martedì 31 marzo 2015

"Politica VS Sensualità": riflessioni (anti)politiche e (contro)culturali by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Viviamo in un'epoca di apparente ricchezza e di reale povertà (interiore, economica...). Questa la conseguenza della globalizzazione e del capitalismo. Ovvero dell'egoismo.
Un tempo si chiamavano usurai e falsari. Oggi si chiamano banchieri.
L'alternativa alla crisi economica mondiale può essere l'esproprio e la conseguente nazonalizzazione/socializzazione del sistema bancario privato.
Prima lo si comprende meglio è.
Ogni qual volta sento proferire dalla bocca di un politico o di un imprenditore le parole "crescita", "innovazione" e "competitività" dalla mia bocca fuoriesce un rutto.
Le battute a sfondo sessuale non hanno mai fatto male a nessuno. Anzi.
E' la malizia che fa male, tanto quanto l'ipocrisia umana.
Due aspetti che rifuggo il più possibile.
Barack Obama paragonò il Colosseo di Roma ad un campo da baseball.
Questo il livello culturale del Presidente di una Repubblica federale che con la cultura ha sempre fatto a cazzotti.
Perdendo inesorabilmente.
Più conosco "sexy star" e più mi rendo conto di quanto siano interessanti e diverse dagli "stereotipi", dalla "vulgata" che le vorrebbe tutte corpo e nulla di più.
La parte più erotica di una "sexy star" (e di una donna, in generale) è l'anima.
Ed è la parte che mi piace sempre scoprire...di più.

giovedì 26 marzo 2015

Riflessione di "Amore e Libertà" sull'economia capitalistica. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

“Amore e Libertà” - pensatoio (anti)politico e (contro)culturale che ho fondato ben due anni fa richiamando nel simbolo e nel Manifesto gli ideali e le battaglie di Anita, oltre che di Giuseppe Garibaldi e di molte altre eroine ed eroi, intellettuali e liberi pensatori - ritiene che la prima vera forma di prostituzione sia lo sfruttamento del corpo e della mente e dunque ritiene forme di prostituzione: la pubblicità commerciale, la quale induce nell'individuo bisogni altrimenti superflui; il cosiddetto “libero commercio”, che nei fatti è condizionato dalla pubblicità, dai mercati internazionali e dal sistema capitalista, che è un sistema fondato sull'egoismo e sull'accumulazione, anziché sulla condivisione e sull'amore fraterno.

La prostituzione dei corpi, poi, non è che una conseguenza di tale stato di cose e potrebbe essere completamente debellata attraverso una sana educazione sentimentale e sessuale, che vada a superare ogni forma di egoismo/possessivismo/repressione, tipiche dell'individuo senza alcuna aspirazione spirituale, senza alcuna coscienza umanitaria e sociale.

Ed in questo senso è assolutamente necessario ribaltare la storica massima dell'economista scozzese Adam Smith nei seguenti termini, ovvero: "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti dell'umanità affamata.
Noi ci rivolgiamo alla loro umanità ed al loro amor proprio, e parliamo loro delle necessità della Donna e dell'Uomo, ovvero del loro/nostro bisogno di dare e ricevere Amore".

Una Civiltà dell'Amore possibile può essere fondata solo su queste basi, ovvero su una riflessione profonda delle abitudini socio-economico-politiche degli individui e su un loro radicale cambio di rotta.

Credere che astrusi sistemi politico-economici di “destra” o di “sinistra”, “capitalisti” o “comunisti”, possano farci uscire dalla crisi - che prima di tutto è umana - è assolutamente fuorviante e ridicolo.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
www.amoreeliberta.altervista.org
www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 22 marzo 2015

