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venerdì 31 marzo 2017

"Libertà è Spiritualità": riflessioni di Luca Bagatin

Mi dicono che le religioni sono state inventate dall'uomo per darsi delle regole. Può anche darsi.
Personalmente ho sempre odiato le regole e ho sempre preferito decidere da me quando, come e se regolarmi.
Ora comprendo quindi perché ho sempre detestato le religioni e amato, invece, la spiritualità.
La spiritualità non fornisce né impone regole, ma è semplicemente una libera ricerca interiore, che permette al singolo di entrare in comunione fraterna con le forze della Natura e con tutti gli altri esseri viventi. 
(Luca Bagatin)

Produci ciò che consumi e dona agli altri ciò che hai prodotto in eccesso.
Questa una sana economia della decrescita, del dono e dell'armonia.
(Luca Bagatin)

lunedì 1 agosto 2016

Papa Francesco: il profeta dell'amore non allineato al pensiero unico globalista. Articolo di Luca Bagatin

Appena nominato Papa dei cattolici ero perplesso relativamente a Monsignor Bergoglio. Pensavo fosse l'ennesimo Papa mediatico, con un entroterra conservatore e a tratti misogino ed alla ricerca di nuovi fedeli da catechizzare.
Purtuttavia mi sono ricreduto. Le sue aperture sono state grandi. E' un Papa che, innanzitutto, non giudica. E non compie ingerenze nella sfera politica, pur dimostrandosi forse il miglior analista politico contemporaneo. Analista che non le manda a dire nemmeno alla Turchia, alla quale ha ricordato il genocidio armeno (cosa che non hanno pressoché mai fatto gli altri politici occidentali, attenti a mantenere ottimi rapporti con la Turchia, membro della Nato ed amica dell'occidente globalista) e riconoscendo la lotta dei curdi contro l'Isis in Siria ed anche qui, la sua voce è stato un caso isolato nell'ambito della cosiddetta “comunità occidentale”, che i curdi li ha sempre ignorati, se non lasciati al loro destino.
Papa Francesco, dunque, venuto dalle estreme periferie latinoamericane, è un Papa non allineato al pensiero unico politicamente corretto di matrice capitalistico-borghese-statunitense, poiché è il Papa del riconoscimento delle diversità e non già dell'omologazione globalista. E' il Papa che, giustamente, non identifica l'Islam con il terrorismo, ma individua i diretti responsabili del terrorismo ed identifica terrorismo tutti i processi connessi al “dio danaro” che, assieme all'ideologia del desiderio ed al capitalismo assoluto, sono i responsabili delle vera crisi che attanaglia l'umanità, che è una crisi prima di tutto umana e spirituale, che annichilisce e violenta i cervelli, uccide il pensiero e lo omologa, crea deseguaglianze ed ulteriori sperequazioni fra ricchi e poveri.
Papa Bergoglio è lì a dirci questo. E lo dice non solo ai cattolici che rappresenta, ma anche noi laici ed anticlericali. E lo dice con senso di amore e laicità. Quel senso di amore e laicità che ha conquistato non solo tutta l'America Latina dalla quale egli proviene, un'America Latina socialista rivoluzionaria e del XXI secolo, ma anche un leader laico come Marco Pannella che, prima di morire, ha ricordato – significativamente - che “l'odio è degli stronzi”.
Papa Francesco è dunque amato da coloro i quali lo sanno ascoltare, ma rimane indifferente alla destra ed alla sinistra, le quali sono le maggiori responsabili dell'avvento del capitalismo assoluto e del terrorismo, attraverso il neocolonialismo e l'interventismo guerrafondaio, che sono anche responsabili delle migrazioni di massa e dell'avvento di una società cosmopolitica indistinta nella quale si pretende che le differenze siano annullate, così come avvenuto negli Stati Uniti d'America, patria del confusionismo, della sperequazione sociale e della scarsa cultura umanistica.
Papa Francesco sembra essere ad ogni modo una goccia – luminosa - in mezzo al mare. Una goccia, forse, destinata a passare. Ma per ora è lì ad illuminarci e per questo, anche se la cosa può sembrare un po' puerile, gli vogliamo molto bene e lo ringraziamo.

Luca Bagatin

martedì 26 luglio 2016

L'immigrazione è un fenomeno padronale.

L'immigrazione è un fenomeno padronale.
Chi critica il capitalismo approvando l'immigrazione, di cui la classe operaia è la prima vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l'immigrazione restando muto sul capitalismo, dovrebbe fare altrettanto.

