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martedì 13 ottobre 2020

Venezuela. Il 6 dicembre le elezioni legislative. Il Presidente Maduro denuncia i tentativi di destabilizzazione. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 6 dicembre prossimo, in Venezuela, si terranno le elezioni legislative.

Oltre 20 milioni di venezuelani saranno chiamati alle urne per eleggere 277 deputati dell'Assemblea Nazionale e, a partecipare, si sono iscritti 107 partiti, come comunicato dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE).

Ciò, nonostante l'autoproclamatosi “Presidente”, ovvero l'ex deputato dell'opposizione Juan Guaidò, abbia avviato una campagna di boicottaggio, definendo le elezioni “una truffa” organizata dal governo.

Sabato scorso, il Presidente legittimo, ovvero il socialista Nicolas Maduro, ha denunciato che in Colombia si stanno organizzando azioni per sabotare le elezioni, attraverso l'addestramento di più di 1000 mercenari, da parte dell'esercito colombiano e dei servizi segreti.

Sono noti al Presidente della Colombia Ivan Duque” - ha dichiarato Maduro - “che li protegge e li sostiene, e fa parte di questi piani per addestrare mercenari, terroristi che cercano di infiltrarsi in Venezuela per sabotare il clima politico e elettorale che deve guidarci, il 6 dicembre, alle elezioni per eleggere l'Assemblea Nazionale”.

Maduro ha fatto presente che metterà in campo una task force di intelligence, di polizia e militare al fine di prevenire tali attacchi.

Il Venezuela ha attraversato 24 tornate elettorali, in questi vent'anni” - ha fatto presente Maduro - “di queste 24 tornate, ne abbiamo vinte 22 attraverso il voto popolare, ne abbiamo perse 2 e l'abbiamo riconosciuto immediatamente”.

Il Presidente Maduro ha altresì invitato tutti i movimenti e le organizzazioni sociali che lo desiderano ad andare in Venezuela, come osservatori internazionali, per verificare la regolarità del processo elettorale.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 6 ottobre 2020

Le riserve auree del Venezuela non andranno a Guaidó. Articolo di Luca Bagatin

Ennesima vittoria del Presidente socialista del Venezuela Nicolas Maduro, dopo i numerosi tentativi di golpe sventati: la Corte d'Appello della Gran Bretagna ha annullato la sentenza giudiziaria che concedeva all'autoproclamatosi Presidente, Juan Guaidó, l'accesso alle riserve auree che il Venezuela aveva depositato in Gran Bretagna.

Tali riserve – comprendenti 31 tonnellate d'oro - sono valutate attorno a 1,2 miliardi di dollari.

La sentenza che assegnava tali riserve a Guaidó era motivata dal fatto che il governo britannico lo avesse riconosciuto quale Presidente, pur non essendo mai stato eletto a tale carica ed essendo un semplice deputato dell'opposizione.

Il ricorso presentato dalla Banca Centrale del Venezuela è stato accolto, anche sulla base del fatto che la Gran Bretagna non ha mai rotto le sue relazioni diplomatiche con il Paese latinoamericano e che il rappresentante di Guaidó non ha mai avuto alcun riconoscimento ufficiale a Londra.

Tale decisione della Corte d'Appello, ad ogni modo, non stabilisce il passaggio automatico delle riserve auree al Venezuela, sino a che il governo britannico presieduto da Boris Johnson non riconoscerà Maduro come legittimo Presidente.

Maduro, da parte sua, giovedì 1 ottobre scorso, ha annunciato di aver consegnato – nell'ambito del programma sociale Gran Misión Vivienda Venezuela - l'abitazione popolare numero 3.200.000, nonostante le ingiuste sanzioni degli USA e dell'UE e nonostante la pandemia.

Il 6 dicembre sono previste, in Venezuela, le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea legislativa.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 30 giugno 2020

L'UE sanziona, ancora una volta, il Venezuela. Il governo socialista risponde cacciando l'Ambasciatrice UE. Articolo di Luca Bagatin