La necessità di una critica alla globalizzazione, alla dittatura del danaro, dell'egoismo, dello sfruttamento. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Occorre lanciare o, forse, rilanciare un'autentica Terza Via o, meglio, una Terza Posizione fra capitalismo e marxismo o, meglio ancora, fra liberalismo e social-burocrazia. Una Terza Posizione che sia, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, critica nei confronti della globalizzazione, della modernità senza radici, della dittatura del danaro che, di fatto, ha reso schiavi i popoli in una spirale di sfruttamento senza fine da parte dell'economia e della politica delle élite.
Da tempo osservo, in questo senso, l'evoluzione dell'America Latina e trovo sia un esempio, un laboratorio di nuova emancipazione sociale e popolare iniziato alla fine degli Anni '90 con l'elezione di Hugo Chavez a Presidente del Venezuela e proseguito con l'elezione di Evo Morales in Bolivia, dei Kirchner in Argentina, di Lula e della Roussef in Brasile, di Pepe Mujica e Vasquez in Uruguay, di Correa in Equador.
Ne parlavo proprio alcuni giorni fa con l'On. Liberale Stefano De Luca, su posizioni molto lontane dalle mie sulla questione, facendogli notare come Matteo Renzi non sia affatto un nuovo “caudillo” latinoamericano, bensì l'ennesimo figlio delle Banche Centrali e del Fondo Monetario, come lo sono stati i Roosvelt, i Kennedy, i Bush negli USA e come lo sono gli Juncker, le Merkel, gli Hollande e gli Sarkozy in Europa.
I popoli latini degli ultimi decenni e le classi dirigenti che hanno eletto, tutte espressione delle periferie più povere– diversamente - hanno compreso, prima di noi, la necessità di mettere al primo posto dell'agenda politica l'emancipazione sociale, la lotta all'analfabetismo ed alla fame, la sovranità nazionale, gli insegnamenti umanitari del Cristo, anche in un rinnovato contesto laico che ha visto il riconoscimento del matrimonio omosessuale e delle unioni civili in Brasile, Argentina, Uruguay ed in quest'ultimo è stata anche legalizzata la cannabis.
Non hanno messo affatto al primo punto scoraggianti politiche di austerità, politiche di riduzione di un debito pubblico che – come per tutti i debiti pubblici degli Stati del mondo – è e rimarrà comunque impagabile e che di fatto è utile solo a mantenere schiavi i cittadini, obbligandoli a pagare imposte, tasse ed interessi ed a lavorare incessantemente per ripagare i debiti, sia contratti dagli Stati (con le banche), sia da loro stessi, attraverso l'accensione dei mutui. Un sistema che, non a caso, ha generato l'attuale crisi mondiale che molto probabilmente sarà destinata a non avere fine.
Esempio storico ed illuminante di alternativa (anti)politica o di Terza Via al di là del liberalismo e della social-burocrazia, ce lo diede del resto anche il Poeta Soldato, il Vate della Letteratura italiana Gabriele D'Annunzio, allorquando, occupando nel 1919 la città di Fiume con un drappello di legionari, costituì la libertaria Repubblica del Carnaro, redigendo la famosa Carta del Carnaro assieme al sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris.
La Carta del Carnaro fu un documento avanzatissimo per l'epoca, prevedendo: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luogi pubblici, assistenza ai disoccupati ed ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio.
Come scrissi anche in un mio articolo dell'agosto scorso, D'Annunzio lanciò anche invettive ai governanti dell'Europa, non dissimili da quelli di oggi. Frasi oggi attualissime, se osserviamo la geopolitica mondiale, europea, oltre che i flussi di migranti che approdano giornalmente sulle nostre coste, costretti ad emigrare a causa di una crisi voluta dai Governi e dal sistema economico-monetario: “In tutta Europa, in tutto il mondo, il potere politico è al servizio dell'alta banca meticcia, è sottomesso alle impostazioni ignobili dei rubatori e dei frodatori costituiti in consorzi legali. Neppure nel peggior tempo dei barbareschi e dei negrieri le genti furono mercanteggiate con così fredda crudeltà. Le nazioni sono cose da mercato. La vita pubblica non è se non un baratto immondo esercitato nel cerchio delle istituzioni e delle leggi esauste. Fino a quando ?”.