(Alain De Benoist)

venerdì 22 gennaio 2016

Il Family Day sia la festa di tutti i conviventi ! Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

La famiglia è un nucleo di persone che convivono nella medesima abitazione. Possono essere parenti, amici, una coppia, o anche semplicemente una persona e un animale.
Questa la definizione autentica del concetto e che andrebbe spiegata a coloro i quali pretendono – ideologicamente - che la famiglia sia composta da un padre, una madre e, eventualmente, dei figli.
Una famiglia siamo, in sostanza, anche io e il mio gatto, con buona pace di monsignor Bagnasco & Co., che della famiglia hanno un concetto tutto loro. O forse non convivono con un gatto.
Per cui al Family Day potrebbe partecipare chiunque conviva nella medesima abitazione: eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali, amici, parenti, animali domestici ecc....
Anzi, sarebbe bello vi partecipassero tutti i conviventi d'Italia, proprio per celebrare la giornata della famiglia, ovvero della convivenza. Convivenza che è alla base della tolleranza reciproca e dell'amore fraterno.
Il messaggio che gli organizzatori ufficiali del Family Day dal 2007 ad oggi vorrebbero far passare, è invece un messaggio ideologico e di divisione umana fra modi di pensare e di vivere/convivere diversi. E stupisce che una Chiesa che, a parole quantomeno, dovrebbe predicare l'amore, abbia al suo interno esponenti che fomentano contrapposizioni e divisioni, anziché promuovere la concordia ed il rispetto fra le genti.
Ed è altresì ideologico e sessuofobico ritenere che un figlio non possa essere cresciuto da un single o crescere in seno ad una coppia omosessuale, dato che ciò di cui necessita un bambino è solo l'amore. Quell'amore ucciso dalle divisioni e dalle ideologie in nome della destra, della sinistra, del cattolicesimo, dell'ebraismo, dell'islamismo e così via. Un bambino, un figlio, grazie al cielo, di tutte queste cose se ne frega e non ha certo bisogno (auguriamoci che nemmeno da adulto abbia mai bisogno di questi “ameni” aspetti della più varia umanità e sia uno spirito che pensi sempre con la sua testa !).
Non sappiamo come questo Parlamento intenda legiferare in merito, per quanto noi abbiamo le idee più che chiare nell'ambito di uno Stato che voglia garantire laicità e libertà per tutti, senza ingerenze o divisioni ideologiche. Quel che è certo è che è oltremodo ridicolo pensare che il tema delle unoni civili o del matrimonio omosessuale sia un'”arma di distrazione”, visto che in realtà è un tema centrale per milioni di persone omosessuali che pagano regolarmente le tasse.
 
Luca Bagatin

lunedì 18 gennaio 2016

"Democrazia è autogestione e autogoverno". Riflessioni di Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


In una realtà autenticamente democratica, i cittadini dovrebbero avere la possibilità di governare e di fare le leggi.
I politici dovrebbero essere dei semplici esecutori al servizio dei cittadini.


Chi compie atti terroristici su civili e chi molesta una donna è un uomo senza coraggio né dignità o, meglio, non è un uomo.
So di essere legato a modelli e a codici antichi. Ma, proprio per questo, resistenti al tempo e alla stupidità dei codardi.


Più che rispetto per chi pratica una religione, direi che ne ho compassione.


La sinistra europea perde perché è diventata peggiore della destra: capitalista, immigrazionista e cosmopolita.
Bettino Craxi - erede del socialismo e del libertarismo - era amato (tranne che dai cattocomunisti e dai ricchi borghesi) in modo trasversale proprio perché contrastò capitalismo, imperialismo e cosmopolitismo.



La Croce o Ankh o Croce Ansata, è un antico simbolo egizio. Non ha nulla a che vedere con il cristianesimo, che è fu religione imposta dall'Imperatore Costantino e che mutuò quel simbolo, stravolgendone il significato.

venerdì 8 gennaio 2016

"Religione è schiavitù ! Spiritualità è libertà !" Riflessioni by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


La vera bestemmia è dirsi rappresentanti di Dio sulla terra. Dio non necessita di rappresentanti perché Egli semplicemente E'.

Non mi interessano né i partiti né le organizzazioni.
Sono tutte cose composte da persone spesso senza principi, che amano avere addosso patacche inutili, che compiono gesti e rituali che spesso nemmeno comprendono, che dicono cose per il puro piacere di sentire che suono hanno nelle loro bocche.
Mi interessano piuttosto le grandi anime, i grandi spiriti, quelli che, nel corso dei Secoli, hanno combattuto a sprezzo del pericolo e della loro stessa vita: da Giovanna D'Arco a Bolivar da Garibaldi ad Anita.
Tutti sono bravi a parlare invano. Pochi sono bravi a morire non invano.


