Probabilmente mai come in
questo periodo storico, servirebbero un Bettino Craxi Presidente del
Consiglio e un Giulio Andreotti Ministro degli Esteri.
I Presidenti del
Consiglio e degli Esteri degli ultimi venticinque anni e,
soprattutto, degli ultimi anni, hanno dimostrato totale incompetenza,
inconsistenza e incoerenza, ovvero nessuna strategia e serietà, in
ambito geopolitico, sociale e economico.
Personalmente, avendo
molto presto aderito agli ideali socialisti libertari e democratici,
sono – sin da quando ero adolescente - un sostenitore della Prime
Repubblica e dei governi di centro-sinistra di allora (unico e
autentico centro-sinistra in Italia, non le accozzaglie confuse e di
potere sorte dal 1994 in poi).
In questo senso, nella
cosiddetta Seconda Repubblica, aderii, nel 2004 al Nuovo PSI giudato
dall'amico Gianni De Michelis e, nel 2008, al Partito Repubblicano
Italiano.
Nel 2013 lanciai la
proposta, a tutti coloro i quali si richiamavano ai partiti laici della Prima Repubblica
(socialisti, repubblicani, socialdemocratici e liberali), la
candidatura a Sindaco di Roma dell'ex On. Ilona Staller, in arte
Cicciolina e lo feci riproponendo un nome trasgressivo della Prima
Repubblica. Ad accettare tale candidatura, ma solamente alla carica
di Consigliere comunale, fu il rinato Partito Liberale Italiano, nel
quale mi candidai infatti, da socialista e repubblicano, assieme
all'amica Ilona.
Rimasi ad ogni modo
presto deluso da queste nuove riedizioni di partiti laici, pieni di
divisioni, leadership deboli e incapaci di imporsi nel nuovo quadro
politico italiano. E non smisi mai di sottolineare il mio disappunto,
con articoli e interventi, anche su Radio Radicale.
Ricordo con grande stima
solamente Gianni De Michelis, che tentò di recuperare la tradizione
craxiana, ma, purtroppo, Silvio Berlusconi dei quale fu amico e
consigliere, non ebbe nemmeno il coraggio di nominarlo Ministro degli
Esteri, preferendo personalità deboli e, francamente, molto poco
ferrate in materia (non ultimo Tajani, sul quale evitarei qualsiasi
commento).
Penso che, da tempo,
l'Italia e l'Europa siano prive di strategie e prospettive serie e
preferiscano scegliere la strada della sudditanza a degli Stati Uniti
d'America guidati, a loro volta, da un Presidente senza strategie,
prospettive e logica.
La progressiva
distruzione dell'istruzione pubblica, la mancata selezione di una
classe dirigente attraverso metodi seri e meritocratici e
l'asservimento a potentati internazionali (peraltro del tutto privi
di logica), hanno contribuito a portare il nostro Paese e il nostro
continente a livelli molto bassi, sotto il profilo politico,
economico e geopolitico, oltre che sull'orlo di conflitti che
andrebbero sanati e spenti al più presto possibile, anziché
alimentati.
Senza dilungarmi troppo,
vorrei riproporre qui un articolo che scrissi alcuni mesi fa
(pubblicato, oltre che su questo blog, anche da “Olnews”,
“Electomagazine”, “Liberalcafé” e “La Giustizia”), e che
mi valse anche l'apprezzamento del prof. Giancarlo Elia Valori, che
mi contattò per complimentarsi.
E' un articolo nel quale
ricordo, ma soprattutto sottolineo, la lungimiranza dei governi della
Prima Repubblica. Quando in Italia e Europa vi era ancora un minimo
di lucidità, razionalità, spirito riformista e democratico.
Non saprei dire se queste
riflessioni possano essere, in qualche modo, utili. Probabilmente lo
saranno se le nuove generazioni avranno la voglia di approfondire e
di comprendere. Fuori dai pregiudizi, dagli scemi precostituiti e da
opposte tifoserie, che non permettono alcun tipo di ragionamento, ma,
anzi, sono funzionali a mantenere un clima di ignoranza e di
discordia.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it
Elogio della Prima
Repubblica
Articolo di Luca
Bagatin dell'11 luglio 2023
Con la morte, a 97 anni, di Arnaldo Forlani, se ne
va uno degli ultimi esponenti della Prima Repubblica.
Quella che ha garantito
stabilità, prosperità e ordine al Paese e a riconoscerlo dovrebbero
essere, oggi, persino coloro i quali tanto la criticarono.
Lungi dall'osannare la
DC, dalla quale – da buon laico-socialista e anticlericale fin da
quando ero ragazzino - mi sono sempre sentito distante, ho comunque
sempre riconosciuto ai suoi grandi esponenti e in particolare al
Quadripartito (DC – PSI – PSDI – PRI) e al Pentapartito (DC –
PSI – PSDI – PRI – PLI), un ruolo fondamentale nel garantire
all'Italia un posto importante nel mondo e una stabilità
completamente perduta dagli Anni '90 in poi.
