Visualizzazione post con etichetta conferenza di bandung. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta conferenza di bandung. Mostra tutti i post

giovedì 5 giugno 2025

W. E. B. Du Bois, un intellettuale e attivista socialista per l'emancipazione dell'Africa e degli afroamericani. Articolo di Luca Bagatin

 

Quest'anno ricorrono i 70 anni dalla Conferenza di Bandung, che getterà le basi per riunire, per la prima volta, il Sud del mondo e i Paesi Non Allineati ai blocchi contrapposti.

Conferenza che vide protagonisti e promotori, in particolare, il Premier cinese Zhou Enlai, quello indiano Nehru, Presidente indonesiano Sukarno, quello jugoslavo Tito e il Premier egiziano Nasser e che fu incoraggiata moltissimo dal sociologo, saggista, massone e attivista panafricano William Edward Burghardt Du Bois (1868 – 1963).

E proprio di Du Bois andremo a parlare, anche grazie agli spunti forniti da un agile saggio del prof. Marco Sioli, edito da Sandro Teti, dal titolo “All'ombra di Mao – W. E. B. Du Bois un afroamericano tra URSS, Cina e Africa”.

Du Bois fu figura importante e centrale del panafricanismo mondiale, oltre che del socialismo.

Sociologo, saggista, poeta e scrittore, la sua vita fu profondamente segnata dal razzismo degli USA negli anni nei quali si trovò a vivere.

Ciò lo spinse a lottare per la causa degli afroamericani prima e dei popoli africani poi, oltre che a schierarsi dalla parte dei popoli oppressi, del pacifismo e del socialismo.

Nel dicembre 1910, Du Bois, fu peraltro iniziato alla Massoneria nella Widow Son Lodge No. 1 e il percorso massonico influenzò molto la sua lotta per l’emancipazione degli oppressi.

Nel 1926 viaggiò a Mosca e entrò, per la prima volta, in contatto con il mondo marxista-leninista. Un mondo che lo accettava per ciò che era e non per il colore della sua pelle.

Del comunismo sovietico, la prima cosa che lo impressionò, fu il fatto che questo metteva l'istruzione al primo posto. L'istruzione era alla base della società, ovvero dell'emancipazione sociale e dello sviluppo dell'intelligenza.

In tal senso nei suoi scritti, egli sottolineò sempre come la presenza di un unico partito, nei Paesi comunisti, non andava vista come una mancanza di democrazia, ma come una forma diversa di democrazia. Una democrazia nella quale, attraverso i Soviet dei villaggi, le persone potevano partecipare direttamente alla gestione politica.

Egli, peraltro, si trovò concorde con le idee dei laburisti britannici Sidney e Beatrice Potter Webb, peraltro membri della Società Fabiana, culla del miglior socialismo britannico delle origini.

I coniugi Webb furono ferventi sostenitori del comunismo sovietico, in quanto promotore dell'educazione, dell'emancipazione delle classi lavoratrici, delle donne e garantiva un salario pubblico e condizioni dignitose per tutti.

Oltre a ciò, Du Bois, plaudeva al comunismo sovietico anche in quanto riuscì a rendere la religione un fatto privato e non più una forma di ideologia da propagandare alle masse incolte.

Inutile dire che, Du Bois, per le sue simpatie comuniste finirà presto, in patria, nel mirino dell'FBI, ma non smetterà mai, nei suoi discorsi e scritti, di parlare di emancipazione dei lavoratori, dei diritti degli afroamericani, della necessità di pianificare l'economia e renderla funzionale alle necessità delle persone e non del profitto privato; oltre a parlare di pace mondiale.

Du Bois sosteneva, altresì, che nei Paesi socialisti la libertà fosse giustamente disciplinata per il bene della comunità nel suo complesso; che il lavoro fosse garantito dallo Stato; che la pigrizia e la povertà assolute fossero abolite, così come l'eccessivo sfarzo e l'accumulo di beni superflui.

Nel 1950 si candidò, a 82 anni, con il Partito Laburista Americano, alla carica di Senatore, nello Stato di New York e ottenne ben il 4% dei voti, con una campagna elettorale di denuncia dei due partiti principali, quello Democratico e Repubblicano, entrambi considerati da Du Bois egualmente guerrafondai.