Solo la sessualità libera e consapevole può liberarci dalla religione, ovvero dalle conseguenze fondamentalistiche che essa comporta.


Per battere Renzi e il renzismo occorre un leader di destra che sappia essere di sinistra. Estrema.

L'amicizia fra due o più persone esiste quando queste si frequentano e/o si sentono spesso.
Quando ciò non avviene il loro rapporto si chiama "conoscenza".
Poi, all'interno di questa "conoscenza" ci può essere, eventualmente, l'"empatia".
Anche questa, come l'amicizia, non va declamata ma va PRATICATA e DIMOSTRATA.
Queste in breve le ragioni per le quali da anni:

a) ho deciso di non frequentare qualsi nessuno;
b) ho una grande considerazione per concetti quali "amicizia", "empatia", "fratellanza", ovvero per il loro AUTENTICO SIGNIFICATO PRATICO.


Tutti ad inneggiare quel despota amico dei ricchi oligarchi di Putin (che non è diverso da Obama nel farsi i suoi interessi).
Ecco, io invece inneggio al suo principale oppositore: Eduard Limonov, leader del Partito Nazional Bolscevico messo fuori legge proprio da Putin.
Nei Nazbol we trust !

martedì 17 novembre 2015

Riflessioni terzomondiste: by Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Non vi può essere vera cultura dei diritti se, nel mondo, vi sono ancora bambini che soffrono, che muoiono, che hanno fame. E la stessa cosa vale per donne e uomini, trattati come carne da macello e schiavi della dittatura del Potere, del Danaro, della Religione.

Mi occupo di (contro)cultura e (anti)politica il che significa che la politica cosiddetta "ufficiale" non solo non mi interessa ma la ritengo marginale e poco utile per le persone.
Se volete possiamo anche parlarne, ma, sinceramente, preferisco parlare di cose serie.

Mi auguro che Hollande e Sarkozy si pentano amaramente della loro politica estera.
La Libia, ricordiamolo, subì un vero e proprio atto di guerra da parte del governo francese.
Il popolo francese NON fu mai consultato in merito !

L'unica perversità che conosco sono le Religioni Monoteiste Istituzionalizzate. La mia unica religione è l'Amore.

Oggi va bene essere francesi, ma occorreva essere libici quando la Libia sovrana veniva invasa dalla Francia.
Il terrorismo non lo compiono i popoli.
Ma i politicanti.

Forse Roma, più che di un sindaco, necessiterebbe di poteri speciali a forze dell'ordine e a forze armate, per obbligare le persone poco educate a rispettare la legge.

Chi attacca o uccide una persona pacifica e inerme non è né un uomo né un militare.

Leggo che i politicanti non sanno che cosa fare dell area Expo. Ma scusate, costruire case da dare a chi non ne ha, sarebbe chiedere troppo ?


Li hanno chiamati "dittatori", ma, se avessero studiato ed approfondito le loro storie, avrebbero notato che Mu'Ammar Gheddafi e Josip Broz Tito, erano dei riformatori sociali che attuarono, rispettivamente, in Libia e in Jugoslavia, l'autogestione delle imprese e dell'economia, sostenendo i ceti più poveri della popolazione.
Rimanendo autonomi sia dal blocco sovietico che da quello capitalista.
A rappresentare un Terzo Mondo libero e sovrano.

