesta di aiuto.
Il Parlamento e le istituzioni
italiane, invece, rimangono silenti sull'argomento. La legge sul fine
vita è "in stallo".
E' questo un Paese civile, libero e
democratico ?
E' questo un Paese ove l'amore per il
prossimo e per l'umanità afflitta è destinato a prevalere ?
Attendiamo risposte, al momento, con le
lacrime agli occhi, perché non c'è nulla di peggio
dell'indifferenza e della mancanza di libertà di coscienza dei
cittadini.
Luca Bagatin
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giovedì 13 aprile 2017
E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !
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Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
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