giovedì 15 gennaio 2015
Intervista dell'artista Daniele Pacchiarotti allo scrittore, giornalista, attivista (anti)politico e Presidente di "Amore e Libertà" Luca Bagatin
Nell'intervista - a braccio, senza filtri e senza tagli - fatta dall'artista Daniele Pacchiarotti
e realizzata dal fotografo Antonello Ariele Martone a Luca Bagatin, Presidente e fondatore di Amore e Libertà - si parla di temi
di scottante attualità: Massoneria, politica, (anti)politica, religioni e
fondamentalismo, donne, mass-media, Risorgimento, Amore e Libertà,
libertà civili e sessuali, arte, erotismo e molto altro.
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lunedì 12 gennaio 2015
domenica 11 gennaio 2015
"Non so se sono Charlie. Posso solo dire che sono triste. Perché a prevalere è sempre la stupidità degli uomini" Monologo by Baglu (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Sulla questione ho preferito non
scrivere nulla e nemmeno dichiarare "Io sono Charlie" o, appunto, "Je suis Charlie".
Io, Charlie Hebdo, sino all'altro
giorno, nemmeno lo conoscevo, così come immagino molti altri non ne
avessero mai sentito parlare, nel nostro Paese e/o altrove. Mi
sarebbe sembrato ipocrita associarmi ad un coro che ho trovato e
trovo assai mediatico.
Mi sono sentito vicino alla moglie del
direttore ucciso, Stéphane Charbonnier. Mi sono commosso quando lei
ha pianto, in televisione. Così come mi sento vicino al dolore di
tutte le famiglie che hanno perduto i loro cari a causa di un gesto
di profonda violenza e stupidità perpetrato da due balordi in nome
di un Dio che credevano, così, di onorare.
Il dolore è intimo e va pertanto
rispettato.
Così come va rispettata la satira, che
è spesso più seria della cronaca, del mero giornalismo mediatico
d'accatto. La satira, lo si è visto, come il dolore, fa riflettere e
va sempre a segno.
Ho visto le vignette di Charlie e
francamente non solo le condivido, ma mi piace il loro spirito
libertario e graffiante. E, una volta di più, penso che le tre
Religioni Monoteiste Istituzionalizzate siano da sempre foriere di
stupidità, ignoranza, violenza intima. Perché vilipedono lo stesso
Dio che dicono, ma solo a parole, di onorare.
Baglu
sabato 10 gennaio 2015
"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Conferenza pubblica con Luca Bagatin il 25 gennaio prossimo a Vada (Livorno)
Sono onorato di poter
presentare i mei due saggi "Universo Massonico" (Bastogi) e "Ritratti di
Donna" (Ipertesto Edizioni) nell'ambito di una conferenza nella quale
avrò la possibilità di illustrare l'attualità del pensiero
gnostico-teosofico e massonico e del Femminino Sacro, ovvero la
spiegazione e la riscoperta dell'antico mito della Donna Selvaggia,
anche in chiave moderna, attraverso una serie di personalità femminili
del mondo della cultura, dell'eros, dello spettacolo, della
controcultura e di muse che hanno attraversato - talvolta perforandolo -
il mio cuore e la mia anima.
Qui di seguiro il testo ufficiale del comunicato relativo alla Conferenza, gli orari ed il luogo.
Vi aspetto numerosi e - soprattutto - numerose !!!
Luca Bagatin
Qui di seguiro il testo ufficiale del comunicato relativo alla Conferenza, gli orari ed il luogo.
Vi aspetto numerosi e - soprattutto - numerose !!!
Luca Bagatin
Il Frantoio il Casone Antico di Vada propone un ciclo di incontri culturali: davanti a un bicchiere di buon vino e alle bruschette toscane, una serie di scrittori, musicisti e scienziati raccontano il loro lavoro e le loro teorie. All'incontro segue la cena a base di carne, verdure alla griglia e altre delizie.
Il prossimo incontro:
Domenica 25 Gennaio , dalle 17 alle 20, parliamo
di "Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di
Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia" con Luca Bagatin,
giornalista e scrittore.
L'incontro è gratuito e aperto, e si svolgerà presso il Frantoio il Casone Antico di Vada in Via
Aurelia Sud, 48 – 57016 Vada (LI). La prenotazione alla conferenza è
obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni consulta il sito: www.oliosaccomani.it
Oppure chiama il numero: 0586-786162 oppure 349 300 7737
I due Libri presentati:
"Universo Massonico" con prefazione di Luigi Pruneti.
"Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti.
venerdì 9 gennaio 2015
Civico20news est Charlie: un articolo di Allegra Romana Monti tratto da www.bdtorino.eu che ci aiuta a riflettere e a comprendere. Senza la solita retorica mediatica.
Civico20news est Charlie (tratto da: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=14666
Civico2onews ha partecipato e sostenuto la manifestazione spontanea e apolitica tenutasi giovedì 8 gennaio a Torino, in difesa della libertà alla risata e all'espressione. Invitiamo tutti a riflettere su quanto è accaduto, per non dare questo episodio in pasto agli sciacalli: questo il miglior modo per onorare le vittime
Alle
17:35 piazza Castello era ancora vuota. In pochi minuti però, le
persone hanno iniziato ad affluire numerose, sotto la statua
dell'alfiere dell'esercito sardo.
Giovani e meno giovani, tutti per salutare i dodici artisti di Charlie Hebdo che
hanno perso la vita nell'11 settembre parigino, tutti presenti per
dire “no” alla violenza e schierarsi dalla parte della libertà di
espressione, un principio nato nel secolo dei lumi e ormai fondamento
della nostra cultura.
A prendere parte all'iniziativa, anche volti noti come Chiamparino, Fassino e Younis Tawfik, noto scrittore iracheno.
Come cittadina e come giornalista voce di Civico20news, ho sentito l'esigenza di essere presente, per difendere la nostra cultura, condannando però chiunque schiacci quella altrui:
dai fondamentalisti, alle grandi potenze occidentali che con la loro
politica di guerra hanno acuito odi e differenze e questi sono i
risultati.
Una
lecita mobilitazione per il diritto alla risata, anche la più
scorretta, ma non limitiamoci a questo proposito, riflettiamo su quanto
accaduto, perché l'indignazione poi si allenta e passa, la comprensione
resta.
Puniamo i responsabili,
ma non solo coloro che materialmente hanno colpito la sede del giornale
satirico, ma anche chi questi episodi li ha scatenati e li scatena, li
ha sfruttati e li sfrutta per giustificare le proprie azioni: la
famelica USA e la supina e asservita UE.
Bisognerà
ragionare non solo sui mandanti e sui loro fini, ma pure su chi in
qualche modo beneficerà di questa tragedia, perché c'è sempre qualcuno
che lo fa e che prova a fiorire sulle ceneri altrui. La risposta a
questo episodio non può essere quella delle bestie rabbiose e neppure
quella della paura, come si è letto nella manifestazione madre parigina,
a place de la Rèpublique: “La punizione sarà più generosità, più tolleranza, più democrazia”.Gli interrogativi del caso restano ancora molti. Ad esempio come gli attentatori abbiamo potuto fuggire in auto in pieno giorno nel traffico fluente parigino, come si possa pensare di commettere un attentato e portarsi dietro (per poi dimenticarla in auto) la carta di identità e sbagliare pure numero civico; solleva dubbi anche la naturale tranquillità durante la fuga degli attentatori che, invece di fuggire celermente, si sono avvicinati all'auto camminando. Qualcosa non torna ed è chiaro, ma ancor più cristallino è che a pagare il prezzo di questa guerra non è chi l'ha scatenata e la porta avanti, ma siamo noi.
Allegra Romana Monti
giovedì 8 gennaio 2015
Rivoluzione popolare Vs. fanatismo terroristico

E con il cuore colmo d'Amore e Libertà.
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lunedì 5 gennaio 2015
Assenteismo e disservizi ? Autogestiamo i servizi pubblici ! Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
La città di Roma, a dispetto della sua
Storia millenaria, della sua arte, della sua cultura, del suo essere
Capitale di un Paese stoicamente glorioso, del suo essere una fra le
più grandi metropoli al mondo, è una città che – oggettivamente
– ha numerosi e gravi problemi strutturali, infrastrutturali, di
organizzazione politica, logistica eccetera eccetera.
Il problema è annoso e risale almeno
sin dai tempi dell'avvento della Partitocrazia, ovvero allorquando
l'Italia divenne una pseudo-Repubblica in balìa dei partiti e di
politicanti talvolta corrotti, talaltra senza scrupoli.
Lontani sono, in sostanza, i fasti
della Roma Antica e di quella post-Risorgimentale governata dal
Sindaco mazziniano Ernesto Nathan.
Non parliamo poi dell'ultimo Ventennio
neo-burocratico: da Rutalli a Veltroni passando per Alemanno e
Marino. Quattro sindaci che, oltre a non aver risolto nemmeno un
decimo dei problemi di questa città, l'hanno addirittura
completamente rovinata. E non ci si stupisca – infatti – dei vari
Fiorito e dell'inchiesta“mafia Capitale” !