martedì 8 settembre 2015

Il "Libro Verde" di Mu'Ammar Gheddafi. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Il verde, nella cultura islamica, è il colore della conoscenza e dei santi. Il verde ricorda peraltro Al-Khidr, l'Uomo Verde protettore delle tribù nomadi, che incarna la provvidenza divina.
E proprio in una tribù di nomadi beduini è nato Mu'Ammar Gheddafi, colonnello e Raìs della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare e Socialista sino alla barbara morte che dovette subire nel 2011, complici gli anglo-franco-statunitensi.
E verde è il nome del testo pubblicato da Gheddafi stesso nel 1975 – il "Libro Verde", appunto – rivolgendosi al suo popolo e nel quale ha voluto fissare i punti salienti del suo pensiero.
Un pensiero tutt'altro che dittatoriale, tutt'altro che liberticida, tutt'altro che retrogrado come da troppo tempo creduto in un Occidente che poco ha voluto approfondire la figura del Raìs libico.
Il "Libro Verde", nella sua parte iniziale, muove una critica serrata ai sistemi elettorali, fatti di partiti e di parlamenti, che, nei fatti, non rappresentano affatto la reale volontà popolare ma unicamente quella del partito che ha raccolto più voti e che come tale non rappresenta di fatto il popolo, ma solo una parte ideologica, peraltro formata da una fetta esigua di rappresentanti, ovvero i parlamentari.
Il partito, per Gheddafi, è come una classe o una tribù: rappresenta solo una fazione e, se questa prevale sulle altre, allora questa di fatto rappresena un regime dittatoriale, non permettendo alle altre classi ed idee di essere rappresentate.
Gheddafi infatti scrive: "La lotta politica che si risolve nella vittoria di un candidato che ha ottenuto il 51% dell’insieme dei voti degli elettori, porta ad un sistema dittatoriale presentato sotto le false spoglie di democrazia. Infatti il 49% degli elettori sono governati da uno strumento di governoche non hanno scelto, ma che ad essi è stato imposto. Questa è dittatura.
Il conflitto politico può inoltre portare ad uno strumento di governo che rappresenta soltanto la minoranza; questo avviene quando i voti degli elettori vengono distribuiti tra un gruppo di candidati, uno dei quali ottiene un maggior numero di voti rispetto ad ognuno degli altri candidati, considerati singolarmente. Ma, se si sommassero insieme i voti ottenuti dagli "sconfitti", si avrebbe una schiacciante maggioranza".
E' peraltro di questi giorni l'uscita in Italia del saggio edito da Feltrinelli “Contro le elezioni. Perché votare non è più democratico” del saggista belga David Van Reybrouck, il quale giunge alle medesime conclusioni del Raìs e ritiene che il sistema più democratico sia quello fondato sull'Agorà Greca, attraverso il sorteggio e la partecipazione popolare diretta.
Mu'Ammar Gheddafi, infatti, lungi dal propugnare un sistema dittatoriale, fonda la Jamahiriyya, ovvero il governo delle masse popolari attraverso appositi Congressi e Comitati popolari di cui spiegherà nel "Libro Verde" la funzione.
Il Colonnello Gheddafi scrive in proposito: "In primo luogo il popolo si divide in congressi popolari di base. Ognuno di questi congressi sceglie la sua Segreteria. Dall’insieme delle Segreterie si formano , in ogni settore, congressi popolari non di base. Poi, l’insieme dei congressi popolari di base sceglie i comitati popolari e amministrativi che sostituiscono l’amministrazione governativa. Da questo si ha che tutti i settori della società vengono diretti tramite comitati popolari. I comitati popolari che dirigono i settori divengono responsabili dinanzi ai congressi popolari di base; questi ultimi dettano ai comitati popolari la politica da seguire e controllano l’esecuzione di tale politica. In questo modo sia l’amministrazione che il controllo di essa diverrebbero popolari e si porterebbe così fine alla vecchia definizione di democrazia che dice: "la democrazia è il controllo del popolo su se stesso". Tutti i cittadini che sono membri di questi congressi popolari appartengono, per la loro professione e per le lorofunzioni, a varie categorie o settori quali gli operai, i contadini, gli studenti, i commercianti, gli artigiani, gli impiegati, i professionisti. Essi, oltre ad essere cittadini membri, o cittadini aventi funzioni direttive nei congressi popolari di base o nei comitati popolari, devono costituire congressi popolari a loro propri. I problemi discussi nei congressi popolari di base, nei comitati popolari, prendono forma definitiva nel Congresso Generale del Popolo, dove s’incontrano tutti i direttivi dei congressi popolari, dei comitati popolari. Tutto quello che viene deciso nel Congresso Generale del Popolo, che si riunisce una volta all’anno, è riferito ai congressi popolari, ai comitati popolari, per la sua messa in atto da parte dei comitati popolari che sono responsabili dinanzi ai congressi popolari di base. Il Congresso Generale del Popolo non è un gruppo di membri di un partito o di persone fisiche come i parlamenti ma è l’incontro dei congressi popolari di base, dei comitati popolari. In questo modo il problema dello strumento di governo sarà di fatto risolto e si porrà fine ai regimi dittatoriali. Il popolo diverrà strumento di governo ed il problema della democrazia nel mondo sarà definitivamente risolto".
Si noti bene, dunque, come il modello della Jamahiriyya libica sia per molti versi ricalcato sul modello ateniese dell'Antica Grecia, culla della democrazia occidentale, ma che l'Occidente cosiddetto “democratico” ha abbandonato da tempo per sostituirlo con sistemi di governo basati su politici di professione che, teoricamente, dovrebbero rappresentare il popolo. Ma che, nei fatti, curano piuttosto i loro interessi e quelli delle loro lobby di riferimento.
Relativamente alle leggi, il Raìs libico ritiene che esse debbano ispirarsi alla natura ed alla religione del popolo. In questo senso vi è purtuttavia da dire che la sua visione dell'Islam non ha nulla di estremistico o di radicale, al punto che nessun tipo di legge del taglione è stata mai applicata nella Libia di Gheddafi.
Relativamente alla libertà di stampa, Gheddafi nel suo saggio muove una critica alla proprietà dei giornali da parte delle singole persone fisiche e giuridiche. Egli ritiene che la vera stampa libera sia unicamente quella redatta dai Comitati popolari, in quanto rappresentante di tutta la società e non solo di una parte.