L'Unione Europea - in linea con quanto sostenuto da Trump - vara nuove sanzioni contro il Venezuela.
In risposta, il Presidente socialista Nicolas Maduro invita l'Ambasciatrice dell'UE – Isabel Brilhante Pedrosa – a lasciare in Paese entro 72 ore.
La querelle è nata dopo che l'UE ha sanzionato, il 29 giugno scorso, le autorità dell'Assemblea Nazionale venezuelana, nonché i funzionari governativi del Paese, per presunta “azione contro l'opposizione”.
Tra i colpiti dalle sanzioni vi sono Luis Parra, Presidente dell'Assemblea Nazionale; Franklyn Duarte, primo vicepresidente del potere legislativo e José Gregorio Noriega, secondo vicepresidente. Tutti e tre membri di partiti dell'opposizione, ma non - guarda caso – sotenitori dell'autoproclamatosi Presidente Juan Guaidó, sostenuto dagli USA e dall'UE in chiave anti-socialista e anti-Maduro.
Secondo l'UE, detti membri, oltre che altri funzionari della Repubblica Bolivariana del Venezuela, hanno contribuito a mettere fuori gioco Juan Guaidó e i ripetuti tentativi – peraltro non democratici - di cambio di governo.
Il Presidente Maduro – riaffermando la sovranità del suo Paese - ha dichiarato: “Ho deciso di dare 72 ore all'Ambasciatrice dell’UE a Caracas per abbandonare il nostro Paese (…). Ne abbiamo abbastanza del colonialismo europeo contro il Venezuela, ne abbiamo abbastanza dell'interventismo suprematista e del razzismo” (...). “Possiamo prestarle un aereo purché se ne vada. Adesso sistemiamo le cose con l’UE. Se non ci vogliono, possono andare via. Se non rispettano il Venezuela, via. Bisogna rispettare il Venezuela nella sua integrità, come nazione, come istituzione”.
Maduro ha altresì criticato il ruolo giocato dalla Spagna relativamente al coinvolgimento del leader dell'opposizione Leopoldo Lopez, il quale avrebbe organizzato il recente piano di invasione militare golpista denominato Operazione Gideon, per rovesciare il governo socialista. Piano di invasione attuato da terroristi mercenari provenienti dalla Colombia e fermato sul nascere dalle forze speciali bolivariane, il 4 maggio scorso.
Secondo Maduro, l'Ambasciatore spagnolo a Caracas, Jesus Silva, avrebbe sostenuto il piano golpista di Lopez e - per tale motivo - questi sarebbe ospitato nell'ambasciata del 1 maggio 2019, dopo aver violato gli arresti domiciliari.

Luca Bagatin

lunedì 4 maggio 2020

Venezuela. Fallito ennesimo tentativo di destabilizzazione del Paese. Il governo socialista resiste. Articolo di Luca Bagatin

Ennesismo tentativo di destabilizzazione del Venezuela. Ennesimo tentativo fallito, a circa un anno dal tentato golpe da parte dell'ex deputato dell'opposizione Juan Guaidò e dal suo sodale Leopoldo Lopez.
E' accaduto la mattina del 3 maggio scorso, come ha dichiarato il Ministro dell'Interno e della Giustizia venezuelano Néstor Reverol.
"Un gruppo di mercenari terroristi provenienti dalla Colombia ha tentato di compiere un'invasione via mare, con l'obiettivo di commettere atti terroristici nel Paese, assassinare il leader del governo rivoluzionario e aumentare la spirale di violenza (...) e con essa portare a un nuovo tentativo di colpo di stato ". In questo modo il Ministro Reverol ha spiegato il tentativo di incursione via mare da parte di una trentina di mercenari armati, a bordo di diversi motoscafi, lungo le coste dello Stato di La Guaira, nel nord del Paese.
Lo stesso Ministro ha fatto presente che il tentativo di invasione è fallito e che molti dei mercenari sono stati uccisi dalle forze speciali bolivariane, mentre altri sono stati catturati nelle prime ore del 3 maggio. Le autorità venezuelane hanno inoltre provveduto al sequestro di un arsenale di fucili d'assalto.
Reverol ha assicurato che il Paese rimane costantemente in allerta contro qualsiasi tentativo di destabilizzazione contro il legittimo governo socialista guidato da Nicolas Maduro, il quale, già un anno fa, fu ampiamente sostenuto dalla popolazione contro ogni tentativo di golpe da parte dei leader dell'opposizione liberale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente (ANC), Diosdado Cabello, il quale ha puntato il dito contro gli USA, affermando:
"È un piano orchestrato dagli Stati Uniti, che utilizza agenti della DEA e del traffico di droga, per un'incursione militare nella nostra patria".
Il presidente dell'ANC ha sottolineato inoltre come uno dei morti dell'operazione fosse il capitano Robert Colina, alias Pantera, accusato di essere responsabile di un campo paramilitare in Colombia e collegato ad un traffico di armi da un milione di dollari, scoperto alcune settimane fa.
Secondo Cabello, Colina aveva legami con l'ex militare Clíver Alcalá, deportato di recente negli Stati Uniti, dopo essere stato accusato di traffico di stupefacenti e aver ammesso i suoi piani di voler portare armi nel territorio venezuelano, con il sostegno del deputato dell'opposizione Juan Guaidó, al fine di assassinare il Presidente Nicolás Maduro e alti funzionari del governo socialista.
Cabello ha inoltre puntato il dito contro il Presidente della Colombia, Iván Duque, in quanto, a suo dire, protettore delle azioni di Alcalá e Colina.
"Questa Assemblea costituente nazionale respinge fortemente gli atti di violenza e rifiuta che i governi degli Stati Uniti e della Colombia continuino a cercare di minare le istituzioni in Venezuela. E la cosa più triste è che sono finanziati dal traffico di droga", ha concluso Cabello.
Ancora una volta, il Venezuela socialista, resiste alle aggressioni esterne.