Il governo maccartista, guerrafondaio e anticomunista statunitense, nel 1955, non a caso, gli impedì di partecipare alla Conferenza di Bandung, in Indonesia, che egli molto caldeggiò.

Sarà la Cina socialista maoista ad affascinare, ad ogni modo, Du Bois, che la riconobbe quale guida del Terzo Mondo. Egli, in particolare, la considerava “di colore”, in quanto tristemente abituata dalla Storia ad essere sfruttata dall'Occidente imperialista ed alla ricerca di un riscatto.

Molto amico del Grande Timoniere Mao Tse-Tung e del Premier cinese Zhou Enlai, W. E. B. Du Bois, accompagnato dalla moglie, Shirley Graham, nel 1959, tenne una conferenza presso l’Università di Pechino, in cui sostenne il miglioramento dei legami fra le comunità afroamericane statunitensi e la Cina. E sostenendo che l’Africa e la Cina avrebbero dovuto camminare assieme, unite entrambe dalla lotta al colonialismo e allo sfruttamento.

Negli ultimi anni della sua vita, si iscrisse al Partito Comunista degli Stati Uniti d'America e, pressato dalle continue vessazioni e indagini da parte dell'FBI, con la moglie, si trasferì in Ghana, all'epoca governato dal Presidente panafricano e socialista Kwame Nkrumah.

Nkrumah visse e lavorò in gioventù negli USA, ove conobbe il razzismo e lo sfruttamento. Fu così che sviluppò una coscienza marxista e socialista e, nel 1949, fondò il Partito della Convenzione del Popolo, due anni dopo essere tornato in Ghana.

La sua politica fu improntata all'anticolonialismo, al panafricanismo, al socialismo africano e alla nonviolenza, sull'esempio di Gandhi. Grazie alle sue lotte, infatti, il Ghana riuscì a liberarsi dal giogo e dallo sfruttamento britannico e, nel 1960, fu eletto Presidente.

La sua politica fu improntata allo sviluppo dell'istruzione, alla promozione della cultura panafricana, alla decolonizzazione, ai diritti delle donne e fu molto ispirato da Du Bois.

In politica estera, Kwame Nkrumah tentò di avere buoni rapporti sia con gli USA che con l'URSS e la Repubblica Popolare Cinese, ma ricevette il sostegno unicamente da parte di queste ultime due, mentre gli USA sostennero, seppur indirettamente, il golpe militare che rovesciò il suo governo, nel 1966, che lo costrinse all'esilio.

Gli USA, infatti, non potevano accettare l'espansionismo del socialismo in Africa. Così come non hanno mai gradito, nel mondo, nessuna forma di socialismo e emancipazione sociale e civile delle persone.

W. E. B. Du Bois, fortunatamente, non riuscì a vedere la fine del governo di Nkrumah, in quanto morì, serenamente, ad Accra, capitale del Ghana, Paese che lo aveva naturalizzato suo cittadino, nel 1963, a 95 anni.

Un anno prima, le massime autorità cinesi, invitarono lui e la moglie, come ospiti d'onore, alla parata del tredicesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Presenti sul palco anche Mao, Zhou Enlai e Deng Xiaoping, futuro leader riformista cinese.

Du Bois e la moglie furono i primi occidentali ad essere ammessi sul palco delle autorità.

Per quanto da noi figura ancora poco studiata ed approfondita, quello di Du Bois fu un pensiero e un'azione che rimasero nella coscienza dei movimenti di liberazione nazionale e dei popoli oppressi, oltre che del movimento afroamericano.

Martin Luther King, in merito, nel 1963, disse: “Du Bois ci ha lasciato, ma non è morto. Lo spirito di libertà non è sepolto nella tomba del valoroso”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

W. E. B. Du Bois e Zhou Enlai
 
W. E. B. Du Bois e Kwame Nkrumah

domenica 27 aprile 2025

A 70 anni dalla Conferenza di Bandung il Sud del mondo è più vivo che mai e lotta ancora per un mondo più equo e giusto. Articolo di Luca Bagatin


In questi giorni ricorre il 70esimo anniversario della Conferenza di Bandung, storico avvenimento che riunì, per la prima volta, il cosiddetto Sud del mondo e che si tenne dal 18 al 25 aprile 1955, a Bandung, appunto, in Indonesia.