Più interessante è la visione economica del Raìs libico, il quale nel “Libro Verde” enuncia i principi di quella che lui definisce Terza Teoria Universale, alternativa al capitalismo sfruttatore ed al comunismo ateo, materialista e ingannatore.

Egli ritiene innanzitutto che i lavoratori debbano essere considerati produttori, non più dei salariati e dunque ciò che loro producono deve essere di loro proprietà. Il salario, per Gheddafi, è indice di sfruttamento ed un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone, né privato né statale. Oltre a ciò, il Raìs, ritiene che nessuno possa possedere più di quanto gli sia necessario per vivere in quanto l'accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione e segna il sorgere della società dello sfruttamento.
In questo senso nel “Libro Verde” è specificato che nessuno può possedere più di una abitazione e più di un mezzo di trasporto privato. L'affitto o il noleggio sono da considerarsi come fenomeno di sfruttamento del bisogno altrui e ove vi è bisogno non vi può essere, conseguentemente, libertà dell'individuo.
La Terza Teoria Universale – in pieno contrasto con la visione capitalistico-borghese e con quella collettivista-statalista-marxista - propone dunque che ciascuno lavori o per sé oppure in aziende socialiste autogestite dai lavoratori medesimi ove ciascuno è produttore e socio alla pari, oppure ancora che si lavori a beneficio della società e dei bisognosi.
In questo senso nel “Libro Verde” è scritto: "Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…) A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani".
Senza dimenticare il contesto nel quale è stato scritto, il “Libro Verde” pone la famiglia al centro della società e Gheddafi afferma che essa è molto più importante dello Stato in quanto culla, origine e riparo sociale dell'essere umano.
Contrariamente a quanto si tende a credere, Gheddafi è molto duro con i nazionalismi intesi come particolarismi che tendono a dividere e scrive: "(…) sono male e detrimento all’umanità il particolarismo nazionale e l’uso della forza nazionale contro le nazioni deboli; oppure il progresso nazionale conseguito appropriandosi di ciò che appartiene ad altra nazione. Però l’individuo forte, rispettoso di se stesso, consapevole delle sue responsabilità personali è importante ed utile alla famiglia; la famiglia rispettosa, forte, consapevole della sua importanza è socialmente e materialmente utile alla tribù; la nazione progredita, produttiva e civilizzata è utile al mondo intero. Per contro, la struttura (binà’) politica e quella nazionale si corrompono se scendono a livello sociale, cioè familiare e tribale, interferendo con esso e assumendone i punti di vista".
Un capitolo del “Libro Verde” è dedicato alla donna e la visione di Gheddafi, lungi da ogni maschilismo e pur essendo stato un emancipatore nel mondo islamico ed aver ammesso le donne nell'esercito ed aver costituito addirittura il corpo militare delle “Amazzoni”, la sua visione è piuttosto familista e la sua visione della donna è di moglie, madre ed “angelo del focolare”.
Egli sulla donna in particolare scrive: "E’ ingiustizia e crudeltà l’eguaglianza fra di loro in un lavoro sporco che sfigura la bellezza di una donna, privandola della sua femminilità. E’ anche ingiustizia e crudeltà addestrare la donna ad un programma che, di conseguenza la conduce allo svolgimento di un lavoro non confacente alla sua natura. Fra l’uomo e la donna non esiste differenza sul piano umano: a nessuno dei due è lecito sposare l’altro senza il suo libero consenso, né sciogliere il matrimonio senza un equo arbitrato che lo ratifichi, o senza l’accordo delle due volontà dell’uomo e della donna al di fuori dell’arbitrato".
Il “Libro Verde”, oltre a profetizzare la dominazione del mondo da parte dei neri, per secoli sfruttati, prosegue muovendo critiche alla coercizione del sistema educativo scolastico e ritenendo che le facoltà ed i corsi di studi dovrebbero comprendere ogni materia dello scibile umano, in modo che l'essere umano non sia privato di determinate conoscenze.
I capitoli finali riguardano la necessità che l'individuo ricerchi un'unica lingua per esprimersi in modo che tutta l'umanità possa dialogare e comprendersi, mentre l'ultimo capitolo riguarda la necessità che le masse pratichino lo sport anziché ne fruiscano passivamente.
Il “Libro Verde”, saggio breve e semplice, scritto per le masse incolte, ma con l'idea di essere diffuso anche in Occidente, pone ad ogni modo riflessioni interessanti. Riflessioni interessanti in ambito politico-elettorale in primis ed anche in ambito economico. Propone da una parte la partecipazione popolare in ambito politico e l'autogestione in ambito economico, muovendo critiche al dittatoriale sistema elettorale ed al sistema economico capitalistico e di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Mu'Ammar Gheddafi, lungi dall'essere stato un dittatore, bensì capo di una rivoluzione incruenta – la Rivoluzione Verde del 1969, appunto – merita oggi di essere studiato. Personaggio storico che, non a caso, ha dato filo da torcere sia al fondamentalismo islamico che all'Occidente capitalista e sovietico, in quanto fieramente indipedente ed orgoglioso del suo modello.
Modello distrutto dalle sedicenti “primavere” arabe, ovvero dai colpi di Stato sostenuti anche da Francia, Usa, Gran Bretagna e dalla Nato intera. E che oggi ci hanno regalato Daesh, ovvero quell'Isis che avanza inesorabilmente indisturbato.