Luca Bagatin

domenica 23 giugno 2019

Venezuela. Guaidó e il suo staff sprofondano nello scandalo degli "aiuti umanitari". Articolo di Luca Bagatin tratto da "Alganews"

Il golpe del sedicente autoproclamato Presidente del Venezuela Juan Guaidó è da tempo fallito.
Al punto che Guaidó stesso, alla fine di maggio, tentò di trattare con il governo legittimo guidato dal socialista Nicolas Maduro, attraverso l'invio di rispettivi funzionari in Norvegia.
Oggi si scopre addirittura dell'altro. Si scopre che l'operazione degli “aiuti umanitari” del febbraio scorso, sostenuta dal gruppo di Guaidó, non aveva davvero nulla di umanitario.
La vicenda è stata portata alla luce il 14 giugno scorso dal giornale statunitense online PanAm Post. Si apprende così di una lettera al governo colombiano con la quale Guaidó sottrae il coordinamento degli “aiuti umanitari” agli esponenti dell'opposizione, al fine di affidarlo ai militanti del suo partito – Voluntad Popular - Kevin Rojas e Rossana Barrera.
Il giornale rivela che questi furono incaricati di gestire i fondi destinati all'accoglienza dei militari venezuelani disertori, ai quali era stato promessa ogni sorta di aiuti e onori. I due avrebbero gonfiato il numero dei militari dai reali 700 sino addirittura ai 1450, al fine di utilizzare tale danaro in hotel lussuosi, discoteche, aerei a noleggio per un totale di 800 mila dollari, alcol, cibo ecc...
Secondo le fonti di PanAm Post, Juan Guaidó e il suo braccio destro Leopoldo López, per quanto informati di ciò, non avrebbero preso alcun provvedimento.
Quanto agli “aiuti umanitari” effettivi, sembra – sempre secondo le fonti di PanAm Post – che “almeno il 60% di tutti gli alimenti donati dagli alleati di Guaidó sia andato a male”.
Inutile dire che i militari disertori sono invece stati cacciati dagli hotel di lusso.
Da segnalare anche che non esiste ancora alcun rendiconto sull'utilizzo del danaro raccolto dal concerto organizzato il 22 febbraio a Cúcuta dall'imprenditore della Virgin Richard Branson. Concerto peraltro tanto criticato dal cantautore Roger Waters, strenuo sostenitore – sin dal primo momento - del governo legittimo di Maduro e del popolo venezuelano.
Il governo Maduro, dallo scorso marzo, peraltro, denuncia l'appropriazione indebita da parte di Guaidó di danaro e risorse appartenenti al popolo venezuelano, sulla base di informazioni recuperate dal telefonino del capo dello staff dell'”autoproclamato presidente”, Roberto Marrero, già arrestato il 21 marzo. Allora era emersa una relazione fra Guaidó e una certa “Rosana de Cúcuta”, sui cui conti venivano depositati centinaia di migliaia di dollari.
Su tutta la faccenda il procuratore della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha aperto una inchiesta penale.
E' curioso, ad ogni modo, che di tutto ciò i grandi media italiani e europee non parlino. E' altrettanto curioso che gli esponenti politici dell'Unione Europea non si interroghino e non si chiedano se, forse, sostenendo Guaidó, abbiano sbagliato e abbiano sbagliato profondamente.
Da notare, poi, che le assurde e ingiuste sanzioni al Venezuela, volute da USA e UE, stanno causando tutt'oggi danni prima di tutto alla popolazione, come peraltro rilevato anche dall'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Michelle Bachelet.

Luca Bagatin