Già all'epoca, dunque, D'Annunzio e De Ambris, avrebbero sostenuto la necessità di un'alternativa a questo sistema economico-politico di sfruttamento dei popoli da parte dei governi e delle élite economico-finanziarie.
Che cosa è accaduto da noi in Occidente, in Europa ed in Italia in particolare ? Negli Anni '90 – grazie anche alla falsa rivoluzione di Tangentopoli - si è privatizzato in modo indiscrimunato, in favore di banche e multinazionali, svendendo un patrimonio pubblico strategico e di fatto trasformando aziende ex pubbliche in società private spesso poco trasparenti.
Si abbattuto il Partito Socialista Italiano, che era la punta di diamante del Socialismo Euromediterraneo assieme a quello francese e greco, molto diverso dalle social-burocrazie del Nord-Europa e dagli pseudo-socialisti di oggi.
E si è istituita una Banca Centrale Europea, non dissimile dalla Federal Reserve statunitense, unificando l'Europa unicamente sotto il profilo economoco e di fatto facendo perdere sovranità ai cittadini dei singoli Stati.
Si è favorito un'immigrazionismo senza regole che di fatto ha favorito la criminalità organizzata che costringe spesso gli immigrati clandestini a pagare ingenti somme di danaro per approdare sulle nostre coste ove a loro volta vengono sfruttati da aziende europee come manodopera a basso costo.
Si è favorita la delocalizzazione delle imprese, con conseguente perdita di posti di lavoro nei Paesi sovrani e sfruttamento della manodopera a basso costo in altri Paesi.
Alain De Benoist nel suo “La fine della sovranità” scrive giustamente: "Il capitalismo non riconosce alcun limite e neppure alcun ostacolo politico, etico, sociale o economico, e uno dei suoi effetti diretti è stato l'affidamento del potere concreto ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers. Vanno in tal senso anche le decisioni prese dall'Unione europea con il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG) e il Partenariato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP), che equivalgono a un totale esproprio di ciò che rimaneva della sovranità delle nazioni. I parlamenti nazionali - palesemente subalterni, e quindi complici - si vedono amputare una delle loro principali ragioni d'essere: il potere di decidere le entrate e le spese dello Stato, ruolo ormai trasferito alla Commissione europea, mentre i contenziosi tra gli Stati diventano ormai di competenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea, così come la totale deregolamentazione del commercio euroatlantico, nel perverso connubio con gli interessi della NATO, porta alla mercificazione dell'economia. Una dittatura del denaro, che toglie la sovranità ai Popoli."
Ecco la situazione nella quale viviamo oggi, che è tutt'altro che idilliaca, che è drammatica e che vìola costantemente i diritti politici, umani e civili dei cittadini.
Forse, come ho scritto all'inizio di questa mia lunga riflessione sull'attualità politica, occorre ricercare un'alternativa che può fondare le sue radici solo nel risveglio della coscienza dei singoli popoli nazionali, i quali devono riscoprire le proprie radici, la propria cultura, formarsi politicamente e culturalmente, oltre che non lasciarsi più imbrogliare dalla politica dei governi, delle multinazionali, dei venditori di una “modernità di plastica” sottoforma di smartphone, di selfie e di (a)socialnetwork.
Le estreme periferie del mondo e l'America Latina con il suo Socialismo del Ventunesimo Secolo, in particolare, ribadisco, ha molto da insegnarci e persino un Papa dei cattolici come quello attuale, Jorge Mario Bergoglio - che pur all'inizio mi lasciava perplesso - oggi sembra essere un faro di speranza emancipatoria e d'amore in un mondo che l'amore sembra volerlo vendere solo al supermercato.