Luca Bagatin

mercoledì 2 settembre 2015

La vera Terza Via: la Civiltà dell'Amore

Viviamo ancora fra due blocchi: da una parte l'Occidente edonista, capitalista, dedito al piacere effimero. Dall'altra il fondamentalismo e fanatismo politico, religioso e retrogrado.
Mai come oggi occorre stare dalla parte degli sfruttati.
Per la vera Terza Via.
Per la Civiltà dell'Amore.

www.amoreeliberta.altervista.org

venerdì 9 gennaio 2015

Civico20news est Charlie: un articolo di Allegra Romana Monti tratto da www.bdtorino.eu che ci aiuta a riflettere e a comprendere. Senza la solita retorica mediatica.


Civico20news est Charlie (tratto da: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=14666


Civico2onews ha partecipato e sostenuto la manifestazione spontanea e apolitica tenutasi giovedì 8 gennaio a Torino, in difesa della libertà alla risata e all'espressione. Invitiamo tutti a riflettere su quanto è accaduto, per non dare questo episodio in pasto agli sciacalli: questo il miglior modo per onorare le vittime


Alle 17:35 piazza Castello era ancora vuota. In pochi minuti però, le persone hanno iniziato ad affluire numerose, sotto la statua dell'alfiere dell'esercito sardo.
Giovani e meno giovani, tutti per salutare i dodici artisti di Charlie Hebdo che hanno perso la vita nell'11 settembre parigino, tutti presenti per dire “no” alla violenza e schierarsi dalla parte della libertà di espressione, un principio nato nel secolo dei lumi e ormai fondamento della nostra cultura.
A prendere parte all'iniziativa, anche volti noti come Chiamparino, Fassino e Younis Tawfik, noto scrittore iracheno.
Come cittadina e come giornalista voce di Civico20news, ho sentito l'esigenza di essere presente, per difendere la nostra cultura, condannando però chiunque schiacci quella altrui: dai fondamentalisti, alle grandi potenze occidentali che con la loro politica di guerra hanno acuito odi e differenze e questi sono i risultati.
Una lecita mobilitazione per il diritto alla risata, anche la più scorretta, ma non limitiamoci a questo proposito, riflettiamo su quanto accaduto, perché l'indignazione poi si allenta e passa, la comprensione resta.
Puniamo i responsabili, ma non solo coloro che materialmente hanno colpito la sede del giornale satirico, ma anche chi questi episodi li ha scatenati e li scatena, li ha sfruttati e li sfrutta per giustificare le proprie azioni: la famelica USA e la supina e asservita UE.
Bisognerà ragionare non solo sui mandanti e sui loro fini, ma pure su chi in qualche modo beneficerà di questa tragedia, perché c'è sempre qualcuno che lo fa e che prova a fiorire sulle ceneri altrui. La risposta a questo episodio non può essere quella delle bestie rabbiose e neppure quella della paura, come si è letto nella manifestazione madre parigina, a place de la Rèpublique: “La punizione sarà più generosità, più tolleranza, più democrazia”.
Gli interrogativi del caso restano ancora molti. Ad esempio come gli attentatori abbiamo potuto fuggire in auto in pieno giorno nel traffico fluente parigino, come si possa pensare di commettere un attentato e portarsi dietro (per poi dimenticarla in auto) la carta di identità e sbagliare pure numero civico; solleva dubbi anche la naturale tranquillità durante la fuga degli attentatori che, invece di fuggire celermente, si sono avvicinati all'auto camminando. Qualcosa non torna ed è chiaro, ma ancor più cristallino è che a pagare il prezzo di questa guerra non è chi l'ha scatenata e la porta avanti, ma siamo noi. 