Anni '90 in poi che hanno
aperto al caos. Un caos favorito da quella che Bettino Craxi definì
“falsa rivoluzione di Tangentopoli” (che fu già anticipata dal
falso scandalo P2 un decennio prima, che peraltro costrinse Forlani
alle dimissioni da Presidente del Consiglio).
Un caos che ha favorito
l'alta finanza sorosiana e liberal-capitalista; la nascita di
un'Unione Europea autoreferenziale e oligarchica; il dilagare del
fondamentalismo guerrafondaio e atlantista (senza la lungimiranza,
moderazione e visione dei pur già atlantisti, ma non guerrafondai
della Prima Repubblica); il dilagare del fondamentalismo pseudo
“ecologista”; il dilagare del fondamentalismo del politicamente
corretto; il dilagare del fondamentalismo di un' “onestà” più
sbandierata a parole che nei fatti; la sistematica distruzione del
welfare state (che tanto contribuì a costruirlo un grande socialista
quale fu l'ex Ministro della Sanità Luigi Mariotti); la sistematica
privatizzazione dei settori chiave e strategici dell'economia
italiana (che furono costruiti e difesi da socialisti e repubblicani
nella Prima Repubblica); la sistematica distruzione della scuola
pubblica (arrivando a promuovere facilmente chiunque, anche e
soprattutto chi non studia o chi vilipende il corpo insegnante.
Mentre un tempo, chi non aveva voglia di studiare, veniva caldamente
invitato a trovarsi un lavoro ed aveva successo in quello e non
veniva mantenuto a vita dalla collettività); la sistematica
distruzione della sanità pubblica (il che ha favorito la sanità
privata, con costi insostenibili per i cittadini, spesso costretti a
non curarsi); il sistematico avvento delle baby gang di cui nessun
governo sembra rendersene conto (un tempo esistevano i riformatori
per i minori delinquenti e la leva militare era obbligatoria e ai
giovani si insegnava in primis il rispetto e il servizio alla
comunità); la sistematica distruzione del ruolo dei sindacati, ormai
diventati totalmente amici dei governi di turno e di un padronato
spesso sfruttatore e non all'altezza di quello del passato.
Questo per evidenziare
solo alcuni degli aspetti che la distruzione della classe politica
della Prima Repubblica e l'avvento di forze di pseudo “anti-sistema”
hanno comportato.
La pseudo-sinistra a
guida PCI-PDS-DS-PD; il MSI-AN-Fratelli Meloni; la Lega di Salvini; i
Cinque Stelle e i gruppetti di Renzi, Bonino e Calenda, tutti uniti
dalla lotta alla Prima Repubblica, al grido di “onestà, onestà,
onestà” e tutti uniti a sostenere – nemmeno un anno fa – il
peggior governo della Storia, ovvero il Governo Draghi (e il già
Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ebbe a spiegare molto
su chi era Draghi) - cosa hanno prodotto?
Il caos attuale. In linea
peraltro con quanto accaduto in tutto il mondo liberal-capitalista
occidentale, ove i socialisti autentici (come Gonzales, Papandreu e
Mitterand) sono stati sostituiti da pseudo-”socialisti” (Scholz,
Sanna Marin, Stoltenberg...) guerrafondai, liberisti e ultra
atlantisti, di un atlantismo irresponsabile e ideologico, che nulla
ha a che vedere con quello responsabile degli anni del passato.
Un passato che vedeva
l'Italia e l'Europa dialogare con tutti.
Con un Giulio Andreotti
che amava così tanto la Germania da preferirne due.
Con un dialogo costante
con il mondo laico-socialista arabo, con quello jugoslavo e dell'Est.
Senza assurde
contrapposizioni e soprattutto senza servili e ideologiche
subalternità agli USA.
Quello spirito di
responsabilità, serietà e stabilità si è perduto, in tutta
Europa.
E lo abbiamo perduto, in
Italia, anche proprio grazie a quelle forze pseudo “anti-sistema”
già citate, che nemmeno una personalità della vecchia guardia come
Silvio Berlusconi è riuscito ad arginare.
Quale speranza per il
presente e il futuro?
Non sono affatto
ottimista.
Leggo con interesse le
analisi di un autorevole osservatore come Giancarlo Elia Valori e mi
consolo. Ma egli è ancora un esponente di una generazione nata negli
Anni '40. Una generazione che è cresciuta in anni in cui l'Italia si
risollevava dalla guerra e sapeva cosa significavano le difficoltà e
occorreva non solo rimboccarsi le maniche, ma anche studiare,
lavorare con pazienza, razionalità e intelligenza.
Una generazione che ha
dato alla luce ottimi Ministri degli Esteri e del Lavoro come Gianni
De Michelis, poi ingiustamente maltrattati da media sempre pronti a
una sciocca invettiva, alimentata da una piazza ignorante, che ama
slogan e semplificazioni e finisce per votare proprio quei movimenti
pseudo “anti-sistema” che, infondo, finiscono per sostenere il
vero Potere, figlio prediletto del danaro.
E siamo qui, nel 2023. In
pieno caos e irrazionalità.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com/2023/07/elogio-della-prima-repubblica-articolo.html