Conferenza che vide protagonisti e promotori, in particolare, il Premier cinese Zhou Enlai, quello indiano Nehru, Presidente indonesiano Sukarno, quello jugoslavo Tito e il Premier egiziano Nasser e che fu incoraggiata moltissimo dal sociologo, saggista, massone e attivista panafricano William Edward Burghardt Du Bois (1869 – 1963), molto amico di Mao Tse-Tung, oltre che membro del Partito Laburista Americano (ottenne il 4% dei consensi candidandosi alla carica di Senatore, nello Stato di New York) e successivamente, da anziano, aderente al Partito Comunista degli Stati Uniti d'America, pur sempre critico nei confronti dell'URSS, ma fervente sostenitore del ruolo terzomondista della Cina socialista.

A Du Bois fu, purtroppo, antidemocraticamente impedito, dal maccartista e anti-socialista governo USA, di partecipare alla Conferenza di Bandung, che permise il dialogo fra i Paesi Non Allineati (in gran parte a guida socialista come la Cina, la Jugoslavia, l'Egitto e l'India), gettando le basi per l’unione di quel Sud del mondo sfruttato dalla colonizzazione e dagli imperialismi dei blocchi contrapposti USA-URSS

Qualche anno dopo, peraltro, nel 1959, Du Bois tenne una conferenza presso l’Università di Pechino, in cui sostenne il miglioramento dei legami fra le comunità afroamericane statunitensi e la Cina. E sostenendo che l’Africa e la Cina avrebbero dovuto camminare assieme, unite entrambe dalla lotta al colonialismo e allo sfruttamento.

Nel novembre 2023, un importante manager e analista geopolitico quale il prof. Giancarlo Elia Valori, in un articolo pubblicato anche dal Nuovo Giornale Nazionale, dal titolo “La Cina e il mondo contemporaneo” (https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/estero/politica-internazionale/14579-la-cina-e-il-mondo-contemporaneo.html), scriveva, a proposito della Conferenza di Bandung e dell'approccio socialista cinese, rispetto a quello occidentale liberale: “Oggi, lo ripetiamo, la differenza più significativa è tra la prospettiva internazionale cinese e quella liberale occidentale. Il socialismo in sé ha contenuti ideologici, storici, e tradizionali di integrazione ed è dedicato alla ricerca della cooperazione e della liberazione di tutti i popoli secondo i cinque principi della Conferenza di Bandung (18-24 aprile 1955), sui quali la Repubblica Popolare della Cina ha sempre basato la sua politica estera con coerenza:

i) rispetto reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale;

ii) non-aggressione reciproca;

iii) non interferenza reciproca negli affari interni di ciascuno;

iv) uguaglianza e reciproco beneficio;

v) coesistenza pacifica.

La prospettiva liberale, invece, persegue la globalizzazione in superficie, ma in realtà essa è guidata dai Paesi liberal-capitalisti occidentali al servizio dei loro interessi e delle proprie multinazionali. Al momento, i Paesi occidentali sviluppati a coda degli Stati Uniti d’America stanno apparendo come una forza antiglobalizzazione, il motivo è che scoprono che la globalizzazione si discosta sempre più dai desideri di colui che li domina”.

Nel ricordo di tale importante Conferenza, nei giorni scorsi, il Presidente cinese Xi Jinping ha visitato Vietnam, Malesia e Cambogia. Rafforzando i legami sia di amicizia che di mutua collaborazione economica, con queste importanti realtà del Sud-Est asiatico, nel solco dell'equità, della giustizia, del multilateralismo e della lotta all'unipolarismo statunitense, ideologico e volto a danneggiare l'economia mondiale e a rendere il mondo meno stabile e sicuro.

Vietnam, Malesia e Cambogia attribuiscono, peraltro, grande importanza al ruolo dei BRICS. La Malesia ne è già Paese partner, mentre il Vietnam ha richiesto formale adesione.

Il Sud del mondo è più vivo che mai e lotta per un mondo più unito, stabile, pacifico e votato alla cooperazione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it