Allegra Romana Monti

giovedì 8 gennaio 2015

Rivoluzione popolare Vs. fanatismo terroristico

Chi fece la Rivoluzione, quella vera, di Popolo e per il Popolo (non per mere superstizioni o dogmi di fede), certo non aveva necessità di compiere stupidi attacchi intimidatori/terroristici, ma combatteva - fieramente - a viso aperto e scoperto.
E con il cuore colmo d'Amore e Libertà.




sabato 6 settembre 2014

Scontro di civiltà o di barbarie ? Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Scontro di Civiltà, o, piuttosto, scontro di Barbarie ?
Barbarie dei barbari che non conoscono Dio, ma che si nascondono dietro le Religioni Monoteiste Istituzionalizzate al fine di farsi la guerra e lucrare sul proprio prossimo, al fine di imporre la propria visione e controllarne mente, corpo e azioni.
Barbarie dei barbari che invadono Paesi sovrani, imponendo la loro visione pseudo-democratica di un Occidente che è arrivato alla fine dei suoi giorni, attanagliato da una crisi economica causata dalle Banche Centrali, dai Governi, dal sistema del signoraggio bancario, del Fondo Monetario Internazionale che seguita ad impoverire chi è già povero e ad arricchire chi è già ricco.
Barbarie di coloro i quali hanno una visione della donna schiava, della donna sottoposta: da una parte alle volontà dei patriarchi, dei mariti, del loro “Dio” che non conoscono (perché Dio è Amore, in tutte le lingue del mondo e questo cattolici, ebrei ed islamici, evidentemente, non lo sanno ancora) e dall'altra è schiava della pubblicità commerciale, della prostituzione del suo corpo e della sua mente. Prostituzione televisiva, commerciale, legata al profitto.
In realtà non esiste un Occidente democratico e civile ed un Islam antidemocratico ed incivile. O viceversa. Esistono due realtà contrapposte solo in apparenza, ovvero schiave del Potere. Schiave dei Governi (poco importa se eletti “democraticamente”), dei dittatori, degli oligarchi. Schiave di un sistema monetario internazionale e di un'economia che non contempla l'Amore, ma che ha ucciso l'Umanità per aprire le porte al profitto, al guadagno, ovvero allo sfruttamento dei popoli, degli individui, delle menti, dei corpi, delle donne.
Non vi può essere vera cultura dei diritti se, nel mondo, vi sono ancora bambini che soffrono, che muoiono, che hanno fame. E la stessa cosa vale per donne e uomini, trattati come carne da macello e schiavi della dittatura del Potere, del Danaro, della Religione.
Quando, poco più di un anno fa, fondai “Amore e Libertà”, un movimento-non-movimento, un partito-non partito (un Partito Unico, per molti versi, alternativo ai “partiti” pseudo-democratici di oggi), un pensatorio (anti)politico e (contro)culturale (anti “questa” politica del profitto, contro “questa” cultura dell'odio), parlavo anche e proprio di questo, ovvero del costruire la Civiltà dell'Amore dalle macerie dell'inciviltà dell'odio, dell'inciviltà del piacere effimero tipico della società capitalistico-borghese, della religione utilizzata come strumento di controllo dei corpi e delle menti.
Ciò che sta accadendo in Medioriente è inaccettabile: da una parte e dall'altra. Ciò che sta accadendo in Ucraina è inaccettabile: da una parte e dall'altra. Nella fattispecie andrebbe fatta una riflessione, ovvero da dove deriva tale crisi ? Deriva dallo sfruttamento. La caduta del Muro di Berlino, nella fattispecie, anziché liberare i popoli dal giogo sovietico, li ha costretti ad una nuova schiavitù. Pensiamo ad esempio alle tante donne e ragazze dell'Est, costrette a prostituirsi nell'Occidente pseudo-democratico. Sfruttate, malmenate da papponi senza scrupoli e mai tutelate dagli Stati, dai Governi che, intanto, a Bruxelles, si spartivano la torta imponendo una moneta unica che, di fatto, ci ha impoveriti tutti quanti e resi schiavi della Banca Centrale Europea (come nel 1913 furono resi schiavi del sistema monetario e del conseguente signoraggio bancario gli statunitensi, attraverso la creazione della Federal Reserve).
Questa non è civiltà, ma barbarie. Lo scontro vero non è fra due civiltà, bensì fra due barbarie. Fu così durante la Guerra Fredda, che vide contrapposti due grandi imperialismi a tutto svantaggio del Terzo Mondo e dei popoli di tutti il pieneta ed è così oggi, ove agli imperialismi si sono sostituiti i Governi, il sistema monetario internazionele, il “libero commercio” (spesso di armi), la pubblicità commerciale, la religione come mezzo di offesa e non di evoluzione spirituale, il moralismo senza morale, il razzismo e così via.
Occorre essere consapevoli di ciò e riconoscere che occorre riunire ciò che è sparso. Smetterla con le contrapposizioni sterili e comprendere che l'unica contrapposizione vera è fra Civiltà dell'Amore da una parte ed inciviltà dell'odio, del piacere effimero e del dolore dall'altra.
L'Amore fra i popoli potrebbe essere l'unica ideologia possibile da contrapporre al Potere ed allo sfruttamento. L'unica alternativa al sistema capitalistico ed a quello delle Religioni e delle Ideologie istituzionalizzate che, di fatto, ci stanno costringendo, ogni giorno, a pagare un prezzo altissimo in termini economici, umani ed intellettuali.
L'obiettivo di “Amore e Libertà”, in questo senso, è di un ripristino dell''Agorà dell'Antica Grecia, ovvero un sistema che permetta a chiunque di autogestirsi, di auto-governarsi. E' la nascita dell'Internazionale dell'Amore, che, recuperando gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864, vada a sanare le divisioni ideologiche fra mazziniani, anarchici e socialisti e vada a recuperare il meglio del pensiero mazziniano, anarchico e socialista. Per un'alternativa libertaria, umanitaria e sentimentale. L'obiettivo di “Amore e Libertà” è la socializzazione dell'economia, ovvero l'autogestione delle aziende da parte dei singoli cittadini, affinché siano loro stessi a trarne vantaggio, con amore e libertà. Perché l'avvenire o può seguitare a mostrarci un mondo fatto di violenza e sfruttamento, oppure può essere radioso e gestito o, meglio autogestito, da tutti i cittadini uniti, come fratelli.
Questo è peraltro anche il messaggio del Cristo e di tutti i Grandi Iniziati che mai vollero fondare religioni o sostenere governi, ma predicarono l'eguaglianza, l'amore e la libertà fra le genti.
 