La mafia, a Roma, in sostanza, è stata
quasi legalizzata. E non ci si stupisca nemmeno del recente
assenteismo dei vigili urbani, dei disservizi dell'Ama, dell'Acea,
dell'Atac, ovvero di gloriose aziende pubbliche fondate proprio da
Ernesto Nathan a beneficio dei cittadini - specie meno abbienti - e
che nei primi anni del '900 erano il fiore all'occhiello della città
ed oggi invece sono spesso fonte di disagio per il
cittadino-contribuente.
Come tentare, quantomeno, di
risolvere/arginare il problema ? In modo ovviamente radicale e non
con i renziani “decreti salva-Roma” che di fatto sono stati dei
“decreti salva politicanti da strapazzo” e che sono costati ai
contribuenti fior fior di quattrini !
Innanzitutto occorrerebbe chiamare a
rispondere di tasca propria i Sindaci e le giunte che hanno
malgovernato la città, facendo loro ripianare quantomeno parte del
disavanzo pubblico e dei disservizi, oltre che dichiarandoli
incandidabili ed ineleggibili per tutte le future tornate elettorali.
Occorrerebbe poi abolire il perverso
sistema delle gare d'appalto, foriero nel nostro Paese di corruttela,
ovvero occorrerebbe far gestire i servizi pubblici direttamente ai
cittadini stessi, attraverso apposite assemblee alle quali i
residenti dei rispettivi Municipi potrebbero partecipare. In questo
modo, ovvero rendendo i vari enti (Ama, Atac, Acea...) completamente
autogestiti dai cittadini medesimi, il personale preposto –
composto a sua volta di cittadini con pari diritti e doveri –
diverrebbe a quel punto responsabile diretto nei confronti del
servizio offerto. Se un dipendente è sgarbato o inefficiente,
insomma, ne dovrebbe direttamente rispondere al cittadino a cui ha
offerto il servizio inadeguato, pena una decurtazione dello stipendio
o un possibile rischio di licenziamento.
In questo modo, finalmente, i vari enti
pubblici – a Roma, ma volendo questa cosa potrebbe essere estesa a
tutte le città italiane – non sarebbero più soggetti al controllo
politico, ovvero non rientrerebbero più nella cosiddetta “macchina
del consenso” che, spesso, ha favorito l'assunzione dei cosiddetti
“amici degli amici”.
Le assunzioni potrebbero anzi avvenire
semplicemente in modo trasparente, diretto, controllabile da parte di
ogni cittadino residente, anche online volendo. Ed i servizi erogati,
essendo controllati/autogestiti dai cittadini medesimi, difficilmente
potrebbero risultare scadenti proprio in quanto a scapito del singolo
e dunque della collettività nel suo complesso.
Una proposta semplice, radicale, solo
apparentemente utopistica in quanto siamo troppo abituati a delegare
agli altri, anziché assumerci le nostre responsabilità.
La medesima cosa vale peraltro per i
sistemi elettorali: noi deleghiamo sempre ad altri, ai politici, ai
governanti, con un voto che, di fatto, va spesso a favorire/eleggere
il più ricco, il più paraculo, il politico che sa vendersi (o
svendersi) meglio. Ma che, alla fine, si fa gli affari suoi e che
spesso non ha mai lavorato in vita sua !
Diversamente, con un sistema ricalcato
sull'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero fatto di assemblee popolari,
di quartiere, senza un governo centrale e centralizzato, il
cittadino-contribuente sarebbe costretto ad assumersi le sue
responsabilità: civiche, civili, politiche, ideali, pecuniarie e
così via.
Esempio di autogestione da parte dei
cittadini - anche delle imprese private peraltro, oltre che di
diversi servizi pubblici - esistono peraltro da diversi anni in
America Latina (in Venezuela e Uruguay in primis). Paesi con una
cultura peraltro non così dissimile dalla nostra ed ove sino ad
alcuni decenni fa la corruzione politica la faceva da padrone.
Oltretutto è da Porto Alegre in
Brasile che si è avuta, nel 1989, la prima esperienza di bilancio
parcetipativo, ovvero la parcecipazione attiva dei cittadini
nell'elaborazione della politica municipale.
Altro che le solite chiacchiere da bar
pseudo-partecipative del Movimento Cinque Stelle che, assieme a Pd e
Forza Italia, si spartisce il potere in Parlamento, in sostanza !
Occorrono fatti ed assunzioni di responsabilità da parte di una
cittadinanza che deve imparare ad alzare la testa e a smettere di
delegare al prossimo la gestione dei servizi di pubblica utilità.
Luca Bagatin
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