Luca Bagatin

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it chiede asilo a "Amore e Libertà". Un nuovo inizio o quasi !

Carissimi lettori, 

dopo i numerosi problemi della piattaforma blog de Il Cannocchiale e nonostante le mie numerose segnalazioni alla società che la gestisce - senza aver mai ricevuto una sola risposta o un solo riscontro - mi vedo costretto, dopo ben undici anni di attività, a trasferire la mia attività di blogger, dal prestigioso www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - che aveva superato in unici anni, oltre cinque milioni e mezzo di visite - al blog del pensatoio "Amore e Libertà", al quale chiedo asilo (anti)politico e (contro)culturale.
E' mia intenzione trasferire qui alcuni dei post più significativi tratti dal blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (nel quale comunque non escludo di tornare, allorquando le problematiche saranno eventualmente risolte) e, ad ogni modo, continuerò la mia attività (anti)politica e (contro)culturale in ambito artistico e giornalistico qui, in questo spazio sospeso fra Cielo e Terra, dando sempre spazio a quelle tematiche tabù che, altrove, spazio non troverebbero a causa di una censura e di un pregiudizio ostile nei confronti del Libero Pensiero e dell'eresia artistico/intellettuale.
E rilanciando sempre e comunque il progetto "Amore e Libertà" che, ad oggi, è l'unico vero Partito esistente in Italia. Partito di idee, di cultura, di libertà interiore, di umanesimo e di quel sentimento unito all'erotismo/eroismo che manca, purtroppo, anche nella vita quotidiana, nel privato di ciascuno, oltre che nel sociale e nel politico.
Sarà, quindi, un nuovo inizio.
Un inizio che dedico in particolare alle donne che amo e che - da sempre - sono state per me fonte di ispirazione per l'inizio di nuove avventure e nuovi progetti.
In particolare questo nuovo inizio lo dedico a Maria José Peon Marquez, attrice e modella spagnola che, anche qui, come nel mio storico blog, avrà una rubrica fissa di pensieri e aforismi. 
E vorrei dedicarlo anche a Maria Elena Boschi, donna che amerei molto conoscere e corteggiare di persona, sia sotto il profilo sentimentale che politico/intellettuale. Una donna che merita molto di più rispetto al Potere da Patriarca di un signore con tanti nei sulla faccia e che, fra qualche anno, dimenticheremo tutti quanti, con nostro sommo gaudio. 

La dedica va quindi a due Marie, come la Maddalena, sposa del Cristo. 

Buon Nuovo Inizio, dunque !

Luca Bagatin


mercoledì 18 marzo 2015

"Il cuore della donna che amo": aforisma by Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Una cosa che eviterò di fare è smettere di ascoltare il cuore delle persone. Soprattutto quello delle donne. E soprattutto quello delle donne (o della donna) che amo.
(Luca Bagatin)

martedì 17 marzo 2015

"Amore vuol dire soprattutto non indifferenza..."

"Amore vuol dire soprattutto non indifferenza. C'è troppo egoismo in giro. La politica italiana è diventata una cosa oscena"

(Moana Pozzi, allora leader del Partito dell'Amore)

Alain de Benoist e il suo Pensiero Ribelle

Alain de Benoist contro l'oligarchia del danaro, della modernità, delle diseguaglianze sociali: oltre la destra e la sinistra.
Un saggio che vi consigl
iamo caldamente.

La modernità ha sostituito delle costrizioni visibili, individuabili, con alienazioni astratte e coercizioni strutturali. Pretendeva di rendere l’uomo meno dipendente, ma lo ha isolato, reso più vulnerabile, più estraneo che mai ai suoi simili. Convinta delle virtù pacificatrici dell’uguaglianza e del commercio, ha gettato l’uomo in una corsa mimetica infinita. Alle disuguaglianze legate alla nascita, ha sostituito l’oligarchia del denaro. Ha provocato la distruzione dell’ambiente, l’omogeneizzazione attraverso l’economia e la tecnoscienza, la folclorizzazione dei popoli, la generalizzazione della solitudine e dell’anonimato.

In questo suo libro, Alain de Benoist dimostra come l’Occidente sia oggi portatore – in opposizione all’Europa – di un modello di società che corrisponde al nichilismo. Un modello in cui le tradizioni si trasformano in folklore per i turisti, il legame sociale si disfa, i comportamenti divengono utilitaristici e interessati, la lingua, le immagini e le musiche americane impregnano le menti, la passione del denaro sommerge ogni cosa.

Nel mondo postmoderno, il cambiamento avviene per implosione. La vita comincia a cambiare quando un sufficiente numero di cittadini si distoglie dal gioco istituzionale perché ritiene che la vera vita sia altrove. Oggi non abbiamo bisogno di rivoluzionari – figure emblematiche della modernità – ma di ribelli.
 (tratto da  http://www.controcorrentedizioni.it/pensiero-ribelle-p-138.html)