venerdì 5 settembre 2014

Aforismi e riflessioni garibaldine d'Amore e Libertà. By Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


L'Internazionale dell'Amore è il Cuor dell'Avvenire.

Trovo che Massimo D'Alema sia un ipocrita. E trovo lo sia per due ragioni: la prima è che questo governo è espressione anche del suo partito. La seconda è che anche il suo governo, nel 1999 - 2000, non portò a buoni risultati.


La democrazia, specie se elettiva, ha i suoi limiti. La libertà, invece, è senza confini.

Il cattivo gusto è nel giudizio. Specie quando si trasforma in pre-giudizio.

Ogni qual volta penso ad inglesi o a tedeschi mi viene in mente che i loro avi erano barbari e che ci vollero i latini per civilizzarli.
Ogni qual volta penso agli statunitensi mi viene in mente che sono un popolo che non esiste, che i loro avi erano barbari e che il suolo che hanno usurpato era abitato da ben altro popolo civile.

Il mondo islamico radicale andrebbe "bombardato" di preservativi, di vibratori, di gadget sessuali d'ogni genere, anziché di missili ed armi.
Penso che il sesso, specie se fatto con amore, faccia bene a tutti. La cosa difficile per "quel" mondo, ma anche per il nostro di "mondo" occidentale e pseudo democratico, retto solo da mercificazione e pubblicità commerciale, penso sia il comprendere davvero che cos'è l'amore. Ed il sesso, di conseguenza.

Le donne sono da secoli bistrattate oppure oggetto di morbosità da parte di una società patriarcale, maschilista, frustrata, dedita alla ricerca di un piacere effimero e del guadagno facile. Io da sempre amo il mistero che emanano. Il mio modello ideale è una donna libera e liberata. La donna che sarà libera dal potere, dal danaro, dalla religione, saprà recuperare la cultura tipica delle antiche civiltà della terra. Per questo - nel mio ultimo saggio - ho dato ampio spazio al mito della Donna Selvaggia descritta da Clarissa Pinkola Estés nel saggio "Donne che corrono coi lupi".

Amore e Libertà è favorevole alla legalizzazione della prostituzione, ma solo nella forma dell'autogestione.
Lo sfruttamento delle menti e dei corpi lo lasciamo ad una società criminale.
L'autogestione delle menti e del corpo è ben altra cosa.