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venerdì 8 novembre 2019

Adrian. Una serie seria

II pubblico televisivo, come gli elettori, è abituato a farsi coccolare e prendere per il culo.
Sono convinto da sempre che la massa ami essere presa per il culo (e non necessariamente fisicamente). Ed essere sottomessa. Per questo in pochi seguono e hanno seguito il programma di Adriano Celentano "Adrian".
Perché lui non mente. Può piacere o non piacere, ma non ti coccola e non te le manda a dire. E ti invita a pensare e a non farti più prendere per il culo.
Personalmente, Celentano, lo seguo da anni, anche con occhio critico e non condividendo tutto (ma quasi tutto sì), e lo preferisco ai tanti "intellettuali" alla Saviano o alla Fusaro o ai tanti insopportabili talk show politici che, quando li trasmettono, o quando ci sono loro in TV, mi costringono a cambiare canale.
Capisco che non vi piaccia.
Non siete ancora pronti per essere liberi.

Baglu 



martedì 20 settembre 2016

sabato 25 aprile 2015

"Satira d'alto bordo o teologia della Liberazione" by Baglu (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Al Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, contestata alla Festa dell'Unità, è stato impedito di parlare.
Lei ha dichiarato: "Ringrazio i manifestanti per aver evitato che io proferissi le solite cazzate". E, con il suo aplomb, ha proseguito: "Ad ogni modo, noi del governo, proseguiremo con determinazione e passione a metterlo nel deretano agli insegnanti".


Allorquando gli avi di Angela Merkel vivevano ancora nella Foresta Nera e mangiavano radici, gli avi del popolo greco costituivano la cultura ellenica, culla della Democrazia.
Più che avere dei debiti, il popolo greco, vanta moltissimi crediti nei confronti dell'Europa intera.
Sarebbe bene che "qualcuno" se ne rendesse prima o poi conto.

Ma che giorno della Liberazione è se ci sono ancora i fascisti al governo e all'opposizione ?


domenica 11 gennaio 2015

"Non so se sono Charlie. Posso solo dire che sono triste. Perché a prevalere è sempre la stupidità degli uomini" Monologo by Baglu (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Sulla questione ho preferito non scrivere nulla e nemmeno dichiarare "Io sono Charlie" o, appunto, "Je suis Charlie".
Io, Charlie Hebdo, sino all'altro giorno, nemmeno lo conoscevo, così come immagino molti altri non ne avessero mai sentito parlare, nel nostro Paese e/o altrove. Mi sarebbe sembrato ipocrita associarmi ad un coro che ho trovato e trovo assai mediatico.
Mi sono sentito vicino alla moglie del direttore ucciso, Stéphane Charbonnier. Mi sono commosso quando lei ha pianto, in televisione. Così come mi sento vicino al dolore di tutte le famiglie che hanno perduto i loro cari a causa di un gesto di profonda violenza e stupidità perpetrato da due balordi in nome di un Dio che credevano, così, di onorare.
Il dolore è intimo e va pertanto rispettato.
Così come va rispettata la satira, che è spesso più seria della cronaca, del mero giornalismo mediatico d'accatto. La satira, lo si è visto, come il dolore, fa riflettere e va sempre a segno.
Ho visto le vignette di Charlie e francamente non solo le condivido, ma mi piace il loro spirito libertario e graffiante. E, una volta di più, penso che le tre Religioni Monoteiste Istituzionalizzate siano da sempre foriere di stupidità, ignoranza, violenza intima. Perché vilipedono lo stesso Dio che dicono, ma solo a parole, di onorare. 

Baglu